Il ricatto della pastaia a Barivecchia: “Prima compri le orecchiette poi puoi fotografarmi”. E il video diventa virale

Una frase secca, rivolta a una turista straniera, ha riacceso il dibattito sul rapporto tra turismo, tradizione e social all’Arco Basso, nel cuore di Barivecchia. “Prima compri le orecchiette poi puoi fotografarmi”, una delle celebri pastaie della strada ha risposto così a una visitatrice che voleva riprendere la preparazione delle orecchiette.

La turista, però, aveva già acquistato la pasta poco prima. Chiarito l’equivoco, la nonnina ha dato il via libera alle riprese, trasformando il momento di tensione in un siparietto finito su TikTok.

Dietro la battuta emerge un fenomeno ormai consolidato: foto e video sono spesso accettati dopo l’acquisto delle orecchiette, creando una sorta di patto non scritto tra turisti e artigiane.

Il ristorante era abusivo, Nunzia paga la multa. Ruffo (Mi Manda Rai Tre): “Vince la legalità”

Il giudice di pace di Bari nei giorni scorsi ha respinto il ricorso presentato da Nunzia Caputo, nota come “la signora delle orecchiette”, contro la multa ricevuta nel dicembre 2024 per aver gestito un home restaurant senza le necessarie autorizzazioni in un’abitazione di Bari Vecchia.

La pastaia aveva contestato il verbale sostenendo che fosse stato redatto sulla base di immagini ottenute in violazione della privacy. Il giudice ha però ritenuto legittimo l’operato della polizia annonaria, evidenziando che le riprese erano state realizzate e diffuse dalla trasmissione televisiva Mi manda Rai Tre per finalità giornalistiche e che gli agenti si erano limitati ad accertare l’illecito attraverso il servizio.

Secondo gli accertamenti, nell’abitazione venivano serviti pasti a pagamento senza che fosse mai stata presentata la Scia prevista dalla normativa. Oltre alla sanzione amministrativa, per Caputo era stato disposto anche l’ordine di cessare l’attività di ristorazione casalinga.  Siamo tornati a Barivecchia per parlarne e abbiamo chiesto a Federico Ruffo, conduttore di Mi Manda Rai Tre, di commentare la vicenda.

Multa dopo il blitz di Mi Manda Rai Tre in casa, respinto il ricorso di Nunzia delle orecchiette: “Servizio illecito”

Il giudice di pace di Bari ha respinto il ricorso presentato da Nunzia Caputo, nota come “la signora delle orecchiette”, contro la multa ricevuta nel dicembre 2024 per aver gestito un home restaurant senza le necessarie autorizzazioni in un’abitazione di Bari Vecchia.

La pastaia aveva contestato il verbale sostenendo che fosse stato redatto sulla base di immagini ottenute in violazione della privacy. Il giudice ha però ritenuto legittimo l’operato della polizia annonaria, evidenziando che le riprese erano state realizzate e diffuse dalla trasmissione televisiva Mi manda Rai Tre per finalità giornalistiche e che gli agenti si erano limitati ad accertare l’illecito attraverso il servizio.

Secondo gli accertamenti, nell’abitazione venivano serviti pasti a pagamento senza che fosse mai stata presentata la Scia prevista dalla normativa. Oltre alla sanzione amministrativa, per Caputo era stato disposto anche l’ordine di cessare l’attività di ristorazione casalinga.

Guida turistica strattonata e “invitata” a far comprare le orecchiette: “Non lavoriamo per loro”

Torniamo ad occuparci delle orecchiette di Barivecchia, finite nuovamente sotto i riflettori con l’inizio dell’estate e il boom del turismo. Questa volta vi parliamo di un episodio di cronaca con protagonista una guida turistica, “strattonata” da una delle signore delle orecchiette e invitata a convincere il proprio gruppetto a comprare dal suo banchetto. Non si tratta di un caso isolato, come testimoniato da una guida turistica. Ecco cosa abbiamo raccolto.

