Chiusa l’inchiesta sulla morte del cane eroe Bruno, la Procura di Taranto: “È stata simulata dall’istruttore”

La Procura di Taranto ha chiuso l’inchiesta sul 51enne Arcangelo Caressa, istruttore del cane Bruno, confermando l’accusa di simulazione di reato. Il 4 luglio 2025 l’uomo aveva annunciato sui social la morte dell’animale, sostenendo che fosse stato ucciso dopo aver ingerito polpette contenenti chiodi.

Secondo gli inquirenti, però, la presenza dei bocconcini vicino alla carcassa sarebbe stata simulata attraverso fotografie e dichiarazioni poi risultate non corrispondenti alla realtà.

A mettere in dubbio la ricostruzione anche l’autopsia eseguita dal consulente nominato dalla Procura, Orlando Paciello, docente della Federico II di Napoli. Dall’esame è emerso che stomaco e intestino del cane erano completamente vuoti e che Bruno non avrebbe mangiato da almeno 20 ore, forse fino a 36. Per il consulente, inoltre, la morte non sarebbe stata provocata dall’ingestione di sostanze dannose.

Caressa ha ora 20 giorni per chiedere di essere interrogato o presentare una memoria difensiva tramite il suo avvocato Alessandro Scapati. Al termine, il pm Raffaele Casto dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

Pedala in autostrada sulla A2, 44enne fermato dalla Polizia: era ricercato per furto dalla Procura di Lecce

Pedalava in bicicletta lungo l’autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria, in pieno pomeriggio e in direzione nord. A notarlo è stata una pattuglia della Polizia stradale della Sottosezione di Palmi, intervenuta per fermare l’uomo e metterlo in sicurezza.

Si tratta di un 44enne extracomunitario, trovato anche sprovvisto di documenti. Gli accertamenti effettuati dagli agenti hanno permesso di identificarlo e di scoprire che nei suoi confronti pendeva un ordine di carcerazione emesso nell’agosto 2023 dalla Procura della Repubblica di Lecce.

L’uomo deve scontare una pena di due anni e un mese di reclusione, in seguito a una condanna per furto aggravato commesso nel 2018 in provincia di Lecce. Dopo gli accertamenti, il 44enne è stato arrestato e condotto nel carcere di Palmi, dove dovrà scontare la pena.

Ssc Bari, la Procura insiste: “Club in perdita e insolvente deve fallire. Un curatore per terminare il campionato”

La Procura di Bari insiste sulla richiesta di liquidazione giudiziale della Ssc Bari, in vista dell’udienza fissata per il 1° ottobre. Nei nuovi documenti depositati, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, i pm Roberto Rossi, Ciro Angelillis e Milto De Nozza sostengono che la società biancorossa sia insolvente e strutturalmente in perdita, nonostante l’approvazione del bilancio al 30 giugno 2026 abbia eliminato lo squilibrio patrimoniale.

Secondo la Procura, non sarebbe sufficiente neppure l’impegno della controllante Filmauro a sostenere i costi del campionato di Serie C. Gli otto impegni sottoscritti negli anni vengono definiti un “mezzo anormale” di pagamento, a dimostrazione, secondo l’accusa, dell’incapacità del Bari di far fronte autonomamente alle proprie obbligazioni.

La novità contenuta nella memoria di replica è la richiesta di esercizio provvisorio: qualora venisse disposta la liquidazione, il Bari potrebbe quindi portare a termine il campionato sotto la gestione di un curatore.

La Procura contesta inoltre la rilevanza della rinuncia da parte di Filmauro a 15,2 milioni di euro di crediti verso il club, sostenendo che l’operazione non abbia prodotto nuova liquidità e non abbia quindi modificato l’attivo disponibile nella procedura.

Ssc Bari, il 1° ottobre l’udienza sulla liquidazione giudiziale: il club rinuncia al Riesame contro i sequestri

La Ssc Bari ha rinunciato al Riesame dopo il sequestro di documenti disposto a luglio nell’ambito delle perquisizioni nella sede del club, in quelle del Napoli e della Filmauro. La decisione arriva in attesa dei nuovi documenti che la Procura depositerà davanti al Tribunale civile.

Il 1° ottobre è infatti fissata l’udienza per discutere la richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura. I due procedimenti, civile e penale, sono collegati: l’ipotesi di bancarotta fraudolenta contestata ai De Laurentiis presuppone l’accertamento dell’insolvenza della società.

