Paziente fragile di 82 anni resta oltre 24 ore in Pronto Soccorso, notte sulla barella: la denuncia dal Policlinico di Bari

Oltre 24 ore trascorse in Pronto Soccorso, una notte su una barella e una precedente valutazione dermatologica con indicazione al ricovero. È quanto denunciato dai familiari di una donna di 82 anni  attualmente assistita al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari.

Secondo quanto riportato in una formale contestazione inviata alla Direzione della struttura, la paziente, affetta da psicosi e con una significativa patologia dermatologica agli arti inferiori, sarebbe stata sottoposta il 17 agosto a una visita specialistica dermatologica, al termine della quale sarebbe stato indicato il ricovero ospedaliero. Nonostante tale indicazione, riferisce la famiglia, la donna sarebbe rimasta nel Pronto Soccorso per oltre un giorno, trascorrendo anche la notte su una barella senza essere trasferita in un reparto di degenza.

La famiglia chiede quindi alla Direzione un intervento immediato e chiarimenti sulle ragioni cliniche e organizzative che avrebbero determinato il prolungamento della permanenza in Pronto Soccorso. Tra le richieste figurano anche informazioni sull’eventuale decisione di ricovero, sul reparto di destinazione, sull’assistenza e sul monitoraggio garantiti alla paziente durante la permanenza e sui tempi previsti per il trasferimento.

Nella lettera viene inoltre sollecitata una verifica dei tempi di permanenza e della gestione assistenziale, con particolare attenzione alle condizioni di fragilità legate all’età avanzata e alla patologia psichiatrica della donna. La segnalazione si conclude con la richiesta di un riscontro scritto e tempestivo. In assenza di risposte adeguate, i familiari annunciano la possibilità di rivolgersi agli organi e alle autorità competenti e di richiedere l’accesso alla documentazione sanitaria e amministrativa relativa alla presa in carico della paziente.

La famiglia ha infine chiesto la conservazione integrale di tutta la documentazione riguardante la permanenza in Pronto Soccorso, comprese valutazioni cliniche, prescrizioni, verbali, tempi di presa in carico e di trasferimento. Al momento, la contestazione rappresenta la ricostruzione fornita dai familiari della paziente. Eventuali chiarimenti da parte della struttura sanitaria potranno contribuire a ricostruire nel dettaglio le ragioni cliniche e organizzative alla base della permanenza prolungata in Pronto Soccorso.

Una protesi biorigenerativa per la dialisi, innovazione al Policlinico di Bari: salvata paziente di 57 anni

Una protesi vascolare sintetica biorigenerativa al posto del catetere venoso centrale. È la soluzione adottata dal Policlinico di Bari per garantire l’accesso alla dialisi ai pazienti che non possono essere sottoposti alla realizzazione di una fistola arterovenosa con vasi nativi.

La tecnologia ha già dato risultati concreti. Una paziente di 57 anni in emodialisi utilizza da circa due anni e mezzo una fistola arterovenosa protesica realizzata con un impianto di nuova generazione, progressivamente riassorbito e sostituito dai tessuti della paziente. Una soluzione che le ha permesso di mantenere una buona qualità di vita e svolgere con maggiore libertà anche attività quotidiane come fare il bagno, senza le limitazioni imposte da un catetere venoso centrale.

Secondo Cosma Cortese, nefrologo interventista del Policlinico, la protesi consente la formazione di un nuovo condotto vascolare con caratteristiche favorevoli anche sul fronte dei rischi infettivi e trombotici.

Per Loreto Gesualdo, direttore della Nefrologia, la fistola arterovenosa con vasi nativi resta la prima scelta, mentre la protesi dovrebbe rappresentare l’alternativa nei casi in cui non sia possibile realizzarla, prima di ricorrere al catetere venoso centrale. Quest’ultimo è oggi utilizzato da oltre il 30% dei pazienti in emodialisi.

