Bari, spazio di ascolto per le donne dopo l’interruzione di gravidanza: all’ospedale San Paolo nasce “Risonanze”

Un luogo protetto per parlare, ascoltare e condividere la propria esperienza. È “Risonanze – uno spazio per raccontarsi, ascoltarsi, ripartire insieme”, la nuova iniziativa dell’Ospedale San Paolo dedicata alle donne che hanno affrontato un’interruzione volontaria o terapeutica di gravidanza.

Il progetto, promosso dal servizio di Pianificazione familiare e dal servizio di Psicologia clinica, prevede piccoli gruppi di ascolto e mutuo sostegno, composti da 6-8 partecipanti e organizzati in base al percorso vissuto.

L’obiettivo è offrire uno spazio gratuito, volontario e confidenziale, dove poter affrontare emozioni diverse, dalla tristezza alla rabbia, dal senso di colpa alla solitudine, senza giudizio e senza stigma.

“Risonanze” non è un percorso di psicoterapia: gli incontri saranno moderati da uno psicologo, che accompagnerà il confronto sulla base delle esigenze emerse nel gruppo. Il programma prevede tre incontri da 90 minuti, a cadenza quindicinale.

Per informazioni è possibile contattare il numero 080 5843218.

Maxi intossicazione dopo congresso a Turi, 4 ricoverati: ipotesi salmonella e escherichia coli. Sospetti su mozzarella

Torniamo a parlare dell’intossicazione alimentare che ha colpito diversi partecipanti a un congresso organizzato l’11 settembre in una struttura ricettiva di Turi, nel Barese. 

Dopo la cena di chiusura, alcuni dei circa 300 congressisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero, hanno accusato dolori addominali, febbre, nausea, spossatezza, vomito e diarrea, in alcuni casi durante il viaggio di rientro.

Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Bari, insieme ai Carabinieri del Nas, sta cercando di individuare l’origine dei malori. Tra le ipotesi ci sono contaminazioni da salmonella, escherichia coli o listeria e sono sotto esame gli alimenti serviti durante la cena, compresa la mozzarella.

Al momento sono sei i casi oggetto di verifica: quattro persone sono ricoverate e due sono state dimesse. Uno dei pazienti avrebbe sviluppato una forma più grave, con il sospetto di setticemia. Gli accertamenti epidemiologici e le analisi sui cibi proseguiranno nei prossimi giorni per identificare l’eventuale agente patogeno.

Bari, intossicazione alimentare dopo convention di una multinazionale: decine di persone in ospedale. Uno è grave

Decine di partecipanti a una convention organizzata venerdì 11 settembre da una multinazionale in una struttura ricettiva a sud di Bari sono finiti in ospedale dopo aver accusato disturbi gastrointestinali nelle ore successive all’evento.

Alla cena conclusiva avevano preso parte oltre 300 persone provenienti da diversi Paesi europei. I primi sintomi, tra cui dolori addominali, diarrea, nausea e febbre, sono comparsi il giorno seguente, quando gli invitati avevano già lasciato la Puglia.

Le segnalazioni sono arrivate da diversi ospedali, anche fuori dall’Italia. Un paziente avrebbe sviluppato una setticemia, mentre per gli altri casi il quadro clinico sarebbe generalmente compatibile con un’infezione alimentare.

La Asl di Bari ha avviato un’indagine epidemiologica per individuare l’eventuale alimento contaminato. Tra le ipotesi al vaglio ci sono salmonella ed Escherichia coli. Con il supporto dei Carabinieri del Nas sono inoltre in corso controlli sui luoghi di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti.

LA NOTA DELL’ASL BARI – In merito alle notizie circolate nelle ultime ore su una presunta intossicazione alimentare avvenuta a Turi, la ASL Bari precisa che sono in corso le indagini epidemiologiche per accertare le cause dei disturbi gastrointestinali segnalati da alcuni partecipanti a un convegno. Il Dipartimento di Prevenzione della ASL Bari, attraverso i servizi competenti SIAV B (Servizio Igiene degli Alimenti di Origine Animale) e SIAN (Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione), con il coinvolgimento di veterinari e personale dell’Igiene degli alimenti, sta effettuando tutte le verifiche necessarie sul territorio di competenza. Al momento sono sei i casi oggetto di verifica: quattro persone sono ricoverate e due sono state dimesse a domicilio.

Casa e intervento agli occhi, nessuna chiamata da Sindaco e Ospedale: la lunga attesa di Paolo

Paolo è in attesa di risposte. Noi abbiamo recitato la nostra parte e continuiamo a fornire a Paolo l’ospitalità nella casetta di Quinto Potere, ma da Racale non è arrivata nessuna chiamata. Abbiamo provato nuovamente a sentire telefonicamente il Sindaco, ma senza successo, e i tempi si stanno allungando. Tutto questo mentre Paolo è in attesa anche di sottoporsi all’intervento agli occhi.

Asl Bari, da giugno 33mila interventi e oltre 62mila accessi nei pronto soccorso: la metà sono codici verdi

Oltre 33mila missioni di soccorso, con un aumento di 3.388 interventi (+11,2%), e più di 62mila accessi nei pronto soccorso, pari a 1.870 pazienti in più (+3,1%) rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sono i numeri forniti dalla Asl di Bari per l’estate 2026 (dall’1 giugno al 31 agosto), relativi ai reparti di emergenza-urgenza della provincia. Un incremento, fa sapere la Asl, che ha riguardato in gran parte i codici di minore urgenza: 509 codici bianchi (+31,5%) e 29.483 codici verdi (+4,47%), entrambi quasi il 48% di tutti gli accessi. Crescono anche i codici rossi (1.607, +0,88%), gli arancioni (12.047, +1,4%) e gli azzurri (18.276, +1,75%).

