Malore nel locale, va in ospedale ma viene dimessa: 28enne muore il giorno dopo in casa. Aperta inchiesta

La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso della 28enne Francesca Centonze, residente a San Pietro Vernotico (Brindisi), morta il 3 agosto scorso nella sua abitazione, a distanza di un giorno da una visita al pronto soccorso dell’ospedale di Francavilla Fontana, iscrivendo nel registro degli indagati alcuni medici con l’accusa di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.

Secondo quanto ricostruito, la ragazza si era recata in ospedale il 2 agosto, accompagnata dai genitori, dopo aver accusato vomito e un forte stato di malessere insorti nelle ore successive a una cena al ristorante. Dopo una permanenza di circa un’ora, sarebbe stata dimessa senza ulteriori accertamenti diagnostici.

Il giorno seguente, la tragedia: Francesca Centonze è morta nella sua casa, lasciando familiari e amici sconvolti. I genitori, inizialmente sopraffatti dal dolore, non avevano sporto denuncia immediata, ma nei mesi successivi hanno richiesto chiarimenti all’ospedale, senza ricevere risposte ritenute soddisfacenti.

Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura, che ha avviato le indagini. Nei giorni scorsi, su disposizione degli inquirenti e su richiesta della famiglia, la salma è stata riesumata per consentire l’esecuzione dell’autopsia. I risultati degli esami medico-legali sono attesi entro i prossimi due mesi e saranno determinanti per fare luce sulle cause della morte e su eventuali responsabilità.

Tragedia a Bari, incinta di due gemelli muore a 43 anni: Graziella era al quarto mese. Stava per essere dimessa

Avrebbe presto dato alla luce due gemellini, ma la gioia si è trasformata in tragedia. Graziella Nannavecchia, 43 anni, è morta ieri all’ospedale Di Venere di Bari a causa di complicazioni sorte durante la gravidanza.

Originaria di Ceglie Messapica, la donna era al quarto mese di gravidanza quando, dopo un primo ricovero, è stata trasferita a Bari per un intervento di chirurgia fetale. Sabato sembrava quasi in dimissione, ma nelle ore successive le sue condizioni si sono aggravate.

Nella mattina di Pasqua le è stata diagnosticata la coagulazione intravascolare disseminata (CID), una sindrome che ha causato il decesso. Sono in corso accertamenti sulla dinamica precisa della tragedia.

Insegnante e nota per il suo impegno sociale, Graziella era ricordata dagli amici come una donna altruista e disponibile, sempre pronta ad aiutare chi era in difficoltà. I social sono stati inondati di messaggi di cordoglio, sottolineando la sua bontà e l’amore che nutriva per i figli che non ha potuto conoscere.

I funerali si terranno oggi alle 16.30 nella chiesa di San Rocco a Ceglie Messapica. La famiglia ha chiesto, al posto dei fiori, donazioni all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Andria, mangia carne cruda e muore in ospedale: sospetta contaminazione da listeria. Nel mirino una macelleria

È al vaglio della Procura di Trani il caso di un paziente deceduto lo scorso 9 marzo presso l’ospedale di Andria, su cui emergono elementi riconducibili a una possibile infezione da Listeria monocytogenes. L’uomo, già affetto da diverse patologie pregresse e con un quadro clinico complesso, avrebbe consumato carne cruda prima del ricovero, durante il quale è poi sopraggiunto il decesso.

La magistratura ha avviato accertamenti per chiarire le circostanze dell’eventuale infezione e le cause della morte, senza che al momento sia stato accertato un legame diretto con il batterio. La presenza della listeria sarebbe emersa solo in seguito, nel corso di controlli effettuati dopo il decesso.

Resta al centro delle verifiche l’ipotesi di un possibile collegamento con alimenti contaminati, anche se al momento non vi sono conferme ufficiali. Parallelamente, è scattata un’ampia operazione di controllo sul territorio da parte del Servizio di igiene degli alimenti di origine animale della Asl Bt, con il supporto dei carabinieri del Nas.

