Regione Puglia, Emiliano convocato il 21 maggio dal Csm: in pausa la nomina a consulente giuridico

Continua il braccio di ferro sul futuro di Michele Emiliano dopo la fine del suo mandato alla guida della Regione Puglia. La terza commissione del Csm ha infatti deciso di rinviare ogni decisione sulla nomina dell’ex governatore a consulente della commissione d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, convocandolo il prossimo 21 maggio per discutere del suo rientro in magistratura.

L’audizione servirà a chiarire le intenzioni di Emiliano rispetto al ritorno in servizio come pubblico ministero. Tra le sedi indicate figurano Benevento, altre località della Campania e l’Abruzzo, opzioni considerate compatibili con l’esigenza di evitare lunghi trasferimenti. Sullo sfondo resterebbe anche l’ipotesi di una futura candidatura alle elezioni politiche, mentre negli ultimi tempi si sarebbero intensificati i rapporti con la segretaria Pd Elly Schlein.

La proposta di affidare a Emiliano l’incarico di consulente al Senato, avanzata dal presidente della commissione Tino Magni su indicazione del Partito Democratico, non è però tramontata. Dopo la bocciatura della precedente proposta sostenuta da Antonio Decaro, il Csm starebbe ancora valutando la nuova ipotesi, legata al possibile trasferimento del magistrato che attualmente ricopre quel ruolo.

Nel frattempo Emiliano continua la sua attività pubblica tra presentazioni del suo libro in Puglia e nel resto d’Italia. Dopo la partecipazione al Salone del Libro di Torino, il 26 maggio sarà a Roma insieme allo scrittore Gianrico Carofiglio. Sul piano politico, intanto, l’ex presidente continua a essere al centro delle polemiche per il deficit della sanità pugliese maturato durante la sua gestione, con richieste di chiarimenti arrivate sia dall’opposizione sia da alcuni esponenti del campo largo.

Rebus Emiliano, ancora un no dal Csm per la consulenza in Regione: resta in piedi l’altra opzione

La terza commissione del Csm ha rigettato anche la seconda proposta per l’aspettativa dell’ex governatore Michele Emiliano come consulente della presidenza della Regione Puglia.

Lo si apprende dal fonti del Csm. Resta ancora un’altra ipotesi in campo che è quella della proposta di un incarico come consulente della commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro.

A quanto si è appreso, la commissione del Csm ha chiesto al presidente della commissione parlamentare precisazioni sulle motivazioni che richiedono la consulenza di Emiliano e dovrà poi chiedere l’assenso dell’interessato. In ogni caso anche questa proposta dovrà essera vagliata in commissione e poi, se ci dovesse essere l’assenso, passare al plenum.

Regione Puglia, Decaro non si arrende: nuova proposta al Csm per evitare che Emiliano torni in magistratura

Continua il lavoro politico e istituzionale per evitare il rientro in magistratura di Michele Emiliano, in vista di una possibile candidatura alle elezioni politiche del 2027. A muoversi è il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, ascoltato dalla Terza commissione del Consiglio superiore della magistratura per verificare nuove soluzioni.

Sul tavolo l’ipotesi di un incarico più limitato rispetto al passato, come una consulenza giuridica circoscritta alla questione Ilva e della durata di un anno. Il Csm ha chiesto di formalizzare una nuova richiesta con queste modifiche, dopo che le precedenti erano state respinte.

Parallelamente si muove anche il Partito Democratico, con la segretaria Elly Schlein che ha espresso sostegno all’ex governatore. Dal Nazareno si valutano soluzioni alternative, anche oltre il contesto pugliese, per valorizzare il ruolo politico di Emiliano ed evitare il ritorno in toga.

Intanto, il tempo stringe: entro il 27 aprile Emiliano dovrà indicare la sede per il rientro in magistratura, scegliendo tra il ruolo di pm o giudice. Tra le opzioni in esame ci sarebbero le procure di Avellino, Benevento e Santa Maria Capua Vetere, con l’ipotesi di un’attività da pendolare per restare vicino alla Puglia.

Tra le possibili vie d’uscita, il Pd valuta anche un incarico come consulente di una commissione parlamentare, soluzione già adottata in passato per altri magistrati. Resta però una strada complessa e dai tempi lunghi.

Le interlocuzioni tra Emiliano e il partito proseguono, mentre si raffredda definitivamente l’ipotesi di un suo ritorno nella giunta regionale, che avrebbe comportato la sostituzione di uno degli attuali assessori tecnici. Decaro punta ora su un’ultima mediazione con il Csm per sbloccare una vicenda ancora aperta.

Tre no a Emiliano consulente di Decaro, Csm: “Deve tornare in servizio come magistrato”. Ma lontano dalla Puglia

Michele Emiliano dovrà rientrare in servizio come magistrato, ma lontano dalla Puglia. È quanto stabilito dal Consiglio Superiore della Magistratura, che ha inviato all’ex presidente della Regione una comunicazione formale: entro 15 giorni dovrà indicare una o più sedi disponibili tra quelle con posti vacanti.

La destinazione non potrà essere né in Puglia né a Potenza, competente per le indagini sui magistrati del distretto di Lecce. Emiliano, tuttavia, potrà scegliere se tornare a svolgere le funzioni di pubblico ministero, anche se la decisione finale resterà subordinata alla valutazione del Csm su eventuali incompatibilità.

Al suo caso non si applicano le restrizioni introdotte dalla riforma Cartabia, ma la normativa precedente, che vieta il rientro nella stessa area geografica in cui si è esercitata la funzione giudiziaria. Resta però il precedente orientamento del Consiglio, che in passato ha ritenuto inopportuno il ritorno di ex politici nel ruolo di pm.

Tra le possibili destinazioni, la più vicina a Bari risulta essere Matera. Emiliano potrà optare per un incarico non direttivo presso un Tribunale o una Corte d’appello. Intanto, la prima commissione del Csm ha respinto per la terza volta la richiesta dell’ex governatore di ottenere un incarico di consulenza in Regione, dove avrebbe dovuto affiancare il suo successore, Antonio Decaro.

Rebus Emiliano, nuovo stop dal Csm: salta l’ipotesi della consulenza fuori ruolo. Torna l’idea di una nomina tecnica

Nuovo stop per Michele Emiliano. La terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha bocciato per la terza volta la richiesta di collocamento “fuori ruolo” avanzata dalla Regione, che avrebbe consentito all’ex governatore di ricoprire l’incarico di consigliere giuridico della giunta.

La proposta, frutto di una mediazione con il presidente Antonio Decaro, sembrava destinata al via libera, ma è stata respinta con cinque voti contrari e uno solo favorevole. Alla base della decisione, motivazioni tecniche: secondo la commissione, l’incarico non garantirebbe un reale accrescimento professionale per Emiliano, prossimo alla pensione.

Dietro il no, però, pesa anche il fattore politico: diverse componenti del Csm non intendono sostenere una soluzione percepita come favorevole all’ex magistrato. Intanto resta aperto il problema del suo futuro, con il rischio di un ritorno in magistratura considerato complesso sul piano organizzativo.

Tra le ipotesi sul tavolo, oltre a una difficile riformulazione della richiesta, prende quota una soluzione alternativa interna alla Regione, come un incarico tecnico di alto livello. Ma quella che doveva essere una formalità si è ormai trasformata in un caso politico di primo piano.

Regione Puglia, nuova richiesta al Csm: Emiliano verso incarico “fuori ruolo” per il dossier Ilva

La Regione Puglia torna a rivolgersi al Consiglio superiore della magistratura per sbloccare la consulenza giuridica del magistrato Michele Emiliano. Dopo due dinieghi, sarà inviata una terza richiesta al presidente della Terza Commissione del Csm, Marcello Basilico, con una nuova formulazione che punta a ottenere il via libera per un incarico “fuori ruolo”.

L’obiettivo è quello di affiancare il governatore Antonio Decaro su dossier strategici, a partire dalla complessa vicenda dell’ex Ilva. Una partita centrale per il territorio pugliese, su cui la Regione intende rafforzare il proprio supporto tecnico-giuridico.

«Va trovata una soluzione», ha dichiarato Decaro a margine della conferenza stampa sui progetti di antimafia sociale, confermando la volontà di superare gli ostacoli emersi nei precedenti tentativi.

La nuova strada individuata fa leva sulla disciplina dei magistrati “fuori ruolo”, riordinata nel 2024, che consente l’impiego di toghe presso altre istituzioni senza compromettere i principi di autonomia e indipendenza della magistratura. Una soluzione che potrebbe rappresentare il punto di equilibrio tra esigenze amministrative e garanzie ordinamentali.

Resta ora da vedere se il Csm accoglierà la nuova istanza, aprendo così alla collaborazione tra Emiliano e la Regione su uno dei dossier industriali più delicati del Paese.

Consulenza a Emiliano, il Csm apre con condizioni: “La Regione Puglia deve farsi carico di tutti gli oneri”

Una soluzione per affidare un incarico di consulente giuridico all’ex governatore pugliese Michele Emiliano sembra possibile, ma a una condizione precisa: tutti i costi dovranno essere sostenuti dalla Regione. Non solo l’indennità prevista di circa 130mila euro annui, ma anche gli oneri previdenziali legati al ruolo. A riportarlo è la Repubblica.

È questa, in sintesi, la posizione emersa dal Consiglio superiore della magistratura (Csm), chiamato a esprimersi sul futuro professionale dell’ex presidente di Regione, che al termine del mandato dovrebbe rientrare in magistratura come pubblico ministero, ruolo lasciato oltre vent’anni fa.

Un ritorno che Emiliano ha più volte definito inopportuno, parlando di un «assurdo giuridico». Dubbi condivisi, almeno in parte, anche all’interno dello stesso Csm, dove si guarda con cautela al reintegro di chi per due decenni ha ricoperto ruoli politici di primo piano.

La questione è ora nelle mani della Regione Puglia, guidata da Antonio Decaro, insieme al capo di gabinetto Davide Pellegrino. Dopo due pareri negativi, il Csm ha chiesto di rimodulare la proposta: il problema non riguarda l’incarico in sé, ma il mancato riconoscimento dell’aspettativa non retribuita.

