Frode fiscale e bancarotta, nei guai azienda nel Foggiano: crack di 12 milioni di euro. Arrestato il rappresentante

La Guardia di Finanza di Foggia ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti del legale rappresentante di una società cooperativa operante nel settore del trasporto su strada, al centro di un’indagine su un presunto sistema di frode fiscale e bancarotta.

L’inchiesta, collegata a un più ampio filone investigativo riguardante un consorzio con sede in Emilia-Romagna, ha portato alla luce un meccanismo illecito di gestione della manodopera. Secondo gli investigatori, il consorzio avrebbe fatto ricorso a una rete di cooperative per esternalizzare i lavoratori, formalmente assunti da queste ultime ma di fatto diretti dal consorzio stesso. I rapporti sarebbero stati mascherati tramite contratti d’appalto fittizi, con l’obiettivo di eludere obblighi fiscali e contributivi.

Gli accertamenti contabili hanno evidenziato che il rappresentante legale della cooperativa avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 5 milioni di euro, omettendo inoltre la presentazione delle dichiarazioni fiscali e occultando le scritture contabili.

Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe anche provocato sistematicamente lo stato di insolvenza della società, successivamente dichiarata in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Foggia. La cooperativa avrebbe così accumulato un debito superiore a 12 milioni di euro nei confronti dell’Erario e degli enti previdenziali. Alla luce degli elementi raccolti, gli investigatori ipotizzano i reati di bancarotta fraudolenta, sia documentale sia patrimoniale.

Omicidio a Foggia, caccia al killer di Dino Carta: sospetti su uomo in bici. La foto esclusiva mostrata sul Tg1

“È un elemento su cui si stanno addensando i sospetti, ma siamo nella fase iniziale. Potrebbe essere un’ipotesi qualificata ma ha bisogno dei tempi tecnici di verifica”.

Lo ha detto all’ANSA il procuratore della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, parlando delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza nelle quali si vede un uomo, con il capo coperto da un cappuccio, passare in bicicletta lungo via Caracciolo, luogo del delitto, prima dell’omicidio del personal trainer Dino Carta, di 42 anni, compiuto la sera del 13 aprile. “E’ un lavoro complesso, che bisognerà valutare tecnicamente”. Le immagini sono state mandate in esclusiva nell’edizione del Tg1 delle 20.

E sull’audio trasmesso dalla trasmissione ‘Ore 14’ in cui si sentono quattro spari e voci che si sovrappongono, in parte incomprensibili, il procuratore invita alla cautela sottolineando che “c’è necessità di una perizia fonica, che permetta di comparare le voci ad un audio della vittima”.

“Sono accertamenti che richiedono tempi e modalità che non sono quelli dell’opinione pubblica e dei mezzi di informazione di cui comprendo le preoccupazioni di ottenere risposte in tempi rapidi. L’impegno è massimo e stiamo lavorando per fornire risposte”, ha aggiunto

Omicidio a Foggia, spunta audio choc. Carta al killer: “Non ti disturbo più, ma che fai mi ammazzi?” – VIDEO

Nuovi e inquietanti dettagli emergono sull’omicidio di Annibale Carta, detto Dino, il 42enne ucciso nella serata di lunedì 13 aprile a Foggia. Le indagini, ancora in corso, si arricchiscono ora di un elemento chiave: una registrazione audio che documenterebbe i momenti immediatamente precedenti all’agguato.

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Il materiale, diffuso in esclusiva durante la trasmissione Ore 14 su Raidue, proviene da una telecamera di sorveglianza installata in un condominio a circa trenta metri dal luogo del delitto, in via Caracciolo. Nell’audio si percepisce chiaramente un acceso diverbio tra la vittima e il suo aggressore, seguito da quattro colpi di pistola.

Le parole captate potrebbero offrire indicazioni sul movente. Carta, poco prima di essere ucciso, avrebbe pronunciato frasi concilianti, lasciando intendere un tentativo di evitare lo scontro. Il litigio sembrerebbe legato, almeno in parte, al cane che l’uomo stava portando a spasso, anche se gli investigatori non escludono che dietro il gesto possano esserci tensioni pregresse o rancori mai sopiti.

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Dalla registrazione emerge un clima di crescente tensione, culminato nella minaccia dell’aggressore e nella reazione incredula della vittima, pochi istanti prima degli spari. “Non ti vengo a disturbare mai più, te lo giuro. Ma che fai? Mi spari?”, subito dopo si sentono chiaramente i quattro colpi di pistola.

