Tragedia nel Salento, schianto tra Ape car e Audi: muore il 37enne Cosimo Barbetta. Illeso il conducente dell’auto

Tragedia alle prime ore del mattino sulla strada provinciale per Salice Salentino, all’uscita del comune leccese. A perdere la vita è stato Cosimo Barbetta, 37 anni, residente in zona, coinvolto in un violento incidente mentre era alla guida della sua Ape Car.

Per cause ancora in corso di accertamento, il mezzo si è scontrato con un’Audi A4 guidata da un 65enne di Monteroni, rimasto illeso. Inutili i soccorsi prestati dagli operatori del 118: il 37enne è morto durante il trasporto in ospedale.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia locale per i rilievi e la gestione della viabilità. Sono in corso gli accertamenti alcolemici e tossicologici per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.

Blitz antimafia in Salento, 30 arresti e 52 indagati: riti di affiliazione con croci incise. Alle pistole i nomi di donne

L’incisione di una croce sulla spalla destra, sul petto o sull’addome dell’affiliando, seguita dal bacio sulle labbra tra i partecipanti al rito. In alcuni casi, il rituale sarebbe stato ulteriormente rafforzato dal dono di una collanina con un crocefisso e dalla celebrazione dell’evento con dolci e spumante.

È uno dei riti di affiliazione documenti dai carabinieri del comando provinciale di Lecce nell’inchiesta ‘Core’ che ha portato oggi all’esecuzione di 30 arresti (27 in carcere e 3 ai domiciliari) con le accuse, vario titolo contestate, di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio in concorso, associazione finalizzata al traffico illecito e alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, incendio, violenza privata e minacce con l’uso delle armi, tutti aggravati dal metodo mafioso. Nell’indagine, che prende il nome dal soprannome ricorrente nel corso delle conversazioni intercettate, complessivamente gli indagati sono 52.

L’inchiesta è stata avviata nel dicembre 2022 a seguito del tentato omicidio di Roberto Napoletano, un pregiudicato di Squinzano, all’epoca dei fatti 36enne. L’attività investigativa ha consentito di documentare l’operatività della Scu nel Nord Salento in particolare nei comuni di Trepuzzi, Squinzano, Campi Salentina e Torchiarolo.

I militari hanno documentato tre ‘summit’ criminali, svoltisi all’interno di una masseria diroccata nelle campagne tra Squinzano e Torchiarolo e in un’abitazione del centro storico di Lecce, nel corso dei quali sarebbero stati celebrati i riti di affiliazione mafiosa e impartite direttive su approvvigionamento e vendita di sostanze stupefacenti, sostegno economico dei sodali detenuti e gestione dei contrasti interni ed esterni.

Nel corso delle indagini sono state sequestrate armi, munizionamento , polvere da sparo e droga ed eseguiti 13 arresti in flagranza di reato per detenzione di stupefacenti e armi. Le intercettazioni hanno rivelato che i sodali chiamavano le pistole con nomi di donna, come Giulia, Patrizia e Gisella, elemento – secondo gli investigatori – che evidenzia la peculiarità e il carattere ritualizzato del rapporto con le armi all’interno della struttura criminale.

I NOMI

Claron BAJRUSI — 24 anni — Trepuzzi
Michael CANOCI — 23 anni — Torchiarolo
Patrick CAVA — 30 anni — Guagnano
Cosimo DE LUCA — 39 anni — Squinzano
Mirco GARZIA — 30 anni — Torchiarolo
Emanuele GIORDANO — 32 anni — Squinzano
Davide GUERRIERI — 39 anni — Squinzano
Alessandro GUIDO — 42 anni — Squinzano
Gianmarco MACI — 27 anni — Squinzano
Luca MARGHERITO — 49 anni — Squinzano
Patrizio MARGILIO — 43 anni — Squinzano
Gianluca MELENDUGNO — 48 anni — Squinzano
Mattia MICCOLI — 35 anni — Squinzano
Roberto MICELLI — 49 anni — Squinzano
Alessio MIGLIETTA — 23 anni — Campi Salentina
Francesco MORELLI — 31 anni — Squinzano
Mattia PENNETTA — 26 anni — Squinzano
Antonio PERRONE — 27 anni — Torchiarolo
Simone PRIMICERI — 32 anni — Trepuzzi
Andrea SPAGNOLO — 47 anni — Squinzano
Giuseppe Alex TOMMASI — 23 anni — Torchiarolo
Vittorio VADACCA — 23 anni — San Donaci
Raffaele VEDRUCCIO — 24 anni — Squinzano
Giovanbattista CAIRO — 40 anni — Squinzano
Samuele GRAVILI — 23 anni — Trepuzzi
Salvatore TAFURO — 67 anni — Squinzano
Bajran BAJRUSI — 36 anni — Squinzano
Gianfranco GRASSO — 53 anni — Squinzano
Antonio GUADADIELLO (“Roberto”) — 43 anni — Squinzano
Giosuè PRIMICERI — 64 anni — Trepuzzi

