Auto perde il controllo, si schianta su palazzo e prende fuoco: feriti 4 giovanissimi a Foggia

Avrebbero perso il controllo dell’auto, una Mazda 3, schiantandosi contro uno stabile in viale Fortore, a Foggia. L’incidente è avvenuto all’alba e ha coinvolto quattro giovani, tutti di circa vent’anni.

Stando a quanto si apprende, dopo essersi schiantati contro il palazzo, il mezzo ha preso fuoco. I quattro occupanti sono riusciti a scendere. Soccorsi dal personale sanitario del 118, sono stati trasportati in ospedale, al Policlinico Riuniti di Foggia, dove sono tuttora ricoverati nei reparti di ortopedia e neurochirurgia.

Hanno riportato fratture costali multiple e fratture vertebrali ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. Gli accertamenti clinici hanno inoltre escluso l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso verifiche da parte degli agenti della polizia locale di Foggia.

Truffa agli anziani, 89enne raggirata a Foggia: consegna 2mila euro e carta di credito. Arrestati due napoletani

Due ventenni originari di Napoli, con precedenti penali, sono stati arrestati dai Carabinieri per una truffa (per oltre tremila euro) ai danni di un’anziana di 89 anni di Foggia.

L’anziana è stata contattata telefonicamente da un uomo fintosi il nipote, che le aveva preannunciato l’arrivo a casa di un amico per recuperare denaro e monili in oro, proprio per scongiurare conseguenze legate a problemi economici.

Uno degli indagati si sarebbe presentato alla porta della donna, rimasta sola, e dopo averla raggirata con il pretesto di dover risolvere gravi problemi bancari, sarebbe riuscito a farsi consegnare 2.000 euro in contanti e una carta di debito, allontanandosi poi a bordo di un’auto insieme ad un complice.

I due si sarebbero poi recati presso un locale istituto di credito, prelevando dallo sportello Atm ulteriori 1.500 euro, grazie al codice pin della carta che la donna aveva fornito telefonicamente all’uomo che si era finto suo nipote.

I Carabinieri sono riusciti a rintracciare l’autovettura in transito nei pressi dello svincolo autostradale di Candela (Foggia), recuperando, nel corso di una perquisizione all’interno del veicolo, l’intera refurtiva sottratta poco prima all’anziana donna.

Gli arresti sono stati convalidati dal fip che ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni a Napoli. I Carabinieri stano verificando se i due possano essere gli autori di altre truffe messe a segno nel Foggiano.

Mafia garganica, torna in libertà il boss Armando Li Bergolis: sale la tensione fra i clan

Dopo una lunga detenzione, trascorsa in parte anche al regime del 41 bis, Armando Li Bergolis, 51 anni, ritenuto tra i nomi storici e più temuti della mafia garganica, è tornato in libertà. Esponente di vertice del clan Li Bergolis-Miucci, conosciuto come il gruppo dei “montanari”, lascia il carcere dopo aver scontato una lunga pena, riaccendendo l’attenzione sulle faide che hanno insanguinato il Gargano per decenni.

Il nome di Li Bergolis compare tra gli imputati del processo Iscaro-Saburo, il maxi procedimento che portò a 99 arresti e che sancì giudiziariamente l’esistenza della mafia garganica. In quell’ambito fu condannato a 27 anni di reclusione, stessa pena inflitta al fratello Matteo, mentre Franco Li Bergolis ricevette l’ergastolo.

Figlio di Pasquale Li Bergolis, ucciso durante una delle fasi più cruente della faida garganica, e nipote di “Ciccillo” Li Bergolis, considerato il patriarca del clan assassinato nel 2009, Armando Li Bergolis è stato indicato per anni dagli investigatori come una delle figure più influenti della criminalità organizzata del promontorio.

La scarcerazione viene seguita con attenzione dagli investigatori, soprattutto alla luce dei nuovi assetti criminali sul territorio e delle più recenti inchieste sulla mafia garganica.

Foggia, scomparso da 40 giorni. L’appello della famiglia di Gennaro Cimmino: “Aiutateci la nostra vita si è fermata”

A oltre un mese dalla scomparsa di Gennaro Cimmino, la famiglia lancia un nuovo appello chiedendo l’aiuto di tutti per ritrovarlo. Il 42enne, originario di Napoli ma residente a Foggia, ha fatto perdere le tracce circa un mese e mezzo fa.

Secondo quanto riferito dai familiari, l’ultima volta sarebbe stato visto a Napoli. Da quel momento non si hanno più notizie e i parenti vivono giorni di grande angoscia. “La nostra vita si è fermata”, spiegano nell’appello diffuso sui social, chiedendo la massima condivisione della sua foto e di qualsiasi informazione utile.

La denuncia di scomparsa è già stata presentata alle autorità competenti e le ricerche sono in corso. I familiari invitano chiunque possa aver visto Gennaro o abbia dettagli utili a contattare immediatamente i numeri 333 273 5371 e 333 501 9616. Anche una piccola segnalazione potrebbe rivelarsi decisiva per aiutare Gennaro a tornare a casa.

