Padri separati, Cassazione conferma 3 anni di carcere. Giuseppe: “Aiutatemi ad andare a Strasburgo”

Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato che ha commosso e indignato la nostra community. La Cassazione ha confermato l’esito dell’Appello, la condanna a 3 anni per maltrattamenti in famiglia è stata confermata. Siamo andati a trovarlo a Barletta dopo questa notizia. Nel video allegato gli aggiornamenti della storia.

 

Droga e cellulare nel carcere di Taranto, 10 arresti: tra gli indagati anche un agente della Penitenziaria

Droga, telefoni cellulari e dispositivi elettronici introdotti nel carcere di Taranto con droni o attraverso una rete di parenti e conoscenti. È il quadro emerso da un’inchiesta della Procura di Taranto che ha portato all’esecuzione di 11 misure cautelari da parte della Polizia Penitenziaria, con il supporto della Polizia di Stato.

Il provvedimento riguarda cinque arresti in carcere, di cui due nei confronti di detenuti già ristretti per altra causa, cinque arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tra gli indagati finiti ai domiciliari compare anche un agente della Polizia Penitenziaria, Domenico Matera, già arrestato nell’ottobre 2024 dopo il ritrovamento, nella sua auto parcheggiata all’interno del perimetro del penitenziario, di circa 900 grammi di hashish, 10 grammi di cocaina, telefoni cellulari e schede telefoniche.

In carcere Vincenzo Leone, Luigi Bello, Antonio Albano, Daniele Leone, Anna Pulpito. Ai domiciliari, oltre a Matera, Massimo Scardicchio, Marika Fanelli, Teresa Malizia, Adele Santamarina. Obbligo di firma per Nadia Surio.

Le indagini, avviate nel maggio 2024 dal Reparto di Polizia Penitenziaria e dalla Squadra Mobile, avrebbero ricostruito un presunto sistema di spaccio di hashish e cocaina gestito da tre detenuti del circuito di media sicurezza.

La droga sarebbe stata rivenduta all’interno dell’istituto a prezzi superiori rispetto a quelli del mercato esterno.
 Secondo gli investigatori, stupefacenti e cellulari arrivavano fino alle finestre delle celle tramite droni di grandi dimensioni oppure con la complicità di persone esterne. I pagamenti sarebbero avvenuti attraverso bonifici, ricariche di carte prepagate o perfino con pacchetti di sigarette poi rivenduti.

Fidanzati uccisi a Lecce, il killer De Marco si laurea in carcere. La mamma di Eleonora: “Perdono mai deve pagare”

A oltre cinque anni dall’omicidio della figlia Eleonora Manta e del fidanzato Daniele De Santis, Rossana Carpentieri torna a parlare dopo la notizia della laurea conseguita in carcere da Antonio De Marco, l’ex coinquilino condannato per il delitto. La docente racconta di aver provato “rabbia e delusione”, temendo che il percorso universitario possa tradursi in benefici penitenziari o sconti di pena.

“Capisco la rieducazione, ma chi commette delitti del genere deve pagare”, afferma la professoressa, che continua a nutrire fiducia nella magistratura ma teme un clima di “buonismo” che possa portare un giorno alla scarcerazione dell’assassino. “Per noi sarebbe la seconda morte dei nostri figli”, dice.

Carpentieri ricorda inoltre quanto emerso durante il processo, sottolineando l’ossessione e l’odio che, secondo l’accusa, De Marco nutriva nei confronti della coppia. “Non potrà mai esserci perdono”, aggiunge.

Nel frattempo la famiglia ha fondato un’associazione dedicata alla memoria di Eleonora e Daniele, con l’obiettivo di promuovere tra i giovani i valori del rispetto, della non violenza e dell’educazione sentimentale. Un progetto che coinvolge docenti, magistrati, funzionari pubblici e arbitri, nato per trasformare il dolore in impegno civile.

Bari, blitz della Polizia penitenziaria e delle unità cinofili in carcere: sequestrati 11 smartphone e droga

Blitz della Polizia penitenziaria nel carcere di Bari, dove nel pomeriggio del 21 maggio è stata eseguita una perquisizione straordinaria finalizzata al contrasto dell’introduzione e della detenzione di materiale illecito all’interno della struttura.