Le indagini si starebbero concentrando – a quanto è dato sapere – sulla figura di un uomo, con il capo coperto da un cappuccio, che in sella ad una bicicletta si allontana dal luogo del delitto. C’è massimo riserbo da parte di Procura ed investigatori, che non lasciano trapelare alcun particolare. Nell’ambito delle indagini sono già stati ascoltati amici, familiari e conoscenti della vittima.

Omicidio a Foggia, il legale della famiglia Carta: “Marito e padre esemplare. Aiutate gli investigatori”

“Un sentito ringraziamento a nome dei familiari a tutti coloro che in queste ore drammatiche hanno manifestato la propria vicinanza: gli amici, i conoscenti, la comunità parrocchiale e l’intera cittadinanza foggiana”.

Questo è un passaggio di una lettera scritta dall’avvocato Michele Vaira, legale della famiglia di Annibale Carta, detto Dino, il personal trainer assassinato il 13 aprile a Foggia con quattro colpi di pistola mentre era per strada.

Il legale, nella lettera, rivolge un appello “a chiunque sia in possesso di informazioni utili alle indagini – anche apparentemente marginali – affinché si rivolga con fiducia ai Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia o in alternativa a questo studio legale. Ogni contributo può risultare determinante per assicurare alla giustizia l’autore di questo atto criminale e restituire alla famiglia di Dino la verità che merita”.

“L’ondata di affetto e di solidarietà che ha investito la famiglia Carta testimonia ciò che chiunque abbia conosciuto ‘Dino’ già sapeva: era un giovane dalla vita specchiata, un grande lavoratore – scrive il legale – un marito e un padre esemplare, una persona amata e stimata da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo”.

“La famiglia – aggiunge – ripone la più totale fiducia nell’operato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e dei Carabinieri del Comando Provinciale, certi che le indagini in corso sapranno fare piena luce su questo terribile delitto e individuare il responsabile, o i responsabili, di un gesto tanto efferato quanto inspiegabile. Chi ha commesso questo crimine ne pagherà le conseguenze, nelle forme e nei tempi che la legge e la giustizia sapranno determinare”.

Un appello è rivolto anche agli organi di informazione “affinché continuino a tenere alta l’attenzione su questo gravissimo fatto di cronaca” e “al contempo chiedo che l’attività giornalistica si svolga nel pieno rispetto della riservatezza e della dignità della famiglia Carta – in particolare delle figlie minori – evitando ogni forma di spettacolarizzazione del dolore e ogni intrusione nella sfera privata dei congiunti della vittima”.

Ieri sera in tanti hanno partecipato alla veglia di preghiera davanti al luogo del tragico omicidio. Sul marciapiede dove si è accasciato senza vita sono stati deposti mazzi di fiori. Tanta gente in lacrime ha acceso dei lumini creando un cerchio. Presente anche la sindaca Maria Aida Episcopo e alcuni familiari della vittima.

“Ci incontravamo mattina presto, in tutti gli orari in cui si portano a spasso i cani, era fantastico anche con gli animali, persona rispettosa, gli volevano bene tutti”, ha detto una donna che conosceva bene Dino.

“Mi ha sconvolto. Non ho ancora avuto il coraggio di andare dalla famiglia – racconta Don Filippo Tardio, parroco della vicina chiesa di San Giuseppe Artigiano -. Quando c’è di mezzo la violenza, quando scorre il sangue è qualcosa che mi prende dentro, sul serio sono senza parole. Dino non lo conoscevo bene. Ho avuto incontri con lui, in procinto del 50esimo di matrimonio dei genitori, però l’impressione che ne ho ricavato è di una persona a modo, perbene, con cui si poteva scherzare, una bravissima persona”

Droga in carcere, scoperta choc a Foggia: due detenuti con ovuli nascosti nello stomaco

Controlli sempre più serrati negli istituti penitenziari per contrastare l’introduzione di sostanze stupefacenti. È il risultato di un’operazione congiunta condotta dalla Guardia di Finanza di Manfredonia e dalla Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Foggia.

Durante un’attività mirata di prevenzione, supportata dalle unità cinofile antidroga, sono stati individuati due detenuti che, al rientro da permessi, avevano occultato nel proprio corpo diversi ovuli contenenti droga. Fondamentale il fiuto dei cani, che ha permesso di far scattare controlli più approfonditi.

I due uomini sono stati immediatamente trasferiti negli ospedali di Lucera e Foggia, dove gli esami radiologici hanno confermato la presenza di sette e undici involucri nelle cavità addominali.

