Tragedia sulla sp88 tra Bitonto e Giovinazzo, muore la 74enne Michela Di Tullio: 5 feriti il più piccolo ha 4 mesi

È di una vittima e cinque feriti il bilancio del grave incidente stradale avvenuto nella notte tra sabato e domenica, intorno all’1:30, sulla strada provinciale 88 tra Bitonto e Giovinazzo. A perdere la vita è stata Michela Di Tullio, 74 anni.

Nello schianto sono rimasti feriti i cinque componenti di una famiglia di Giovinazzo. La madre, 28 anni, ha riportato traumi al collo, al timpano e fratture al volto, mentre il padre, 33 anni, ha riportato fratture al gomito, a una caviglia e al setto nasale. Gravi anche le condizioni dei loro tre figli, di 7 e 5 anni e di un neonato di appena cinque mesi.

Quest’ultimo, ricoverato all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari con un trauma cranico, è sotto osservazione insieme alla madre. Il padre è ricoverato al Policlinico di Bari accanto alla figlia di 5 anni, mentre la bambina più grande, che ha riportato fratture alle costole, è ricoverata all’Ospedaletto.

La vittima era la zia dei due genitori. Secondo il racconto del padre, la famiglia stava riaccompagnando la 74enne a casa, a bordo di una Lancia Delta, quando sarebbe stata tamponata violentemente da un’Audi che, a suo dire, procedeva a fari spenti e ad alta velocità con a bordo un gruppo di giovani.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

Tragedia sulla sp88 tra Bitonto e Giovinazzo, schianto tra due auto: muore una donna. Gravi i due nipoti

Un grave incidente stradale si è verificato nella notte sulla SP 88, tra Bitonto e Giovinazzo, provocando la morte di una donna di 70 anni e il ferimento di altre cinque persone, tra cui i suoi due nipoti della vittima, ricoverati in gravi condizioni. Tra i feriti tre minori, il piu piccolo ha 4 mesi.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri, l’auto sulla quale viaggiava anche la donna deceduta si sarebbe immessa sulla provinciale da una strada laterale, venendo violentemente colpita da una vettura proveniente da Bitonto. Nell’altro mezzo sono rimasti feriti anche due giovani.

L’impatto è stato estremamente violento, con detriti disseminati per decine di metri lungo la carreggiata. Sul posto sono intervenute cinque ambulanze, due squadre dei vigili del fuoco e numerose pattuglie dei carabinieri, che hanno eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Stando alle prime informazioni, la famiglia aveva appena lasciato una casa di campagna dove aveva trascorso la serata con alcuni amici. Le indagini sono in corso per accertare eventuali responsabilità e chiarire le cause del tragico schianto.

Turista investita a Giovinazzo, la denuncia choc: “Dimessa con gravi fratture. In Germania scoperte altri lesioni”

Una turista italiana residente in Germania è stata investita da una motocicletta sul lungomare di Giovinazzo. Il racconto, inviato alla nostra redazione dalla figlia, ripercorre le ore successive all’accaduto e accende i riflettori sul trattamento medico-sanitario ricevuto.

Secondo quanto riferito, la donna stava attraversando la strada insieme al marito in una zona con limite di velocità di 30 chilometri orari quando sarebbe stata travolta da una moto che, stando alle testimonianze raccolte sul posto, procedeva a velocità ben superiore al consentito. L’impatto l’avrebbe scaraventata sull’asfalto, provocandole la perdita di conoscenza e numerosi traumi.

La figlia sostiene che la donna sia rimasta a terra per circa 45 minuti, riportando anche ustioni da contatto con l’asfalto rovente, mentre il motociclista sarebbe stato soccorso e trasportato in ospedale per primo. Successivamente la paziente è stata trasferita al Pronto Soccorso dell’ospedale Don Tonino Bello di Molfetta.

Da quel momento, secondo la ricostruzione, sarebbero iniziate circa tredici ore di attesa. La donna sarebbe rimasta per lungo tempo su una barella rigida, con forti dolori, ferite sanguinanti e ripetuti episodi di perdita di coscienza, ricevendo un antidolorifico solo dopo numerose richieste. La figlia racconta inoltre di aver più volte sollecitato il personale sanitario affinché venissero eseguiti accertamenti più approfonditi, arrivati soltanto dopo un ulteriore intervento dei Carabinieri.