Durante i controlli, condotti anche con il supporto delle unità cinofile, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 11 telefoni cellulari tra microcellulari e smartphone, completi di Sim e caricabatterie, oltre a sostanza stupefacente. Nel dettaglio, sono stati trovati due microcellulari e nove smartphone abilmente nascosti nei reparti dell’istituto penitenziario.

L’operazione conferma l’importanza delle attività straordinarie di prevenzione e repressione messe in campo dalla Polizia penitenziaria per garantire ordine, sicurezza e legalità all’interno delle carceri.

Determinante anche il contributo delle unità cinofile, che hanno reso ancora più efficaci le attività di controllo e bonifica dei reparti interessati.

Palo, tenta di uccidere il vicino di casa con l’accetta: 31enne di Modugno resta in carcere. Il gip: “Azione pianificata”

Ha aggredito il vicino di casa colpendolo più volte con un’accetta davanti all’abitazione della vittima, a Palo del Colle. Con l’accusa di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dall’aver agito contro una persona con ridotte capacità difensive, il gip del tribunale di Bari Giuseppe Montemurro ha convalidato il fermo e disposto il carcere per un 31enne di Modugno.

L’aggressione risale all’8 maggio scorso. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Modugno, l’uomo avrebbe atteso il vicino sotto casa armato di accetta e travisato con cappuccio, occhiali da sole, guanti e abiti scuri, colpendolo ripetutamente alla testa, alle braccia e al corpo.

La vittima si è salvata grazie all’intervento dei familiari e di alcuni vicini che, urlando, hanno costretto l’aggressore alla fuga. Decisive per le indagini le immagini delle telecamere di videosorveglianza, le dichiarazioni della persona offesa e gli indumenti sequestrati nell’abitazione dell’indagato, ritenuti compatibili con quelli ripresi nei video.

L’uomo aggredito ha riportato profonde ferite al capo, lesioni multiple alla spalla e un trauma cranico guaribile in 30 giorni. Ai carabinieri ha raccontato di essere stato colpito senza apparente motivo mentre rientrava a casa.

Per il gip, l’azione sarebbe stata pianificata nei dettagli: dalla scelta dell’orario all’utilizzo dell’arma fino al travisamento. Il giudice ha inoltre evidenziato la particolare violenza dell’aggressione e la presenza di precedenti dissidi di vicinato legati a presunti rumori provenienti dall’abitazione della vittima, ritenendo concreto il rischio di reiterazione del reato.

Tentano di introdurre droga nel carcere con un drone telecomandato in auto dalla tangenziale: due arresti

Agenti della sezione volante della questura di Lacce hanno sventato ieri sera un tentativo di introduzione attraverso un drone di un ingente quantitativo di droga nel carcere di Lecce. Due uomini residenti a Brindisi, un 29enne e un 32enne, entrambi pluripregiudicati e già destinatari di un avviso orale del questore, sono stati arrestati in flagranza.

E sono stati sequestrati circa due chili di hashish, cinque smartphone con relativi cavi di ricarica e un drone professionale con radiocomando e materiale per l’aggancio. L’allarme è scattato su segnalazione del personale della Polizia penitenziaria che ha notato i droni sorvolare il carcere.

Nel corso della perlustrazione dell’intera area, su una strada sterrata nei pressi della tangenziale è stata individuata un’auto ferma con due persone a bordo: il conducente, alla vista dei poliziotti, ha cercato di nascondere il radiocomando con il display per il pilotaggio dei droni.

L’ispezione dell’area circostante ha permesso di rinvenire due pochette contenenti droga, smartphone, cavi Usb e diverse bobine di filo da pesca utilizzate per il trasporto del carico. Al drone, recuperato a circa 300 metri dal penitenziario, era agganciata una terza pochette contenente ulteriori 712 grammi di hashish, un cavo Usb e un altro smartphone.

Ruba per drogarsi, arrestato Carmine: ha una condanna definitiva. Mamma Grazia è più serena

Torniamo a parlare di Carmine, il malato psichiatrico di Bitonto di cui ci stiamo occupando da settimane. La sua è una storia davvero delicata, legata alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

La situazione è precipitata nell’ultimo periodo e siamo riusciti a metterci in contatto con sua madre. Grazia, dopo aver parlato ai nostri microfoni, è stata ricevuta anche dal sindaco di Bitonto. 