La normativa, infatti, limita questo beneficio a chi ricopre specifiche cariche elettive o incarichi in organi di rilevanza costituzionale. Il ruolo prospettato per Emiliano non rientra tra questi casi, soprattutto per quanto riguarda il trattamento previdenziale, che incide sull’anzianità di servizio e quindi sulla pensione.

Il nodo centrale resta proprio questo: chi dovrà farsi carico dei contributi previdenziali. Il Csm non si opporrebbe all’incarico, purché sia la Regione a coprire integralmente tali oneri. Una strada che, secondo le prime indicazioni, l’amministrazione regionale sarebbe pronta a percorrere.

Stop del Csm, Decaro e l’incarico su “misura” per Emiliano: ipotesi dossier specifici come rifiuti, crisi industriali o Ilva

Si complica il ritorno in un ruolo istituzionale per Michele Emiliano, che ha escluso l’ipotesi di rientrare in magistratura, giudicandola inopportuna. Anche il Consiglio superiore della magistratura (Csm) condivide le perplessità: dopo vent’anni ai vertici politici di Bari e della Puglia, il suo reintegro nei ranghi giudiziari rischierebbe di alimentare polemiche su possibili commistioni tra politica e giustizia.

Il nodo riguarda la proposta del governatore Antonio Decaro di nominare Emiliano consulente giuridico della Regione Puglia. Una figura considerata atipica nel panorama italiano e che, proprio per questa unicità, non consente di autorizzare il collocamento in aspettativa. Anche l’ipotesi del “fuori ruolo” è stata esclusa, poiché non applicabile al caso specifico secondo la normativa vigente.

Dopo settimane di valutazioni e richieste di chiarimento, la Terza commissione del Csm ha espresso un orientamento negativo. La richiesta di aspettativa — con stipendio a carico della Regione — è stata respinta per motivi tecnici, senza possibilità di deroga. La decisione è stata comunicata a Decaro, che ha avviato un confronto per individuare possibili alternative.

Tra le soluzioni allo studio, quella di ridimensionare l’incarico, limitandolo a dossier specifici come rifiuti, crisi industriali o Ilva. Tuttavia, anche questa strada presenta ostacoli: incarichi analoghi conferiti in passato dalla Regione sono stati considerati di natura politica, e quindi non compatibili con le regole applicabili ai magistrati.

Il tempo per trovare una via d’uscita è limitato. A Roma si guarda con attenzione agli sviluppi, consapevoli che un eventuale ritorno di Emiliano in aula — come pm o giudice, ma fuori dalla Puglia — rappresenterebbe comunque una soluzione delicata, che la magistratura preferirebbe evitare in un momento già sensibile per il rapporto tra giustizia e politica.

Consulente giuridico del successore Decaro in Regione, Emiliano verso lo stop del Csm: “Ruolo non compatibile”

Il Consiglio superiore della magistratura si prepara a negare all’ex governatore pugliese Michele Emiliano l’autorizzazione a ricoprire il ruolo di consulente giuridico per il suo successore Antonio Decaro. Una decisione che, se confermata, costringerebbe la Regione Puglia a individuare soluzioni alternative per evitare il ritorno dell’ex presidente in magistratura.

Emiliano, magistrato in aspettativa dal 2003 – anno in cui lasciò l’incarico di pubblico ministero per candidarsi a sindaco di Bari – ha concluso il mandato da governatore lo scorso gennaio. La possibilità di essere collocato “fuori ruolo”, prevista dalla riforma Cartabia per chi ha ricoperto incarichi politici, non è però applicabile al suo caso per questioni di retroattività della norma.

Per questo motivo, l’amministrazione guidata da Decaro aveva chiesto al Csm di concedere a Emiliano un’ulteriore aspettativa, così da affidargli un incarico di consulenza giuridica. Tuttavia, la Prima commissione del Consiglio avrebbe espresso un orientamento negativo: l’incarico è stato ritenuto troppo generico e privo di precedenti analoghi, oltre che difficilmente compatibile con l’attuale clima di tensione tra politica e magistratura.

La decisione definitiva non è ancora stata formalizzata e dovrà passare al vaglio del Plenum. Ma se lo stop dovesse essere confermato, per Emiliano si aprirebbe la necessità di un “piano C”. L’ex governatore ha infatti già escluso un ritorno in magistratura, che peraltro dovrebbe avvenire fuori dalla Puglia.

Nel frattempo, Decaro e il suo staff stanno valutando nuove possibili soluzioni per gestire un caso che si presenta complesso sia dal punto di vista normativo sia politico, anche in vista di eventuali sviluppi futuri, come una possibile candidatura parlamentare nel 2027.

Milena beve tra gli scaffali, delirio al supermercato: “La troveranno morta come il fratello” (3)

La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito la nostra community.

La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol. Ci siamo avvicinati a lei dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale.

Abbiamo così deciso di prenderle un panino e di accompagnarla in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia. Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana.

Milena, in queste condizioni, è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni. Abbiamo parlato anche con un testimone che ogni giorno ha a che fare con lei.