Caso sospetto di West Nile, migliora la 70enne di Giovinazzo: oggi le dimissioni dal Perinei di Altamura

Sarà dimessa oggi la 70enne di Giovinazzo ricoverata all’ospedale Perinei di Altamura con sintomi compatibili con un’infezione da virus West Nile, dopo una puntura di zanzara.

La donna, che nei giorni scorsi aveva accusato febbre molto alta, nausea, giramenti di testa e difficoltà a reggersi in piedi, è ora in discrete condizioni cliniche e potrà proseguire la terapia a casa.

Il caso resta al momento sospetto: per avere la conferma della presenza del virus saranno necessari almeno due settimane. Nel frattempo, il Sisp della Asl Bari ha attivato le procedure previste, con il posizionamento di trappole per zanzare da parte dei Servizi veterinari.

A scopo precauzionale, il Comune di Giovinazzo ha inoltre disposto ed effettuato nei giorni scorsi una disinfestazione straordinaria.

Giovinazzo, 70enne ricoverata per sospetto virus West Nile: scatta la disinfestazione straordinaria

Una donna di 70 anni di Giovinazzo è ricoverata all’ospedale Perinei di Altamura per un caso sospetto di infezione da virus West Nile. Nei giorni scorsi aveva accusato nausea, giramenti di testa e difficoltà a reggersi in piedi, fino a sviluppare una febbre prossima ai 40 gradi.

Il marito ha allertato il 118 e la donna è stata trasferita prima a Molfetta e poi al Di Venere di Bari per gli accertamenti, fino al ricovero ad Altamura, dove è presente un reparto di Malattie infettive dedicato a questi casi.

Le sue condizioni sono in miglioramento: la febbre è scomparsa e la paziente potrebbe essere dimessa a breve, anche se persistono alcuni strascichi di malessere. La positività al West Nile è ancora in attesa di conferma.

Nel frattempo, il Sisp della Asl Bari ha attivato le procedure previste: i Servizi veterinari provvederanno al posizionamento di trappole per le zanzare, mentre il Comune di Giovinazzo effettuerà una disinfestazione straordinaria.

Monopattini senza targa e assicurazione, scattano le multe nel Barese. Controlli anche nei locali

Proseguono senza sosta i servizi straordinari di controllo del territorio della Polizia di Stato nel capoluogo e nell’ambito della provincia, che la settimana scorsa hanno interessato in particolar modo i quartieri di Palese e Santo Spirito e i comuni di Cellamare e Giovinazzo.

L’attività, svolta con l’impiego di personale della Polizia di Stato e delle Polizie Locali dei rispettivi comuni, rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione e controllo disposto dal Questore di Bari, Annino Gargano, al fine di contrastare in modo capillare i fenomeni di illegalità diffusa, lo spaccio di sostanze stupefacenti, la microcriminalità e le violazioni alle nuove norme del Codice della Strada sulla circolazione dei velocipedi elettrici (monopattini e biciclette).

Complessivamente, nel corso dei servizi sono state identificate 510 persone (di cui 163 con precedenti di polizia/pregiudicati e 4 stranieri) e controllati 270 veicoli, con l’effettuazione di 24 posti di controllo e l’ispezione di 9 esercizi commerciali e sale giochi.

In particolare, nei quartieri di Palese e Santo Spirito, sono state controllate 263 persone (di cui 92 con precedenti) e 149 veicoli nel corso di 13 posti di controllo attuati, oltre a 3 controlli amministrativi presso un bar, un’enoteca ed un ristorante. In ambito stradale, sono state contestate 25 infrazioni al Codice della Strada, di cui 4 nei confronti di conducenti di monopattini elettrici risultati sprovvisti di targa e copertura assicurativa, 1 patente di guida ritirata.

Infine, nei due comuni della provincia sono stati conseguiti i seguenti risultati: Giovinazzo: il dispositivo ha controllato 144 persone (di cui 42 con precedenti e 4 stranieri) e 60 veicoli nei 6 posti di controllo effettuati, elevando 2 contestazioni al Codice della Strada. Nel medesimo contesto, sono stati altresì eseguiti controlli amministrativi presso 3 esercizi pubblici, tra cui un centro scommesse, al fine di verificare il rispetto della normativa vigente. Cellamare: le forze dell’ordine hanno identificato 103 persone (di cui 29 pregiudicati) e controllato 61 veicoli nel corso di 5 posti di controllo, sottoponendo a verifica anche 3 esercizi pubblici tra cui una sala giochi. Durante i servizi sono state effettuate 3 perquisizioni personali e locali.

I servizi straordinari proseguiranno regolarmente anche nelle prossime settimane sia nel capoluogo che nei restanti comuni della provincia, al fine di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini, prevenire reati predatori e contrastare con fermezza ogni forma di illegalità.

