Borsa di studio, il Policlinico di Bari licenzia Mari Lorusso: “Non poteva partecipare da imputata. Dichiarazione falsa”

Il Policlinico di Bari ha annullato “in autotutela” gli atti che avevano portato Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale 40enne, a ottenere una borsa di studio da 25mila euro lordi per 12 mesi come data manager del progetto di ricerca Ubuntu.

Secondo quanto emerso dalla verifica straordinaria disposta dal direttore generale Antonio Sanguedolce, la Lorusso non avrebbe avuto i requisiti per partecipare alla selezione e avrebbe inoltre reso una dichiarazione non veritiera al momento della sottoscrizione del contratto. La decisione arriva dopo la richiesta di approfondimenti avanzata dal governatore Antonio Decaro e il parere tecnico-giuridico dell’Avvocatura regionale.

Secondo i legali della Regione, la posizione giudiziaria della Lorusso, imputata nel processo “Codice Interno” per un reato di mafia incompatibile con l’impiego pubblico, impediva l’ammissione alla procedura selettiva. La Regione Puglia si è costituita parte civile nel processo sia contro la ex consigliera sia contro il marito, già condannato a nove anni di carcere.

Con la delibera approvata oggi, il Policlinico ha disposto l’esclusione della Lorusso dalla selezione e la decadenza immediata del contratto firmato a marzo. L’ex consigliera era risultata prima nella graduatoria stilata dalla commissione presieduta dal primario di Oncologia medica Camillo Porta.

Borsa di studio a Mari Lorusso, Decaro insiste: chiesto l’annullamento al direttore generale del Policlinico di Bari

Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha formalmente chiesto al direttore generale del Policlinico di Bari di annullare in autotutela la borsa di studio assegnata nell’ambito del progetto Ubuntu all’ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso, imputata per scambio elettorale politico-mafioso.

La borsista, al momento del concorso – evidenzia la Regione – aveva procedimenti penali pendenti — tra cui uno per scambio elettorale politico-mafioso ex art.416-ter c.p. — che avrebbero dovuto escluderla dalla selezione.

Il Policlinico aveva posto possibili dubbi interpretativi ma la Regione, acquisito il parere dell’Avvocatura regionale, ha ritenuto quella valutazione errata. Decaro ha chiesto un intervento immediato, riservandosi ulteriori azioni a tutela del principio di legalità.

Borsa di studio per Mari Lorusso, blitz del Nirs al Policlinico di Bari: acquisiti documenti. L’assunzione resta in piedi

Gli ispettori del Nirs, il Nucleo regionale ispettivo nella sanità, hanno effettuato un accesso negli uffici del Policlinico di Bari per acquisire la documentazione relativa all’assunzione di Mari Lorusso come data manager nel reparto di Oncologia. Al centro delle verifiche ci sono il bando di concorso, le prove selettive, i requisiti richiesti e l’intera procedura che ha portato all’incarico.

L’ispezione è stata disposta dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, dopo la notizia dell’assunzione dell’ex consigliera comunale, imputata nel processo “Codice interno” per presunto scambio elettorale politico-mafioso. Nel procedimento, Regione Puglia e Comune di Bari si sono costituiti parte civile chiedendo un risarcimento di 200mila euro.

Decaro ha chiesto al Policlinico di sospendere l’assunzione, richiamando le norme che prevedono l’esclusione dai concorsi pubblici in presenza di procedimenti penali incompatibili con il rapporto di lavoro nella pubblica amministrazione. Il Policlinico, però, ha avviato un’indagine interna e ha precisato che il bando non indicava i carichi pendenti tra le cause di esclusione.

Mari Lorusso aveva dichiarato la propria posizione giudiziaria al momento della candidatura, ma la commissione esaminatrice non l’ha ritenuta motivo sufficiente per l’esclusione. Ora la Regione ha chiesto ulteriori approfondimenti all’Avvocatura regionale, mentre il governatore continua a sostenere la necessità di revocare il contratto annuale, del valore di circa 1.700 euro netti al mese, legato a un progetto scientifico in ambito oncologico.

Borsa di studio al Policlinico, la Regione blocca il contratto di Maria Lorusso. La difesa: “Ha detto di essere imputata”

La Regione Puglia ha bloccato l’assunzione al Policlinico di Bari di Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale coinvolta nell’inchiesta “Codice Interno” sul presunto scambio elettorale politico-mafioso, ma attraverso il suo legale, l’avvocato Luca Castellaneta, Lorusso precisa di aver dichiarato nella domanda di partecipazione al bando i procedimenti penali pendenti a suo carico, smentendo di aver omesso la propria posizione giudiziaria.

La vicenda riguarda un incarico annuale da 25mila euro lordi per un progetto scientifico del reparto di Oncologia del Policlinico, finanziato dal Ministero della Salute. Dopo la notizia dell’assunzione, il presidente della Regione Antonio Decaro ha disposto un’ispezione del Nirs sulla procedura concorsuale e chiesto la sospensione dell’assunzione, contestando possibili violazioni delle norme che escludono candidati con procedimenti penali incompatibili con la pubblica amministrazione.

Secondo quanto emerso, il nodo non sarebbe la mancata comunicazione da parte di Lorusso, ma l’assenza di verifiche approfondite da parte della commissione esaminatrice del Policlinico. Lorusso è imputata nell’inchiesta della Dda di Bari che ipotizza il sostegno elettorale dei clan Parisi, Strisciuglio e Montani alle Comunali del 2019.

Nella stessa indagine risultano coinvolti anche il marito, Giacomo Olivieri, recentemente condannato a nove anni in abbreviato, e il padre Vito Lorusso, ex direttore di Oncologia medica dell’Istituto Giovanni Paolo II, già condannato in passato per peculato e concussione.

Maria Carmen Lorusso vince una borsa di studio: la moglie di Olivieri farà la ricercatrice al Policlinico di Bari

Maria Carmen Lorusso, imputata nel processo “Codice Interno”, tornerà a lavorare in ambito sanitario grazie a una borsa di studio assegnata dal Policlinico di Bari per un progetto dedicato alla cura delle neoplasie neuroendocrine.

La 40enne, formalmente incensurata nonostante il procedimento penale in corso, si è classificata prima nella selezione pubblica per il progetto finanziato fino al 2027, ottenendo un incarico annuale da circa 25mila euro lordi.

Lorusso era stata arrestata nel febbraio 2024 nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”, relativa a presunti scambi elettorali politico-mafiosi alle Comunali di Bari. Parallelamente prosegue il processo ordinario che coinvolge lei, il padre Vito Lorusso e altri imputati, mentre resta aperto il capitolo giudiziario che ha già portato alla condanna dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri.