Ruvo, in fiamme villa confiscata alla mafia: la Regione aveva appena dato un milione per riqualificarla. Ipotesi dolo

Un incendio ha danneggiato la scorsa notte una villetta confiscata alla criminalità organizzata. L’immobile si trova in via Bisceglie, a Ruvo di Puglia (Bari). Secondo quanto si apprende, la natura del rogo, su cui indagano i carabinieri, potrebbe essere dolosa.

L’incendio è divampato a pochi giorni dall’annuncio del finanziamento regionale da un milione di euro che ne consentirà la riqualificazione trasformando la struttura in un luogo che ospiterà una serie di servizi per la comunità e una foresteria per accogliere alcuni dei lavoratori impegnati nelle campagne del nord Barese per la raccolta dell’uva e delle olive.

In passato, l’immobile è stato preso di mira dai vandali e un altro rogo è scoppiato nel maggio dell’anno scorso quando una piccola ristrutturazione era stata fatta dal Comune di Ruvo. Nel pomeriggio di oggi l’assessora regionale alle Politiche culturali, Silvia Miglietta, sarà a Ruvo per un sopralluogo nella villetta assieme al sindaco Pasquale Chieco.

Liste d’attesa in Puglia, la Regione: “Anticipate 65.034 prestazioni”. In quasi 37mila hanno rifiutato

A due mesi dall’avvio dei piani sperimentali di recupero delle liste d’attesa sono 127.672 le persone complessivamente contattate, 115.798 per visite ed esami e 11.874 per ricoveri ospedalieri.

Dal 5 aprile – spiega la Regione Puglia in una nota – è stato superato il target assegnato alle aziende in termini di recall. Complessivamente sono state anticipate 65.034 prestazioni, di cui 62.658 esami e visite e 2.376 interventi chirurgici. I rifiuti sono stati 36.451.

Tra le 25.818 persone contattate che hanno motivato il rifiuto il 62% (15.917) ha confermato l’appuntamento esistente, il 28% (6.980) rifiuta per aver già eseguito la prestazione, il 10% (2.796) dichiara che la prestazione non è più necessaria.

In totale, nell’ambito dei piani, sono state erogate 54.472 prestazioni di specialistica ambulatoriale: il 67% delle prestazioni anticipate riguardano codici di priorità U e B, con un anticipo mediano rispettivamente di 70 e 83 giorni. Il 38% delle prestazioni riguardano prime visite specialistiche, il 41% esami di diagnostica per immagini (radiografie, ecografie, TC e RMN). Tra le prime 5 prestazioni più frequentemente richiamate si ritrova: la prima visita cardiologica con ECG (3.169); l’ecografia addome completo (2.099); la prima visita urologica (1.617); l’ecocolordoppler cardiaca (1.432) e la prima visita ortopedica (1.348).

Le Aziende sanitarie stanno proseguendo – prosegue la nota – l’anticipo delle prestazioni prescritte nel 2026, che rappresentano circa il 29% degli esami e delle visite erogate. In particolare, sono state oggetto di recupero 4.319 prestazioni che risultavano prenotate tra il 2027 e il 2029.
Proseguono anche le attività di monitoraggio dell’andamento delle prescrizioni a partire dal mese di gennaio 2026: i dati consolidati di febbraio e marzo 2026 mostrano che le prescrizioni con codice di priorità U e B, su cui si è concentrata l’attività di recall, sono diminuiti in questi due mesi.

Regione Puglia, nuova richiesta al Csm: Emiliano verso incarico “fuori ruolo” per il dossier Ilva

La Regione Puglia torna a rivolgersi al Consiglio superiore della magistratura per sbloccare la consulenza giuridica del magistrato Michele Emiliano. Dopo due dinieghi, sarà inviata una terza richiesta al presidente della Terza Commissione del Csm, Marcello Basilico, con una nuova formulazione che punta a ottenere il via libera per un incarico “fuori ruolo”.

L’obiettivo è quello di affiancare il governatore Antonio Decaro su dossier strategici, a partire dalla complessa vicenda dell’ex Ilva. Una partita centrale per il territorio pugliese, su cui la Regione intende rafforzare il proprio supporto tecnico-giuridico.

