Intercettazioni processo Codice interno, Vito Lorusso a Massimo Parisi: “Grazie per il sostegno a mia figlia”

Nuove intercettazioni al centro del processo nato dall’inchiesta “Codice interno”, con cui la Dda di Bari ha ricostruito presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria nel capoluogo pugliese. In aula sono state lette alcune conversazioni che coinvolgerebbero il medico oncologo Vito Lorusso, imputato insieme alla figlia Maria Carmen Lorusso per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni comunali del 2019.

Tra le telefonate acquisite agli atti, una conversazione tra Lorusso e Massimo Parisi, fratello del boss “Savinuccio” del quartiere Japigia, nella quale il medico ringrazia per il sostegno elettorale ricevuto dalla figlia, poi eletta consigliera comunale.

Secondo l’accusa, l’elezione di Maria Carmen Lorusso sarebbe stata favorita dai voti procurati da tre clan baresi attraverso il marito, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, già condannato a 9 anni con rito abbreviato. Gli inquirenti ritengono che un ruolo sarebbe stato svolto anche da Vito Lorusso, medico curante di un nipote di Parisi.

Nel corso dell’udienza, l’ispettore della Squadra Mobile Salvatore Attimonelli ha letto diverse intercettazioni attribuite a Olivieri, nelle quali si farebbe riferimento alla necessità di ottenere centinaia di voti nel quartiere Japigia e al coinvolgimento di famiglie legate ai clan. I

n un’altra conversazione, Tommaso Lovreglio, nipote del boss Parisi e già condannato in abbreviato, avrebbe ribadito il sostegno alla candidatura di Maria Carmen Lorusso. Il processo, che vede imputate 15 persone, proseguirà il prossimo 3 giugno con il completamento dell’esame del teste investigativo.

Procura Bari, dal 2023 al 2024 spesi 30 milioni per le indagini: 13 solo per le intercettazioni – I DATI

Ammontano a circa 30,7 milioni di euro le spese sostenute dalla Procura di Bari nel biennio 2023 2024, quasi 13,2 milioni impiegati per le intercettazioni telefoniche, ambientali, informatiche, attraverso trojan.

Sono i dati contenuti nel bilancio sociale della Procura di Bari, presentato oggi alla stampa dal procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Giuseppe Gatti.

Nel 2023, rivelano i dati, le spese per la giustizia sono state di 14,8 milioni (6,2 milioni per le intercettazioni), 15,9 nel 2024 (7 per intercettazioni). A fronte di questi costi, in totale sono stati recuperati poco più di 343 milioni di euro con i sequestri (226 nel 2023, 117 nel 2024) e 154 milioni di confische definitive: “Tali valori – è scritto nel bilancio – offrono un’idea immediata e tangibile degli sforzi investigativi dell’ufficio e, soprattutto, di una dimensione del valore che le attività della Procura generano a beneficio della comunità”.

Nello stesso biennio, la Direzione distrettuale antimafia di Bari ha eseguito 560 misure cautelari personali e 65 misure reali, definendo 15.887 procedimenti a fronte dei 16.800 sopravvenuti nello stesso periodo.

La Dda, si legge nel bilancio sociale, ha sostenuto uno “sforzo straordinario nel Foggiano”, con oltre 130 operazioni, 880 arresti, decine di tonnellate di droga sequestrate, oltre 100 interdittive antimafia e sei Comuni sciolti per mafia. Diversi anche i collaboratori di giustizia “di alto livello” che hanno iniziato a collaborare con gli inquirenti. Complessivamente, nei due anni analizzati, sono state aperte 103mila indagini e definiti 110mila procedimenti, con un calo del 20% delle pendenze residue.

“La caccia è a te sei fatto”, Olivieri svela la talpa nell’interrogatorio: “Canonico mi disse che ero intercettato”

Canonico, va precisato, non risulta indagato in questo filone d’inchiesta, ma nell’altro in cui il reato è sempre quello del voto di scambio in cui sono coinvolti l’ex consigliera comunale di Bari, Francesca Ferri, e il suo compagno Filippo Dentamaro. Il caso però è spinoso e riguarda la possibile ennesima fuga di notizie.

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“Indizi non sufficienti”, così il gip ha bloccato le intercettazioni sulla Maurodinoia: l’assessora resta indagata

Nelle richieste di proroga delle indagini però il nome della Maurodinoia, assieme a quello di Nicola Gravina (candidato nella lista Sud al centro in un Municipio), è continuato a comparire. Resta da capire quale sarà la decisione finale dei pm una volta concluse le indagini preliminari.

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