Le successive analisi hanno rivelato un totale di oltre 80 grammi di cocaina e una quantità simile di hashish, sostanze che, se immesse nel mercato interno del carcere, avrebbero potuto generare profitti illeciti per migliaia di euro.

I detenuti, già ristretti per altre cause, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica competente. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e vige, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

L’operazione conferma l’efficacia della collaborazione tra Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria, oltre al ruolo strategico delle unità cinofile nel contrasto ai traffici illeciti all’interno delle carceri.

Omicidio a Foggia, caccia al killer di Dino Carta: sospetti su un uomo in bicicletta. S’indaga nella vita privata

Si concentrano sulla sfera privata le indagini sull’omicidio di Dino Carta, 42enne personal trainer ucciso lunedì sera a Foggia con quattro colpi di pistola mentre portava a spasso il cane nei pressi della sua abitazione, in via Caracciolo, vicino allo stadio. Gli investigatori escludono al momento il coinvolgimento della criminalità organizzata: la vittima era incensurata e le modalità del delitto non sembrano riconducibili a un’esecuzione mafiosa.

Secondo una prima ricostruzione, l’assassino avrebbe agito da solo, raggiungendo il luogo in bicicletta e sparando alle spalle prima di fuggire, perdendo anche il caricatore dell’arma. Un’azione che farebbe pensare a un killer non professionista. Sempre meno probabile anche l’ipotesi dello scambio di persona: Carta sarebbe stato atteso proprio nell’orario consueto della passeggiata serale, segno che il bersaglio fosse lui.

I carabinieri hanno ascoltato per ore familiari e amici e stanno analizzando il contenuto del suo smartphone alla ricerca di elementi utili, come messaggi o contatti recenti. Gli accertamenti riguardano ogni aspetto della vita privata, dal matrimonio con la moglie Sara Traisci, da cui aveva avuto una figlia dieci mesi fa, al precedente rapporto, da cui era nata un’altra figlia oggi dodicenne.

Dalle prime testimonianze emerge il profilo di una persona benvoluta e senza apparenti contrasti: buoni i rapporti con l’ex moglie, positive le relazioni professionali e personali. Carta era attivo anche nel volontariato parrocchiale, dove prestava servizio come ministrante. Numerosi i messaggi di cordoglio dalla comunità cittadina e dalle istituzioni, che parlano di una tragedia che colpisce profondamente l’intera città.

Omicidio a Foggia, il 42enne Annibale Carta ucciso a colpi di pistola sotto casa: era da poco diventato papà

Foggia si è svegliata sotto shock dopo il violento omicidio avvenuto nella serata di ieri. La vittima è Annibale Carta, 42 anni, conosciuto in città come “Dino”, personal trainer incensurato e molto stimato.

L’uomo è stato freddato in via Caracciolo, nei pressi dello stadio Zaccheria, mentre era uscito per una passeggiata con il cane. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colpito da almeno quattro proiettili esplosi con una pistola di piccolo calibro. Inutili i soccorsi del 118, che hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Sul luogo dell’agguato i carabinieri hanno rinvenuto quattro bossoli e un caricatore, elementi che fanno pensare a un’azione mirata e pianificata. L’omicidio, avvenuto in una zona solitamente tranquilla, ha scosso profondamente residenti e passanti presenti al momento dei fatti.  Poco chiara la dinamica e ancor meno il movente. Gli investigatori vogliono capire se ci sia stato un diverbio o meno tra vittima e l’omicida e se questi fosse un conoscente della vittima.

La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomenti amici e conoscenti. Carta, sposato e da poco diventato padre per la seconda volta (aveva due figlie , una di pochi mesi e l’altra di 12 anni), era descritto come una persona riservata e dedita al lavoro. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica e individuare i responsabili.

Esclusa la pista della criminalità organizzata o comune, le indagini dei carabinieri, che al momento mantengono il più stretto riserbo, sarebbero rivolte nell’ambito della sfera personale, lavorativa e di amicizie della vittima. I carabinieri hanno passato al setaccio la zona alla ricerca anche di telecamere di videosorveglianza che possano aver ripreso elementi utili. Nella notte sono stati ascoltati amici e parenti dai carabinieri che conducono le indagini alla ricerca di qualche elemento utile ad inquadrare l’accaduto.

