Rssa di Altamura, posti letto oltre il limite e false autorizzazioni: quattro persone verso il processo

Quattro persone, tra dirigenti comunali e imprenditori, sono state citate direttamente a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della Rssa “Serena Orizzonti” di Altamura.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di falso ideologico in relazione alle autorizzazioni per l’ampliamento della struttura e per l’accoglienza di pazienti in regime di Pronto intervento sociale.

Secondo l’accusa, il Comune avrebbe attestato la disponibilità di 16 Oss per 67 pazienti, mentre il personale effettivamente disponibile sarebbe stato di 13 operatori. Contestate anche le dichiarazioni sulla presenza dei servizi igienici necessari per i posti letto aggiuntivi.

Gli accertamenti della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura, avrebbero inoltre evidenziato anomalie nelle autorizzazioni: secondo gli investigatori, la struttura avrebbe potuto ospitare al massimo 52 pazienti, a fronte dei 64 posti autorizzati.

L’udienza predibattimentale è fissata per il 23 settembre davanti al giudice Giovanna Dimiccoli. Alcune delle persone inizialmente coinvolte nell’inchiesta sono state invece archiviate.

Droga e cellulari nel carcere di Bari, 500 euro a consegna: 25 indagati. Tra loro anche un infermiere

La Dda di Bari ha chiuso l’indagine su un presunto traffico di droga e telefoni cellulari all’interno del carcere di Bari, nell’ambito di un’inchiesta su un sodalizio criminale con base a Conversano. Sono 25 le persone indagate, tra cui un infermiere della Asl di 39 anni.

Secondo l’accusa, l’operatore sanitario avrebbe sfruttato il proprio ruolo e i controlli meno stringenti riservati al personale per introdurre nel penitenziario droga e smartphone, nascosti all’interno di pacchetti di sigarette.

Per ogni consegna, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe ricevuto 500 euro. I telefoni avrebbero consentito ai detenuti ritenuti vicini alla criminalità organizzata di mantenere i contatti con l’esterno e, secondo l’accusa, continuare a gestire attività di spaccio anche dal carcere.

L’inchiesta della Procura barese ha ricostruito un sistema che avrebbe permesso di far arrivare con regolarità materiale illecito all’interno della struttura penitenziaria.

Video deepfake con l’intelligenza artificiale, vittime due sorelle: tre 17enni indagati nel Salento

Tre ragazzi di 17 anni del Sud Salento sono indagati dalla Procura per i minorenni di Lecce per un presunto episodio di violenza digitale con l’uso dell’intelligenza artificiale.

Secondo quanto denunciato dalle vittime, le due sorelle sarebbero state filmate di nascosto e il video successivamente manipolato con l’intelligenza artificiale per farle apparire nude. Una delle due ragazze è minorenne.

Due dei tre indagati devono rispondere dell’acquisizione indebita delle immagini e della detenzione di materiale pornografico, mentre il terzo è accusato anche della diffusione del video.

I fatti risalirebbero allo scorso giugno. Le ragazze hanno presentato denuncia al commissariato di polizia, facendo scattare le indagini. Le abitazioni dei tre minorenni sono già state perquisite e i loro telefoni cellulari sequestrati per gli accertamenti.

Operaio precipita nel vuoto e muore: a Barletta cinque indagati per la morte del 34enne Vincenzo Dibenedetto

La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone per la morte di Vincenzo Dibenedetto, l’operaio di 34 anni precipitato nel vuoto da un’altezza di nove metri mentre era a lavoro nell’oleificio di famiglia che si trova alla periferia di Barletta.

Gli indagati sono accusati di concorso di omicidio colposo e violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Tra gli indagati ci sono, iscritti come atto dovuto, due parenti della vittima, proprietari dello stabilimento oleario e difesi dall’avvocato Giuseppe Spina, e un imprenditore di 61 anni di Andria, difeso dagli avvocati Riccardo D’Avanzo e Saverio Santangelo. Si tratta del titolare dell’impresa cui erano stati commissionati lavori su uno dei silos dell’azienda.

Secondo quanto ricostruito, il 34enne era sul mezzo della ditta del 61enne quando, per cause in fase di accertamento, è caduto nel vuoto. Sul corpo dell’operaio è stata disposta l’autopsia che sarà eseguita lunedì prossimo nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

Violenze sessuali in Puglia, indagini a Lecce e Ostuni: vittime due giovanissime. Indagati due ragazzi

Due distinti episodi di presunta violenza sessuale in Puglia sono al centro di altrettante indagini. Il primo caso riguarda una 17enne di Milano, in vacanza nella zona, che ha denunciato di essere stata vittima di una violenza da parte di un coetaneo conosciuto poco prima.