Gli esami avrebbero evidenziato fratture alla tibia, alle costole e al bacino, oltre a ustioni e numerose lesioni cutanee. Alla famiglia sarebbe stato inizialmente suggerito di riportare la donna in albergo e di farle prendere il giorno successivo un volo di linea per la Germania, nonostante le fosse stato contemporaneamente raccomandato di non muoversi a causa delle fratture. La richiesta di trasferimento in un’altra struttura ospedaliera, anche privata e a spese della famiglia, sarebbe stata respinta per indisponibilità di posti letto.

Di fronte a questa situazione, i familiari hanno deciso di organizzare autonomamente un trasporto sanitario fino a Bitonto e, nei giorni successivi, un volo sanitario verso la Germania, dal costo di circa 26mila euro.

Una volta ricoverata in Germania, la donna sarebbe stata sottoposta a ulteriori accertamenti che, secondo quanto riferito dai medici tedeschi ai familiari, avrebbero evidenziato lesioni non diagnosticate o non adeguatamente trattate in Italia, tra cui una grave lesione alla clavicola con interessamento di legamenti e tendini, la completa frattura dell’anello pelvico con necessità di intervento chirurgico, la frattura del coccige e altre fratture vertebrali. Al contrario, la presunta frattura della tibia indicata nel referto italiano non sarebbe stata confermata.

La figlia precisa di non voler alimentare polemiche nei confronti del personale sanitario, ma chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto. Su consiglio dei Carabinieri, è stata avviata la raccolta di tutta la documentazione sanitaria italiana e tedesca per valutare eventuali iniziative a tutela della paziente.

Tentato omicidio a Molfetta, cerca di sparare a un 18enne ma la pistola si inceppa: 4 arresti

Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri per il tentato omicidio di un 18enne di Giovinazzo, avvenuto il 18 marzo scorso a Molfetta. Secondo le indagini, uno degli aggressori avrebbe cercato di sparare al giovane, ma l’arma si sarebbe inceppata.

A quel punto la vittima sarebbe stata picchiata violentemente dai quattro. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita al termine di oltre tre mesi di indagini, ha portato in carcere tre giovani tra i 24 e i 27 anni, mentre un 51enne è stato posto agli arresti domiciliari.

L’agguato, avvenuto nei pressi del parco di piazza Roma, sarebbe maturato per motivi personali legati a una ragazza. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.

Scontro tra moto e auto sulla Giovinazzo-Bitonto: gravi due giovani

Grave incidente stradale nella mattinata di oggi sulla strada provinciale che collega Giovinazzo a Bitonto, nel Barese. Per cause ancora in corso di accertamento, una moto e una Ford C-Max si sono scontrate in un impatto che, secondo le prime informazioni, sarebbe stato particolarmente violento.

Ad avere la peggio sarebbero stati i due giovani che viaggiavano sulla moto, rimasti gravemente feriti. Entrambi sono stati soccorsi dal personale del 118 e trasportati d’urgenza nei più vicini ospedali per ricevere le cure necessarie.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto. Per consentire le operazioni di soccorso e mettere in sicurezza l’area, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico, con inevitabili disagi alla circolazione.

Riapre il Sacro tra Molfetta e Giovinazzo: spunta la licenza temporanea per l’intrattenimento danzante all’aperto

La Procura di Trani ha disposto il dissequestro immediato del “Sacro”, locale situato sulla litoranea tra Molfetta e Giovinazzo, precedentemente posto sotto sequestro per presunte irregolarità legate al rispetto delle norme di sicurezza per la pubblica incolumità.

Il provvedimento è stato impugnato dall’avvocato Maurizio Masellis, difensore dell’unico indagato, il titolare dell’attività, che ha evidenziato come il Comune di Molfetta avesse regolarmente rilasciato una licenza temporanea per l’intrattenimento danzante all’aperto con capienza limitata.

Il legale ha inoltre assicurato che il gestore rispetterà rigorosamente le prescrizioni previste dall’autorizzazione, che resta subordinata all’osservanza di stringenti misure di sicurezza e limiti di affluenza.

Folle inseguimento da Bari a Giovinazzo: arrestato il 21enne Kevin Ciocca. Fu gambizzato dopo l’omicidio Scavo

Un inseguimento di circa 20 chilometri, iniziato alla periferia nord di Bari e concluso a Giovinazzo con un incidente e un arresto. Protagonista della vicenda è Kevin Ciocca, 21enne del quartiere San Paolo, ritenuto vicino al clan Capriati, fermato dalla Guardia di Finanza dopo una fuga ad alta velocità a bordo di un suv preso a noleggio, pur senza aver mai conseguito la patente.

