Tragedia sulla provinciale Andria-Bisceglie a Trani, schianto tra due auto: muore 81enne. Illeso 55enne

Tragedia questa mattina sulla strada provinciale 13, che collega Andria a Bisceglie. Un uomo di 81 anni,  Emanuele Larosa di Andria, ha perso la vita in un incidente avvenuto all’altezza della contrada Casa Rossa, nel territorio di Trani.

La vittima era alla guida di una delle due auto coinvolte nello scontro. Per cause ancora in fase di accertamento, i veicoli si sono scontrati violentemente. Nell’impatto è rimasto coinvolto anche un 55enne, conducente dell’altra vettura, che secondo le prime informazioni non avrebbe riportato ferite.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, ma per l’anziano non c’è stato nulla da fare. Presenti anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Trani, impegnati nei rilievi e nelle indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Schianto auto-moto della Polizia, tragedia sulla Bari-Modugno: muore il 53enne Vincenzo Lorusso. Feriti i colleghi

È Vincenzo Lorusso, 53 anni, agente della polizia di frontiera, la vittima del grave incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio sulla provinciale 101, nel tratto tra Modugno e Carbonara.

Lo schianto si è verificato intorno alle ore 14. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, la moto condotta da Lorusso, una Suzuki di grossa cilindrata, si sarebbe scontrata con una Mini a bordo della quale viaggiavano tre colleghi in servizio presso la Questura di Bari.

All’origine dell’impatto potrebbe esserci una mancata precedenza: il motociclista, diretto verso Modugno, avrebbe colpito la fiancata dell’auto mentre questa era in fase di svolta verso Bari, provenendo da strada San Giorgio Martire. L’urto è stato particolarmente violento e non ha lasciato scampo al centauro.

Immediati i soccorsi: il personale sanitario del 118 di Modugno ha tentato a lungo di rianimare l’agente, ma ogni sforzo si è rivelato vano. I tre occupanti dell’auto hanno riportato ferite lievi e sono stati trasportati in codice giallo all’ospedale Di Venere.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche polizia locale, polizia stradale e carabinieri, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e ad avviare i rilievi. Le indagini sono affidate ai militari dell’Arma, coordinati dal pubblico ministero Claudio Pinto, che ha disposto il sequestro dei mezzi coinvolti e il trasferimento della salma al Policlinico per eventuali accertamenti autoptici.

“Nel primo pomeriggio odierno, in un tragico incidente stradale con un pattuglia della Polizia di Stato è deceduto il Vice Sovrintendente Vincenzo Lorusso, di 53 anni, in servizio presso la IX Zona Polizia di Frontiera, Ufficio Scalo Marittimo ed Aereo di Bari. Al momento dell’incidente, Vincenzo, collega stimato e di grande professionalità, che ha dedicato la sua vita al servizio per gli altri, si trovava a bordo della sua moto, libero dal servizio. La Polizia di Stato di Bari, tutta, si unisce al dolore dei suoi familiari, amici e colleghi, ai quali si stringe in un commosso abbraccio”, si legge nel comunicato della Polizia.

Frontale sulla provinciale a Bitonto, Giovinazzo piange il 29enne Giuseppe Vero: stava per laurearsi in ingegneria

Giovinazzo piange il 29enne Giuseppe Vero, morto nello schianto avvenuto nella notte passata tra Bitonto e Giovinazzo sulla provinciale. La vittima era a bordo di un’auto che si è schiantata frontalmente con un’altra vettura.

Stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa a Bitonto, l’impatto per lui è stato fatale. L’altro conducente, di 24 anni, è stato trasportato d’urgenza in ospedale e le sue condizioni sono gravi.

Giuseppe stava per laurearsi in ingegneria meccanica. Sui social diversi i messaggi di cordoglio di parenti, amici e conoscenti che si stringono attorno alla famiglia del 29enne.

La dinamica dell’incidente resta da chiarire e al centro delle verifiche degli agenti del commissariato di Bitonto, che stanno raccogliendo testimonianze e analizzando i rilievi effettuati sul posto. I funerali saranno celebrati domani, 31 gennaio, alle ore 16.30 nella parrocchia Sant’Agostino di Giovinazzo.

Tragedia a Taranto, schianto auto-moto sulla provinciale 13: muore giovane allievo della Marina Militare

Tragedia ieri sera a Taranto dove Stefano Principale, 23enne allievo maresciallo della Marina Militare residente a Roccaforzata, ha perso la vita in un incidente stradale.