Inchiesta sulle frodi fiscali nell’edilizia: indagate 26 persone e 18 aziende tra Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro

La Procura di Bari ha chiuso le indagini nei confronti di 26 persone e 18 imprese operanti nei settori dell’edilizia e della serramentistica tra Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di reati fiscali, tra cui emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione e dichiarazione fraudolenta.

L’inchiesta aveva già portato, lo scorso marzo, a un sequestro di oltre 600mila euro, ritenuto il profitto delle imposte evase. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Dentamaro e condotte dalla Guardia di Finanza di Putignano, sono partite da una verifica fiscale sulla Sud Serramenti di Turi e sul suo legale rappresentante, il 70enne barese Leopoldo Lionetti.

Secondo gli accertamenti, la società, costituita nel 2008 e posta in liquidazione nel 2023, non avrebbe mai avuto dipendenti né acquistato materie prime, mentre la sede legale risultava coincidere con l’abitazione dell’amministratore. Nonostante ciò, avrebbe emesso fatture per circa 110mila euro nel 2019, 503mila nel 2020 e 638mila nel 2021.

Per gli investigatori, le oltre cento fatture sarebbero state utilizzate da altri imprenditori per creare disponibilità finanziarie e evadere le imposte, attraverso un sistema basato su operazioni inesistenti per un valore complessivo di circa 1,3 milioni di euro. Le accuse dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento.

Tragedia sulla sp88 tra Bitonto e Giovinazzo, muore la 74enne Michela Di Tullio: 5 feriti il più piccolo ha 4 mesi

È di una vittima e cinque feriti il bilancio del grave incidente stradale avvenuto nella notte tra sabato e domenica, intorno all’1:30, sulla strada provinciale 88 tra Bitonto e Giovinazzo. A perdere la vita è stata Michela Di Tullio, 74 anni.

Nello schianto sono rimasti feriti i cinque componenti di una famiglia di Giovinazzo. La madre, 28 anni, ha riportato traumi al collo, al timpano e fratture al volto, mentre il padre, 33 anni, ha riportato fratture al gomito, a una caviglia e al setto nasale. Gravi anche le condizioni dei loro tre figli, di 7 e 5 anni e di un neonato di appena cinque mesi.

Quest’ultimo, ricoverato all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari con un trauma cranico, è sotto osservazione insieme alla madre. Il padre è ricoverato al Policlinico di Bari accanto alla figlia di 5 anni, mentre la bambina più grande, che ha riportato fratture alle costole, è ricoverata all’Ospedaletto.

La vittima era la zia dei due genitori. Secondo il racconto del padre, la famiglia stava riaccompagnando la 74enne a casa, a bordo di una Lancia Delta, quando sarebbe stata tamponata violentemente da un’Audi che, a suo dire, procedeva a fari spenti e ad alta velocità con a bordo un gruppo di giovani.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

Tragedia sulla sp88 tra Bitonto e Giovinazzo, schianto tra due auto: muore una donna. Gravi i due nipoti

Un grave incidente stradale si è verificato nella notte sulla SP 88, tra Bitonto e Giovinazzo, provocando la morte di una donna di 70 anni e il ferimento di altre cinque persone, tra cui i suoi due nipoti della vittima, ricoverati in gravi condizioni. Tra i feriti tre minori, il piu piccolo ha 4 mesi.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri, l’auto sulla quale viaggiava anche la donna deceduta si sarebbe immessa sulla provinciale da una strada laterale, venendo violentemente colpita da una vettura proveniente da Bitonto. Nell’altro mezzo sono rimasti feriti anche due giovani.

L’impatto è stato estremamente violento, con detriti disseminati per decine di metri lungo la carreggiata. Sul posto sono intervenute cinque ambulanze, due squadre dei vigili del fuoco e numerose pattuglie dei carabinieri, che hanno eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Stando alle prime informazioni, la famiglia aveva appena lasciato una casa di campagna dove aveva trascorso la serata con alcuni amici. Le indagini sono in corso per accertare eventuali responsabilità e chiarire le cause del tragico schianto.

Turista investita a Giovinazzo, la denuncia choc: “Dimessa con gravi fratture. In Germania scoperte altri lesioni”

Una turista italiana residente in Germania è stata investita da una motocicletta sul lungomare di Giovinazzo. Il racconto, inviato alla nostra redazione dalla figlia, ripercorre le ore successive all’accaduto e accende i riflettori sul trattamento medico-sanitario ricevuto.

Secondo quanto riferito, la donna stava attraversando la strada insieme al marito in una zona con limite di velocità di 30 chilometri orari quando sarebbe stata travolta da una moto che, stando alle testimonianze raccolte sul posto, procedeva a velocità ben superiore al consentito. L’impatto l’avrebbe scaraventata sull’asfalto, provocandole la perdita di conoscenza e numerosi traumi.

