Lavoro all’aperto e ondate di calore, Decaro firma un’ordinanza: stop nelle ore più a rischio

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, “ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente per prevenire i rischi sanitari derivanti dall’esposizione prolungata a temperature elevate e radiazione solare durante gli eventi climatici estremi, sempre più frequenti e intensi, connessi ai cambiamenti climatici, attraverso misure organizzative e preventive finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori”.

Lo rende noto l’ufficio stampa. “Abbiamo anticipato quest’anno l’ordinanza così come ne abbiamo prorogato la validità fino al mese di settembre – spiega il governatore pugliese – perché ormai i cambiamenti climatici ci hanno abituato a temperature torride e a fenomeni estremi che in casi di esposizioni prolungate possono determinare anche un pericolo per la salute. Questo provvedimento intende essere innanzitutto una tutela per i lavoratori più esposti e un incentivo a mettere in campo nuovi modelli organizzativi di lavoro che garantiscano la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori senza creare danni alle attività. La salute delle persone è un diritto assoluto che intendiamo mettere al primo posto”.

Nel comunicato è specificato che “l’ordinanza è stata adottata sulla base delle evidenze epidemiologiche e scientifiche disponibili in materia di stress termico ambientale e delle previsioni meteoclimatiche fornite dal sistema Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr, con particolare riferimento ai lavoratori impegnati in attività outdoor o in ambienti termici severi caratterizzati da elevato impegno fisico.

Silvia Salis a Bari, la sindaca di Genova con il governatore Decaro: “Noi Premier? Concentrati sui nostri incarichi”

Dialoghi, confronti e riflessioni sul futuro del centrosinistra hanno caratterizzato la terza tappa di Women and the City a Bari, evento dedicato al ruolo del genere come leva di sviluppo sociale ed economico.

Protagonisti della giornata sono stati Silvia Salis, sindaca di Genova, e Antonio Decaro, governatore della Puglia, rimasti a lungo a confronto anche sui possibili scenari politici futuri.

Salis ad oggi è una delle figure emergenti del centrosinistra nazionale e il suo resta tra i nomi più accreditati in vista delle prossime sfide elettorali. Lo stesso per Decaro che sta affrontando la nuova esperienza alla guida della Regione Puglia.

Nessuno dei due, però, ha lanciato messaggi in chiave elettorale: la priorità al momento dichiarata resta amministrare al meglio Genova e la Puglia. “Silvia Salis è un buon sindaco, che credo possa dare un ottimo contributo al campo dei progressisti proprio con l’esperienza da sindaco – le parole di Decaro -. Premier? Mi sto dedicando alla mia Regione dove ho già tanti problemi, mi sto dedicando alla mia comunità”.

Bari, minacce e diffamazione su Facebook: l’ex titolare del chiosco di Pane e pomodoro condannato a 9 mesi

Il giudice del tribunale di Bari, Alberto Mastropasqua, ha condannato a nove mesi di reclusione il 39enne Pietro Malanga imputato per diffamazione e minacce a pubblico ufficiale nei confronti dell’ex sindaco di Bari e attuale presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro e dell’allora assessora allo sviluppo economico del Comune, Carla Palone.

Malanga è stato condannato anche al pagamento di 3000 euro di risarcimento del danno per ciascuno e a 2.000 euro di spese di costituzione di parte civile sia per Decaro sia per Palone. La vicenda trae origine da alcuni commenti che l’uomo nel 2020 pubblicò su Facebook in relazione alla revoca decisa dall’amministrazione comunale della concessione per la gestione dei servizi balneari lungo le spiagge di Torre Quetta e Pane e Pomodoro e il bar con terrazza del molo Sant’Antonio al porto vecchio di Bari.

In particolare il Comune aveva revocato la concessione alle due società (‘Il Veliero’ e ‘Adriatica’) che gestivano le attività che erano state destinatarie in quei mesi da un’interdittiva antimafia. Pietro Malanga era il figlio di Orlando Malanga, ritenuto di fatto il gestore del bar della spiaggia di Pane e Pomodoro. ‘Ridateci ciò che è nostro, lì abbiamo dato sangue e sudore’, il post che il 39enne aveva scritto sulla sua pagina social, rivolgendo anche alcune offese nei confronti di Decaro. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna ad un anno e mezzo di reclusione. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche: l’uomo è stato condannato anche al risarcimento del danno in favore di Decaro e Palone. I due rappresentanti istituzionali erano presenti in aula questa mattina durante la requisitoria.

Prima della sentenza, all’uscita dal tribunale, Decaro rispondendo alle domande dei giornalisti ha spiegato che “le istituzioni non debbano mai girare la testa dall’altro lato, o piegarsi. Era importante essere per me qui oggi per testimoniare la presenza delle Istituzioni, il rispetto delle regole”. Il governatore ha evidenziato che era “importante ribadire che le Istituzioni devono tenere sempre la testa alta”.

