Marito e mogli morti a Bisceglie, il racconto: “Patrizia aveva paura di lui. Stava per firmare l’atto di separazione”

Bisceglie è ancora sotto shock per quanto accaduto ieri mattina in via Vittorio Veneto, dove una donna, Patrizia Lamanuzzi, è morta dopo essere precipitata dal quinto piano della sua abitazione insieme al marito, Luigi Gentile. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo l’avrebbe spinta dal balcone per poi lanciarsi nel vuoto, anche se non si esclude che i due siano caduti insieme durante una colluttazione.

Pochi minuti prima delle 8 alcuni vicini avevano udito le urla provenire dall’appartamento. A fare la tragica scoperta è stato un residente della zona, che ha visto i corpi senza vita sulla rampa del garage.

La donna, secondo quanto riferito da conoscenti e dal datore di lavoro, viveva da tempo una situazione familiare difficile. Aveva paura del marito e stava cercando di separarsi: proprio ieri avrebbe dovuto firmare gli atti di separazione e la vendita della casa, ponendo fine a un matrimonio durato 31 anni.

Negli ultimi mesi i rapporti tra i due si erano deteriorati, tra litigi frequenti e comportamenti sempre più pressanti da parte dell’uomo, che non accettava la fine della relazione. La vittima lavorava come commessa in un supermercato e cercava di mantenere una propria indipendenza economica. Sul caso indagano i carabinieri, mentre la Procura di Trani ha disposto l’autopsia sui corpi. L’appartamento e l’auto dell’uomo sono stati sequestrati.

Tragedia a Lizzano, schianto tra auto e trattore sulla provinciale 125: muore agricoltore 46enne. Strada chiusa

Un uomo di 46 anni è morto nel violento impatto del suo trattore con un’auto sulla strada provinciale 125, nel territorio di Lizzano (Taranto).

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118 con un’ambulanza, ma all’arrivo dei soccorsi per l’uomo non c’era già più nulla da fare.

Presenti anche i carabinieri per i rilievi.
 Il tratto della provinciale 125 interessato dall’incidente è stato temporaneamente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso e i successivi accertamenti.

Colpito dal palo muore nel cestello della gru, Taranto piange Domenico Di Ponzio: “Non si può morire così”

Taranto piange la morte di Domenico Di Ponzio, elettricista di 38 anni che ha perso la vita ieri nel quartiere Tamburi mentre svolgeva un intervento di manutenzione sull’illuminazione pubblica nei pressi del cimitero di San Brunone.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava su un cestello elevatore quando, a causa delle forti raffiche di vento che hanno colpito la zona, un palo dell’illuminazione avrebbe ceduto improvvisamente, colpendolo in pieno. L’impatto si è rivelato fatale.

Di Ponzio lavorava per la Tec Gen srl, azienda incaricata — tramite subappalto — dei lavori commissionati dal Comune. Viveva con i genitori nel quartiere Taranto 2. Non era sposato e non aveva figli. La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione tra familiari e amici, che sui social hanno espresso dolore e rabbia, denunciando presunte carenze in materia di sicurezza sul lavoro.

La tragedia riporta alla memoria un altro drammatico episodio avvenuto nel 2012, quando l’operaio Francesco Zaccaria morì durante un violento tornado mentre si trovava su una gru nello stabilimento dell’ex Ilva.

La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità. Il pubblico ministero Raffaele Casto, insieme ai tecnici dello Spesal, ha effettuato i primi rilievi sul luogo dell’incidente. Al centro delle indagini vi sono le condizioni di sicurezza e l’eventuale incidenza del maltempo nella dinamica dei fatti. La salma dell’operaio è stata trasferita all’ospedale Santissima Annunziata, a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.

Con questa morte si allunga la lista degli incidenti sul lavoro nel territorio ionico. Solo negli ultimi mesi si erano registrati altri due casi mortali: Claudio Salamida, deceduto a gennaio, e Loris Costantino, morto a marzo, entrambi nello stabilimento siderurgico ex Ilva.

