Omicidio Ivan Lopez a San Girolamo, Davide Lepore condannato all’ergastolo: 4 anni a Giovanni Didonna

La Corte d’Assise di Bari ha condannato all’ergastolo Davide Lepore, ritenuto il responsabile dell’omicidio del pregiudicato Ivan Lopez, ucciso la sera del 29 settembre 2021 sul lungomare IX Maggio, nel quartiere San Girolamo di Bari. La sentenza accoglie la richiesta della Direzione distrettuale antimafia, che indicava Lepore come esecutore materiale del delitto.

La Corte, presieduta dal giudice Sergio De Paola, ha inoltre condannato Giovanni Didonna a quattro anni di reclusione per il furto di due auto, una delle quali utilizzata per raggiungere il luogo dell’agguato. Didonna è stato invece assolto dalle accuse di omicidio e di porto e detenzione di armi. Per lui la Dda aveva chiesto una condanna a 20 anni di carcere.

Secondo le indagini, Ivan Lopez fu assassinato mentre rientrava a casa a bordo di un monopattino, raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco a pochi metri dalla propria abitazione.

Per gli investigatori il movente sarebbe una ritorsione: insieme al fratello Francesco, successivamente divenuto collaboratore di giustizia, Lopez avrebbe compiuto estorsioni ai danni di Lepore, titolare di alcune autorimesse a Bari. Gli inquirenti collocano Lepore nell’orbita del clan Capriati, mentre i fratelli Lopez erano ritenuti vicini al clan rivale degli Strisciuglio.

Ivan Lopez era inoltre lo zio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore durante una sparatoria nella discoteca Bahia di Molfetta nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2024.

Allerta arancione, pioggia incessante a Bari. Paura a San Girolamo: crolla muro perimetrale di una palazzina

Momenti di paura a Bari, dove le forti piogge delle ultime ore hanno provocato il cedimento del terreno e il conseguente crollo del muro perimetrale di una palazzina. L’episodio si è verificato in via Respighi, nel quartiere San Girolamo.

Secondo le prime ricostruzioni, il terreno, reso instabile dalle precipitazioni intense, ha ceduto improvvisamente trascinando con sé l’intera struttura muraria. Nel crollo sono stati coinvolti anche alcuni pali dell’illuminazione pubblica, abbattuti dalla frana.

Sul posto sono intervenuti i tecnici e le autorità competenti per mettere in sicurezza l’area e valutare eventuali rischi per gli edifici circostanti. Al momento non si segnalano feriti, ma resta alta l’attenzione per possibili ulteriori cedimenti, soprattutto in considerazione del maltempo che continua a interessare la zona.

 

Bari, Ivan Lopez ucciso a San Girolamo. Didonna accusato di concorso in omicidio: la posizione della difesa

Si è svolta oggi una nuova udienza nel processo per l’omicidio di Ivan Lopez, il 31enne ucciso nel settembre 2021 sul lungomare di San Girolamo mentre si trovava su un monopattino. Al centro del dibattimento la posizione di Giovanni Didonna, accusato di concorso in omicidio per aver fornito le due auto utilizzate nel delitto.

Secondo la tesi difensiva, illustrata dall’avvocato Vito Belviso, Didonna non era a conoscenza delle intercettazioni in carcere e avrebbe sempre negato qualsiasi coinvolgimento, sia durante le conversazioni registrate sia nei colloqui con i familiari. Un elemento che, per la difesa, dimostrerebbe la sua estraneità ai fatti.

Per Didonna, la pm antimafia Bruna Manganelli ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione, escludendo l’aggravante mafiosa. Più pesante la richiesta per Davide Lepore, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio: per lui è stato chiesto l’ergastolo con dieci mesi di isolamento diurno.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe maturato come ritorsione: Lopez e il fratello Francesco, oggi collaboratore di giustizia ed ex vicino al clan Strisciuglio, avrebbero compiuto estorsioni ai danni di Lepore, imprenditore nel settore delle autorimesse e ritenuto vicino al clan Capriati di Bari vecchia.

Nel corso dell’udienza, la difesa ha inoltre contestato l’attendibilità del collaboratore di giustizia Dino Telegrafo, le cui dichiarazioni accusatorie nei confronti di Didonna presenterebbero contraddizioni: dopo aver riferito di essere a conoscenza dell’omicidio nel 2021, un anno più tardi avrebbe infatti negato di saperne qualcosa. Il processo proseguirà il prossimo 30 aprile, quando sono previsti gli interventi dei difensori di Davide Lepore.