Droga, armi, esplosivi e incendi. Blitz antimafia all’alba nel Salento: 30 misure cautelari – NOMI

Operazione antimafia in corso dalle prime ore del giorno in Salento, dove i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, su coordinamento della Dda, stanno eseguendo 30 ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip di Lecce a carico di persone accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito e alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, violenza privata e incendio, reati aggravati dal metodo mafioso.

Epicentro dell’operazione Squinzano, da dove l’inchiesta è partita dopo un tentato omicidio a colpi di Kalashnikov avvenuto nel dicembre 2022 ad un distributore di benzina alla periferia del paese. Nell’agguato rimase ferito un 36enne del posto mentre faceva rifornimento di carburante, con la moglie e i figli in macchina.

L’operazione antimafia coinvolge più di 200 militari del Comando provinciale di Lecce, con il supporto di unità specializzate dell’Aliquota di primo intervento di Brindisi, delle Squadre Operative di Supporto dell’11/o Reggimento Puglia, del Nucleo Cinofili di Modugno (Bari), dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e del 6/o Nucleo Elicotteri di Bari-Palese.

I NOMI

Claron BAJRUSI — 24 anni — Trepuzzi
Michael CANOCI — 23 anni — Torchiarolo
Patrick CAVA — 30 anni — Guagnano
Cosimo DE LUCA — 39 anni — Squinzano
Mirco GARZIA — 30 anni — Torchiarolo
Emanuele GIORDANO — 32 anni — Squinzano
Davide GUERRIERI — 39 anni — Squinzano
Alessandro GUIDO — 42 anni — Squinzano
Gianmarco MACI — 27 anni — Squinzano
Luca MARGHERITO — 49 anni — Squinzano
Patrizio MARGILIO — 43 anni — Squinzano
Gianluca MELENDUGNO — 48 anni — Squinzano
Mattia MICCOLI — 35 anni — Squinzano
Roberto MICELLI — 49 anni — Squinzano
Alessio MIGLIETTA — 23 anni — Campi Salentina
Francesco MORELLI — 31 anni — Squinzano
Mattia PENNETTA — 26 anni — Squinzano
Antonio PERRONE — 27 anni — Torchiarolo
Simone PRIMICERI — 32 anni — Trepuzzi
Andrea SPAGNOLO — 47 anni — Squinzano
Giuseppe Alex TOMMASI — 23 anni — Torchiarolo
Vittorio VADACCA — 23 anni — San Donaci
Raffaele VEDRUCCIO — 24 anni — Squinzano
Giovanbattista CAIRO — 40 anni — Squinzano
Samuele GRAVILI — 23 anni — Trepuzzi
Salvatore TAFURO — 67 anni — Squinzano
Bajran BAJRUSI — 36 anni — Squinzano
Gianfranco GRASSO — 53 anni — Squinzano
Antonio GUADADIELLO (“Roberto”) — 43 anni — Squinzano
Giosuè PRIMICERI — 64 anni — Trepuzzi

Assalto ai bancomat in Puglia, tentativo fallito nel Salento: in aria lo sportello della filiale Bbc a Carmiano

re persone con il volto coperto la scorsa notte hanno fatto esplodere i due sportelli bancomat della filiale Bcc in via Cesare Battisti a Carmiano, in provincia di Lecce.

Presi di mira sia il bancomat sulla strada sia quello che si trova nell’area all’ingresso dell’istituto di credito. Il tentativo di impossessarsi del denaro è però fallito.

I ladri sono poi fuggiti a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta che hanno poi incendiato e abbandonato alla periferia di Monteroni. La filiale ha subito danni ingenti. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri.

Follia durante il Rally del Salento, lancia bengala acceso in pista: arrestato 37enne. Due denunciati

Avrebbe lanciato un bengala acceso durante il 31° Rally del Salento – Città di Casarano, mettendo a rischio l’incolumità dei piloti e del pubblico presente. L’uomo, un 37enne residente a Specchia, è stato identificato e arrestato dalla polizia.

Altre due persone sono state denunciate. È accaduto sabato sera nel secondo tornante del circuito, un tratto tecnico particolarmente insidioso caratterizzato da un curvone a ridosso di un dirupo e dalla massiccia presenza di pubblico.

