Tragedia sul lavoro a Galatone: operaio di 58 anni muore dopo una caduta da sette metri. Morto sul colpo

Un operaio di 58 anni ha perso la vita nella tarda mattinata di oggi in un incidente sul lavoro avvenuto nella zona artigianale di Galatone. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava eseguendo alcuni interventi all’interno di un capannone quando, per cause ancora in corso di accertamento, è precipitato da un’altezza di circa sette metri, morendo sul colpo.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato inutilmente di rianimarlo, potendo soltanto constatarne il decesso. Presenti anche i Carabinieri e gli ispettori dello Spesal, impegnati nei rilievi e negli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tragedia a Lecce, perde il controllo del monopattino e cade sulla provinciale: 25enne muore in ospedale

Non ce l’ha fatta Adham Gouda, 25enne di origine egiziana residente a Campi Salentina, deceduto ieri all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dove era ricoverato in gravi condizioni dopo un incidente in monopattino avvenuto sabato scorso sulla strada provinciale che collega Lecce a Villa Convento.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, il giovane avrebbe perso autonomamente il controllo del mezzo, finendo sull’asfalto. Nell’incidente non sarebbero rimasti coinvolti altri veicoli. Soccorso dal personale del 118, era stato trasportato in ospedale in codice rosso, ma le ferite riportate si sono rivelate fatali.

Adham Gouda era un ex ospite del centro di accoglienza della Fondazione Comunità Emmanuel. In segno di lutto, la Fondazione ha annullato il concerto dell’Alleluya Band previsto per questa sera nel Centro della Comunità “Le Sorgenti”, situato proprio lungo la provinciale dove si è verificato il tragico incidente.

Foggia, paziente dializzata cade in ospedale. La denuncia: “Dieci ore di attesa al pronto soccorso sono andata via”

Avrebbe atteso per oltre dieci ore nel pronto soccorso del Policlinico di Foggia, decidendo alla fine di andare via e rinunciare all’assistenza, per essere visitata dopo una caduta da una poltrona, avvenuta il giorno prima, mentre si trovava nello stesso ospedale in attesa di sottoporsi alla consueta terapia di dialisi.

La vicenda, raccontata dalla paziente, una 56enne di Foggia da tre anni in dialisi per una patologia renale, risale a ieri.

Nelle prossime ore la donna fa sapere che invierà una formale lettera alla direzione sanitaria, con documentazione allegata, ma intanto ha deciso di raccontare l’accaduto “perché non capiti più a nessun paziente, soprattutto a coloro che presentano fragilità”.

“Ero seduta nella sala d’attesa della struttura di emodialisi del Policlinico di Foggia – racconta la donna – in attesa di entrare nel reparto per la consueta seduta di dialisi che eseguo tre volte a settimana, quando è venuto a sedersi sulla poltrona affianco alla mia un altro paziente. In quel momento entrambe le poltrone, che non erano ancorate a terra, si sono ribaltate e siamo entrambi caduti battendo il capo contro il muro. Io ho accusato anche un forte dolore al braccio.
Nonostante i sanitari intervenuti mi consigliassero di recarmi in pronto soccorso, ho deciso di effettuare la dialisi e fare rientro a casa”.

L’indomani mattina, con un evidente ematoma al braccio, su consiglio del medico di medicina generale, la donna è tornata al pronto soccorso. “Alle 15,49 sono stata presa in carico al triage con un codice di urgenza arancione, – riferisce la 56enne – sono stata sottoposta agli esami ematici, e, nonostante alle 18 fossi la seconda paziente in attesa di consulenza con uno specialista, alle 2 di notte, dopo oltre 10 ore, mi sono recata dall’infermiere di turno comunicandogli che, a causa della lunga attesa, non avevo assunto i miei farmaci vitali e non avevo effettuato l’insulina, con gravissimi rischi per la mia salute. Mi è stato risposto che ‘i medici sono solo due e non possono fare niente’. Di fronte a questo scenario di totale disservizio e noncuranza per la vita umana, ho deciso di andarmene, sentendomi non tutelata e in pericolo”.

