Bari blindata per la festa di FdI e della Meloni: oltre 500 agenti in campo. Il corteo di protesta non entrerà al porto

Bari si prepara a una giornata ad alta tensione per la festa di Fratelli d’Italia, in programma al porto, dove è attesa nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sono oltre 500 gli agenti delle forze dell’ordine schierati nei punti strategici della città, affiancati dalla Polizia municipale, impegnata nella gestione della viabilità e dei flussi di pubblico.

Per garantire la sicurezza dell’evento sono state predisposte misure straordinarie: tra queste la chiusura dello spazio aereo e di un tratto di mare davanti al molo 10, oltre a un piano di potenziamento dell’assistenza sanitaria al Policlinico di Bari. Le disposizioni sono state definite dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, coordinato dal prefetto Rossana Riflesso, in raccordo con gli organizzatori.

Meloni è attesa all’aeroporto di Bari-Palese nel primo pomeriggio. In città sono già arrivati numerosi esponenti del governo e parlamentari: complessivamente circa 120 ospiti, tra cui i ministri Abodi, Mazzi, Nordio e Crosetto.

Sul fronte opposto, nel pomeriggio è previsto il corteo di protesta contro il governo, promosso da associazioni e realtà cittadine. La manifestazione partirà alle 17.30 da piazza Ferrarese, ma non potrà raggiungere il porto. La Questura ha stabilito che il corteo prosegua attraverso piazza IV Novembre e il lungomare Imperatore Augusto, con conclusione prima dell’intersezione con largo Papa Urbano II, all’altezza della basilica di San Nicola.

Una decisione contestata dagli organizzatori, che avevano chiesto di poter concludere la manifestazione nei pressi del varco Dogana. La Questura ha però ritenuto impraticabile anche questa soluzione, per ragioni di sicurezza e viabilità. I promotori accusano le autorità di aver limitato la possibilità di manifestare il dissenso proprio per evitare contestazioni alla premier. I manifestanti dovranno dunque mantenersi a distanza dagli ingressi del porto e non interferire con il percorso di navette e mezzi diretti alla festa. Il corteo occuperà inoltre soltanto la corsia destra delle strade interessate, così da garantire la circolazione. Vietati, infine, slogan, messaggi o immagini ritenuti offensivi.

Nel frattempo, nell’area individuata per la kermesse, accanto al Terminal crociere, sono stati predisposti 700 posti a sedere, con una capienza massima stimata in circa 3.500 persone in piedi. Una giornata dunque destinata a mettere alla prova l’intero sistema di sicurezza e viabilità cittadino.

Fratelli d’Italia, la festa nazionale si farà al porto di Bari: appuntamento il 4 settembre con la premier Meloni

Sarà il porto di Bari a ospitare, il prossimo 4 settembre, la festa nazionale di Fratelli d’Italia, organizzata per celebrare quello che il partito definisce il “record del governo più longevo”. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario alla Salute e coordinatore regionale di FdI, Marcello Gemmato.

L’appuntamento culminerà alle 19, con l’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sarà affiancata da ministri, parlamentari e dai principali esponenti della classe dirigente del partito. Sono inoltre in fase di definizione ulteriori iniziative collaterali che accompagneranno la manifestazione.

“È un grande orgoglio per la classe dirigente pugliese ospitare questo evento storico”, ha dichiarato Gemmato. In vista dell’appuntamento, questa mattina lo stesso Gemmato ha effettuato un sopralluogo nell’area del porto che ospiterà la manifestazione, insieme ai deputati di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e Augusta Montaruli, per verificare gli ultimi aspetti organizzativi.

Bari Pride, Lega e Fratelli d’Italia chiedono di togliere il patrocinio del Comune: no della maggioranza. È polemica

Sabato 21 giugno è in programma il Bari Pride per celebrare la libertà di espressione e i diritti lgbtq+. Durante la seduta del consiglio comunale di ieri, Giuseppe Carrieri (Lega) ha chiesto il ritiro del patrocinio già concesso del Comune.

Nella mozione urgente, presentata da Carrieri e firmata da tre consiglieri di Fratelli d’Italia, viene sottolineato come “da regolamento non è una manifestazione da alto rilievo e che associare il logo della città a manifestazioni di strada spiccatamente in favore di un orientamento sessuale non è certamente condiviso da tutta la città”.

Mozione respinta senza esitazione dal sindaco Leccese e dalla maggioranza. Il caso però ha già scatenato le polemiche nel mondo della politica. “Ieri il Consiglio comunale ha resistito con orgoglio al maldestro tentativo di un’azione politica che ritengo inammissibile. Bari non può tornare indietro, bisogna stare lontani dai diritti civili. Qualunque tentativo di aggressione a questi diritti deve essere respinta con fermezza e orgoglio”.

Queste le parole del sindaco di Bari, Vito Leccese, durante la presentazione del Bari Pride 2025. “Bari – ha proseguito Leccese – nel 2003 ha ospitato il Pride nazionale, prima tappa di un percorso che la città ha voluto accompagnare con forme di tutela piena dei diritti civili. Dal 2003 resistiamo con orgoglio. Sui temi dei diritti civili non si torna indietro, da dieci anni abbiamo avviato un tavolo di confronto e promozione che ha prodotto iniziative interessanti”.

Leccese ha anticipato che “l’amministrazione ci sarà non solo con il sindaco, ma con una presenza istituzionale che esprime la condivisione piena di un percorso avviato da 22 anni. Non indosserò la fascia tricolore, ma quella arcobaleno”.