«Va trovata una soluzione», ha dichiarato Decaro a margine della conferenza stampa sui progetti di antimafia sociale, confermando la volontà di superare gli ostacoli emersi nei precedenti tentativi.

La nuova strada individuata fa leva sulla disciplina dei magistrati “fuori ruolo”, riordinata nel 2024, che consente l’impiego di toghe presso altre istituzioni senza compromettere i principi di autonomia e indipendenza della magistratura. Una soluzione che potrebbe rappresentare il punto di equilibrio tra esigenze amministrative e garanzie ordinamentali.

Resta ora da vedere se il Csm accoglierà la nuova istanza, aprendo così alla collaborazione tra Emiliano e la Regione su uno dei dossier industriali più delicati del Paese.

Maltempo, la Regione Puglia chiede lo stato di emergenza di rilievo nazionale. Decaro: “Evento climatico estremo”

“Abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza perché quello che è accaduto nell’ultima settimana ha purtroppo le caratteristiche di quello che possiamo definire un evento climatico estremo che purtroppo ha determinato danni e disagi in molti territori della Puglia”.

Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. La Giunta regionale pugliese ha infatti deliberato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale e di finanziamenti straordinari per fronteggiare i danni provocati dai detti eventi.

“Quanto accaduto – dice Decaro – ci costringe a fare un’attenta riflessione su come mettere in sicurezza il nostro territorio per renderlo resiliente ai cambiamenti climatici. Siamo passati da mesi di siccità a intense precipitazioni che hanno segnato la caduta di una quantità straordinaria di pioggia a cui noi non siamo ancora preparati. In questi giorni abbiamo gestito l’emergenza grazie alla grande professionalità dei soccorritori, della Protezione civile e di tutte le persone che a vario titolo sono coinvolte nelle operazioni, ma crediamo sia il momento di avviare seriamente un grande piano di messa in sicurezza per il nostro territorio. Già nelle prossime ore il Genio civile sarà a lavoro nei territori più colpiti della Capitanata e del Subappennino Dauno dove sarà ripristinata la viabilità per i Comuni rimasti isolati”.

Consulenza a Emiliano, il Csm apre con condizioni: “La Regione Puglia deve farsi carico di tutti gli oneri”

Una soluzione per affidare un incarico di consulente giuridico all’ex governatore pugliese Michele Emiliano sembra possibile, ma a una condizione precisa: tutti i costi dovranno essere sostenuti dalla Regione. Non solo l’indennità prevista di circa 130mila euro annui, ma anche gli oneri previdenziali legati al ruolo. A riportarlo è la Repubblica.

È questa, in sintesi, la posizione emersa dal Consiglio superiore della magistratura (Csm), chiamato a esprimersi sul futuro professionale dell’ex presidente di Regione, che al termine del mandato dovrebbe rientrare in magistratura come pubblico ministero, ruolo lasciato oltre vent’anni fa.

Un ritorno che Emiliano ha più volte definito inopportuno, parlando di un «assurdo giuridico». Dubbi condivisi, almeno in parte, anche all’interno dello stesso Csm, dove si guarda con cautela al reintegro di chi per due decenni ha ricoperto ruoli politici di primo piano.

La questione è ora nelle mani della Regione Puglia, guidata da Antonio Decaro, insieme al capo di gabinetto Davide Pellegrino. Dopo due pareri negativi, il Csm ha chiesto di rimodulare la proposta: il problema non riguarda l’incarico in sé, ma il mancato riconoscimento dell’aspettativa non retribuita.

La normativa, infatti, limita questo beneficio a chi ricopre specifiche cariche elettive o incarichi in organi di rilevanza costituzionale. Il ruolo prospettato per Emiliano non rientra tra questi casi, soprattutto per quanto riguarda il trattamento previdenziale, che incide sull’anzianità di servizio e quindi sulla pensione.

Il nodo centrale resta proprio questo: chi dovrà farsi carico dei contributi previdenziali. Il Csm non si opporrebbe all’incarico, purché sia la Regione a coprire integralmente tali oneri. Una strada che, secondo le prime indicazioni, l’amministrazione regionale sarebbe pronta a percorrere.