Dura la reazione dei sindacati. “È l’ennesima tragedia nel sistema degli appalti — ha dichiarato Giovanni D’Arcangelo, segretario della Cgil di Taranto —. Non si può morire così in un Paese civile”. Sulla stessa linea anche la Cisl, che chiede chiarezza e maggiori garanzie per la sicurezza dei lavoratori.

Tragedia a Bisceglie, schiacciata da albero: muore la 12enne Alicia Amoruso. Aperta inchiesta e disposta autopsia

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo per accertare le eventuali responsabilità relative alla morte di Alicia Amoruso, la 12enne arrivata senza vita al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie, nel nord Barese, dopo essere stata travolta da un albero sradicato dal forte vento. Al momento si indaga contro ignoti. La magistratura ha disposto l’autopsia.

La ragazzina, che avrebbe compiuto 13 anni il prossimo settembre, è stata soccorsa dal personale del 118 che ha raggiunto il luogo dell’incidente, tra via Cosmai e via Veneziano, dove ha trovato la vittima incastrata sotto l’albero e i suoi rami. La corsa in ospedale è stata inutile: la 12enne è arrivata nel reparto di emergenza-urgenza senza vita, perché erano troppo gravi i politraumi da schiacciamento riportati.

“Una tragedia indicibile, un dolore che lascia tutta la città senza parole. Sono sconvolto, distrutto. Penso ai suoi genitori, alla sua famiglia, ai suoi amici. È straziante”. Queste le parole del sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. “Davanti a eventi come questo, tutto perde significato, niente sembra avere più senso. Silenzio e preghiera, solo silenzio e preghiera”, conclude il primo cittadino.

Tragedia a Bisceglie, albero crolla per il forte vento e la colpisce in pieno: muore ragazzina di 12 anni

Una ragazzina di 12 anni è morta a Bisceglie, nel nord Barese, dopo essere stata colpita per strada da un albero caduto a causa del forte vento.

La vittima, Alicia Amoruso, è morta per politrauma da schiacciamento. Soccorsa dal personale del 118, è arrivata all’ospedale di Bisceglie già senza vita.

Quando i soccorritori sono arrivati sul luogo dell’incidente, in via Sergio Cosmai a Bisceglie, la 12enne era incastrata sotto l’albero. Il suo cuore ha smesso di battere durante il trasporto in ambulanza verso il pronto soccorso.

Si tratta del secondo decesso in poche ore. Questa mattina un operaio di 38 anni è morto dopo essere colpito da un palo della luce caduto a Taranto durante lavori di manutenzione a un impianto di illuminazione

Schianto a Torre Guaceto, muore carbonizzato il 40enne Paride Cazzato: indagato 29enne positivo all’alcol test

Nuovi sviluppi nelle indagini sull’incidente mortale avvenuto la sera di sabato 11 aprile sulla strada statale 379, nei pressi di Torre Guaceto, dove ha perso la vita il 40enne Paride Cazzato, originario di Tricase.

L’uomo viaggiava a bordo di una Fiat 127 che, per cause ancora in fase di accertamento, si è scontrata violentemente con una Bmw Serie 1 condotta da un 29enne di Brindisi.

A seguito dell’impatto, il veicolo del 40enne ha preso fuoco, intrappolando il conducente all’interno dell’abitacolo. Inutili i tentativi di soccorso: il giovane alla guida della Bmw, rimasto illeso ma sotto shock, ha cercato di estrarre la vittima senza riuscirci, venendo poi allontanato da altri automobilisti quando le fiamme hanno avvolto completamente l’auto.

Il corpo, reso irriconoscibile dal rogo, è stato recuperato dai Vigili del Fuoco. L’identificazione è avvenuta grazie agli accertamenti delle forze dell’ordine. Le indagini della Polizia Stradale di Brindisi, coordinate dalla Procura, sono in corso per chiarire l’esatta dinamica dello scontro. Dai primi rilievi emerge che entrambi i veicoli procedevano in direzione sud, verso Brindisi, al momento dell’impatto.

