Sonia e Slavcho, va tutto storto: “Mia madre ha il cancro sta morendo. Ho perso tutti i documenti”

Armati di pazienza, siamo tornati nella casetta di Quinto Potere dove sono ospiti Sonia e Slavcho. Le ultime vicende hanno fatto precipitare la loro storia nel buio, ma le notizie negative non si arrestano. Slavcho ha perso documenti e carte, mentre la sua mamma purtroppo sta tanto male. Tutto questo mentre bisogna capire come agire sul fronte della casa popolare assegnata.

Adesca bambini in chat e per strada: denunciato 50enne pedofilo. A incastrarlo la mamma di un 11enne

Un uomo di 50 anni, residente in un comune del Salento, è stato denunciato con accuse che vanno dall’adescamento e corruzione di minori fino alla tentata e consumata violenza sessuale aggravata. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero due ragazzini, di 11 e 10 anni.

A far scattare le indagini è stata la madre del più grande dei due minori, che avrebbe trovato sul cellulare del figlio alcuni messaggi sospetti. La donna, fingendosi il bambino, avrebbe inviato all’uomo un messaggio-esca chiedendogli di mandare una foto a un altro numero. La risposta, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stata una nuova immagine intima. A quel punto la madre si è rivolta ai carabinieri.

Gli investigatori avrebbero poi ricostruito altri episodi. Il ragazzino di 11 anni, secondo l’accusa, sarebbe stato vittima di violenza sessuale nel dicembre 2025 e avrebbe ricevuto nel tempo numerosi messaggi, tra avances, molestie e richieste di mantenere il silenzio. L’uomo avrebbe inoltre inviato ai due minori immagini intime e, in una videochiamata, si sarebbe mostrato nudo. In un episodio, il 50enne avrebbe anche minacciato il più grande dei due bambini per ottenere altre fotografie: «Altrimenti ti prendo a botte».

L’inchiesta è arrivata alla conclusione con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Resta ora da chiarire anche la condizione psicofisica dell’indagato. Una psicologa nominata dal tribunale avrebbe riscontrato un deficit cognitivo, ritenendolo tuttavia compatibile con la capacità di agire. La difesa intende approfondire proprio questo aspetto e l’uomo sarà ascoltato nelle prossime ore per fornire la propria versione dei fatti.

Accoltellato per la droga, Gianluca cacciato di casa. La mamma: “Se non va in comunità muore”

Torniamo ad occuparci di quanto accaduto nei giorni scorsi in piazza Umberto a Noicattaro dove un 26enne ha accoltellato un 24enne durante una lite. Abbiamo incontrato e intervistato la madre della vittima, un tossicodipendente, colpito all’addome e al torace. Il diverbio sarebbe scoppiato proprio per motivi legati alla droga. La madre del giovane si è aperta con noi e ci ha raccontato le varie tappe di una storia straziante, come tante, che lascia senza parole.

Schianto a Polignano, auto si ribalta sulla ss16: ferite mamma e figlia – FOTO

Paura intorno alle ore 13 sulla Statale 16, all’altezza di Polignano a Mare, dove si è verificato un incidente che ha coinvolto due automobili. Il bilancio è di due feriti, una mamma e la figlia, che viaggiavano a bordo di una delle vetture coinvolte.

Sul posto è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco di Bari, impegnata nelle operazioni di soccorso. Le due donne sono rimaste all’interno dell’auto, che si è ribaltata, e sono state estratte dall’abitacolo dai soccorritori. Entrambe sono state affidate alle cure dei sanitari e, secondo le prime informazioni, non sarebbero in pericolo di vita.

Coinvolta nel sinistro anche una seconda vettura. Il conducente, un uomo, è riuscito invece a uscire autonomamente dall’abitacolo, senza necessità dell’intervento dei Vigili del Fuoco per l’estrazione.

Terminate le operazioni di soccorso, la squadra ha provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli e al ripristino delle condizioni della sede stradale. La viabilità è tornata regolare dopo circa un’ora. Restano da chiarire le cause e l’esatta dinamica dell’incidente.

Mamma e figlie aggredite da un lupo a Gallipoli, il racconto: “Così le ho salvate. Pensavo volesse farmi fuori”

Si chiama Domenico Capriello, è campano ma vive a Roma, l’uomo che durante una vacanza a Gallipoli ha salvato una donna di 53 anni e la figlia di 12 dall’aggressione di un animale selvatico, probabilmente un lupo.

Le immagini delle telecamere della struttura ricettiva mostrano Capriello mentre interviene per allontanare l’animale. Nel tentativo di difendere madre e figlia, è stato azzannato e ha riportato ferite a una mano e a un braccio, ora immobilizzato.

«”Ho visto una bambina e il lupo che buttava a terra la madre e aggrediva la figlia. Come fai a non agire?”, racconta a TgNorba l’uomo che ha reagito cercando di scacciare l’animale con calci e pugni. “Ho cercato di fare del mio meglio, pensavo volesse farmi fuori”, ha aggiunto.

Un lupo anche a Gallipoli, aggredita famiglia di turisti a Punta Pizzo: ferite mamma e figlia di 12 anni

Paura ieri sera, 20 agosto, a Punta Pizzo, a Gallipoli, dove una turista di 52 anni, la figlia di 12 anni e un uomo di 47 anni sono stati aggrediti da un animale, indicato come un lupo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, impegnati nelle ricerche dell’animale all’interno e nei dintorni della struttura ricettiva dove è avvenuto l’episodio.