La Procura dovrebbe presentare una nuova memoria e un’integrazione della consulenza tecnica per sostenere la richiesta. La difesa del Bari, invece, ha depositato documentazione per dimostrare che i conti del club sono in ordine, anche alla luce dell’approvazione dell’ultimo bilancio.

Tra i punti contestati c’è la cessione di Elia Caprile al Napoli per 2,2 milioni di euro. Secondo la Procura, il prezzo non sarebbe stato congruo rispetto al valore successivamente riconosciuto al portiere, ceduto dal Napoli al Cagliari per 8 milioni. La consulenza della difesa sostiene invece che l’operazione abbia generato per il Bari un effetto economico netto di circa 1,7 milioni di euro e che il successivo aumento di valore sia legato alla valorizzazione del giocatore nei due anni successivi.

Scandalo elisoccorso in Puglia, contratti prorogati e affidamenti senza una nuova gara: l’Anac scrive alla Procura

Da 31 anni il servizio di gestione dell’elisoccorso in Puglia è affidato alla società Alidaunia. Dopo la scadenza dell’appalto nel 2016, la Asl di Foggia ha prorogato il contratto per sette volte, arrivando a quasi dieci anni di affidamenti senza una nuova gara.

Una situazione finita nel mirino dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che nei giorni scorsi ha trasmesso alla Procura di Foggia una delibera nella quale rileva una grave violazione del Codice degli appalti. L’Autorità ha inoltre sollecitato la Regione Puglia ad attivarsi per l’espletamento della nuova gara, che avrebbe dovuto essere affidata a InnovaPuglia entro il 2024 nell’ambito della programmazione degli appalti sanitari.

La vicenda si inserisce in un quadro già controverso: i vertici di Alidaunia sono infatti a processo con l’accusa di aver tentato di alterare la nuova procedura di gara. Il servizio di elisoccorso, dal valore di oltre 7 milioni di euro l’anno, attualmente copre soltanto il Gargano e non è stato esteso al resto della Puglia, nonostante gli ingenti investimenti per la realizzazione delle elisuperfici. Tra i casi più emblematici c’è quella dell’ospedale Riuniti di Foggia, costata circa 4 milioni di euro ma mai entrata in funzione.

Il mancato utilizzo della struttura comporta ulteriori ritardi nei soccorsi: i pazienti trasportati in elicottero dal Gargano vengono infatti condotti alla base Alidaunia nei pressi dell’aeroporto di Foggia e da lì trasferiti in ospedale con un’ambulanza, con una perdita di tempo stimata in almeno 20-25 minuti.

Ssc Bari, rinviata al 1° ottobre l’udienza sull’istanza di liquidazione: la Procura chiede tempo per leggere le carte

È stata rinviata al 1° ottobre l’udienza sull’istanza di liquidazione giudiziale presentata a luglio nei confronti della Ssc Bari. Il procuratore Roberto Rossi ha chiesto e ottenuto dal giudice delegato Michele De Palma altri venti giorni per esaminare le migliaia di pagine di documenti depositati dalla società biancorossa.

Il giudice ha riconosciuto che la memoria del Bari tiene conto di fatti successivi alla presentazione del ricorso. La Procura avrà tempo fino al 17 settembre per presentare le proprie osservazioni, mentre il club potrà replicare entro il 25 settembre.

Al centro della memoria difensiva c’è il bilancio 2026, chiuso con una perdita di 7,6 milioni di euro. La rinuncia ai crediti da parte del socio unico Filmauro ha però consentito di riportare il patrimonio in positivo. Inoltre, Aurelio De Laurentiis ha garantito attraverso una lettera di patronage le risorse necessarie per affrontare il campionato di Serie C, con l’obiettivo di tornare rapidamente in Serie B.

Dal bilancio emerge anche un aumento dei costi per gli stipendi, saliti a 15,7 milioni di euro, mentre la campagna acquisti per la Serie C è costata circa 950mila euro, a fronte di 700mila euro incassati dalle cessioni.

La perdita complessiva, considerando anche i 7,4 milioni maturati negli anni precedenti e non ripianati grazie alla deroga Covid, è stata coperta attraverso una riserva di 15,8 milioni costituita da anticipazioni di capitale di Filmauro. Una soluzione che ha consentito di evitare, almeno per ora, una nuova ricapitalizzazione da parte della famiglia De Laurentiis.

