Rebus Emiliano, nuovo stop dal Csm: salta l’ipotesi della consulenza fuori ruolo. Torna l’idea di una nomina tecnica

Nuovo stop per Michele Emiliano. La terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha bocciato per la terza volta la richiesta di collocamento “fuori ruolo” avanzata dalla Regione, che avrebbe consentito all’ex governatore di ricoprire l’incarico di consigliere giuridico della giunta.

La proposta, frutto di una mediazione con il presidente Antonio Decaro, sembrava destinata al via libera, ma è stata respinta con cinque voti contrari e uno solo favorevole. Alla base della decisione, motivazioni tecniche: secondo la commissione, l’incarico non garantirebbe un reale accrescimento professionale per Emiliano, prossimo alla pensione.

Dietro il no, però, pesa anche il fattore politico: diverse componenti del Csm non intendono sostenere una soluzione percepita come favorevole all’ex magistrato. Intanto resta aperto il problema del suo futuro, con il rischio di un ritorno in magistratura considerato complesso sul piano organizzativo.

Tra le ipotesi sul tavolo, oltre a una difficile riformulazione della richiesta, prende quota una soluzione alternativa interna alla Regione, come un incarico tecnico di alto livello. Ma quella che doveva essere una formalità si è ormai trasformata in un caso politico di primo piano.

Consulenza a Emiliano, il Csm apre con condizioni: “La Regione Puglia deve farsi carico di tutti gli oneri”

Una soluzione per affidare un incarico di consulente giuridico all’ex governatore pugliese Michele Emiliano sembra possibile, ma a una condizione precisa: tutti i costi dovranno essere sostenuti dalla Regione. Non solo l’indennità prevista di circa 130mila euro annui, ma anche gli oneri previdenziali legati al ruolo. A riportarlo è la Repubblica.

È questa, in sintesi, la posizione emersa dal Consiglio superiore della magistratura (Csm), chiamato a esprimersi sul futuro professionale dell’ex presidente di Regione, che al termine del mandato dovrebbe rientrare in magistratura come pubblico ministero, ruolo lasciato oltre vent’anni fa.

Un ritorno che Emiliano ha più volte definito inopportuno, parlando di un «assurdo giuridico». Dubbi condivisi, almeno in parte, anche all’interno dello stesso Csm, dove si guarda con cautela al reintegro di chi per due decenni ha ricoperto ruoli politici di primo piano.

La questione è ora nelle mani della Regione Puglia, guidata da Antonio Decaro, insieme al capo di gabinetto Davide Pellegrino. Dopo due pareri negativi, il Csm ha chiesto di rimodulare la proposta: il problema non riguarda l’incarico in sé, ma il mancato riconoscimento dell’aspettativa non retribuita.

La normativa, infatti, limita questo beneficio a chi ricopre specifiche cariche elettive o incarichi in organi di rilevanza costituzionale. Il ruolo prospettato per Emiliano non rientra tra questi casi, soprattutto per quanto riguarda il trattamento previdenziale, che incide sull’anzianità di servizio e quindi sulla pensione.

Il nodo centrale resta proprio questo: chi dovrà farsi carico dei contributi previdenziali. Il Csm non si opporrebbe all’incarico, purché sia la Regione a coprire integralmente tali oneri. Una strada che, secondo le prime indicazioni, l’amministrazione regionale sarebbe pronta a percorrere.

Foggia, la 23enne Natasha Pugliese muore durante intervento. La consulenza medica: “Nessun errore umano”

Svolta sul caso di Natasha Pugliese, la 23enne di Cerignola deceduta il 4 settembre dopo un’intervento d’urgenza al Policlinico Riuniti di Foggia. La notizia ha fatto parecchio scalpore, a causa anche dell’aggressione al personale medico-sanitario da parte dei familiari dopo la notizia del decesso.

Secondo quanto emerso dalla consulenza medico-legale disposta da parte della Procura, sono esclusi errori umani e responsabilità dirette da parte dei medici. Ha invece svolto un ruolo decisivo la “gestione organizzativa intraospedaliera”.

Natasha rimase ferita in un incidente in monopattino a giugno, e le sue condizioni erano peggiorate improvvisamente per una grave insufficienza respiratoria. Restano 21 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta per fare chiarezza sulla morte. Il conducente dell’auto, per omicidio colposo, e 20 operatori sanitari per omicidio colposo. La Procura ora chiederà l’archiviazione o il rinvio a giudizio. Parallelamente è in corso il processo ai cinque parenti accusati dell’aggressione ai medici la sera del decesso.

Amtab a pezzi, Vulcano non mente. Folle consulenza sui parcometri: segnalata la magagna esperto “in fuga”

Nell’ultimo anno, nonostante l’Amtab avesse all’interno dipendenti capaci di provvedere a ricoprire il ruolo, ma soprattutto nonostante l’azienda pubblica pagasse un’azienda privata con il compito di manutenere e svuotare i macchinari, il presidente Vulcano ha sentito forte l’esigenza di nominare un consulente esterno.

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