L’episodio sarebbe avvenuto lo scorso 8 agosto sulla spiaggia di Pescoluse, marina di Salve. La Procura per i minorenni di Lecce ha aperto un’inchiesta e il ragazzo è attualmente indagato. Gli investigatori hanno sequestrato i telefoni cellulari di entrambi i giovani e disposto accertamenti tecnici irripetibili per analizzare chat e messaggi utili a ricostruire quanto accaduto.

Un secondo episodio è stato denunciato da una giovane dipendente di un locale del litorale di Ostuni, che avrebbe subito una presunta violenza sessuale domenica sera, su una spiaggia nella zona di Pilone.

Secondo il racconto fornito agli investigatori, la donna sarebbe stata prima derubata e molestata e successivamente costretta a un rapporto sessuale. Dopo essere riuscita a fuggire, ha chiesto aiuto ad alcuni colleghi, che l’hanno accompagnata in ospedale per gli accertamenti previsti nei casi di violenza sessuale.

Il presunto aggressore, più giovane della donna, è stato identificato e denunciato a piede libero. La sua posizione è ora al vaglio della Procura di Brindisi. Gli agenti del commissariato di Ostuni stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto, mentre sulla vicenda viene mantenuto il massimo riserbo a tutela della vittima.

Castellana, 67enne muore in ospedale dopo tre operazioni: indagati 11 tra medici e infermieri del De Bellis

Un 67enne di Barletta è morto all’alba del 22 agosto all’Irccs “De Bellis” di Castellana Grotte, dopo essere stato sottoposto a tre interventi chirurgici in meno di due mesi. Sul caso la Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati 11 tra medici e infermieri per omicidio colposo in ambito medico.

La vicenda era iniziata ad aprile, quando una Tac aveva evidenziato un tumore all’intestino. Il paziente era stato operato il 25 giugno, ma un successivo esame istologico aveva rilevato un’infiltrazione, rendendo necessario un secondo intervento il 7 agosto. Pochi giorni dopo, tra l’11 e il 12 agosto, l’uomo aveva accusato forti dolori e malesseri. Gli esami avevano evidenziato valori alterati e durante una terza operazione era stata riscontrata una sepsi.

Trasferito in terapia intensiva, il 67enne aveva mostrato inizialmente segnali di miglioramento, tornando poi nel reparto di Chirurgia. Le sue condizioni sembravano stabili, ma nella notte tra il 20 e il 21 agosto sono comparsi nuovamente dolori e malesseri, fino al decesso.

Dopo la denuncia presentata dai familiari, la Procura ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita il primo settembre all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. L’esame dovrà chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità.

Inizialmente erano stati indagati i cinque medici che avevano eseguito gli interventi. Successivamente l’inchiesta è stata estesa anche al medico e agli infermieri presenti durante il turno dell’11-12 agosto, per ricostruire nel dettaglio le cure e gli interventi prestati al paziente.

Tra gli indagati figura anche il primario di Chirurgia generale Leonardo Vincenti. L’iscrizione nel registro degli indagati, precisano gli inquirenti, è un atto dovuto per consentire a tutti i sanitari coinvolti di partecipare agli accertamenti e tutelare i propri diritti.

Lite a Gravina, Nicola Mangione sbatte la testa e muore: indagati due minori per omicidio preterintenzionale

Due ragazzi di 16 e 17 anni sono indagati per omicidio preterintenzionale in relazione alla morte di Nicola Mangione, 61enne di Gravina deceduto a Ferragosto dopo una caduta durante una lite con i due adolescenti.

Nei giorni scorsi la Procura per i minorenni di Bari ha disposto l’autopsia, affidata al professor Biagio Solarino ed eseguita martedì, per chiarire le cause del decesso.

Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, Mangione avrebbe rimproverato i due giovani, che si trovavano nei pressi della sua abitazione e che avrebbero avuto con sé piccole quantità di droga.

L’uomo avrebbe chiesto loro di allontanarsi, prima di essere spinto e di cadere all’indietro, battendo la testa contro un gradino. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. La famiglia Mangione è assistita dall’avvocato Angelo Dibenedetto

Bagnini sfruttati a Bari, stipendi restituiti e paghe a 2 euro l’ora: spuntano i file Excel. Ecco gli indagati – NOMI

Undici testimonianze di ex bagnini hanno fatto scattare l’inchiesta della Guardia di finanza sulla società barese Ideazione, posta sotto sequestro. Il fondatore, il 51enne Christian Calabrese, è stato interdetto per 12 mesi dall’esercizio dell’attività d’impresa.