Omicidio a Foggia, personal trainer ucciso a colpi di pistola: muore il 42enne Annibale Carta

Un omicidio è stato compiuto questa sera a Foggia. Un uomo di 42 anni è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via Caracciolo a due passi dallo stadio Zaccheria nella zona semicentrale della città. Si tratta, a quanto si apprende, di un personal trainer incensurato, Annibale Carta, conosciuto come Dino, residente in uno stabile della zona. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

Sono stati almeno quattro i colpi di arma da fuoco, molto probabilmente una pistola di piccolo calibro, che hanno raggiunto e ucciso l’uomo. Dalle prime indicazioni, l’uomo era sceso in strada per portare a spasso il cane quando è stato raggiunto dai colpi di arma da fuoco che lo hanno ucciso subito. Sul posto gli investigatori stanno ancora compiendo i rilievi.

“Una bravissima persona, sposato con figli piccoli – hanno raccontato all’ANSA alcuni residenti della zona – Una persona tranquilla. Non ci siamo accorti di nulla. Abbiamo soltanto sentito alcuni colpi ma non abbiamo capito subito cosa fosse accaduto. Davvero una cosa terribile”.

Cassano ospite di Pio e Amedeo: derby pugliese Bari-Foggia ai rigori e trenino biancorosso con Ventola

Serata all’insegna della Puglia nell’ultima del programma “Stasera tutti invitati”, in onda su Canale 5 e condotto dal duo comico Pio e Amedeo, che ha visto come protagonista Antonio Cassano.

L’ex calciatore barese si è raccontato senza filtri, ripercorrendo le tappe della sua vita, a partire dall’infanzia vissuta a Barivecchia. Un viaggio in cui Cassano ha parlato delle difficoltà incontrate crescendo in un contesto complicato, dove – come lui stesso ha ammesso – il rischio di imboccare una strada sbagliata era molto concreto.

Spazio anche all’esperienza con la Pro Inter Bari che gli ha permesso di coltivare il suo talento e sognare un futuro diverso. Da lì, il salto verso una carriera che lo ha portato sui palcoscenici più importanti del calcio internazionale.

Non sono mancati i momenti più intimi: Cassano ha aperto una finestra sulla sua vita privata, parlando con affetto della moglie Carolina Marcialis e dei suoi figli, sottolineando quanto la famiglia rappresenti oggi il suo vero punto di equilibrio.

La serata si è accesa poi con l’ingresso in studio di Nicola Ventola e Lele Adani. Tra battute e ricordi condivisi, il clima si è trasformato presto in pura goliardia. Il momento clou è arrivato con una sfida ai rigori che ha fatto impazzire il pubblico: da una parte Ventola e Cassano, in rappresentanza del Bari, dall’altra Pio e Amedeo per il Foggia.

Tra tiri dal dischetto e risate, non è mancato lo spettacolo: dopo il rigore trasformato, Cassano e Ventola hanno esultato con il celebre “trenino”, storica celebrazione simbolo del Bari. Nonostante l’entusiasmo biancorosso, a trionfare è stata la squadra foggiana, che si è aggiudicata ironicamente la “Coppa delle grandi orecchiette”, tra applausi e divertimento generale.

Foggia, foto fake di lei nuda sui social e sui muri della città: il giovane stalker di Arianna Petti subito a processo

Andrà a processo immediato il prossimo 23 giugno Antonio Pio Giannino, studente universitario foggiano di 19 anni, accusato di stalking e diffamazione nei confronti di Arianna Petti. Il giovane, arrestato il 13 febbraio e attualmente ai domiciliari, è ritenuto responsabile di una lunga persecuzione che ha avuto eco nazionale dopo la denuncia pubblica della vittima.

Secondo l’accusa, tra giugno e settembre 2025 Giannino avrebbe diffuso in città numerosi fotomontaggi offensivi raffiguranti la giovane, accostata a immagini di donne nude e accompagnata da frasi denigratorie. I manifesti sarebbero stati affissi in vari punti di Foggia, anche nei pressi di scuole e luoghi frequentati dalla vittima, e riportavano inoltre il suo numero di telefono con la scritta “tutto gratis”.

L’indagine è partita dalla querela presentata da Petti a luglio 2025, dopo il ritrovamento di uno dei manifesti davanti al liceo classico Lanza. Gli investigatori hanno concentrato i sospetti su un ex amico della ragazza, con cui aveva condiviso il percorso scolastico. Durante le perquisizioni sarebbero stati sequestrati dispositivi informatici contenenti immagini manipolate e tracce di conversazioni con sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per creare contenuti offensivi.

La Procura contesta all’imputato una condotta reiterata che avrebbe provocato nella vittima un grave stato d’ansia, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita.

I difensori valuteranno se affrontare il processo con rito ordinario o optare per il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena in caso di condanna. Giannino respinge le accuse. Arianna Petti si costituirà parte civile.