Tabaccaia rapinata e uccisa a Foggia, ergastolo per il killer Redouane Moslli: disposto anche l’isolamento diurno

Ergastolo con isolamento diurno di 14 mesi per Redouane Moslli, il 46enne di origini marocchine condannato per l’omicidio della tabaccaia foggiana Franca Marasco di 72 anni, rapinata e uccisa con 4 coltellate la mattina del 28 agosto 2023 nella sua tabaccheria in pieno centro in via Marchese De Rosa nel capoluogo dauno.

Il verdetto, che ha accolto la richiesta della Procura, è stato pronunciato dalla Corte di Assise di Foggia dopo oltre due ore di camera di consiglio. I familiari della vittima si erano costituitisi parte civile con l’avvocato Giulio Treggiari. L’imputato è stato anche condannato a risarcirli, con quantificazione del danno da definire in sede civile.

Mossli fu fermato pochi giorni dopo il delitto ed è tuttora detenuto in carcere. I giudici hanno riconosciuto le contestate aggravanti dalla crudeltà e della minorata difesa della vittima; esclusa quella dei futili motivi. Secondo l’accusa, non si sarebbe trattato di una semplice rapina finita male. Come sostenuto anche dall’avvocato Treggiari, “quello di Franca Marasco fu un omicidio mascherato da rapina”. Diversi gli elementi ritenuti anomali, a partire dalla presenza del killer nel negozio per pochissimi minuti, agendo in 60 secondi, dal furto di pochi contanti e di due cellulari, nonostante la presenza all’interno dell’esercizio commerciale della borsa della vittima con circa 7mila euro, mai portati via.

Durante il processo, la sorella della vittima, Rosa Marasco, ha raccontato in aula di essere stata al telefono con Franca durante l’aggressione: “Ho sentito urla, richiesta di aiuto e poi silenzio”. “Sono, siamo soddisfatti del risultato in cui credevamo – ha commentato all’ANSA l’avvocato Treggiari – Adesso attendiamo le motivazioni per capire quale sia stata la tesi accolta, se una rapina finita in omicidio o se, come credo, un omicidio mascherato da rapina”.

Foggia, 17enne brutalmente aggredito in zona movida: identificati quattro minorenni. Due sotto i 14 anni

Sono quattro minorenni, di cui due al di sotto dei 14 anni, i presunti autori della violenta aggressione avvenuta nella notte di sabato 9 maggio ai danni di un 17enne brutalmente aggredito in piazza Mercato a Foggia, luogo della movida giovanile in pieno centro storico.

Sono stati identificati dai carabinieri che sabato 16 maggio hanno notificato a due degli indagati – entrambi 17enni – il Daspo Willy, misura di prevenzione emessa dal Questore di Foggia finalizzata ad impedire loro l’accesso alle aree della movida cittadina. L’aggressione, stando a quanto ricostruito anche dalla vittima e dal padre, fu particolarmente violenta.

Il 17enne ha riportato numerose lesioni, anche al volto, con 25 giorni di prognosi. L’episodio è stato denunciato il giorno successivo ai carabinieri che hanno avviato le indagini attraverso l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, le testimonianze dei presenti e la visione di diversi fascicoli fotografici.

Intanto, proprio la famiglia della vittima ha organizzato per il pomeriggio del 30 maggio un corteo che attraverserà la zona centrale della città di Foggia per giungere in piazza Mercato, luogo dell’aggressione, per sensibilizzare la cittadinanza sulla tematica della violenza.

Sparano in un parco a Foggia e feriscono per errore due persone: arrestati. L’obiettivo era uno straniero

Due uomini, un foggiano e un albanese di 37 anni sono stati arrestati a Foggia con l’accusa di tentato omicidio e porto di armi per una sparatoria avvenuta domenica 10 maggio a Foggia quando in un giardino due persone, un uomo e una donna, furono ferite lievemente da colpi d’arma da fuoco.

I feriti non erano l’obiettivo dei colpi che erano invece diretti ad un altro uomo che è rimasto illeso. I due arrestati erano stati bloccati in flagranza ma la notizia è stata diffusa solo oggi. Uno è stato bloccato a circa quaranta metri dal luogo degli spari; il secondo è stato inseguito e bloccato poco dopo dai carabinieri anche grazie alle indicazioni fornite da alcuni presenti.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due avrebbero dapprima minacciato un uomo, uno straniero che era nel giardino insieme ad una trentina di connazionali, per poi sparare in mezzo al gruppo ferendo gli altri due.

Gli arrestati hanno numerosi precedenti penali e di polizia. Nel corso del sopralluogo sono state sequestrate due pistole, entrambe con matricola abrasa, che si ritiene siano state utilizzate dagli indagati. Ancora al vaglio degli investigatori il movente dell’accaduto. Il 14 maggio scorso il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato i due arresti e ha disposto la misura cautelare in carcere.