La vittima era alla guida di una moto che si è schiantata contro un’auto sulla provinciale 13 tra San Giorgio e Roccaforzata. La dinamica resta ancora da chiarire.

Il passeggero che viaggiava con il 23enne, un altro allievo della Marina, è stato rianimato sul posto e trasportato in ospedale. Ferite non gravi per il conducente dell’auto.

Tragedia a Ruvo, bici travolta da auto sulla provinciale per Corato: un morto

Tragedia a Ruvo, sulla strada provinciale per Corato, dove un ciclista ha perso la vita dopo essere stato travolto da un’auto nei pressi della rotatoria per Bisceglie.

La vittima è uno straniero ed è stata sbalzata dal mezzo a due ruote, finendo rovinosamente sull’asfalto. Vani i soccorsi del 118. Il conducente dell’auto si è fermato subito a prestare soccorso. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale.

Monopattino contromano sulla sp109 Gioia-Putignano, schianto con auto: 16enne muore dopo giorni di agonia

Un ragazzo di 16 anni, originario di Gioia del Colle, è deceduto dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto la sera di sabato 12 luglio all’imbocco della strada provinciale 109 che collega proprio Gioia a Putignano.

Il giovanissimo si trovava a bordo di un monopattino e viaggiava contromano sul tratto stradale. Poi lo schianto con un’auto che arrivava dal lato opposto. Il 16enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Miulli di Acquaviva dove è rimasto ricoverato per alcuni giorni nel reparto di terapia intensiva.

Questa mattina è stata dichiarata la morte cerebrale. A quanto pare si stava recando ad un torneo di calcetto. L’automobilista è risultato negativo all’alcol test.

 

Ostuni, 36enne travolta e uccisa di notte sulla provinciale: 18enne indagato per omicidio stradale

È indagato, come atto dovuto, per omicidio stradale il 18enne che nella notte tra il 27 ed il 28 giugno scorso ha investito e ucciso una 36enne che camminava al centro della provinciale Ostuni- Villanova, nel Brindisino.

Nelle scorse ore il pubblico ministero titolare del fascicolo, Luca Miceli, ha conferito l’incarico per l’autopsia, eseguita dal medico legale Domenico Urso.

Serviranno ulteriori approfondimenti per conoscere le cause della morte della 36enne, che si trovava in cura in una struttura a pochi metri dalla provinciale Prima di essere investita, altre tre volte la donna era riuscita ad allontanarsi dalla Rsa.

Tutte le volte veniva riaccompagnata dalla polizia in struttura. Al quarto tentativo, mentre vagava sulla provinciale, è stata travolta dal 18enne che si è fermato subito a prestare soccorso. Vano però è stato ogni tentativo di rianimare la donna.

Ostuni, 36enne travolta e uccisa di notte sulla provinciale. Una testimone: “Era lucida poi è tornata in clinica”

“Povera Carmela. Noi (io e il mio amico) l’abbiamo incontrata intorno alle 23 sulla strada per entrare ad Ostuni. Le avevano dato farmaci la mattina, pomeriggio e sera. Così ci aveva detto. Con noi era lucida, parlava, tranquilla. Mangiato (le abbiamo offerto una pizza) , bevuto, mi ha offerto una sigaretta. Voleva regalarmi un vestito. Ha conversato con la gente. Mi ha dato il numero del marito per una telefonata, non aveva nemmeno il cellulare. Marito che stava a 3 ore di distanza e non poteva passare su Ostuni”.

Inizia così il racconto sui social di una delle ultime persone che ha visto Carmela, la 36enne investita da un’auto e morta lungo la strada provinciale Ostuni-Villanova, nel Brindisino. La vittima era in cura in una struttura a pochi metri da dove si è verificato l’incidente, camminava a piedi al centro della carreggiata ed è stata travolta da un’auto guidata da un giovane che si è subito fermato a prestare soccorso.

“Il marito ha chiesto di chiamare la polizia in quanto in una clinica precedente era stata aggredita dal personale, tra l’altro lei era scappata dalla clinica per colluttazione (aveva un segno sul volto riconducibile) e aveva paura, non voleva farmaci – si legge nel post -. Aveva asserito che i farmaci peggioravano la sua situazione e voleva solo tornare dal marito e dalla figlia (marito che ha raccontato telefonicamente di aver alzato la voce con dei medici e di essere stato minacciato) e smetterla con ricovero e sostanze.

“La polizia (e lei era tranquilla) l’ha portata in clinica – conclude -. È morta quando è riscappata. Secondo il marito è stata bombata di farmaci nuovamente. E quindi era in stato confusionale. Carmela voleva vivere”.