I tecnici del Dipartimento di Prevenzione stanno eseguendo campionamenti in macellerie e negozi di alimentari: alcune attività sono state temporaneamente sospese in via precauzionale per consentire le analisi microbiologiche. Tra gli esercizi sotto esame figura anche una macelleria locale, ma gli inquirenti attendono gli esiti degli accertamenti per verificare un’eventuale corrispondenza tra il ceppo batterico rilevato nel paziente e quello eventualmente presente negli alimenti.

Al momento, precisano fonti investigative, non esiste alcuna certezza su un nesso causale tra il batterio e il decesso. Le analisi richiederanno tempi lunghi e i risultati definitivi potrebbero arrivare solo nelle prossime settimane. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, proseguono con l’obiettivo di ricostruire l’origine della possibile contaminazione e verificare l’intera filiera alimentare coinvolta.

Tragedia a Manfredonia, muore bimbo di 2 anni: senza vita al suo arrivo in ospedale. Giallo sulle cause

Manfredonia si è svegliata nel dolore per la tragica morte di un bambino di circa due anni, avvenuta nelle prime ore del mattino. Intorno alle 6, i genitori hanno accompagnato il piccolo al pronto soccorso dell’ospedale “San Camillo de Lellis”, ma purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatarne il decesso, nonostante i tentativi di rianimazione.

Le cause della morte restano ancora da chiarire. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figurano un malore improvviso o un possibile soffocamento legato all’assunzione di cibo.

Non si esclude che vengano disposti ulteriori accertamenti per fare piena luce sull’accaduto, è stata disposta l’autopsia. La notizia ha profondamente colpito la comunità che si è stretta attorno alla famiglia con numerosi messaggi di cordoglio.

Foggia, investito da monopattino guidato da 13enne: anziano finisce in coma e muore dopo una settimana

È morto dopo oltre una settimana di ricovero in ospedale Vincenzo Mazzone, l’anziano di 88 anni di Foggia investito da un monopattino mentre si trovava in viale Michelangelo a Foggia. L’incidente è avvenuto il tardo pomeriggio dell’8 marzo scorso.

Troppo gravi le lesioni riportate dall’anziano che è stato in coma, anche dopo un intervento chirurgico effettuato per ridurre un ematoma cerebrale. A quanto si apprende, il monopattino era guidato da un ragazzino di poco più di 13 anni (la legge autorizza la guida dei monopattini elettrici dai 14 anni in su).

I familiari dell’88enne hanno presentato denuncia alle forze dell’ordine. È il primo caso di decesso che si verifica a seguito di un incidente con il monopattino in provincia di Foggia.

Mistero a Foggia, gambizzato 38enne incensurato: si è presentato in ospedale da solo

È ancora avvolto nel mistero il ferimento di un uomo di 38 anni, originario di Foggia, giunto sabato sera al Policlinico Riuniti con una ferita da colpo d’arma da fuoco al ginocchio. L’uomo è arrivato autonomamente in ospedale, accompagnato da un familiare.

I sanitari lo hanno immediatamente soccorso e medicato. Secondo quanto si apprende, le sue condizioni non sarebbero gravi e non sarebbe in pericolo di vita. Il 38enne risulta incensurato.

Sull’accaduto indagano gli agenti della squadra mobile, allertati dal personale sanitario del Policlinico. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti attraverso le dichiarazioni dell’uomo e l’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Incornato da un toro nel campo del fratello, così è morto l’80enne Pietro Forleo: la ricostruzione. Aperta inchiesta

Pietro Forleo, pensionato di 80 anni, è morto sabato pomeriggio dopo essere stato attaccato alle spalle da un toro mentre si trovava in un podere nelle campagne di Crispiano, in provincia di Taranto. L’uomo era andato a raccogliere asparagi in un terreno dove è presente anche un cartello che segnala la presenza di bovini al pascolo.

Secondo quanto ricostruito, l’anziano era solito recarsi in un terreno di proprietà del fratello per cercare asparagi, funghi e raccogliere legna. Venerdì scorso, però, non si sarebbe accorto della presenza dell’animale che lo ha improvvisamente colpito, provocandogli ferite gravissime. Nonostante le lesioni riportate — tra cui la frattura del bacino e danni ai reni, al fegato e ad altri organi interni — è riuscito a chiamare la figlia, che ha immediatamente allertato i soccorsi.