Foggia, paziente dializzata cade in ospedale. La denuncia: “Dieci ore di attesa al pronto soccorso sono andata via”

Avrebbe atteso per oltre dieci ore nel pronto soccorso del Policlinico di Foggia, decidendo alla fine di andare via e rinunciare all’assistenza, per essere visitata dopo una caduta da una poltrona, avvenuta il giorno prima, mentre si trovava nello stesso ospedale in attesa di sottoporsi alla consueta terapia di dialisi.

La vicenda, raccontata dalla paziente, una 56enne di Foggia da tre anni in dialisi per una patologia renale, risale a ieri.

Nelle prossime ore la donna fa sapere che invierà una formale lettera alla direzione sanitaria, con documentazione allegata, ma intanto ha deciso di raccontare l’accaduto “perché non capiti più a nessun paziente, soprattutto a coloro che presentano fragilità”.

“Ero seduta nella sala d’attesa della struttura di emodialisi del Policlinico di Foggia – racconta la donna – in attesa di entrare nel reparto per la consueta seduta di dialisi che eseguo tre volte a settimana, quando è venuto a sedersi sulla poltrona affianco alla mia un altro paziente. In quel momento entrambe le poltrone, che non erano ancorate a terra, si sono ribaltate e siamo entrambi caduti battendo il capo contro il muro. Io ho accusato anche un forte dolore al braccio.
Nonostante i sanitari intervenuti mi consigliassero di recarmi in pronto soccorso, ho deciso di effettuare la dialisi e fare rientro a casa”.

L’indomani mattina, con un evidente ematoma al braccio, su consiglio del medico di medicina generale, la donna è tornata al pronto soccorso. “Alle 15,49 sono stata presa in carico al triage con un codice di urgenza arancione, – riferisce la 56enne – sono stata sottoposta agli esami ematici, e, nonostante alle 18 fossi la seconda paziente in attesa di consulenza con uno specialista, alle 2 di notte, dopo oltre 10 ore, mi sono recata dall’infermiere di turno comunicandogli che, a causa della lunga attesa, non avevo assunto i miei farmaci vitali e non avevo effettuato l’insulina, con gravissimi rischi per la mia salute. Mi è stato risposto che ‘i medici sono solo due e non possono fare niente’. Di fronte a questo scenario di totale disservizio e noncuranza per la vita umana, ho deciso di andarmene, sentendomi non tutelata e in pericolo”.

Omicidio Dino Carta a Foggia, assassino libero dopo un mese: “Passi in avanti fase delicata delle indagini”

Ad un mese esatto dall’omicidio del 42enne Dino Carta, il personal trainer di Foggia assassinato la sera del 13 aprile con quattro colpi di pistola alle spalle, sul luogo del delitto, in via Caracciolo, a pochi passi dalla sua abitazione, questa mattina ci sono ancora tanti fiori che i cittadini portano continuamente in sua memoria.

Carta, padre di due bimbe, era benvoluto da tutti, ministrante in chiesa e dedito al volontariato. Il suo assassino non ha ancora un volto e un nome. “Speriamo lo trovino – dicono alcuni passanti -. Ha lasciato la sua famiglia in modo tragico. Era un bravissimo ragazzo. Non è normale che in questa città accadano cose simili”

Proseguono, intanto, le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Foggia, in attesa dei risultati delle analisi della registrazione audio, in cui si sentono alcune voci tra cui una che potrebbe appartenere alla vittima. Sull’audio è stata eseguita una perizia. Continua anche l’analisi delle immagini della videosorveglianza, in attesa dei risultati degli esami balistici effettuati dai carabinieri del Ris sul caricatore della pistola, probabilmente perso dal killer durante la fuga.

“Samo in una fase molto delicata delle indagini, che proseguono da oltre un mese senza alcuna sosta e risparmio di energie”, dice all’ANSA Michele Vaira, legale della famiglia Carta. “Sono stati fatti dei passi avanti molto significativi, attendiamo con fiducia importanti evoluzioni. Ringraziamo tutti quelli che in questi giorni sono stati vicini alla famiglia con il loro affetto e il loro sostegno – conclude – e tutti quelli che spontaneamente hanno contribuito alle investigazioni”.

Sparatoria a Foggia, colpi esplosi nel parcheggio di un supermercato: 3 feriti. Una donna in codice rosso

Paura nel tardo pomeriggio di ieri a Foggia, dove una sparatoria nel parcheggio del Penny Market di via Ugo Iarussi ha provocato il ferimento di una donna, trasportata in codice rosso al pronto soccorso dal personale del 118. Secondo le prime informazioni, ci sarebbero anche altri due feriti.

Stando a una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, tutto sarebbe nato da una lite tra alcune persone che frequenterebbero abitualmente la zona. Durante il diverbio un giovane avrebbe estratto un’arma e aperto il fuoco.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con due ambulanze, la Polizia Locale e i carabinieri, che stanno indagando per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’uomo ritenuto responsabile degli spari sarebbe stato fermato.