Assalto alle orecchiette, Loconte non è Ranucci. Nunzia gli dà le spalle: “Con te nessun selfie”

In tanti ci avete segnalato la passeggiata di Sigfrido Ranucci a Barivecchia al fianco del sindaco Leccese e del sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Nazzareno Carusi.

Il giornalista e conduttore di Report, in occasione della tappa del suo spettacolo al Petruzzelli, ha colto l’occasione per un tour nel centro storico. Immancabile la tappa da Nunzia, la regina pastaia delle orecchiette. Tutto questo nella giornata internazionale della libertà di stampa. Tutto rigorosamente dato in pasto ai social tra complimenti, abbracci e selfie.

Abbiamo cercato di approfittarne e strappare anche noi un selfie con Nunzia che però ha declinato la nostra offerta di tregua, dandoci direttamente le spalle, mentre i turisti continuano impazziti ad alimentare il mercato delle orecchiette e non solo.

Truffa delle orecchiette, è tutta una fiction. Antonio al “collega” Guerrieri: “Fai solo retorica”

Nell’ultima puntata della fiction Rai “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”, tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio e con Alessandro Gassmann protagonista, l’avvocato Guerrieri difende una pastaia di Barivecchia accusata di resistenza a pubblico ufficiale.

La scena è ispirata alla truffa delle orecchiette industriali, vendute tra i vicoli della città vecchia e spacciate ai turisti come artigianali. L’avvocato Guerrieri difende una pastaia accusata di illegalità e nella sua arringa sottolinea l’ingiustizia di trattare come criminale una donna che produce pasta per sopravvivere, citando anche l’articolo del New York Times.

Orecchiette “o motte”, truffa alle spalle: “Affogo la delusione con cime di rape e spuma di alici”

Dopo essere tornati a Barivecchia, all’indomani del ritorno “trionfale” di Cassano, Antonio ha deciso di buttarsi alle spalle tutte le polemiche legate alle orecchiette “o motte” e la decisione della Procura di voler archiviare l’inchiesta. Come? Affogando in un piatto di orecchiette con cime di rape e spuma di alici preparato dallo chef del ristorante Bahari.

Truffa orecchiette, Cassano la benedice. Chiesta l’archiviazione: “Antonio non rompere i cog***ni”

Il “blitz” e il ritorno di Antonio Cassano in città, in occasione della tappa di Viva el Futbol al Teatro Team, hanno riacceso i riflettori sulle orecchiette di Barivecchia.

L’ex calciatore è tornato nei vicoli dove è cresciuto ed è stato accolto in grande stile dalle pastaie che gli hanno riservato anche entrate trionfali con il lancio delle orecchiette.

Cassano ha prima scherzato sull’originalità e sull’autenticità del prodotto, salvo poi consigliare di “buttare qualcosa in testa” a chi si reca a Barivecchia per “dare fastidio”.

La passeggiata di Cassano, rigorosamente data in pasto ai social, arriva pochi giorni dopo la notizia della richiesta di archiviazione da parte della Procura nell’ambito dell’inchiesta per truffa.

Pur riconoscendo la frode nell’esercizio del commercio messa in atto nei vicoli della città vecchia, la Procura ha chiesto l’archiviazione per le tre persone indagate. Tra loro c’è anche Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette. Il motivo? Il fatto “risulta di particolare tenuità per le modalità della condotta, l’esigua entità del danno cagionato e l’intensità del dolo”.

Una condotta che viene definita dal pm “non abituale”. Eppure, come testimoniato dalla nostra inchiesta giornalistica, la realtà è stata un’altra. Ora il gip deciderà se procedere con l’archiviazione oppure no. Noi come sempre ci mettiamo la faccia e siamo tornati a Barivecchia. L’accoglienza a noi riservata non è stata certamente quella data a Cassano.