La figlia sostiene che la donna sia rimasta a terra per circa 45 minuti, riportando anche ustioni da contatto con l’asfalto rovente, mentre il motociclista sarebbe stato soccorso e trasportato in ospedale per primo. Successivamente la paziente è stata trasferita al Pronto Soccorso dell’ospedale Don Tonino Bello di Molfetta.

Da quel momento, secondo la ricostruzione, sarebbero iniziate circa tredici ore di attesa. La donna sarebbe rimasta per lungo tempo su una barella rigida, con forti dolori, ferite sanguinanti e ripetuti episodi di perdita di coscienza, ricevendo un antidolorifico solo dopo numerose richieste. La figlia racconta inoltre di aver più volte sollecitato il personale sanitario affinché venissero eseguiti accertamenti più approfonditi, arrivati soltanto dopo un ulteriore intervento dei Carabinieri.

Gli esami avrebbero evidenziato fratture alla tibia, alle costole e al bacino, oltre a ustioni e numerose lesioni cutanee. Alla famiglia sarebbe stato inizialmente suggerito di riportare la donna in albergo e di farle prendere il giorno successivo un volo di linea per la Germania, nonostante le fosse stato contemporaneamente raccomandato di non muoversi a causa delle fratture. La richiesta di trasferimento in un’altra struttura ospedaliera, anche privata e a spese della famiglia, sarebbe stata respinta per indisponibilità di posti letto.

Di fronte a questa situazione, i familiari hanno deciso di organizzare autonomamente un trasporto sanitario fino a Bitonto e, nei giorni successivi, un volo sanitario verso la Germania, dal costo di circa 26mila euro.

Una volta ricoverata in Germania, la donna sarebbe stata sottoposta a ulteriori accertamenti che, secondo quanto riferito dai medici tedeschi ai familiari, avrebbero evidenziato lesioni non diagnosticate o non adeguatamente trattate in Italia, tra cui una grave lesione alla clavicola con interessamento di legamenti e tendini, la completa frattura dell’anello pelvico con necessità di intervento chirurgico, la frattura del coccige e altre fratture vertebrali. Al contrario, la presunta frattura della tibia indicata nel referto italiano non sarebbe stata confermata.

La figlia precisa di non voler alimentare polemiche nei confronti del personale sanitario, ma chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto. Su consiglio dei Carabinieri, è stata avviata la raccolta di tutta la documentazione sanitaria italiana e tedesca per valutare eventuali iniziative a tutela della paziente.

Tentato omicidio a Molfetta, cerca di sparare a un 18enne ma la pistola si inceppa: 4 arresti

Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri per il tentato omicidio di un 18enne di Giovinazzo, avvenuto il 18 marzo scorso a Molfetta. Secondo le indagini, uno degli aggressori avrebbe cercato di sparare al giovane, ma l’arma si sarebbe inceppata.

A quel punto la vittima sarebbe stata picchiata violentemente dai quattro. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita al termine di oltre tre mesi di indagini, ha portato in carcere tre giovani tra i 24 e i 27 anni, mentre un 51enne è stato posto agli arresti domiciliari.

L’agguato, avvenuto nei pressi del parco di piazza Roma, sarebbe maturato per motivi personali legati a una ragazza. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.

Scontro tra moto e auto sulla Giovinazzo-Bitonto: gravi due giovani

Grave incidente stradale nella mattinata di oggi sulla strada provinciale che collega Giovinazzo a Bitonto, nel Barese. Per cause ancora in corso di accertamento, una moto e una Ford C-Max si sono scontrate in un impatto che, secondo le prime informazioni, sarebbe stato particolarmente violento.

Ad avere la peggio sarebbero stati i due giovani che viaggiavano sulla moto, rimasti gravemente feriti. Entrambi sono stati soccorsi dal personale del 118 e trasportati d’urgenza nei più vicini ospedali per ricevere le cure necessarie.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto. Per consentire le operazioni di soccorso e mettere in sicurezza l’area, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico, con inevitabili disagi alla circolazione.

Riapre il Sacro tra Molfetta e Giovinazzo: spunta la licenza temporanea per l’intrattenimento danzante all’aperto

La Procura di Trani ha disposto il dissequestro immediato del “Sacro”, locale situato sulla litoranea tra Molfetta e Giovinazzo, precedentemente posto sotto sequestro per presunte irregolarità legate al rispetto delle norme di sicurezza per la pubblica incolumità.

Il provvedimento è stato impugnato dall’avvocato Maurizio Masellis, difensore dell’unico indagato, il titolare dell’attività, che ha evidenziato come il Comune di Molfetta avesse regolarmente rilasciato una licenza temporanea per l’intrattenimento danzante all’aperto con capienza limitata.

Il legale ha inoltre assicurato che il gestore rispetterà rigorosamente le prescrizioni previste dall’autorizzazione, che resta subordinata all’osservanza di stringenti misure di sicurezza e limiti di affluenza.