Secondo l’accusa, alcuni lavoratori assunti regolarmente sarebbero stati costretti a restituire parte dello stipendio ricevuto. In questo modo, le paghe effettive sarebbero scese dai circa 9 euro previsti dal contratto a 2-5 euro all’ora.

L’indagine, coordinata dal pm Giuseppe Dentamaro, è partita da un controllo in uno stabilimento balneare di Bari San Giorgio. Oltre a Calabrese, sono indagati tre collaboratori: Giovanni Paolino, indicato come reclutatore dei bagnini, Oriana Medolla, che avrebbe gestito una «contabilità parallela», e il consulente del lavoro Amedeo Francesco Persi, accusato di aver predisposto documentazione ritenuta dagli investigatori irregolare. A riportarlo è la Repubblica.

A sostenere l’ipotesi investigativa ci sono anche intercettazioni e chat. In particolare, gli inquirenti avrebbero trovato riferimenti a un file Excel utilizzato per annotare gli importi effettivamente dovuti e le somme che i lavoratori avrebbero dovuto restituire.

Le testimonianze raccolte descrivono un sistema organizzato: alcuni bagnini avrebbero consegnato contanti direttamente a Paolino, in strada o persino in spiaggia. Per la Procura, il 31enne avrebbe svolto un ruolo simile a quello di un «caporale», controllando le ore lavorate e le somme da restituire.

Le accuse, tutte da dimostrare nel corso del procedimento, riguardano l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera. Il gip ha ritenuto che il meccanismo fosse strutturato attraverso ruoli e compiti distinti, mentre spetterà ora alla difesa degli indagati contestare le ricostruzioni degli investigatori.

Bari, bagnini pagati pochi euro l’ora e dj in nero: 4 indagati. Nei guai la società Ideazione e la gestione del lido Aqp

Bagnini pagati tra i 2 e i 5 euro lordi all’ora, ben al di sotto dei minimi previsti dai contratti collettivi, e costretti secondo l’accusa a restituire in contanti parte dello stipendio. È quanto sarebbe emerso dalle indagini della Guardia di Finanza su uno stabilimento balneare di Bari.

Nel registro degli indagati sono finite quattro persone, tra i 30 e i 50 anni, accusate di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro. Tra loro ci sarebbero tre responsabili della società Ideazione che gestiva il lido dell’Aqp e un consulente del lavoro, che avrebbe contribuito a modificare le buste paga per far quadrare i conti.

Secondo gli investigatori, parte del denaro restituito dai lavoratori sarebbe stata utilizzata per pagare in nero altri addetti impiegati durante eventi musicali e feste. Tra i lavoratori coinvolti anche ragazzi molto giovani, spesso alla prima esperienza.

La società, guidata da Christian Calabrese, è aggiudicataria di diversi bandi del Comune di Bari e organizza anche il corteo di San Nicola. Per l’amministratore delegato è stato disposto il divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per un anno.

LA NOTA DELL’AQP – In riferimento all’inchiesta sul Gruppo Ideazione, Acquedotto Pugliese (AQP) precisa che la società coinvolta ha gestito alcuni servizi del Lido del Circolo Ricreativo Aziendale (CRAL–AQP) nelle stagioni 2024 e 2025 e non è il soggetto incaricato della gestione per la stagione balneare in corso. Il rapporto contrattuale per la gestione del Lido nelle suddette stagioni è intercorso direttamente con il Circolo CRAL–AQP, associazione autonoma con propri organi e patrimonio che opera secondo i principi di correttezza, trasparenza e responsabilità, in coerenza con i valori aziendali. Si precisa, inoltre, che il lido non è stato sottoposto ad alcun provvedimento di sequestro.

Barletta, scontri durante la festa promozione: ferita una donna. Indagati 9 tifosi per rissa aggravata

Nove persone indagate per gli scontri avvenuti a Barletta dopo la partita del 26 aprile tra Barletta 1922 e Real Acerrana, valida per il campionato di Serie D. Si tratta di tifosi barlettani, accusati a vario titolo di rissa aggravata. Uno di loro deve rispondere anche di lesioni personali.

Per tutti è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria in due fasce orarie.

Secondo la ricostruzione della polizia, al termine della gara, durante i festeggiamenti per la promozione del Barletta in Serie C, all’esterno dello stadio Puttilli sarebbe scoppiata una violenta colluttazione che avrebbe coinvolto diverse persone, alcune riconducibili alla tifoseria organizzata. Nel corso degli scontri è rimasta ferita anche una donna, soccorsa dal personale del 118.

Gli investigatori sono riusciti a identificare i presunti responsabili anche grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Per gli indagati è inoltre in corso la valutazione dell’eventuale adozione del Daspo.