Operaio dell’ex Ilva morto, l’autopsia: “Politrauma e gravi lesioni al torace”. Dieci indagati per il decesso di Loris

Politrauma da precipitazione con grave interessamento toraco-addominale. Questo è quanto emergerebbe – a quanto si apprende – dall’autopsia eseguita oggi dal medico legale Davide Ferorelli sul corpo di Loris Costantino, il 36enne operaio della ditta d’appalto Gea Power, precipitato lunedì scorso da oltre dieci metri mentre puliva un nastro trasportatore nella linea E dello stabilimento siderurgico ex Ilva.

L’esame si è svolto nell’obitorio dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto. Il pm Marco Colascilla Narducci, che coordina le indagini dello Spesal e dei carabinieri del Nil, ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone con l’ipotesi di cooperazione in omicidio colposo: sei dirigenti e responsabili di Acciaierie d’Italia (tra cui il direttore generale Maurizio Saitta e il direttore dello stabilimento Benedetto Valli) e quattro della Gea Power.

L’esame autoptico è stato eseguito alla presenza di consulenti degli indagati. L’attività investigativa mira a ricostruire con precisione le responsabilità, verificando eventuali violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro e della vigilanza sugli impianti.

Corruzione e appalti truccati da 1,3 milioni di euro, perquisizioni all’Asl di Bari: 7 indagati. Tra loro pubblici ufficiali

Sono in corso perquisizioni da parte della Guardia di Finanza di Bari, in particolare del Nucleo di polizia economico-finanziaria, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari.

L’inchiesta riguarda 7 persone, tra cui 3 pubblici ufficiali, indagate a vario titolo e in concorso per corruzione legata ad atti contrari ai doveri d’ufficio e per turbata libertà degli incanti. A riportarlo è La Repubblica.

Al centro delle indagini vi sono due appalti pubblici per forniture sanitarie, assegnati nel 2024 e nel 2025 dall’Azienda Sanitaria Locale di Bari a due aziende con sede nelle province di Bari e Treviso. Gli appalti, destinati a una struttura ospedaliera del territorio, hanno un valore complessivo di circa 1,3 milioni di euro.

Nell’ambito dell’operazione sono in corso perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nelle province di Bari, Treviso e Bergamo. Tra gli atti notificati figura anche un ordine di consegna disposto dalla Procura.

Rapine, armi, furti in tabaccherie, gioiellerie e sale giochi: 16 indagati e 10 arresti a Modugno – VIDEO

I Carabinieri della Compagnia di Modugno, con il supporto del locale Nucleo Cinofili, del personale dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia”, delle API (Aliquote di Primo Intervento) del Comando Provinciale di Bari e dal Nucleo Elicotteri di Bari, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 10 misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura Ordinaria, nella quale vengono riconosciuti, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione a delinquere finalizzata ai furti e rapine ai danni di attività commerciali, riciclaggio e ricettazione, con l’aggravante della disponibilità di armi.

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L’operazione, eseguita dai militari della Compagnia Carabinieri di Modugno, scaturisce dall’indagine, condotta tra il 2022 e il 2023, che ha consentito di stabilire struttura, ruoli e compiti di un’associazione, composta complessivamente da 16 persone (6 sono indagate a in stato di libertà) dedita a reati contro il patrimonio. In particolare, le indagini hanno permesso di documentare che l’organizzazione:

– si rendeva responsabile in soli 3 mesi, tra il 2022 ed il 2023, di diversi “colpi”, principalmente in danno di tabaccherie, gioiellerie e sale giochi;

– agiva con stratificata precisione, con compiti ben definiti per ciascun elemento. In particolare vi era un c.d. “gruppo d’assalto”, composto da individui le cui mansioni erano costanti e predeterminate, le quali agivano anche grazie al supporto di “vedette” incaricate di segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine, favorendone così la fuga;

– individuava e avvicinava gli obbiettivi a bordo di autovetture di provenienza illecita, sulle quali veniva trasportata altresì attrezzatura (arnesi da scasso e cannello a gas) idonea per forzare le saracinesche di ingresso degli esercizi commerciali. In alcuni casi, in particolare presso tabaccherie, venivano impiegate ceste da panettiere per agevolare il rapido trasporto della merce rubata;

– rimetteva sul mercato i proventi delle attività delittuose.