L’uomo è stato trasportato in ospedale dal personale del 118, ma è deceduto dopo circa 24 ore. Il toro che lo avrebbe aggredito, secondo le prime verifiche, apparterrebbe a un allevamento situato accanto al podere del fratello della vittima. I carabinieri stanno svolgendo accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

La notizia ha scosso la comunità locale, dove in molti si interrogano sulla presenza di un toro lasciato libero nelle campagne di Crispiano. Saranno gli investigatori a chiarire cosa sia accaduto e ad accertare eventuali responsabilità per l’aggressione mortale. Sul caso è stato aperto anche un fascicolo dalla magistratura.

Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione locale, coordinati dalla Procura di Taranto, che ha avviato un procedimento al momento contro ignoti. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta è Salvatore Colella. Sul caso stanno svolgendo accertamenti anche la Asl di Taranto e la dottoressa Liliana Innamorato, medico legale dell’ospedale Santissima Annunziata, incaricata dell’ispezione cadaverica.

Uomo aggredito dai suoi pitbull in casa nel Tarantino: è grave. Azzannato in diverse parti del corpo

È in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita l’uomo aggredito dai suoi due pitbull nel pomeriggio di venerdì 13 marzo all’interno della sua abitazione nella borgata periferica di Talsano, a Taranto.

Secondo quanto ricostruito, l’attacco dei due cani sarebbe avvenuto all’improvviso, cogliendo di sorpresa la vittima. L’uomo avrebbe tentato di difendersi sollevando un braccio, che è stato però azzannato ripetutamente. I morsi hanno raggiunto anche altre parti del corpo, provocando lesioni significative.

Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, l’uomo è stato sottoposto alle cure dei medici che hanno provveduto a medicare le ferite.

Sul posto è intervenuto anche il personale del servizio veterinario della Asl, che ha avviato le procedure previste in questi casi nei confronti dei due animali.

Bari, tensione al Policlinico. Entra in Psichiatria con un coltello: fermata una donna. Era stata dimessa un mese fa

Una giovane donna originaria della provincia di Taranto sarebbe entrata nel padiglione di Psichiatria del Policlinico di Bari armata di un coltello, presumibilmente con l’intento di aggredire qualcuno.

L’episodio si è verificato nella serata di ieri. Dopo la segnalazione, sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno fermato la ragazza, dimessa proprio il mese scorso dallo stesso reparto.

Attualmente è ricoverata e si troverebbe in un forte stato confusionale. Le forze dell’ordine stanno cercando di chiarire i motivi che l’avrebbero spinta a compiere il gesto.

Muore durante il trasporto in ospedale: la salma della 76enne Antonia Notarangelo sarà riesumata

Sarà riesumata la salma della donna di Vieste (Foggia) Antonia Notarangelo, morta a 76 anni il 31 agosto dello scorso anno mentre, in assenza di ambulanze disponibili, era a bordo di un’auto guidata dalla figlia per raggiungere l’ospedale a San Giovanni Rotondo dopo un malore.

Lo ha disposto il sostituto procuratore di Foggia Matteo Stella, che ha iscritto nel registro degli indagati, oltre a tre sanitari, anche la figlia della donna per concorso in omicidio colposo.

Il conferimento dell’incarico per lo svolgimento dell’esame autoptico è stato fissato per il 17 marzo, contestualmente allo svolgimento dell’autopsia “al fine di determinare le cause del decesso e riscontrare eventuali violazioni di cautele doverose o di regole precauzionali di condotta nell’approccio diagnostico e terapeutico e nell’assistenza al paziente, rilevato che il suddetto accertamento è urgente, in quanto verte su cosa suscettibile di modificazione nel tempo e non è altresì ripetibile”.

Undici le parti offese nel procedimento, tutti familiari della 76enne. La donna, stando a quella che fu la ricostruzione dell’epoca denunciata anche in una lettera aperta dal figlio, morì mentre la figlia la stava accompagnando in auto nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo perché tra Vieste e Peschici nessuna ambulanza era disponibile e dopo avere atteso oltre un’ora al pronto soccorso di Vieste, dove non sarebbe stata rilevata la gravità della situazione. La donna morì dopo pochi chilometri da Vieste, all’altezza di Baia delle Zagare, tra le braccia della figlia.