Omicidio Dino Carta a Foggia, assassino libero dopo un mese: “Passi in avanti fase delicata delle indagini”

Ad un mese esatto dall’omicidio del 42enne Dino Carta, il personal trainer di Foggia assassinato la sera del 13 aprile con quattro colpi di pistola alle spalle, sul luogo del delitto, in via Caracciolo, a pochi passi dalla sua abitazione, questa mattina ci sono ancora tanti fiori che i cittadini portano continuamente in sua memoria.

Carta, padre di due bimbe, era benvoluto da tutti, ministrante in chiesa e dedito al volontariato. Il suo assassino non ha ancora un volto e un nome. “Speriamo lo trovino – dicono alcuni passanti -. Ha lasciato la sua famiglia in modo tragico. Era un bravissimo ragazzo. Non è normale che in questa città accadano cose simili”

Proseguono, intanto, le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Foggia, in attesa dei risultati delle analisi della registrazione audio, in cui si sentono alcune voci tra cui una che potrebbe appartenere alla vittima. Sull’audio è stata eseguita una perizia. Continua anche l’analisi delle immagini della videosorveglianza, in attesa dei risultati degli esami balistici effettuati dai carabinieri del Ris sul caricatore della pistola, probabilmente perso dal killer durante la fuga.

“Samo in una fase molto delicata delle indagini, che proseguono da oltre un mese senza alcuna sosta e risparmio di energie”, dice all’ANSA Michele Vaira, legale della famiglia Carta. “Sono stati fatti dei passi avanti molto significativi, attendiamo con fiducia importanti evoluzioni. Ringraziamo tutti quelli che in questi giorni sono stati vicini alla famiglia con il loro affetto e il loro sostegno – conclude – e tutti quelli che spontaneamente hanno contribuito alle investigazioni”.

Voto di scambio a Modugno, chiuse le indagini sul Comune: “Il sindaco Bonasia ha trattato con il clan Parisi”

La Direzione distrettuale antimafia di Bari ha chiuso le indagini sul presunto voto di scambio politico-mafioso legato alle elezioni comunali di Modugno del 2020. Tra i 14 indagati figurano l’attuale sindaco di Modugno Nicola Bonasia e l’ex assessore alle Attività produttive Antonio Lopez.

Secondo l’accusa, Bonasia avrebbe accettato – tramite l’intermediazione di Lopez – la promessa di voti da parte di presunti affiliati al clan Parisi di Bari in vista del ballottaggio dell’ottobre 2020, in cambio di posti di lavoro. Lopez, inoltre, avrebbe consegnato denaro ad alcuni membri del clan per ottenere sostegno elettorale.

A muoversi per conto del clan sarebbero stati Cristian Stragapede, Cosimo Damiano Annoscia e Vittorio Miglietti. Nell’inchiesta compariva anche Michele Parisi, fratello del boss “Savinuccio”, nel frattempo deceduto.

Per la Dda, Bonasia avrebbe stretto un analogo accordo anche con Adriana Diomede, ritenuta vicina all’omonimo clan, in cambio della candidatura della figlia Lucia Bosco al consiglio comunale di Modugno. Gli investigatori contestano inoltre accordi elettorali anche con soggetti non legati alla criminalità organizzata.

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato dal pm Fabio Buquicchio. L’inchiesta aveva portato il Viminale a nominare una commissione d’accesso per verificare possibili infiltrazioni mafiose nel Comune, che però non è stato sciolto. Intanto, Modugno tornerà al voto per il rinnovo dell’amministrazione comunale il 24 e 25 maggio.

Bari, 83enne muore al Di Venere: aperta inchiesta per omicidio colposo. No all’archiviazione: disposte altre indagini

Non è chiuso il caso della morte di Silvano Gatto, l’83enne deceduto il 31 luglio 2024 all’ospedale Di Venere di Bari dopo un lungo ricovero. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo.

Accogliendo l’opposizione presentata dai familiari dell’anziano, il gip ha disposto un supplemento di indagine per chiarire le cause del decesso. In particolare, sarà necessario verificare se il versamento di bile che ha innescato il peggioramento delle condizioni del paziente sia riconducibile a un’errata condotta chirurgica durante l’intervento subito nel reparto di Chirurgia Generale.

La Procura avrà ora 90 giorni di tempo per acquisire ulteriore documentazione medica, tra cui referti e immagini dell’esame colangiografico intraoperatorio, attualmente non presenti nella cartella clinica. Gli elementi raccolti serviranno a integrare la consulenza tecnica e accertare, sotto il profilo causale, eventuali responsabilità dei sanitari.

 

Auto polacche noleggiate a pregiudicati. Il sospetto: usate per compiere crimini. Indaga SherLocont

Vi raccontiamo una storia davvero incredibile. Accendiamo i riflettori su alcune auto, con targhe polacche, noleggiate e a quanto pare finite, dopo diversi giri,  nelle mani anche di pregiudicati. Le vetture sarebbero state impiegate anche per commettere crimini. Sul caso indagano SherLocont e le Forze dell’Ordine. Ecco cosa abbiamo scoperto in attesa dei prossimi sviluppi.

Botte e insulti all’asilo, sospesa la maestra. Il papà di Kevin fa scattare le indagini: “Un incubo”

Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni.

Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.