Leccese ha infine ricordato che “Bari è stata la prima città italiana a dotarsi di uno statuto nel 1991, dopo la riforma” e che “nei principi fondamentali è scritto che è una comunità aperta, che riconosce i diritti di tutti e promuove la tutela dei diritti umani. Questo è fondamentale ricordarlo sempre”.

“Siamo davanti a un atto di propaganda becera, che prova a sabotare un momento di unità e di lotta civile. Ma Bari ha già dimostrato di voler stare dalla parte dei diritti e dell’uguaglianza”, le parole dei Giovani Democratici.

“Si tratta di un atto politico grave e regressivo e l’iniziativa sostenuta anche dal consigliere di Fratelli d’Italia Antonio Ciaula è espressione di una visione conservatrice e profondamente scollegata dalla realtà di una città inclusiva e aperta come la nostra”, aggiungono.

“La mozione è stata giustamente respinta con fermezza dalla maggioranza, ma resta l’amarezza per il fatto che si debba ancora difendere il Pride da chi lo considera un problema e non una risorsa culturale, sociale e politica per la città”, concludono. 

Bari, l’incubo di via Capruzzi. Fratelli d’Italia chiede interventi urgenti: “Tutelare sicurezza cittadini e commercianti”

I consiglieri di Bari chiedono con urgenza di inserire via Capruzzi nel piano coordinato di controllo del territorio, di aumentare il presidio delle Forze dell’ordine per tutelare l’ordine pubblico, di garantire la sicurezza igienico-sanitaria della zona e di predisporre interventi incisivi per affrontare una problematica ormai fuori controllo.

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Svastiche, foto di Mussolini e insulti agli ebrei in chat: la 24enne leader dei giovani FdI di Bari finisce nella bufera

Scoppia la bufera attorno a Ilaria Partipilo, presidente della giovanile di Fratelli d’Italia per la provincia di Bari. Nell’inchiesta condotta da Fanpage sul “Gioventù nazionale gate” sono emersi alcuni messaggi pubblicati dalla 24enne originaria di Conversano in un gruppo privato. Il caso è scoppiato e c’è grande imbarazzo in città. La famiglia è molto conosciuta ed è cattolica, la mamma ha una libreria in cui vende testi religiosi.

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Il caso di Bari fa discutere a Terlizzi, il Pd difende Decaro: “Governo squadrista”. FdI: “Orogliosi di esserlo”

Il terremoto politico che ha investito il Comune di Bari ha fatto scalpore in tutta Italia, anche nella vicina Terlizzi. Sull’argomento è intervenuto il Pd Terlizzi che, esprimendo solidarietà al sindaco Decaro, ha parlato di “squadrismo politico da parte del centrodestra e del governo a guida Fratelli d’Italia”, in una nota. Non si è fatta attendere la replica di Fratelli d’Italia di Terlizzi sui social.

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Fiera del Levante, FdI all’attacco: “Vergognoso che alcuni spazi siano ancora occupati dal Covid hospital”

“Aver avuto ragione non ci rallegra, ma sicuramente ci rammarica. In quel gennaio 2021, in piena pandemia, Fratelli d’Italia fu l’unico partito a non salutare in modo positivo l’improvvisa costruzione di un ospedale Covid nella Fiera del Levante. In un’interrogazione urgente ponemmo 10 domande al presidente Emiliano, fra le quali le spese che lievitavano di giorno in giorno (appaltate per 10 milioni, sono poi arrivate a oltre 25 milioni) e invitammo il presidente a fermarsi per aumentare i posti letto nelle strutture ospedaliere già esistenti e che quindi non sarebbero state smantellate. Non ci furono mai date risposte, anzi ci fu in quell’occasione una sorta di denigrazione della nostra denuncia da parte del presidente Emiliano e dall’allora capo della Protezione Civile, Lerario, indagato, poi, anche per questo ospedale, sul quale oggi c’è anche l’occhio della Procura della Corte dei Conti”. Inizia così la nota di Fratelli d’Italia

“Alla vigilia della Fiera del Levante, e dopo 2 anni e 9 mesi, non solo l’ospedale occupa, vuoto, spazi della Campionaria, ma costa alla Regione, e quindi ai pugliesi, 111mila euro al mese – si legge -. Senza contare i tanti debiti fuori bilancio (specie quelli fatti e non riconosciuti dalla Protezione civile nazionale) che puntualmente arrivano per l’esame prima in Commissione Bilancio e poi per l’approvazione in Consiglio. Un debito abnorme che sta diventando una voragine, anche perché lo smantellamento costerebbe non meno di altri 4 milioni di euro, senza contare alcuni macchinari che giacciono in alcuni spazi dell’ospedale. Quello che Emiliano considerava un fiore all’occhiello, oggi è un pugno allo stomaco circondato da un degrado senza precedenti se si tiene conto che siamo a 2 giorni dall’inaugurazione della Fiera del Levante. Il tutto nell’incuria non solo generale, ma anche della politica che in questi anni si è preoccupata solo di occupare la Fiera in tutti i sensi: basterebbe fare un giro all’interno per capire quanti privati hanno affittato spazi e quanti sono, invece, quelli delle istituzioni pubbliche, in modo particolare della Regione. La stessa politica che vedrà Emiliano e Decaro intervenire all’inaugurazione con discorsi pieni di parole parole parole, ma scommettiamo senza dire una parola sull’ospedale in Fiera, ma soprattutto sul futuro della Fiera. Semmai ce ne sia uno”.