Bari, flash mob del centrodestra sul lungomare contro l’aumento Irpef: “Emiliano e Decaro pagate voi”

Il centrodestra pugliese è sceso in piazza contro l’aumento dell’addizionale Irpef deciso dalla Regione per coprire il deficit della sanità. Davanti alla Presidenza della Regione, sul lungomare Nazario Sauro di Bari, si è svolto un flash-mob con striscioni e bandiere che ha provocato rallentamenti al traffico. La protesta rappresenta il primo passo di una raccolta firme che coinvolgerà tutti i Comuni pugliesi per chiedere il blocco dell’aumento dell’aliquota.

Nelle stesse ore il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, erano impegnati nel primo incontro ufficiale con i dieci manager delle aziende sanitarie pugliesi, sette dei quali nominati il 22 maggio scorso.

Duri gli interventi degli esponenti del centrodestra. Il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo ha criticato la gestione della sanità regionale sostenendo che “più mettono soldi più ne sprecano”. Anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Paride Mazzotta, ha definito l’aumento dell’Irpef “un’iniziativa autoritaria”, accusando la Regione di voler sanare anni di cattiva gestione «mettendo le mani nelle tasche dei cittadini».

Sulla stessa linea il coordinatore regionale della Lega, Roberto Marti, che ha replicato alle dichiarazioni di Decaro sui deficit sanitari presenti anche in altre regioni italiane: “Gli altri governatori non si sono comportati così”, ha affermato, aggiungendo che il governatore avrebbe dovuto annunciare l’aumento già durante la campagna elettorale.

“Chiediamo il ritiro del piano di aumenti fiscali. Blocco turn over, blocco spese non obbligatorie e efficientamento spesa farmaceutica. Accordi con sanità privata accreditata per non sforare costi. Sono alcune delle misure che possono essere messe in campo al posto dell’ esplosione delle tasse annunciata da Decaro – le parole del consigliere comunale Carrieri -. Un salasso fiscale che comporterà per chi ha imponibile di 30mila euro (2500 mensili) di pagare il 33%+3,2%+0,8%= il 37% di irpef e di poter contare quindi solo su 19mila euro per sostenere la propria famiglia. Per costoro e per tanti altri, stamane abbiamo protestato duramente a Bari in strada”.

Decaro contro i De Laurentiis: “Mi hanno tradito e ho mandato a quel paese Aurelio. Devono subito vendere”

Il presidente della Regione Puglia ed ex sindaco di Bari, Antonio Decaro, rompe il silenzio sul fallimento sportivo del Bari e si assume la responsabilità della scelta compiuta nel 2018, quando affidò il club alla famiglia De Laurentiis dopo il fallimento della società. «Scelsi l’unica offerta seria insieme a quella di Lotito, e allora gran parte della tifoseria era favorevole», spiega Decaro a La Repubblica, ammettendo però oggi di sentirsi «tradito» come tifoso e come amministratore.

Decaro punta il dito soprattutto contro Aurelio De Laurentiis, accusandolo di aver incrinato definitivamente il rapporto con la città quando definì il Bari una possibile “squadra B” del Napoli. «Quando lo disse, lo mandai pubblicamente a quel paese», racconta l’ex sindaco, convinto che da quel momento sia iniziato il distacco con la tifoseria.

L’ex primo cittadino rivela inoltre di aver tentato negli ultimi due anni di convincere Luigi De Laurentiis a cedere il club, cercando anche investitori alternativi, senza però ottenere risultati concreti. Secondo Decaro, la stagione negativa del Bari è frutto di errori tecnici e di investimenti insufficienti. «Una squadra che non è mai stata davvero una squadra», commenta dopo la deludente annata culminata con la sconfitta sul campo del Südtirol.

Infine, Decaro smentisce le polemiche legate alla presunta proposta del gruppo indonesiano Hartono nel 2018, definendola «una fake news». La documentazione, spiega, arrivò fuori tempo massimo e senza i requisiti richiesti dalla Federcalcio. «Sospendere l’assegnazione del titolo sarebbe stata una scelta folle», conclude, lanciando un ultimo appello alla Filmauro: «Devono vendere subito e mettere fine a questa agonia sportiva».

Sanità, Decaro nomina i nuovi direttori generali delle Asl pugliesi – I NOMI

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha nominato i nuovi direttori generali delle Asl, degli Irccs e delle Aziende Ospedaliero-Universitarie pugliesi.

Michelangelo Armenise nominato all’Irccs di Castellana Grotte, Tommaso Stallone all’Irccs di Bari, Yanko Tedeschi al Policlinico di Foggia, Vito Bavaro all’Asl di Taranto, Gianluca Capochiani Asl Lecce, Tiziana Di Matteo all’Asl di Foggia, Alessandro Di Bello all’Asl Bat.

Il nuovo direttore generale dell’Asl di Brindisi sarà nominato nelle prossime settimane, in quanto non è ancora scaduto il mandato dell’attuale dg Maurizio De Nuccio.