Gli agenti preposti al servizio di sicurezza, hanno notato l’uomo accendere una torcia pirotecnica e lanciarla al centro della carreggiata creando una situazione di alto rischio per i piloti in transito.

Mentre gli operatori hanno rintracciato il responsabile, un secondo petardo è stato scagliato nello stesso punto del circuito da un’altra persona. Il commissario di gara, a questo punto, ha esposto la bandiera gialla per imporre il rallentamento dei concorrenti mentre un operatore ha provveduto a liberare la carreggiata dal bengala in fiamme, ripristinando le condizioni di sicurezza per il passaggio delle auto. I due presunti responsabili sono stati bloccati e identificati.

I due, inoltre, durante la manifestazione, insieme ad altri soggetti avrebbero lanciato bottiglie e altri oggetti verso la Polizia, cercando di nascondersi dietro le prime file degli spettatori per evitare di essere individuati. Il presunto autore del primo lancio è stato arrestato in flagranza di reato per possesso e lancio di materiale pirotecnico durante manifestazioni sportive e il pm di turno ne ha disposto gli arresti domiciliari.

Altre due persone sono state deferite in stato di libertà, mentre la posizione di almeno altri due soggetti coinvolti è attualmente al vaglio per l’adozione di eventuali provvedimenti.

Si sottopone a Tac in ospedale, ha una reazione allergica e viene rimandato a casa. Poi muore: aperta inchiesta

Un uomo di 77 anni è morto poche ore dopo una Tac con mezzo di contrasto all’ospedale di Tricase, probabilmente a causa di uno shock allergico. Secondo i familiari, i sintomi iniziali (lesioni cutanee e difficoltà alla gola) sarebbero stati sottovalutati dal personale sanitario, che lo ha dimesso senza adeguato monitoraggio dopo la somministrazione di cortisone.

Durante il rientro a casa, l’uomo ha accusato un grave peggioramento, con difficoltà respiratorie, ed è stato soccorso dal 118. Nonostante i tentativi di rianimazione, è morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Il referto parla di arresto cardiocircolatorio da shock allergico.

I familiari hanno presentato denuncia per presunta malasanità, sostenendo che non siano state seguite le linee guida, che prevedono monitoraggio e ricovero in caso di reazioni allergiche al mezzo di contrasto, e che un’adeguata osservazione avrebbe potuto evitare la morte.

Maxi frode sulle accise nel Salento, uso illecito di gasolio agricolo: 3 arresti. Indagate 23 persone

La Guardia di Finanza di Gallipoli (Lecce) ha eseguito tre arresti domiciliari e una misura interdittiva per un anno a carico di titolari di imprese agricole di Matino, Gallipoli e Galatone.

L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati in materia di accise e contro la fede pubblica. L’inchiesta ha svelato tre distinti sistemi fraudolenti legati all’uso illecito di gasolio agricolo, con oltre 500mila litri distratti e un’evasione di accise stimata in circa 156mila euro. Indagate e denunciate complessivamente 23 persone.

È in corso di esecuzione anche un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, per un valore di circa 120mila euro, oltre a perquisizioni locali e personali. Gli indagati – ha accertato l’inchiesta – avrebbero costituito imprese operanti nel settore dell’agricoltura, formando documentazione ideologicamente falsa presentata ai competenti Uffici U.M.A. (Utenti Motori Agricoli), per ottenere il rilascio di Libretti Fiscali di Controllo e beneficiare così dell’assegnazione di rilevanti quantitativi di prodotto petrolifero ad aliquota agevolata.

Il carburante, anziché essere destinato al riscaldamento delle coltivazioni sotto serra ovvero all’esercizio dell’attività agricola, sarebbe stato ceduto a terzi, non aventi diritto, operanti nelle province di Lecce e Brindisi, che lo avrebbero poi destinato ad usi soggetti a maggiore imposta, quali riscaldamento e auto trazione. È stato anche documentato che un deposito commerciale di prodotti petroliferi che fungeva da distributore stradale di carburante, sarebbe stato usato per rifornire i serbatoi di alimentazione di centinaia di automezzi con gasolio destinato all’agricoltura.

Allerta arancione in Puglia, esonda il Fortore nel Foggiano. Salvato automobilista intrappolato nel fango

A causa della forte ondata di maltempo che da ore si abbatte sul territorio della provincia di Foggia, i vigili del fuoco stanno operando incessantemente insieme ai volontari delle protezioni civili per intervenire sulle situazioni più delicate.