L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio, quando i finanzieri hanno intercettato una BMW X1 sospetta nel quartiere San Girolamo. Alla richiesta di fermarsi, il giovane avrebbe accelerato, dando il via a un inseguimento lungo la costa nord barese fino a Giovinazzo, mettendo in pericolo automobilisti e passanti.

La corsa si è conclusa sul lungomare Marina Italiana, dove il 21enne ha perso il controllo del mezzo, schiantandosi contro un’auto in sosta. Dopo aver tentato un’ultima fuga a piedi, è stato bloccato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Per lui è scattata anche la denuncia per guida senza patente.

Il nome di Ciocca è già noto agli investigatori: il giovane era rimasto ferito in una gambizzazione avvenuta ad aprile a Barivecchia, episodio collegato dagli inquirenti alle tensioni tra gruppi criminali del territorio.

Giovinazzo, La Savorita dice stop a eventi e musica: “Solo bar e ristorazione in attesa di chiarimenti sulle norme”

Stop momentaneo alla musica e alle serate danzanti per “La Savorita”, locale sul litorale di Giovinazzo e punto di riferimento della movida estiva. Nella giornata di giovedì 4 giugno, la struttura ha annunciato sui social che, “in attesa di maggiori chiarimenti sulle normative”, proseguirà temporaneamente solo con attività di american bar e ristorazione.

L’annuncio arriva dopo la chiusura del Sacro, noto locale notturno situato tra Molfetta e Giovinazzo, appena ripartito con la stagione estiva. Il club è stato posto sotto sequestro preventivo dalla Procura di Trani con l’accusa di esercizio senza le necessarie autorizzazioni.

Formalmente registrato come braceria, nelle ore serali si trasformava però in una discoteca capace di richiamare circa 800 persone, come accertato dalla polizia durante i controlli. Il locale disponeva di una SCIA per pubblico spettacolo che autorizzava una capienza massima di 200 partecipanti. Decisivi, nell’inchiesta, anche i contenuti pubblicati sui social, che avrebbero documentato la reale portata degli eventi organizzati.

Una decisione quella dei gestori de La Savorita inattesa che ha sorpreso molti clienti abituali, i quali hanno espresso delusione e preoccupazione sui social. Tra i commenti, c’è chi sottolinea la necessità di regole più chiare e maggiori tutele per utenti e imprenditori, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il settore della movida. Altri, invece, evidenziano l’organizzazione e la selezione attuata dal locale, definendolo un punto di riferimento difficile da sostituire.

Registrato come braceria, di notte si trasformava in discoteca: sigilli al Sacro tra Molfetta e Giovinazzo

Scattano i sigilli al Sacro, noto locale notturno situato tra Molfetta e Giovinazzo, appena ripartito con la stagione estiva. Il club è stato posto sotto sequestro preventivo dalla Procura di Trani con l’accusa di esercizio senza le necessarie autorizzazioni.

Formalmente registrato come braceria, nelle ore serali si trasformava però in una discoteca capace di richiamare circa 800 persone, come accertato dalla polizia durante i controlli.

Il locale disponeva di una SCIA per pubblico spettacolo che autorizzava una capienza massima di 200 partecipanti. Decisivi, nell’inchiesta, anche i contenuti pubblicati sui social, che avrebbero documentato la reale portata degli eventi organizzati.

Giovinazzo, Audi Q3 rubata in pieno giorno in soli 114 secondi: il furto virale sui social – VIDEO

Ancora un furto d’auto nel nord Barese. L’ultimo episodio si è verificato nella giornata di domenica 10 maggio a Giovinazzo, dove un’Audi Q3 è stata rubata in pieno giorno in via Rollo, nei pressi del centro sportivo Netium.

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

L’azione della banda è stata ripresa da una telecamera di videosorveglianza: il video, della durata di 114 secondi, è rapidamente diventato virale sui social. Nelle immagini si vedono due uomini incappucciati entrare in azione mentre un terzo complice li attende a bordo di un’altra Audi Q3, probabilmente anch’essa rubata, utilizzata per coprire la fuga e ostacolare parzialmente la circolazione.

Ai malviventi sono bastati meno di due minuti per manomettere la centralina del veicolo, metterlo in moto e scappare, spingendo l’auto con un secondo mezzo prima della fuga definitiva. Sull’episodio indagano le forze dell’ordine.