Abbiamo intervistato il papà che, tramite una denuncia, ha fatto scattare le indagini. Abbiamo raccolto la sua testimonianza e il suo racconto, con tutti gli sviluppi negativi della vicenda sulle vittime.

Omicidio Carta a Foggia, indagini su telecamere e audio. Spunta l’ipotesi della vendetta per la morte di un ragazzo

Proseguono serrate le indagini sull’omicidio di Dino Carta, il 42enne incensurato ucciso lunedì scorso in via Caracciolo, a Foggia, mentre portava a passeggio il cane. Gli investigatori stanno concentrando gli sforzi sulla mappatura delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona e in un’area più ampia, nel tentativo di identificare una persona a volto coperto ripresa mentre raggiungeva il luogo della sparatoria in bicicletta.

Un altro elemento chiave è rappresentato da una perizia sull’audio registrato da un sistema di videosorveglianza di un’abitazione vicina. L’analisi sarà affidata ai Carabinieri RIS, con l’obiettivo di stabilire l’identità delle tre, forse quattro persone presenti al momento degli spari mortali.

L’autopsia sul corpo della vittima è prevista per lunedì, mentre i funerali potrebbero svolgersi già il giorno successivo. Intanto si moltiplicano gli appelli alla collaborazione rivolti ai cittadini. Il procuratore della Repubblica, Enrico Infante, insieme ai familiari di Carta, invita chiunque abbia informazioni utili a rivolgersi alle forze dell’ordine.

Resta ancora incerto il movente del delitto. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti emerge quella di una possibile vendetta legata alla morte di un giovane, precipitato da un balcone dello stabile in cui viveva Carta circa due anni e mezzo fa. Non si esclude che qualcuno possa aver attribuito responsabilità alla vittima o alla sua famiglia, maturando nel tempo un desiderio di ritorsione.

Gli investigatori stanno inoltre analizzando i profili social delle persone vicine al giovane deceduto, alla ricerca di eventuali elementi che possano far luce sul contesto e contribuire a identificare il responsabile dell’omicidio.

WSE Trophy a Giovinazzo, tensione dopo la finale di hockey su pista: esplosi colpi d’arma da fuoco al PalaPansini

Domenica, al termine della finale della WSE Trophy di hockey su pista disputata a Giovinazzo e vinta 4-1 dai portoghesi del Valongo contro i francesi del Noisy, si sono verificati momenti di forte tensione all’esterno del PalaPansini.

Un gruppo di tifosi francesi ha dato vita a disordini in viale Moro, con atti vandalici e comportamenti incivili, entrando in contrasto con alcuni giovani giovinazzesi estranei al tifo organizzato.

Durante il caos sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco: i Carabinieri, intervenuti sul posto dopo una segnalazione al 112, hanno rinvenuto e sequestrato cinque bossoli, alcuni conficcati nei muri.

Fortunatamente non si registrano feriti. Le forze dell’ordine hanno identificato diverse persone e fermato alcuni tifosi francesi, mentre sono in corso indagini, anche tramite i sistemi di videosorveglianza, per chiarire le responsabilità. Il sindaco Michele Sollecito ha espresso fiducia nel lavoro degli inquirenti.

Choc a Ostuni, massacrato di botte sotto casa: 58enne in Rianimazione. Indagini in corso

Brutale aggressione ieri pomeriggio ad Ostuni. Vittima un uomo di 58 anni, massacrato di botte nei pressi della sua abitazione in via Corradino di Svevia e trasportando d’urgenza in ospedale.

Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione del “Perrino”. Sul posto sono intervenute, oltre il 118, anche le forze dell’ordine che hanno avviato le indagini per risalire al responsabili dell’agguato e alle cause dell’accaduto.

Brindisi, 71enne muore poche ore dopo il marito mentre raggiunge la sala del commiato: indaga la Procura

Muore mentre raggiunge la sala del commiato dove c’è la salma del marito deceduto poche ore prima. È accaduto nel tardo pomeriggio di lunedì a Cisternino, in provincia di Brindisi.

Dopo la morte della donna i carabinieri hanno fatto un sopralluogo nella loro abitazione di campagna, dove hanno sempre vissuto, trovando una condizione di degrado.

Ora la Procura ha aperto un’inchiesta per far luce sulle condizioni di vita dei coniugi, che a quanto si apprende, hanno avuto in passato anche un amministratore di sostegno.

Il pubblico ministero Francesco Carluccio nelle prossime ore potrebbe disporre l’autopsia per entrambi. Al momento non sono comunque emersi elementi investigativi per i quali si può ipotizzare che la morte dei coniugi sia avvenuta per altre cause se non quelle naturali. L’abitazione è stata sequestrata per ulteriori accertamenti.

Molfetta, bomba esplode davanti alla villa di un imprenditore edile: indagini in corso

Domenica scorsa un ordino di media potenza è esploso all’esterno della villa di un imprenditore a Molfetta, sulla strada provinciale 56 che conduce a Ruvo. Un attentato intimidatorio che fortunatamente non ha causato feriti.

Si registrano però danni ingenti, il boato è stato udito in diverse zone della città. Sul luogo dell’esplosione è presente anche la sede operativa dell’azienda leader nel settore edilizio.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno avviato le indagini con la Scientifica. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare di risalire ad elementi utili. L’imprenditore, vittima dell’agguato, è stato già ascoltato ma non ha saputo fornire spiegazioni sulla vicenda.