Il Policlinico di Bari ha partecipato a uno studio multicentrico sulla nuova tecnologia e sta già utilizzando protesi di seconda generazione. L’obiettivo, sottolinea Gesualdo, è investire sempre più in formazione, innovazione e ricerca per migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti sottoposti a dialisi.

Doppio intervento mininvasivo al Policlinico di Bari: salvata una 67enne ad alto rischio

Una donna di 67 anni, affetta da una grave stenosi della valvola aortica e da una malattia coronarica, è stata sottoposta con successo al Policlinico di Bari a un doppio intervento mininvasivo eseguito nella stessa seduta operatoria, evitando così il ricorso alla cardiochirurgia tradizionale.

La paziente, costretta sulla sedia a rotelle e con un quadro clinico particolarmente complesso, presentava numerosi fattori di rischio e diverse patologie concomitanti. Dopo una valutazione multidisciplinare, i medici hanno escluso l’intervento chirurgico convenzionale a causa dell’elevato rischio operatorio.

L’équipe della Cardiologia universitaria e dell’Emodinamica ha quindi scelto una strategia completamente percutanea, eseguendo contemporaneamente l’impianto transcatetere di una protesi valvolare aortica biologica (Tavi) e un’angioplastica coronarica.

La procedura è risultata ancora più complessa per la presenza di una bicuspidia della valvola aortica, una malformazione congenita emersa durante gli esami pre-operatori. Nonostante le difficoltà, entrambi gli interventi sono stati completati con successo e la paziente, dopo un rapido recupero clinico, è stata dimessa ed è tornata a casa.

Policlinico Bari, madre dona rene al figlio 44enne: primo trapianto in Italia con tecnica robotica a incisione unica

Primato nazionale per il Policlinico di Bari, dove è stato eseguito il primo trapianto di rene in Italia con tecnica robotica Single Port, che consente di operare attraverso un’unica incisione di circa sette centimetri. L’intervento è stato effettuato nei giorni scorsi dall’équipe di Urologia guidata dal professor Pasquale Ditonno utilizzando il sistema robotico Da Vinci Single Port.

La nuova procedura rappresenta un’evoluzione rispetto alla tecnica robotica multiport, già impiegata nel centro barese per 17 trapianti tra il 2023 e il 2024, e garantisce minore invasività, ridotto stress biologico, tempi di recupero più rapidi e un migliore risultato estetico.

Dietro il traguardo scientifico c’è anche la storia di una madre di 61 anni che ha donato un rene al figlio di 44 anni, affetto da rene policistico. Dopo anni di dialisi, un intervento di asportazione di un rene e l’interruzione dell’attività lavorativa a causa della malattia, il paziente può ora guardare a una nuova prospettiva di vita.

L’acquisto del robot Da Vinci Single Port è stato possibile grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del programma FESR-FSE 2021-2027. «Essere i primi in Italia a eseguire un trapianto con questa tecnica significa offrire cure sempre meno invasive e una migliore qualità di vita ai pazienti», ha sottolineato il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce.

Morte del piccolo Domenico, concluso incidente probatorio sui 2 cuori al Policlinico di Bari: “Lesioni da ghiaccio”

Si è concluso ieri, al Policlinico di Bari, l’incidente probatorio disposto nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto cardiaco fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. Al centro degli accertamenti i due cuori coinvolti nella vicenda: quello del piccolo paziente e quello proveniente da Bolzano, che secondo l’accusa sarebbe giunto a destinazione congelato.

Alle operazioni hanno partecipato i periti nominati dal gip di Napoli Mariano Sorrentino, insieme ai consulenti delle parti. Secondo quanto emerso, il collegio peritale ha annunciato la richiesta di una proroga tra i 15 e i 30 giorni per il deposito delle relazioni tecniche, facendo slittare la consegna degli elaborati dall’11 settembre alla metà di ottobre.

Intanto, il medico legale della famiglia Caliendo, Luca Scognamiglio, ha riferito che le analisi istologiche sul cuore trapiantato avrebbero evidenziato segni di necrosi dei tessuti compatibili con l’esposizione dell’organo al ghiaccio secco. Sugli stessi campioni sarebbero stati inoltre riscontrati danni riconducibili a un prolungato collegamento all’Ecmo.