“Non li ho ancora incontrati – spiega Decaro – ma mi auguro che accettino. Abbiamo dato un mandato chiaro, con obiettivi precisi e misurabili a pena di decadenza. Abbiamo lavorato ad un contratto ad hoc per i direttori dove sono elencati gli obiettivi sui quali c’è in ballo anche una percentuale alta dello stipendio. Queste nomine sono un pezzo di lavoro di questi quattro mesi, per il quale devo ringraziare gli attuali direttori generali per il lavoro svolto e per essere riusciti a chiamare 170 mila cittadini per anticipare le prestazioni. Ai nuovi dg – aggiunge Decaro – gli chiederò di stare vicino alle persone, e quindi ai pazienti e ai loro familiari”.

Ex Ilva, Decaro: “Il Governo intervenga con una società mista. Non vogliamo più scegliere tra salute e lavoro”

“Credo che il governo debba intervenire con una società mista e risolvere definitivamente questa questione a Taranto che ci attanaglia da sempre”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, intervenendo all’assemblea nazionale Fiom Cgil in corso a Bari a proposito della vertenza ex Ilva.

“Non vogliamo più scegliere tra la salute e il lavoro, – ha aggiunto – è arrivato il momento di pensare a un lavoro, un lavoro di qualità, un lavoro sicuro e pensare anche alla salute dei tarantini”.

“Abbiamo bisogno di investire sulle transizioni, abbiamo bisogno di investire sull’acciaio – ha spiegato il governatore pugliese – che se è un settore strategico per il nostro paese, e lo dice anche la crisi di Electrolux di questi giorni, è un settore nel quale dobbiamo investire. Deve investire il pubblico. Il pubblico investe in tanti settori nel nostro Paese attraverso Fincantieri, attraverso Leonardo, non vedo perché non possa investire in un settore strategico. L’acciaio serve a tutte le filiere, a tutte le aziende che sono a valle della produzione dell’acciaio”.

Borsa di studio a Mari Lorusso, Decaro insiste: chiesto l’annullamento al direttore generale del Policlinico di Bari

Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha formalmente chiesto al direttore generale del Policlinico di Bari di annullare in autotutela la borsa di studio assegnata nell’ambito del progetto Ubuntu all’ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso, imputata per scambio elettorale politico-mafioso.

La borsista, al momento del concorso – evidenzia la Regione – aveva procedimenti penali pendenti — tra cui uno per scambio elettorale politico-mafioso ex art.416-ter c.p. — che avrebbero dovuto escluderla dalla selezione.

Il Policlinico aveva posto possibili dubbi interpretativi ma la Regione, acquisito il parere dell’Avvocatura regionale, ha ritenuto quella valutazione errata. Decaro ha chiesto un intervento immediato, riservandosi ulteriori azioni a tutela del principio di legalità.

Futuro Nazionale, Vannacci a Bari: “Decaro è intelligente ma pensi ai pugliesi e non a trovare un posto per Emiliano”

«Antonio Decaro è una persona intelligente, ma dovrebbe occuparsi dei pugliesi più che del suo predecessore». Lo ha dichiarato Roberto Vannacci a Bari, a margine dell’inaugurazione del comitato costituente di Futuro Nazionale, commentando le richieste avanzate dalla Regione Puglia al Csm per consentire all’ex governatore Michele Emiliano di ottenere un incarico da consulente.

L’ex generale ha definito Emiliano “maggiorenne, vaccinato e magistrato”, sostenendo che non avrebbe bisogno dell’intervento di Decaro. Vannacci ha inoltre criticato la gestione regionale della sanità pugliese, parlando di una situazione ereditata da amministrazioni di centrosinistra.

Nel corso della serata il fondatore di Futuro Nazionale ha incontrato sostenitori e cittadini, accolto da applausi, bandiere e cori. «Hanno cercato di ostacolarci con ogni mezzo possibile, ma il merito di questo risultato è dei territori», ha affermato, rivendicando la crescita del movimento.

Nel suo intervento Vannacci ha affrontato anche temi nazionali, dalla difesa — che «deve essere sempre legittima» — all’energia, chiedendo di «riportare gas e petrolio dalla Russia», uscire dal Green Deal europeo e rilanciare un «serio progetto di energia nucleare in Italia» per ridurre i costi energetici.

Rebus Emiliano, ancora un no dal Csm per la consulenza in Regione: resta in piedi l’altra opzione

La terza commissione del Csm ha rigettato anche la seconda proposta per l’aspettativa dell’ex governatore Michele Emiliano come consulente della presidenza della Regione Puglia.

Lo si apprende dal fonti del Csm. Resta ancora un’altra ipotesi in campo che è quella della proposta di un incarico come consulente della commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro.

A quanto si è appreso, la commissione del Csm ha chiesto al presidente della commissione parlamentare precisazioni sulle motivazioni che richiedono la consulenza di Emiliano e dovrà poi chiedere l’assenso dell’interessato. In ogni caso anche questa proposta dovrà essera vagliata in commissione e poi, se ci dovesse essere l’assenso, passare al plenum.