Sonia al centro antiviolenza: “Devo dimenticare le mazzate del mio ex. Voglio rivedere i miei figli”

Sonia sta cercando di andare avanti. Mentre continua la ricerca di una nuova abitazione dove andare dopo aver lasciato la Casa di Quinto Potere, procede anche il percorso psicologico. Sonia continua ad essere seguita da una psicologa e si recherà al centro antiviolenza per cercare di buttare alle spalle il suo passato e quanto subito dal suo ex. Tutto finalizzato alla possibilità di rivedere un giorno i suoi figli.

Barletta, Diviesti ucciso per un debito di 300 euro. La mamma: “Non c’entrava niente con la mafia albanese”

Un debito di appena 300 euro per una partita di droga sarebbe all’origine dell’omicidio di Francesco Diviesti, il parrucchiere 26enne di Barletta scomparso il 25 aprile 2025 e ritrovato morto quattro giorni dopo. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Bari, il delitto sarebbe stato orchestrato dal gruppo criminale guidato dal 40enne albanese Igli Kamberi, ritenuto a capo di un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti tra Puglia e Albania.

Per gli inquirenti, Diviesti sarebbe stato prelevato con la forza e condotto in una cava tra Minervino e Canosa, dove sarebbe stato ucciso con cinque colpi di pistola. Il corpo venne poi carbonizzato, un gesto definito dalla Dda «uno sfregio alla memoria e un monito per la comunità». Tra gli indagati per l’omicidio figurano, oltre a Kamberi, anche Nicola Di Benedetto e Antonio Lanotte, mentre altre persone sono accusate di favoreggiamento.

Le indagini di Dia e polizia hanno ricostruito un contesto segnato dalla presenza della mafia albanese nel territorio barlettano. Secondo gli investigatori, il gruppo criminale gestiva un traffico di droga con guadagni milionari trasferiti in Albania per essere riciclati. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati oltre un milione di euro e sono state eseguite misure cautelari anche in Albania, in collaborazione con la Procura speciale di Tirana.

Determinanti per l’inchiesta anche le dichiarazioni della madre della vittima, Maria Marzocca, che dopo l’omicidio ha deciso di collaborare con gli investigatori nonostante la paura: «Mi hanno strappato pelle e cuore», ha raccontato. “Abbiamo sentito parlare di mafia albanese, di traffico di droga, ma mio figlio che c’entrava con questi contesti?”, ha poi aggiunto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Diviesti sarebbe stato punito per aver contestato parte del debito contratto con il clan, comportamento interpretato come un affronto al capo dell’organizzazione.

Ricca donna dilapida l’eredità, ora si droga e prostituisce. Carlo: “Paura per la nostra nipotina”

Abbiamo raggiunto a Corato Carlo, preoccupato per le sorti della sua nipotina di 13 anni. La mamma vive per strada, è una senzatetto che si droga e prostituisce. La piccola è affidata al papà e ai nonni, la mamma dopo un iniziale percorso di recupero è tornata per strada a causa di mancanza di fondi. Carlo ci racconta le varie tappe di una vicenda tormentata, parlando di tutte le preoccupazioni del caso e rivolgendo un appello alle Istituzioni.

Regala vestiti a 12enne in cambio di foto intime: ingegnere a processo. Imputata anche la mamma di lei

Un ingegnere leccese è stato rinviato a giudizio con le accuse di pornografia minorile e adescamento di minori per presunti contatti online con la figlia 12enne della sua ex compagna. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe conquistato la fiducia della ragazzina con regali, scarpe e vestiti di lusso per convincerla a inviargli foto e video intimi.

La decisione è stata presa dal giudice Angelo Zizzari. Sotto processo è finita anche la madre della minore che, per gli inquirenti, pur essendo a conoscenza delle conversazioni tra l’ex compagno e la figlia su Instagram, non avrebbe interrotto i contatti né impedito l’invio del materiale. La donna ha scelto il rito abbreviato: l’udienza è fissata per il prossimo 5 ottobre.

Trani, 15enne disabile colpito con un pugno dall’autista sul bus: non aveva il biglietto. Il fratello: “Bastava una multa”

Una discussione nata durante il controllo del biglietto si è trasformata in una colluttazione tra un autista dell’Amet e un ragazzo di 15 anni con disabilità. Torniamo ad occuparci di quanto accaduto a Trani a bordo di un autobus di linea e ora è al centro di un’indagine della polizia, impegnata a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Secondo una prima ricostruzione, il diverbio sarebbe scoppiato dopo che il conducente ha chiesto al giovane il titolo di viaggio. Il ragazzo ne sarebbe stato sprovvisto e avrebbe mostrato quello non obliterato di un’amica. La tensione sarebbe rapidamente degenerata fino allo scontro fisico, avvenuto davanti agli altri passeggeri. Entrambi avrebbero riportato ferite.

La madre ha raccontato come il figlio, affetto da una grave forma di Adhd e disturbo borderline, avesse semplicemente dimenticato il biglietto. Secondo il suo racconto, un’amica si sarebbe offerta di cedergli il proprio ticket, ma l’autista avrebbe rifiutato iniziando a inveire contro il ragazzo fino a colpirlo con un pugno.

La vicenda ha suscitato forte clamore anche a livello istituzionale. Il vicesindaco di Trani Fabrizio Ferrante, assessore alle politiche per la diversabilità, ha chiesto con urgenza una relazione dettagliata all’Amet, società partecipata dal Comune, per chiarire responsabilità, testimonianze raccolte e eventuali provvedimenti adottati.

Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini registrate da una passeggera presente sul bus, insieme alle testimonianze raccolte dagli investigatori. “.Se non ho il biglietto mi fai la multa, non mi prendi a pugni in faccia”, ha scritto sui social il fratello del 15enne, sottolineando come il ragazzo non abbia riportato conseguenze permanenti ma evidenziando il rischio che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

Fratelli coltelli (5), Vincenzo prende Orlando a bottigliate. Le urla di Letizia: “Basta lo ammazzi”

Torniamo ad occuparci della storia di Vincenzo e Orlando, i due fratelli che ogni giorno rischiano di ammazzarsi davanti alla loro madre anziana, già finita in ospedale in seguito ad una caduta dopo aver tentato di dividerli. Ci siamo recati sul posto dopo le segnalazioni dei vicini esasperati per una vicenda preoccupante. Dopo avervi fatto ascoltare il racconto di Orlando, di Vincenzo e di mamma Letizia, ci siamo allontanati dall’abitazione prima dell’arrivo di papà Mario sul posto.

Fratelli coltelli (4), Vincenzo: “È andato con la mia donna”. La mamma: “Rischiamo tutti di morire”

Torniamo ad occuparci della storia di Vincenzo e Orlando, i due fratelli che ogni giorno rischiano di ammazzarsi davanti alla loro madre anziana, già finita in ospedale in seguito ad una caduta dopo aver tentato di dividerli. Ci siamo recati sul posto dopo le segnalazioni dei vicini esasperati per una vicenda preoccupante. Dopo avervi fatto ascoltare il racconto di Orlando, siamo tornati a parlare abbiamo parlato nuovamente con Vincenzo e la sua mamma.

Fratelli coltelli (2), la mamma: “Ho iniziato a bere per disperazione”. Orlando: “Non mi drogo più”

Torniamo ad occuparci della storia di Vincenzo e Orlando, i due fratelli che ogni giorno rischiano di ammazzarsi davanti alla loro madre anziana, già finita in ospedale in seguito ad una caduta dopo aver tentato di dividerli. Ci siamo recati sul posto dopo le segnalazioni dei vicini preoccupati ed esasperati per una vicenda preoccupante. Dopo aver ascoltato le versione dei fatti di Vincenzo e di sua mamma, ecco le prime parole di Orlando.