La famiglia del bambino, attraverso il legale Francesco Petruzzi, ha chiesto che l’autorità giudiziaria si pronunci sulla richiesta di interdittiva avanzata dalla Procura nei confronti dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, indagati anche per il reato di falso nella compilazione della cartella clinica. Nell’inchiesta per omicidio colposo in concorso risultano complessivamente indagati sette sanitari.

Celiachia, a rischio il rinnovo della convenzione al Policlinico di Bari. Pazienti preoccupati: “Supporto fondamentale”

Diecimila euro potrebbero fare la differenza per centinaia di pazienti celiaci pugliesi. È la cifra necessaria per garantire la prosecuzione del servizio specialistico di assistenza nutrizionale attivo al Policlinico di Bari e all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, ora a rischio dopo il mancato rinnovo della convenzione che finanziava la presenza di un medico dedicato.

A lanciare l’allarme è l’Associazione Italiana Celiachia Puglia. «Si tratta di un supporto fondamentale soprattutto subito dopo la diagnosi, quando pazienti e famiglie devono affrontare un cambiamento radicale delle abitudini alimentari», spiega il presidente regionale Michele Calabrese.

Il servizio, sostenuto finora da un finanziamento straordinario regionale, ha seguito nell’ultimo anno fino a 300 persone tra adulti e bambini. Il Policlinico, in una comunicazione ufficiale firmata dal direttore generale Antonio Sanguedolce, conferma l’impossibilità di rinnovare la convenzione senza nuove coperture economiche, proponendo una collaborazione senza costi per l’azienda sanitaria.

Una soluzione ritenuta difficilmente praticabile dall’associazione, che sottolinea la necessità di personale qualificato. «Molti dei pazienti seguiti erano bambini appena diagnosticati: le famiglie hanno bisogno di supporto e accompagnamento», conclude Calabrese. Resta ora aperto il nodo delle risorse necessarie per evitare l’interruzione del servizio.

Borsa di studio a Mari Lorusso, Decaro insiste: chiesto l’annullamento al direttore generale del Policlinico di Bari

Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha formalmente chiesto al direttore generale del Policlinico di Bari di annullare in autotutela la borsa di studio assegnata nell’ambito del progetto Ubuntu all’ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso, imputata per scambio elettorale politico-mafioso.

La borsista, al momento del concorso – evidenzia la Regione – aveva procedimenti penali pendenti — tra cui uno per scambio elettorale politico-mafioso ex art.416-ter c.p. — che avrebbero dovuto escluderla dalla selezione.

Il Policlinico aveva posto possibili dubbi interpretativi ma la Regione, acquisito il parere dell’Avvocatura regionale, ha ritenuto quella valutazione errata. Decaro ha chiesto un intervento immediato, riservandosi ulteriori azioni a tutela del principio di legalità.

Bari, infermieri “infedeli” a processo. Il Policlinico ne licenzia quattro: una storia detta a metà

Torniamo ad occuparci della storia degli infermieri del centro emofilia e trombosi del Policlinico di Bari indagati per peculato con l’accusa di aver usato, tra il 2016 e il 2017, e siringhe e materiale sanitario dello stesso Policlinico di Bari per fare prelievi o somministrare farmaci a nero in casa dei pazienti.

In cambio avrebbero ricevuto soldi (tra i 10 e i 15 euro), bottiglie di vino e altri regali. I protagonisti della vicenda sono incastratati da alcune intercettazioni. A distanza di 8 anni, il Policlinico ne ha licenziati quattro su dieci, per giusta causa, senza preavviso. Sulla vicenda si sono dette diverse cose, in realtà il racconto emerso è solo a metà.

Policlinico Bari, nel weekend altre 250 prestazioni per abbattere liste d’attesa: “Piano straordinario” – I NUMERI

Un nuovo fine settimana dedicato al recupero delle prestazioni urgenti e brevi, con un’intensificazione delle attività chirurgiche, ambulatoriali e radiologiche. È il nuovo step del piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa che il Policlinico di Bari mette in campo domani e domenica.