È esondato il fiume Fortore tra Ripalta e Serracapriola con allagamenti delle campagne. Un automobilista ad Ischitella, sul Gargano, è stato tratto in salvo dopo che era rimasto intrappolato nella sua autovettura a causa dell’acqua e fango formatosi lungo la carreggiata.

La Provincia di Foggia, a causa di smottamenti, allagamenti, esondazione di torrenti, ha disposto la chiusura temporanea alla circolazione veicolare la strada provinciale 105 che collega Foggia ad Ascoli Satriano in corrispondenza del Ponte Romano, la strada provinciale 109 di Lucera, al km 48+280, e l’intero tratto in prossimità delle rampe di Sant’Antonio, la provinciale129 tra Biccari e Roseto Valfortore, la Sp 122 Bovino-Deliceto oltre alla Sp 133 Tertiveri-Biccari-Castelluccio Valmaggiore in prossimità del Ponte.

Le abbondanti piogge stanno creando smottamenti e cedimenti di parte delle arterie stradali, come lungo la Roseto Valfortore Biccari. I sindaci dei Comuni del Foggiano invitano i cittadini a prestare massima attenzione e ad utilizzare le autovetture solo in casi strettamente necessari.

Non solo il Foggiano, tutta la Puglia, in queste ore, sta affrontando le conseguenze di piogge abbondanti e persistenti. Cia Agricoltori Italiani di Puglia sta monitorando la situazione ed esprime “preoccupazione per le conseguenze sul comparto primario”. Situazione critica anche nel Salento, preoccupazioni crescenti anche nell’area metropolitana di Bari, nella Bat e nelle province di Brindisi e Taranto.

Armato tenta rapina in casa, picchia anziano, la badante e due carabinieri. Follia nel Salento: arrestato

Un giovane moldavo, già noto alle forze dell’ordine, ha fatto irruzione sabato sera in una casa a Parabita tentando un furto. Ha minacciato e aggredito violentemente un anziano e la sua badante, cercando di rapinarla, mentre era sotto l’effetto di alcol e droga e armato di coltello.

All’arrivo dei carabinieri, ha opposto resistenza e aggredito due militari, che sono stati medicati in ospedale. Dopo circa un’ora, grazie anche all’intervento del personale sanitario, è stato calmato e portato in caserma.

È stato denunciato per diversi reati, tra cui violazione di domicilio, rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, e porto abusivo di armi. Nel suo zaino sono stati trovati due coltelli.

Furti di rame e ricettazione nel Salento, danni fino a 75mila euro: 4 arresti e 8 indagati – I NOMI

I carabinieri hanno arrestato quattro presunti componenti di una banda dedita a furti di rame e ricettazione nel Sud Salento. Nell’inchiesta, coordinata dal Dda di Lecce, sono indagate complessivamente otto persone.

Le indagini hanno preso il via dopo l’attentato incendiario commesso la notte del 13 settembre 2024 ai danni della ditta che gestiva il bar dello stadio comunale Capozza di Casarano. Il carcere è stato disposto per Salvatore Vitali, 48enne di Casarano e Riccardo Attilio Viva 28 anni di Taviano, mentre per Ivan Umberto Vitali, 19 anni di Casarano, figlio di Salvatore, e Maria Rita Borasci, 24enne di Taviano, moglie di Viva, sono stati disposti gli arresti domiciliari. I reati sarebbero stati commessi tra febbraio 2024 e marzo 2025.

Tra gli episodi più rilevanti emersi dalle indagini, il furto commesso tra il 27 e il 28 ottobre 2024 in un cantiere di Cannole, di circa 10 quintali di cavi elettrici per alta tensione, per un valore stimato di 25.000 euro, successivamente consegnati a una ditta di Racale dietro pagamento di oltre 5.000 euro. C’è poi il furto commesso nella serata del 9 marzo 2025 presso un impianto fotovoltaico di una società agricola di Andrano, dove furono asportati 50 cavi di rame per una lunghezza complessiva di circa sei chilometri e mezzo, con un danno stimato in circa 75.000 euro.

L’inchiesta ha messo in evidenza come i quattro agissero in modo organizzato e collaudato, con il materiale che una volta rubato veniva successivamente venduto ai centri autorizzati di raccolta di Melissano e Racale, mentre gli attrezzi da lavoro venivano ceduti, a prezzi irrisori, a compiacenti acquirenti. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i carabinieri hanno effettuato perquisizioni personali, locali e domiciliari nei comuni di Casarano, Taviano e Tuglie, con il supporto delle unità cinofile dell’Arma.