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L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai reati contro il patrimonio, una delle principali fonti di ricchezza per le organizzazioni criminali pugliesi, a tutela delle attività commerciali del territorio. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Tragedia all’ex Ilva, l’operaio Loris Costantino precipita e muore: 10 indagati per omicidio colposo

La Procura di Taranto ha notificato dieci avvisi di garanzia per la morte dell’operaio Loris Costantino, avvenuta all’ex Ilva. Sono indagati per omicidio colposo quattro rappresentanti della ditta appaltatrice Gea Power e sei di Acciaierie d’Italia, tra cui il dg Maurizio Saitta e il direttore dello stabilimento Benedetto Valli.

L’operaio è morto dopo una caduta di circa 10 metri causata dal cedimento del piano di calpestio. L’autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni su incarico della Procura. Saitta e Valli risultano indagati anche per un precedente incidente mortale avvenuto il 12 gennaio.

Appalti illeciti di manodopera, blitz della Finanza in Italia: 2 arresti e 14 indagati. Perquisizioni anche in Puglia

I militari del Gruppo di Portogruaro (Venezia) e del I Gruppo Trieste della Guardia di Finanza hanno accertato 120 posizioni lavorative irregolari e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa 5,4 milioni di euro nell’ambito di una operazione contro gli appalti illeciti di manodopera, denominata “Dirty Delivery”, coordinata dalla Procura del capoluogo giuliano.

Le Fiamme gialle hanno disarticolato un sistema fraudolento nel settore della logistica basato sulla somministrazione irregolare di lavoratori e su connesse frodi fiscali indagando 14 persone, di cui 5 per associazione per delinquere. Il Gip del Tribunale di Trieste ha disposto due misure cautelari personali – una in carcere e una ai domiciliari – e sequestri preventivi per oltre 750 mila euro.

Sono state inoltre eseguite perquisizioni in 20 sedi tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche e Puglia. Al centro del meccanismo c’era una rete di società cartiere intestate a prestanome, utilizzate come “serbatoi di manodopera” – il cosiddetto caporalato grigio – per aggirare le norme su lavoro e contratti collettivi.

Attraverso fittizi appalti di servizi, le imprese coinvolte dissimulavano la fornitura illecita di personale, generando indebiti crediti Iva e omettendo versamenti fiscali e contributivi, con danni rilevanti per l’Erario e per i lavoratori.

Maxi frode fiscale da 35 milioni, 18 indagati in 6 regioni e 13 società coinvolte: blitz anche in Puglia

Una presunta frode fiscale per oltre 35 milioni di euro che coinvolgerebbe oltre 200 imprese di cinque regioni italiane – oltre alla Sicilia in Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria e Puglia – che si sono avvalse di oltre 2.000 fatture emesse da sette società ‘cartiere’, inesistenti e intestate a prestanome, è stata scoperta da militari della guardia di finanza di Agrigento.

Nell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Sciacca e che si è avvalsa anche della collaborazione del locale reparto territoriale dei carabinieri, sono indagate, a vario titolo, per frode fiscale e omessa dichiarazione, 18 persone e 13 società.

Dietro la frode, contesta l’accusa, ci sarebbe la “regia unitaria” di un cittadino di Agrigento che tratteneva l’Iva delle fatture false, oltre a una “commissione”, variabile dal 5 al 14%, sugli importi indicati nei falsi documenti fiscali falsi. L’uomo è stato denunciato anche per autoriciclaggio, ipotesi di reato correlata al reinvestimento in un’attività imprenditoriale nel Nord Italia di parte del presunto illecito profitto.

Durante una perquisizione gli sono stati sequestrati 305.000 euro in contati, con 225mila in banconote suddivise in mazzette, etichettate all’interno di sacchetti sottovuoto e nascoste in un’intercapedine di un sottoscala. L’indagato ha già chiesto di avere accesso al patteggiamento, previa la confisca di beni sottoposti a sequestro per un valore di circa tre milioni di euro.