Dal 1 giugno al 31 agosto la centrale operativa e il coordinamento 118 hanno gestito 33.616 missioni di soccorso, con un aumento di 3.388 interventi (+11,2%) rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono stati impiegati 59 mezzi, tra autoambulanze e automediche, distribuite in 41 postazioni ordinarie e 6 postazioni estive aggiuntive.

Anche i sette pronto soccorso della Asl Bari (Di Venere, San Paolo, Altamura, Corato, Molfetta, Putignano e, dall’11 giugno, il nuovo ospedale Monopoli-Fasano) hanno registrato un aumento dell’attività: 62.099 accessi tra giugno e agosto, pari a 1.870 pazienti in più (+3,1%) rispetto all’estate precedente. I volumi maggiori sono stati registrati al San Paolo, con 12.873 accessi (+1,85% e 140 pazienti trattati al giorno), e al Di Venere, con 12.698 accessi (+1,3%, 138 al giorno).

Particolarmente rilevante la crescita dell’attività negli ospedali di Altamura, con 7.971 accessi (+7,9%), e Putignano, con 5.795 (+9,3%). Per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, si registrano 9.585 accessi complessivi. Aumenta anche il numero delle persone che giungono al pronto soccorso con mezzi propri: 51.324 pazienti (l’82,6%, con un incremento dell’1,52%) mentre 10.368 sono arrivati in ambulanza (+1,8%).

Brindisi, infermiere aggredito e minacciato di morte al centro ustioni del Perrino: è il quarto caso in pochi giorni

Un infermiere del Centro ustioni dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi sarebbe stato aggredito da un paziente. L’episodio è avvenuto il 4 settembre, ma la notizia è emersa soltanto nelle ultime ore.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo era arrivato dal pronto soccorso dopo essersi procurato un’ustione al braccio in seguito a un incidente domestico. Nel reparto avrebbe prima insultato e minacciato di morte l’infermiere, per poi schiaffeggiarlo. L’intervento della vigilanza interna e, successivamente, della Polizia ha permesso di riportare la situazione sotto controllo.

A lanciare l’allarme è l’Ordine delle professioni infermieristiche di Brindisi, che parla del quarto episodio di violenza in pochi giorni, dopo quelli registrati nei reparti di Psichiatria, Ortopedia e Pneumologia.

Per la presidente dell’Opi Brindisi, Paola De Biasi, la sequenza di aggressioni impone di considerare la sicurezza negli ospedali una vera emergenza organizzativa. L’Ordine chiede quindi interventi urgenti per rafforzare la prevenzione, dal potenziamento della vigilanza alla verifica dei sistemi di allarme e degli accessi, fino alla revisione delle procedure per la gestione degli episodi di violenza.

L’Opi ha inoltre chiesto un incontro urgente alla Direzione strategica dell’Asl Brindisi e la predisposizione di un piano straordinario contro le aggressioni. «Non possiamo aspettare la quinta aggressione per tornare a parlare di sicurezza», è l’appello di De Biasi, che sollecita «atti concreti, immediati e misurabili».

Castellana, 67enne muore in ospedale dopo tre operazioni: indagati 11 tra medici e infermieri del De Bellis

Un 67enne di Barletta è morto all’alba del 22 agosto all’Irccs “De Bellis” di Castellana Grotte, dopo essere stato sottoposto a tre interventi chirurgici in meno di due mesi. Sul caso la Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati 11 tra medici e infermieri per omicidio colposo in ambito medico.

La vicenda era iniziata ad aprile, quando una Tac aveva evidenziato un tumore all’intestino. Il paziente era stato operato il 25 giugno, ma un successivo esame istologico aveva rilevato un’infiltrazione, rendendo necessario un secondo intervento il 7 agosto. Pochi giorni dopo, tra l’11 e il 12 agosto, l’uomo aveva accusato forti dolori e malesseri. Gli esami avevano evidenziato valori alterati e durante una terza operazione era stata riscontrata una sepsi.

Trasferito in terapia intensiva, il 67enne aveva mostrato inizialmente segnali di miglioramento, tornando poi nel reparto di Chirurgia. Le sue condizioni sembravano stabili, ma nella notte tra il 20 e il 21 agosto sono comparsi nuovamente dolori e malesseri, fino al decesso.

Dopo la denuncia presentata dai familiari, la Procura ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita il primo settembre all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. L’esame dovrà chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità.

Inizialmente erano stati indagati i cinque medici che avevano eseguito gli interventi. Successivamente l’inchiesta è stata estesa anche al medico e agli infermieri presenti durante il turno dell’11-12 agosto, per ricostruire nel dettaglio le cure e gli interventi prestati al paziente.

Tra gli indagati figura anche il primario di Chirurgia generale Leonardo Vincenti. L’iscrizione nel registro degli indagati, precisano gli inquirenti, è un atto dovuto per consentire a tutti i sanitari coinvolti di partecipare agli accertamenti e tutelare i propri diritti.