Cavo steso per strada, uomo cade col monopattino e rischia la vita. Trovati i responsabili: hanno dai 13 ai 15 anni

Una banda di giovanissimi è finita al centro di un’indagine per un episodio che avrebbe potuto avere esiti ben più drammatici e che si è verificato a Stornara, nel Foggiano.

Secondo quanto ricostruito, nella tarda serata di lunedì almeno sette ragazzi tra i 13 e i 15 anni avrebbero prima tranciato i cavi elettrici di una cabina dell’Enel e poi teso un filo metallico rivestito in plastica tra un lampione e l’inferriata di una finestra al piano terra, in una stradina nei pressi del Municipio. Le immagini delle telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso l’intera scena, consentendo agli investigatori di identificare tutti i componenti della cosiddetta “baby gang”.

Il gesto ha avuto conseguenze concrete poche ore dopo. All’alba di martedì, un 35enne, Stefano Matteucci, mentre si recava al lavoro a bordo del monopattino, è rimasto impigliato nel cavo, cadendo violentemente sull’asfalto. L’uomo ha riportato ferite al volto, al collo e a una spalla. Determinante l’uso del casco, che ha evitato conseguenze più gravi.

Da tempo i residenti della zona segnalavano schiamazzi e comportamenti molesti nelle ore notturne, attribuiti proprio a gruppi di giovanissimi. La vicenda è ora all’attenzione della Procura per i minorenni di Bari, che coordina le indagini dei carabinieri. La vittima ha già sporto denuncia.

Tragedia a Bari, bimbo autistico di 7 anni in fin di vita: precipita dal settimo piano al San Paolo

Un bambino autistico di appena 7 anni è precipitato dal settimo piano di una palazzina situata in via Leotta, nel quartiere San Paolo di Bari.

Secondo le prime informazioni, l’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118. I soccorritori lo hanno portato in condizioni disperate al Policlinico di Bari, dove è in corso un delicato intervento chirurgico.

Le circostanze dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento. Le autorità hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica della tragedia e verificare eventuali responsabilità.

Tragedia a Modugno, precipita da 6 metri durante i lavori in un capannone: muore operaio 30enne di Andria

Tragedia sul lavoro questa mattina nella zona industriale di Modugno, dove un operaio di circa 30 anni, originario di Andria, ha perso la vita in seguito a una caduta.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, dipendente di una ditta esterna impegnata in lavori di ristrutturazione, stava operando sul terrazzo di un capannone industriale.

Per cause ancora in fase di accertamento, sarebbe precipitato da un’altezza di circa sei metri, probabilmente dopo aver ceduto una superficie non portante. L’impatto non gli ha lasciato scampo.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli ispettori dello Spesal dell’Area Metropolitana della ASL Bari, incaricati dall’Autorità giudiziaria di chiarire dinamica e responsabilità dell’accaduto. Le indagini sono in corso.

Tragedia nel Foggiano, bimbo di 10 anni muore in piazza mentre gioca. Aperta inchiesta: fatale una caduta

È stata avviata un’indagine sulla morte di Alessio, il bambino di dieci anni deceduto sabato pomeriggio, 28 febbraio, a Castelluccio dei Sauri. Il piccolo stava giocando vicino a una fontana nella piazza centrale quando, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scivolato, urtando violentemente la testa, il collo e il petto contro il muretto. L’impatto avrebbe causato la perdita di coscienza e, successivamente, l’arresto cardiaco.

I soccorsi sono stati immediati: un medico rianimatore presente sul posto ha iniziato le manovre, proseguite per oltre 45 minuti dai sanitari del 118, giunti con più mezzi anche da Troia e Foggia. Purtroppo, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

I carabinieri, con il supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche, stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. La salma è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre l’autopsia.

Solo con la sua vecchiaia, Giuseppe cade e si rompe la testa: non c’è tempo da perdere

Giuseppe, l’83enne rimasto solo con la sua vecchiaia, è caduto e si è rotto la testa. Eravamo riusciti ad instaurare un rapporto con lui e stavamo cercando di prendere in mano la situazione, grazie anche ai modi gentili di Giuseppe. Ci siamo precipitati in piazza ad Adelfia in seguito alla caduta, sul posto è intervenuto il 118 ed è chiaro che non c’è più tempo da perdere.