Consulente giuridico del successore Decaro in Regione, Emiliano verso lo stop del Csm: “Ruolo non compatibile”

Il Consiglio superiore della magistratura si prepara a negare all’ex governatore pugliese Michele Emiliano l’autorizzazione a ricoprire il ruolo di consulente giuridico per il suo successore Antonio Decaro. Una decisione che, se confermata, costringerebbe la Regione Puglia a individuare soluzioni alternative per evitare il ritorno dell’ex presidente in magistratura.

Emiliano, magistrato in aspettativa dal 2003 – anno in cui lasciò l’incarico di pubblico ministero per candidarsi a sindaco di Bari – ha concluso il mandato da governatore lo scorso gennaio. La possibilità di essere collocato “fuori ruolo”, prevista dalla riforma Cartabia per chi ha ricoperto incarichi politici, non è però applicabile al suo caso per questioni di retroattività della norma.

Per questo motivo, l’amministrazione guidata da Decaro aveva chiesto al Csm di concedere a Emiliano un’ulteriore aspettativa, così da affidargli un incarico di consulenza giuridica. Tuttavia, la Prima commissione del Consiglio avrebbe espresso un orientamento negativo: l’incarico è stato ritenuto troppo generico e privo di precedenti analoghi, oltre che difficilmente compatibile con l’attuale clima di tensione tra politica e magistratura.

La decisione definitiva non è ancora stata formalizzata e dovrà passare al vaglio del Plenum. Ma se lo stop dovesse essere confermato, per Emiliano si aprirebbe la necessità di un “piano C”. L’ex governatore ha infatti già escluso un ritorno in magistratura, che peraltro dovrebbe avvenire fuori dalla Puglia.

Nel frattempo, Decaro e il suo staff stanno valutando nuove possibili soluzioni per gestire un caso che si presenta complesso sia dal punto di vista normativo sia politico, anche in vista di eventuali sviluppi futuri, come una possibile candidatura parlamentare nel 2027.

Bari, un Parco della Rinascita al posto dell’ex Fibronit: 700mila euro dalla Regione Puglia per il verde

La Regione Puglia ha disposto lo stanziamento di 700mila euro in favore del Comune di Bari quale anticipazione dell’intero finanziamento, pari a euro 3,5 milioni, per la piantumazione del Parco multifunzionale nell’area dell’ex Fibronit, ovvero il Parco della Rinascita che sorgerà dove c’era la fabbrica di manufatti in cemento-amianto.

La piantumazione rientra fra i progetti inseriti nell’accordo di programma tra Regione Puglia e Ministero dell’Ambiente per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria, al fine di ridurre le concentrazioni di elementi inquinanti, e si qualifica come progetto per lo sviluppo di aree verdi e sistemi di biorisanamento in una zona ad elevata densità di traffico veicolare, realizzato dal Comune di Bari anche con finanziamento regionale.

Nello specifico il progetto prevede la piantumazione di essenze arboree e arbustive che siano in grado di contribuire alla rimozione degli inquinanti atmosferici (NOx, SOx, O3, PM10, PM2,5) sia attraverso un’azione diretta (rimozione ad opera delle foglie per assorbimento nel caso di inquinanti gassosi, e/o per assorbimento sulla cuticola) sia indiretta, modificando i flussi di aria e modificando quindi la concentrazione locale degli inquinanti atmosferici.

“Quello della ex Fibronit sarà uno dei più grandi parchi di Bari e già in questi giorni si possono vedere i primi alberi messi a dimora – spiega il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro -. Anni di sforzi da parte dell’amministrazione comunale insieme al lavoro delle associazioni e della Regione stanno portando all’obiettivo: un’area verde fruibile dai cittadini al posto di una fabbrica di cemento-amianto che ha causato morte e inquinamento. Sono felice di poter continuare a seguire la realizzazione di quest’opera che per la città di Bari e per la Puglia rappresenta davvero la possibilità di una rinascita ambientale, sociale e urbana che la Regione Puglia intende sostenere”.

“La riqualificazione dell’area ex Fibronit è un progetto molto sentito dalla comunità e dall’amministrazione barese, che da anni si battono per portare un polmone verde in una zona molto popolosa e che si è dovuta scontrare con le tristi conseguenze dell’inquinamento da amianto”, ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento.