Assunzioni 118, replica Sanitaservice Asl Bari indigna i candidati: “Pronti ad andare in Procura”

Torniamo a parlare del concorso sull’assunzione di 10 soccorritori e 15 autisti-soccorritori del 118 nella Sanitaservice Asl Bari. In tanti hanno contattato la nostra redazione per segnalare presunte irregolarità e una graduatoria, prima definitiva, poi provvisoria, con strani punteggi.

Il sospetto di molti candidati è quello che qualcuno abbia barato, falsificando i documenti o facendo autocertificazioni, per così dire leggere. Abbiamo incontrato alcuni dei candidati scontenti all’esterno della sede Sanitaservice Asl Bari, in via Bersaglieri 3.

Dopo la pubblicazione del nostro primo video sul caso, i vertici hanno risposto per iscritto alle nostre domande. E siamo tornati con le risposte dai denuncianti.

Bari, incendio nel campo rom di Japigia: la Procura valuta l’apertura di un’inchiesta

La Procura di Bari sta valutando l’apertura di un’inchiesta sull’incendio divampato domenica mattina nel campo rom autorizzato di Japigia. Il rogo ha coinvolto diverse baracche e cumuli di rifiuti, generando una densa colonna di fumo nero visibile da numerosi quartieri della città.

Nel campo vivono circa 60 persone, tra cui 15 minori. A seguito dell’incendio, una ventina di residenti è rimasta senza alloggio. Il Comune di Bari ha reso noto che tutti sono stati sistemati nelle tende attrezzate messe a disposizione dalla Protezione civile regionale.

Nella mattinata odierna il Centro operativo comunale ha effettuato un sopralluogo nell’area, mentre i volontari dell’associazione Incontra hanno distribuito circa 200 pasti tra colazione e pranzo, oltre a biancheria intima e altri beni di prima necessità ai residenti colpiti dal rogo.

De Laurentiis indagati, si muove la Procura della Federcalcio: chiesti gli atti alla Procura di Bari

La Procura della Federcalcio si muove sul fronte dell’inchiesta che coinvolge Aurelio De Laurentiis e il figlio Luigi. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha chiesto ai magistrati di Bari gli atti dell’indagine aperta dalla Procura.

I due sono indagati per le ipotesi di false comunicazioni sociali, in relazione al bilancio d’esercizio 2024 del Bari, e di bancarotta fraudolenta, nell’ambito della richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale presentata per l’insolvenza della società biancorossa.

Nella giornata di ieri gli investigatori hanno eseguito perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari.

Naufragio Norman Atlantic, la Procura di Bari chiede 9 condanne e sanzioni per un milione in Appello

A quasi dodici anni dal naufragio del traghetto Norman Atlantic, avvenuto tra il 27 e il 28 dicembre 2014 al largo delle coste albanesi, la Procura generale di Bari ha chiesto la condanna di nove dei 21 imputati assolti in primo grado. Tra questi figurano l’armatore Carlo Visentini, membri italiani e greci dell’equipaggio e le società proprietaria e noleggiatrice della nave.

Per i tre imputati già condannati in primo grado per naufragio colposo è stata invece avanzata una proposta di concordato: quattro anni di arresti domiciliari per il comandante Argilio Giacomazzi, tre anni e lavori di pubblica utilità per il primo ufficiale di macchina Gianluca Assante e due anni con pena sospesa per il marittimo Francesco Nardulli.

La Procura ha inoltre chiesto pene fino a 4 anni e 8 mesi di reclusione, oltre a sanzioni amministrative per le società Visemar e Anek rispettivamente di 400mila e 600mila euro. Le prossime udienze sono fissate per il 2 e l’8 luglio, date in cui sono attese le conclusioni delle difese e la sentenza.

Secondo l’accusa, il rogo che provocò il naufragio sarebbe scoppiato sul ponte 4 a causa della presenza di un numero eccessivo di camion frigoriferi rispetto alle prese elettriche disponibili, costringendo alcuni mezzi a viaggiare con i motori accesi. Dal surriscaldamento di uno di questi camion sarebbe poi partito l’incendio che causò la tragedia, costata la vita a 31 persone, mentre altre 19 risultano ancora disperse.