Complessivamente nel week end sono previste 60 procedure chirurgiche e 188 prestazioni ambulatoriali e diagnostiche, per un totale di oltre 250 attività sanitarie aggiuntive. Nella sola giornata di sabato sono previste 47 procedure chirurgiche: 30 interventi di oculistica, 3 di neurochirurgia, 7 di urologia e 7 di ortopedia. A queste si aggiungono 188 prestazioni tra visite specialistiche ed esami diagnostici, che spaziano dalla cardiologia pediatrica alla senologia con mammografie ed ecografie, dalla dermatologia con epiluminescenza alla medicina interna, fino all’otorinolaringoiatria e alla cardiologia per adulti.

In settimana realizzate anche ecodoppler dei vasi sovraortici, ecografie, tac e risonanze magnetiche in neuroradiologia fino alle 23 e il programma proseguirà anche nelle prossime settimane. Un’estensione degli orari che consente di aumentare la capacità produttiva senza interferire con l’attività ordinaria. Domenica 1° marzo l’attività chirurgica prosegue con ulteriori 13 interventi in urologia e in ortopedia.

“Domenica scorsa non è stata un’eccezione – spiega il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce – ma parte del piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa che la Regione ci ha chiesto di attuare. L’estensione delle attività chirurgiche e diagnostiche nel fine settimana ci consente di intervenire in modo mirato sulle priorità e sui bisogni più urgenti, valorizzando al meglio le risorse professionali e tecnologiche disponibili”.

Bari, al Policlinico eseguito trapianto di linfonodi robotico: è la prima volta nel sud Italia

È stato eseguito per la prima volta al Policlinico di Bari un intervento di trapianto di linfonodi addominali per un linfedema degli arti inferiori completamente con tecnica robotica.

Nello stesso tempo operatorio, la fase di prelievo addominale è stata eseguita dall’équipe di chirurgia generale diretta dalla prof. Angela Pezzola con l’impiego del robot “Da Vinci”, mentre le suture microchirurgiche sono state realizzate dall’équipe di Chirurgia Plastica e ricostruttiva del professor Maruccia con l’impiego dell’innovativo sistema Symani, uno dei sistemi più avanzati a livello internazionale per la microchirurgia.

Si tratta della prima volta nel Sud Italia che questa tecnologia viene utilizzata a supporto di interventi di chirurgia ricostruttiva ad alta complessità. In particolare il robot per la chirurgia plastica assistita è dotato di una console che assiste il chirurgo durante le procedure microchirurgiche grazie a strumenti miniaturizzati, i più piccoli al mondo dotati di polso articolato, progettati per operare con estrema precisione su strutture di dimensioni millimetriche.

Il Policlinico di Bari sta, infatti, valutando l’impiego della chirurgia robotica anche nella chirurgia plastica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai contesti di maggiore complessità clinica. I primi interventi, realizzati all’interno dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta dal prof. Giuseppe Giudice, sono stati eseguiti dal prof. Michele Maruccia e dalla prof. Rossella Elia, che hanno già completato uno specifico percorso di training e formazione avanzata insieme all’equipe infermieristica dedicata.

“L’introduzione della robotica rappresenta un salto di qualità straordinario per la nostra unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. È il risultato di una visione condivisa che punta su innovazione, formazione e centralità del paziente”, evidenzia il direttore dell’unità operativa, prof. Giuseppe Giudice.

Secondo il prof. Michele Maruccia, che si è formato e ha effettuato i primi interventi: “La tecnologia robotica ha sicuramente ulteriori potenzialità di sviluppo e potrà essere progressivamente integrata nella pratica clinica, ampliando le indicazioni e migliorando ulteriormente i risultati per i pazienti”. Anche la prof. Rossella Elia sottolinea l’importanza dell’innovazione introdotta: “la robotica applicata non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica le capacità, soprattutto in microchirurgia, dove ogni dettaglio è decisivo”.