La donna e la bambina, entrambe ferite ma non in pericolo di vita, sono state trasportate all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove si trovano tuttora ricoverate. Il 47enne, intervenuto per proteggere la donna e la ragazzina, è stato invece medicato all’ospedale di Gallipoli e dimesso con una prognosi di cinque giorni.

Proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e individuare l’animale. In Puglia non si arrestano dunque le segnalazioni e gli avvistamenti dopo i casi dei tre bambini azzannati a Noicattaro.

Bari, niente mensa scolastica per i bimbi di San Pio. La denuncia di una mamma: “Che fine ha fatto quella promessa?”

La promessa di una mensa scolastica per i bambini del quartiere San Pio. Fin qui non mantenuta. A sollevare la questione è una mamma del quartiere, che ha scritto alla redazione per chiedere chiarezza sul servizio mensa nelle scuole dell’infanzia e primarie della zona.

La vicenda parte da un episodio avvenuto durante una recita organizzata all’esterno della chiesa, alla quale partecipavano le classi della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. In quell’occasione era presente anche il sindaco di Bari, che si rivolse direttamente ai bambini chiedendo loro che cosa desiderassero per il quartiere. La risposta arrivò spontanea e corale: “La mensa a scuola”.

Una richiesta semplice, legata alla quotidianità scolastica. Secondo quanto racconta la mamma, proprio in quell’occasione il sindaco avrebbe promesso che la mensa sarebbe arrivata.Oggi, però, le famiglie sostengono di aver appreso dal sito del Comune di Bari che per il prossimo anno scolastico il servizio mensa nel quartiere non sarà disponibile. Da qui la domanda: che fine ha fatto quella promessa?

La lettera precisa che l’obiettivo non è alimentare una polemica politica né attaccare l’amministrazione. Le famiglie chiedono piuttosto di conoscere le ragioni della mancata attivazione del servizio e di ricevere spiegazioni chiare, soprattutto perché quella promessa era stata rivolta direttamente ai bambini.

“Per un bambino – scrive la mamma – se un sindaco gli chiede cosa desidera per il proprio quartiere e poi gli dice che quella cosa verrà realizzata, quella diventa una promessa vera”. Il tema, secondo le famiglie, va quindi oltre la semplice presenza o assenza della mensa. Il servizio rappresenta infatti un elemento importante per l’organizzazione della giornata scolastica, ma anche per le famiglie che lavorano e per garantire ai bambini le stesse opportunità degli altri coetanei.

“Non chiediamo privilegi – sottolinea la mamma – chiediamo semplicemente parità di trattamento”. Nella lettera viene affrontato anche il rapporto tra il quartiere e le istituzioni. San Pio è spesso associato a problematiche sociali, edilizie e di degrado, ma i genitori chiedono che queste difficoltà non finiscano per ricadere sui bambini.

“I nostri figli non sono responsabili delle condizioni in cui versa San Pio. Non hanno scelto dove nascere, né le difficoltà del quartiere. Sono bambini che frequentano regolarmente la scuola e che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri bambini di Bari”. Ed è proprio questo il punto centrale della protesta: quale messaggio viene trasmesso ai più piccoli quando una promessa fatta direttamente a loro non viene mantenuta?

I genitori chiedono quindi che eventuali problemi economici, organizzativi o di altra natura vengano spiegati pubblicamente alle famiglie. Ma soprattutto chiedono che venga data una risposta a quei bambini che, quel giorno, avevano espresso tutti insieme un desiderio molto semplice.

“San Pio ha bisogno di investire sui suoi bambini – si legge ancora nella lettera – dalla scuola, dai servizi, dalle opportunità e dalla possibilità di sentirsi parte della stessa città degli altri”.

Le famiglie si dicono disponibili al confronto con le istituzioni e chiedono all’amministrazione comunale di ascoltare le loro ragioni. La richiesta, ribadiscono, non è quella di ottenere un trattamento di favore, ma di garantire ai bambini del quartiere gli stessi servizi e la stessa attenzione riservati agli altri.

 

Ex Ilva, la madre del piccolo Andrea attacca Decaro: “Non diventi un postino. La lettera era lui non al Governo”

«Il presidente Decaro non dovrebbe diventare un postino». È l’affondo di Simona Peluso, madre di Andrea, il 13enne affetto da una rarissima malattia legata a una mutazione del gene Sox4, dopo la lettera che il ragazzo ha scritto al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro sulla situazione dell’ex Ilva di Taranto.

La lettera, diventata virale sui social, contiene un drammatico appello: «Perché vuoi tenere il mostro ancora aperto?». Andrea ricorda anche i bambini curati a Taranto e conclude: «Noi piccoli tarantini abbiamo paura di diventare angeli».

Peluso contesta però le dichiarazioni di Decaro, sostenendo che la famiglia non avrebbe ricevuto alcun invito all’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo e che, in ogni caso, non avrebbe partecipato. La madre critica anche la decisione del governatore di consegnare la lettera al Governo il 21 agosto, durante la cerimonia di apertura dei Giochi a Taranto: «Nessuno gli ha chiesto questo. Il destinatario della lettera rimane esclusivamente il presidente Decaro».

La famiglia, insieme all’associazione Genitori Tarantini, aveva inoltre chiesto un incontro sulla decarbonizzazione attraverso una Pec, senza ricevere, secondo Peluso, alcun riscontro. Anche la successiva telefonata con Decaro non avrebbe risolto la questione.

La madre ribadisce infine la contrarietà al progetto di decarbonizzazione basato su forni elettrici e Dri, sostenendo che «inquinano quasi quanto la produzione a carbone» e definendo quindi la soluzione non percorribile.