Liste d’attesa in Puglia, anticipate 34mila prenotazioni ma in 19mila rifiutano: il report

Dal 2 febbraio al 4 marzo sono state richiamate 75.315 persone, anticipate 34.007 prenotazioni, eseguite 24.269 prestazioni nell’ambito del piano della Regione Puglia per il recupero e abbattimento delle liste d’attesa.

I dati emergono a un mese di distanza dall’avvio del progetto. In particolare per le visite e gli esami con priorità U (urgenti) e B (brevi) i recall sono stati 66.955, le prenotazioni anticipate 33.077 e quelle già erogate 21.368; per i ricoveri le persone già contattate sono 8.360, i ricoveri anticipati 930, gli interventi eseguiti 1.198. Il numero dei rifiuti relativo a esami specialistici è pari a 19.226.

Nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 4 marzo l’attività di recall è stata particolarmente intensa con 29.232 persone richiamate per visite ed esami e 2.006 per i ricoveri.

Dal report di un’azienda sanitaria – informa la Regione – è emerso che in circa il 40% delle prescrizioni il codice di priorità non appare coerente con la prestazione richiesta, indicando una potenziale inappropriatezza che andrà poi valutata nel dettaglio. Il monitoraggio partirà da alcune prestazioni sentinella (ad esempio colonscopie e RM) per poi estendersi progressivamente, con l’obiettivo di strutturare strumenti di verifica omogenei e percorsi di confronto con i prescrittori.

Appalti più costosi, ex vertici della Protezione civile accusati di danno erariale: Lerario ancora nei guai

La Regione Puglia avrebbe subito un danno erariale a causa di appalti irregolari, secondo quanto sostenuto dalla Procura regionale della Corte dei conti. Nel mirino finiscono l’ex capo della Protezione civile, Mario Lerario, e il suo braccio destro Antonio Mercurio, già coinvolti in un procedimento penale sugli appalti per l’ospedale Covid alla Fiera del Levante.

Dagli iniziali 180mila euro di danno contestati, le accuse si sono ridotte a 81mila euro, in parte grazie alle argomentazioni difensive. Le somme sarebbero state spese ingiustificatamente per favorire gli imprenditori Francesco Girardi e Vito Vincenzo Leo.

Gli atti di citazione riguardano lavori pubblici come il parcheggio dell’ospedale Covid, la manutenzione di giardini e uffici regionali e interventi nella sede del Centro sperimentale del cinema. Le indagini della Guardia di finanza hanno evidenziato un meccanismo che applicava l’Iva al 22% invece del 10%, coprendo gli aumenti di spesa verso i due imprenditori.

Lerario e Mercurio potranno ora presentare memorie e documenti per difendersi nel giudizio di responsabilità amministrativa, aperto con gli atti notificati nei giorni scorsi.

Favori in cambio di voti, chiesto il processo per l’ex assessore regionale Delli Noci: in totale 27 indagati

La Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per Alessandro Delli Noci, ex assessore pugliese allo Sviluppo economico. Insieme a Delli Noci è stato chiesto il processo per altri 26 imputati e 3 società.

L’indagine, che riguarda il periodo compreso tra il 2018 e il 2021, riguarda presunti favori elargiti nei confronti di alcuni imprenditori (per possibili investimenti in ambito turistico-ricettivo) in cambio di sostegno elettorale.

L’attività investigativa è stata coordinata dai pubblici ministeri Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci e condotta dalla Guardia di finanza. Tra gli indagati anche Maurizio Laforgia, ingegnere, figlio dell’ex presidente (ex presidente ndr) dell’Aqp Domenico Laforgia, l’imprenditore Corrado Congedo, e le società che fanno riferimento ad un altro imprenditore, Alfredo Barone.

Il 5 giugno scorso la Procura di Lecce aveva chiesto gli arresti domiciliari nei confronti di Delli Noci; lo stesso assessore aveva rassegnato le dimissioni l’11 giugno; subito dopo gli inquirenti revocarono la richiesta di arresto per mancanza delle esigenze cautelari.

Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, corruzione, truffa e reati fiscali. Il Gip Tea Verderosa ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 10 luglio.