Nei confronti di sei società indagate Finanzieri di Sciacca hanno già eseguito mirate verifiche fiscali, provvedendo, inoltre, a segnalare ai reparti delle Fiamme gialle competenti per territorio, le società che si sono avvalse della false fatture per la constatazione di violazioni tributarie.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, chiuse le indagini sulla morte di Clelia Ditano: 4 indagati per omicidio

La pm Livia Orlando della Procura di Brindisi ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini alle 4 persone indagate per la morte di Clelia Ditano, la 25enne di Fasano morta dopo essere caduta nel vano dell’ascensore di una palazzina in via Saragat nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio 2024.

L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Imputati l’amministratore del condominio, il rappresentante legale della ditta incaricata della gestione e riparazione dell’impianto insieme con il responsabile tecnico e un dipendente.

Secondo quanto emerso dalla consulenza tecnica sull’impianto dell’ascensore effettuata lo scorso luglio una manomissione esterna, di tipo meccanico o elettrico, ha causato un’alterazione dei sistemi di sicurezza delle porte di piano. Clelia perse la vita dopo un volo di quasi 10 metri nella tromba dell’ascensore.

Le indagini hanno accertato come la manutenzione dell’ascensore non era mai stata effettuata “correttamente” ma solo “in maniera superficiale”. Secondo l’accusa tutti gli indagati hanno omesso “di effettuare le necessarie riparazioni, ovvero di mettere in sicurezza l’ascensore e comunque di inibire l’uso dello stesso a fronte della più volte accertata difettosità e consapevoli dell’enorme pericolo per l’incolumità dei condomini e di terzi. E di un rischio concreto di cadute accidentali nel vuoto all’interno della rampa dell’ascensore”.

 

Brindisi, controlli agevolati e ingresso illecito di merci nel porto in cambio di beni: 5 funzionari indagati

Sei persone, tra cui cinque funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli in servizio al porto di Brindisi, sono stati denunciate nell’ambito di un inchiesta coordinata dalla Procura e condotta dalla Guardia di finanza.

L’accusa nei loro confronti è corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, gli indagati non avrebbero eseguito i dovuti controlli agevolando quindi illecitamente l’ingresso nel porto di Brindisi di merci provenienti dall’estero, ricevendo in cambio beni o altre utilità.

La Procura ha emesso decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti dei cinque funzionari e dell’altra persona indagata, in seguito ad alcuni accertamenti che hanno permesso di ricostruire diversi episodi legati alla presunta corruzione che si sarebbero verificati nel 2025.

Acquaviva, neonato muore a un mese dal parto: indagati 5 medici dell’ospedale Miulli. Disposta l’autopsia

La Procura di Bari ha aperto un’indagine per omicidio colposo sulla morte di un neonato avvenuta nell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, nel Barese, lo scorso 13 gennaio. Il bambino era nato il 16 dicembre nello stesso ospedale. La pm Maria Christina De Tommasi ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone: due ginecologhe, due ostetriche e un anestesista.

La pm ha anche disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso. L’incarico per gli accertamenti sul corpo del neonato sarà conferito domani mattina al medico legale Biagio Solarino e al ginecologo Francesco Pascazio e l’autopsia sarà poi eseguita nel Policlinico di Bari.

Il sospetto degli inquirenti, stando alle presunte responsabilità ipotizzate, è che le possibili cause che hanno determinato la sofferenza fetale e il decesso del neonato, a meno di un mese dalla nascita, siano da ricercarsi nelle fasi del parto.

Il bambino, nato al termine di una gravidanza che, a quanto si apprende, non avrebbe avuto criticità, avrebbe evidenziato subito segni di sofferenza ed è rimasto sempre ricoverato in ospedale fino al decesso, 28 giorni dopo. A chiedere alla Procura di accertare le cause della morte è stata la famiglia, che ha sporto denuncia.

Bari, in coma irreversibile da due anni dopo il parto: indagati medici, ostetriche e anestesista della Mater Dei

Da quasi due anni una 38enne del Barese è in coma vegetativo irreversibile a seguito di un parto e tre successivi interventi chirurgici eseguiti nell’ospedale Mater Dei di Bari.

Per accertare se questa condizione sia stata causata dai medici che la ebbero in cura dal parto al coma, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per lesioni personali colpose gravi.

Sono otto gli indagati: cinque ginecologi, due ostetriche e un’anestesista. Il pm Giovanni Calamita ha disposto una consulenza medico legale per “chiarire dinamica e circostanze che hanno portato all’evento”. Il 18 febbraio ci sarà il conferimento dell’incarico.