Il 29enne è stato sottoposto ad alcoltest, risultato positivo, e ad altri accertamenti di rito. Per lui è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio stradale Sul luogo dell’incidente sono intervenuti, oltre alla Polizia Stradale guidata dal vice questore Giampiero Angiolillo, anche il personale Anas, i Vigili del Fuoco e il pubblico ministero di turno. Gli accertamenti medico-legali sono stati affidati al dottor Domenico Urso.

Tragedia a Taranto, palo si stacca e lo colpisce in pieno: muore operaio 38enne

Un tragico incidente sul lavoro si è verificato nella mattinata di lunedì 13 aprile a Taranto, nei pressi del cimitero San Brunone. Un operaio di 38 anni, Domenico Di Ponzio, ha perso la vita mentre era impegnato in un intervento su un impianto di illuminazione.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato travolto da un palo crollato improvvisamente, per cause ancora in corso di accertamento. L’impatto si è rivelato fatale e, all’arrivo dei soccorsi, non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, il personale dello Spesal e i sanitari del 118. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Si precipita nel luogo nell’incidente mortale del 21enne Antonio Basile ma esce fuori strada: gravissimo 36enne

Un’altra tragedia è stata sfiorata nel Salento a poche ore dalla morte del 21enne Antonio Basile. Un uomo di 36 anni, nel tentativo di raggiungere il luogo dello schianto costato la vita all’amico, è rimasto coinvolto in un grave sinistro lungo il tratto tra Porto Cesareo e Monteroni.

Per cause in fase di accertamento, il veicolo è uscito fuori strada e l’uomo è stato sbalzato fuori dall’abitacolo durante l’impatto. Immediato l’intervento dei soccorsi, che lo hanno trasportato in codice rosso presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

Il 36enne ha riportato un grave trauma toracico, provocato dall’esplosione dell’airbag, ma secondo i sanitari non sarebbe in pericolo di vita. L’episodio aggiunge ulteriore tensione e dolore a una giornata già segnata da una tragedia che ha profondamente colpito la comunità locale.

Tragedia a Barletta, aggredito a mani nude in centro: muore il 49enne Jacopo Musti. Fermato un uomo

Un uomo di 49 anni, Jacopo Musti, è morto dopo essere stato aggredito due giorni fa, con violenza a Barletta. Il presunto autore del delitto è stato rintracciato e sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio.

Secondo quanto si apprende, l’episodio risale alla notte tra venerdì e sabato scorsi quando il 49enne, arrivato in Puglia quasi sei mesi fa e senza fissa dimora, sarebbe stato picchiato nel corso di un violento litigio con un suo coetaneo, avvenuto in pieno centro cittadino.

L’uomo, soccorso dal personale del 118, ha riportato un grave trauma cranico che ha comportato il ricovero nell’ospedale Dimiccoli di Barletta dove è morto alcune ore dopo.

Il movente del delitto sarebbe da ricercare nei rapporti personali tra la vittima e il suo presunto assassino che l’avrebbe aggredita a mani nude. Sull’accaduto indagano i carabinieri che hanno rintracciato e sottoposto a fermo l’indagato.

Auto si schianta contro muro: muore il 21enne Antonio Basile. È il figlio del consigliere regionale Dino

Incidente mortale nella notte sulla strada provinciale che collega Lecce ad Arnesano. A perdere la vita Antonio Basile, 21 anni, di Porto Cesareo, figlio del consigliere regionale di Forza Italia Dino Basile.

La vittima era alla guida di un Suv, una Mercedes Glc, quando, per cause in corso di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo finendo contro il muro di cinta di una villa privata a bordo carreggiata.

Nello schianto, l’auto ha sfondato il muro di recinzione distruggendo completamente anche una piccola cappella votiva angolare posizionata sul perimetro della proprietà.

Vani i soccorsi del personale sanitario del 118: il 21enne è deceduto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per estrarre il corpo dalle lamiere e mettere in sicurezza l’area, oltre alle forze dell’ordine che hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente.