Adelfia, 16enne scomparsa ritrovata a Bari dopo 24 ore: decisivo l’intervento di un capotreno di Ferrovie Sud Est

Si è conclusa con un lieto fine la vicenda della 16enne che si era allontanata volontariamente dalla propria abitazione di Adelfia ed era scomparsa per quasi 24 ore. La ragazza è stata ritrovata martedì 14 luglio nella stazione di Bari Centrale grazie all’attenzione di un capotreno di Ferrovie Sud Est, che l’ha riconosciuta dopo aver visto la fotografia mostrata dalla madre durante le ricerche.

L’allarme era scattato la sera di lunedì 13 luglio, quando i genitori avevano denunciato la scomparsa ai carabinieri di Adelfia. Da quel momento erano partite le ricerche per rintracciare la giovane e ricostruirne gli spostamenti.

Determinante si è rivelato il contributo del capotreno del convoglio FSE diretto ad Adelfia. Dopo aver raccolto l’appello della madre, che aveva mostrato una foto della figlia nella stazione di Bari Centrale, il ferroviere è riuscito a riconoscere la ragazza nei pressi dello scalo ferroviario e a farla salire sul treno.

La 16enne, apparsa in stato confusionale ma in buone condizioni di salute, è stata immediatamente affidata alle cure del personale intervenuto. Il capotreno ha allertato i responsabili aziendali, la madre della ragazza e gli agenti della Polfer di Bari, che hanno preso in carico la giovane.

Fondamentale anche il dialogo instaurato dal capotreno con la 16enne. Grazie alla sua sensibilità e professionalità, è riuscito a rassicurarla e a conquistarne la fiducia, favorendo il ritorno della ragazza a casa, dove ha potuto riabbracciare la madre. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della Polfer di Bari.

A scuola con il burqa e promessa sposa a un parente più grande di 20 anni: 15enne allontanata dalla famiglia

Una ragazza straniera di 15 anni, residente in un comune del Salento, è stata allontanata con urgenza dalla propria famiglia e trasferita in una comunità protetta su disposizione della gip del Tribunale di Lecce, che ha ravvisato un grave pericolo per la sua incolumità psicofisica.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la giovane viveva in un contesto familiare fortemente oppressivo: frequentava la scuola indossando il burqa, non poteva mangiare né bere durante le pause e aveva il divieto di sedersi accanto ai compagni maschi sullo scuolabus. Inoltre, sarebbe stata promessa in sposa a un parente di circa vent’anni più grande.

A far emergere la situazione sono state alcune confidenze della studentessa alle compagne e alle insegnanti, che hanno portato la dirigente scolastica a segnalare il caso ai servizi sociali e all’autorità giudiziaria. Gli accertamenti hanno confermato il contesto di forte disagio, aggravato dal fatto che la ragazza avrebbe anche manifestato intenti suicidari.

Ora la 15enne è seguita dagli operatori della comunità e da una curatrice speciale, mentre le indagini proseguono per chiarire le responsabilità dei familiari. Al momento è al vaglio anche l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia.

Bari, 15enne investita da auto a Japigia dopo essere uscita da scuola: è grave

Paura nel primo pomeriggio a Bari, nel quartiere Japigia, dove una ragazza di 15 anni è stata investita in via Archimede. Secondo le prime ricostruzioni, la giovane era appena uscita dall’istituto Polivalente quando è stata travolta da una Ford Ka condotta da un giovane automobilista.

La 15enne è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata in codice rosso al Policlinico di Bari. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Regala vestiti a 12enne in cambio di foto intime: ingegnere a processo. Imputata anche la mamma di lei

Un ingegnere leccese è stato rinviato a giudizio con le accuse di pornografia minorile e adescamento di minori per presunti contatti online con la figlia 12enne della sua ex compagna. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe conquistato la fiducia della ragazzina con regali, scarpe e vestiti di lusso per convincerla a inviargli foto e video intimi.

La decisione è stata presa dal giudice Angelo Zizzari. Sotto processo è finita anche la madre della minore che, per gli inquirenti, pur essendo a conoscenza delle conversazioni tra l’ex compagno e la figlia su Instagram, non avrebbe interrotto i contatti né impedito l’invio del materiale. La donna ha scelto il rito abbreviato: l’udienza è fissata per il prossimo 5 ottobre.

Porto Cesareo, 12enne azzannata da rottweiler: indagate due sorelle minorenni per tentato omicidio

Emergono nuovi dettagli su quanto accaduto a Porto Cesareo dove una 12enne è stata azzannata da un rottweiler al termine di una lite tra adolescenti. La Procura per i Minorenni di Lecce ha infatti aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di tentato omicidio nei confronti di due sorelle di 15 e 17 anni.

Secondo la ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, domenica sera la vittima si trovava con amici quando è scoppiato un diverbio con le due giovani per motivi non chiariti. La discussione sarebbe rapidamente degenerata.

Stando alla denuncia presentata dall’avvocato della famiglia della vittima, le due sorelle avrebbero aizzato contro la 12enne un rottweiler, che l’ha aggredita mordendola alla gamba e provocandole una profonda ferita tra tibia e polpaccio.

L’episodio, ripreso con uno smartphone e diffuso sui social, mostra momenti di forte violenza accompagnati da insulti. La gravità delle lesioni e la presunta volontarietà del gesto hanno portato il legale a chiedere la contestazione del tentato omicidio.

Adesca ragazzina online e si fa inviare foto e video intimi: 30enne pugliese condannato a 6 anni e 6 mesi

I giudici della quinta sezione penale del tribunale di Palermo hanno condannato un 30enne foggiano a sei anni e sei mesi di reclusione per pedopornografia minorile e tentata violenza privata.

Era accusato di avere adescato una minorenne palermitana utilizzando un falso profilo social. L’indagine è nata dalla denuncia della madre presentata nel 2018.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della sezione cyber investigation dii Palermo, fingendosi anch’egli minorenne, ha convinto la vittima a fornirgli il numero di cellulare. Così il 30enne, secondo l’accusa, ha contattato la minorenne con un’utenza mobile estera e ha iniziato a chiederle foto e video.

Dopo avere ottenuto alcuni filmati compromettenti, le richieste non si sono fermate, ma si sono fatte sempre più insistenti per la vittima. La ragazzina è stata anche minacciata dall’uomo dell’invio dei video ai genitori.

La mamma ha capito che qualcosa turbava la figlia e, in un momento di intimità, la bambina ha trovato il coraggio di raccontarle tutto. Nonostante l’utilizzo da parte dell’uomo di un numero di telefono Voip gli investigatori, sono riusciti a identificare l’autore delle telefonate.

Registra di nascosto video intimo della fidanzata 14enne e lo diffonde tra gli amici: indagato 15enne nel Brindisino

Realizzato un video con la sua ragazza di 14 anni a sua insaputa e poi lo diffonde tra i suoi amici. Un minorenne è indagato nel Brindisino con l’accusa di diffusione illecita di video sessualmente esplicito con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di una persona a cui era legato da una relazione affettiva

È stata la stessa vittima a dare il via all’indagine denunciando in Questura dopo aver saputo dell’esistenza del filmato, comparso in alcune chat pochi giorni dopo il rapporto intimo avuto con il giovane.

Secondo le indagini, il ragazzino avrebbe anche minacciato la 14enne, intimandole di non sporgere denuncia. I fatti risalgono all’estate 2024. Sulla vicenda indaga la Procura per i minorenni di Lecce.

Legata al letto e bocca tappata, 13enne violentata due volte in pochi mesi a Bari: condanna prescritta in Appello

Chiude a chiave una 13enne nel locale di un amico, la spoglia, la blocca sul letto, le tappa la bocca e la costringe ad avere un rapporto sessuale completo. Qualche mese dopo la blocca per strada, la conduce in una casa, la lega al letto con una cinta e abusa ancora una volta di lei.

I fatti, avvenuti a Bari, risalgono al giugno 2008. Protagonista un 36enne all’epoca dei fatti appena maggiorenne. Una doppia violenza sessuale che per la giustizia italiana finisce nel dimenticatoio.

In primo grado, tre anni, fa l’uomo era stato condannato dal Tribunale di Bari alla pena di 8 anni di reclusione, ma la Corte di Bari ha stabilito il non doversi procedere perché le accuse sono ormai prescritte. Confermata solo la condanna a risarcire la vittima, costituita parte civile.

Monopoli, ragazzina si apparta in auto con il fidanzatino: lo zio li scambia per ladri e chiama i Carabinieri

Nota dalle telecamere di videosorveglianza un’auto sospetta parcheggiata vicino al cancello di casa, chiama i Carabinieri pensando a dei ladri. I militari si precipitano sul posto e scoprono che all’interno della vettura c’è la nipote dell’uomo in compagnia di un coetaneo a scambiarsi qualche effusione d’amore. L’episodio è avvenuto a Monopoli.

Mesagne, 13enne violentata per strada da due coetanei: scatta la denuncia. Indaga la Procura dei minorenni

Indagini in corso a Mesagne per una presunta violenza sessuale ai danni di una 13enne. Secondo quanto denunciato, i responsabili sarebbero due coetanei di 12 e 15 anni.

La giovane vittima sarebbe stata violentata per strada, la denuncia ai Carabinieri è stata presentata dopo il racconto ai genitori. I due ragazzi sono stati già individuati, uno di loro è stato anche già ascoltato.

Sul caso indaga la Procura dei minorenni di Lecce. Le accuse sono di violenza sessuale e sequestro di persona.