C’è una svolta. Carmine è stato arrestato. È lui il 38enne pluripregiudicato arrestato nei giorni scorsi a causa del provvedimento di pene concorrenti, pari ad anni 8 (otto) mesi 5 (cinque) e giorni 16 (sedici) di detenzione, per reati contro il patrimonio (furti con strappo, furti commessi all’interno di esercizi commerciali, ospedali, istituti scolastici) rapine, lesioni personali oltre a numerose violazioni delle prescrizioni imposte dalla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, commessi nel periodo compreso tra l’anno 2015 e l’anno 2024.

Spaccio di droga a Canosa e Altamura per il clan Pistillo, 5 persone in carcere: tra loro due donne – NOMI

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito cinque ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari (Ufficio Esecuzioni Penali), nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per reati di traffico e detenzione di stupefacente commessi, tra il 2014 e il 2023. Le persone interessate dai provvedimenti risultano fornitori di droga nei comuni di Canosa di Puglia ed Altamura del clan Pistillo, i cui appartenenti condannati operavano nei comuni di Andria, Altamura e Bari.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotte, in diverse fasi, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, attività tecniche, nonché supportate da diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno consentito, già nel maggio del 2023, di eseguire 20 provvedimenti cautelari.

L’inchiesta ha contestato l’esistenza di una associazione dedita al traffico di stupefacenti che gestiva le fiorenti piazze di spaccio attive nella città di Andria, rifornendole con ingenti quantità di sostanze stupefacenti. Tra i fornitori di ingenti quantitativi di stupefacenti sono state condannate definitivamente, due persone di Altamura ed una di Canosa di Puglia. Altre due persone sono state condannate definitivamente, quali aderenti all’associazione, beneficiando dell’attenuante della collaborazione. Le pene inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra 4 e 6 anni di reclusione.

Elenco condanne

1. CICCOLELLA Isabella, nata a Canosa di Puglia il 14.04.1986 (anni 4 di reclusione) art. 74 e 73 DPR 309/90 e 416 bis c. 1 e 3 c.p.;

2. SINISI Nunzia, nata Andria il 02.03.1983 (anni 4 di reclusione) art. 74 e 73 DPR 309/90 e 416 bis c. 1 e 3 c.p.;

3. MATARRESE Gianluca, nato Canosa di Puglia il 01.07.1977 (anni 6 di reclusione) art. 110 c.p. e 73 DPR 309/90;

4. PANICOCOLO Innocenzo, nato Altamura il 27.02.1964 (anni 4 di reclusione) art. 110 c.p. e 73 DPR 309/90;

5. DONNAZITA Luciano, nato Altamura il 22.02.1989 (anni 3 di reclusione) art. 110 c.p. e 73 DPR 309/90.

Femminicidio a Foggia, Stefania uccisa a colpi di pistola: il marito guardia giurata confessa l’omicidio. È in carcere

La Puglia piange l’ennesima vittima di femminicidio, la tragedia si è consumata a Foggia. Stefania Rago, 46 anni, è stata uccisa dal marito, Antonio Fortebraccio, guardia giurata di 48 anni.

L’uom avrebbe esploso quattro colpi con la pistola d’ordinanza, uccidendo la moglie. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, per la donna non c’era ormai più nulla da fare. L’arma è stata rinvenuta all’interno dell’appartamento.

La coppia lascia due figli, un ragazzo e una ragazza poco più che ventenni, assenti in casa al momento del delitto, ora travolti da un dolore profondo. A rendere la vicenda ancora più sconvolgente è un dettaglio emerso nelle ore successive: la vittima condivideva spesso sui social messaggi contro la violenza sulle donne.

Non risultano però denunce pregresse né segnalazioni di maltrattamenti o interventi legati al cosiddetto “codice rosso”. Nella mattinata odierna, Fortebraccio è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale. L’uomo ha confessato il delitto ed è stato trasferito in carcere. Le indagini proseguono per chiarire con precisione la dinamica e il contesto della tragedia.