Bari, droga trovata nel garage: arrestato pusher 20enne a San Girolamo. La “soffiata” alla Polizia su Youpol

Nei giorni scorsi, a Bari, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un barese di 20 anni, con precedenti di polizia legati al mondo della droga, ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’arresto trae origine da una segnalazione giunta alla Questura di Bari, attraverso il canale comunicativo “Youpol”, con la quale veniva comunicata la presenza di un borsone contenente droga all’interno di un condominio sito nel quartiere “San Girolamo”. L’applicazione “Youpol”, come noto, consente ai cittadini di interagire direttamente con la centrale operativa della Questura, sotto forma di messaggi, al fine di segnalare, anche in forma anonima, eventi di rilievo e/o notizie di reato.

Acquisita l’informazione, personale della sezione “Anti-Droga” della Squadra Mobile di Bari ha posto in essere un servizio di osservazione nei pressi dello stabile, al fine di individuare il detentore del borsone e del suo contenuto. I poliziotti appostati hanno notato il 20enne, nel garage condominiale seminterrato, avvicinarsi al borsone all’interno del quale, a seguito di una perquisizione, è stata rinvenuta sostanza stupefacente del tipo hashish. I successivi controlli, estesi all’intera area, hanno consentito di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente, sempre del tipo hashish, nascosta nella contro soffittatura del garage.

Complessivamente, la sostanza stupefacente sequestrata, che si presentava in parte sotto forma di panetti ed in parte in piccole dosi pronte per essere commercializzate, è risultata avere il peso di poco meno di un chilogrammo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, sparatoria a San Girolamo dopo lite in discoteca: condanna dimezzata per 3 giovanissimi – I NOMI

La Corte di Appello di Bari ha ridotto, dimezzandole, le condanne inflitte nei confronti di tre baresi di 21, 27 e 29 anni (Massimiliano Biasi, Michele Portoghese e Michele D’Addabbo) imputati per tentato omicidio e detenzione illegale di arma.

I tre, all’alba del 21 gennaio 2024, nel quartiere San Girolamo di Bari, a bordo di una 500X nera, avrebbero inseguito, superato e tagliato la strada a un’altra 500X (bianca), sulla quale c’erano tre ragazzi con i quali il gruppo aveva avuto un litigio poco prima, all’esterno di una discoteca.

I giudici hanno escluso l’aggravante del metodo mafioso, riducendo le pene a 4 anni e 4 mesi per Biasi (assolto dalla detenzione dell’arma) e a 4 anni e 6 mesi per gli altri due. In primo grado per i tre il gup, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, aveva inflitto tra gli 8 anni e 6 mesi e gli 8 anni e 8 mesi di reclusione.

Stando alla ricostruzione accusatoria, dopo aver costretto l’altra auto a fermarsi, D’Addabbo e Portoghese sarebbero scesi con due pistole in pugno e le avrebbero puntate contro gli occupanti della macchina, mentre Biasi avrebbe aperto la portiera cercando di far scendere uno di loro che, nella lite precedente, lo avrebbe colpito con due pugni al volto.

L’altra auto però sarebbe ripartita e, a quel punto, Portoghese e D’Addabbo avrebbero sparato nove colpi di pistola ad altezza d’uomo, colpendo la maniglia posteriore della vettura.

Bari, panico a San Girolamo. Verifiche di stabilità su una palazzina: inquilini fuori dalle case

Attimi di tensione in una palazzina in strada San Girolamo 13, nell’omonimo quartiere di Bari. Gli inquilini sono stati fatti uscire dallo stabile per problemi di staticità. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia Locale dopo la segnalazione di un residente.  Sul posto è intervenuto il Pis per offrire ospitalità nelle strutture comunitarie comunali disponibili, se le 15 famiglie residenti non reperiscono ospitalità presso amici o familiari

Omicidio Ivan Lopez a San Girolamo, Didonna si difende: “Non l’ho ucciso io ho solo rubato le auto”

Respinge ogni accusa il 30enne Giovanni Didonna, accusato con Davide Lepore dell’omicidio volontario (aggravato dalla premeditazione e dalle modalità mafiose) di Ivan Lopez, il 31enne vicino al clan Strisciuglio raggiunto da 5 colpi di pistola il 29 settembre 2021 sul lungomare di San Girolamo mentre tornava a casa a bordo di un monopattino.

L’imputato si trova in carcere e ha risposto da remoto alle domande del pm Bruna Manganelli. Didonna ha ribadito di non appartenere a nessun clan e di non aver partecipato all’omicidio, ma solo di aver rubato le auto utilizzate per l’agguato.

Il processo è stato rinviato al 29 settembre, a quattro anni esatti dall’omicidio, per ascoltare Davide Lepore, ritenuto l’esecutore materiale del delitto. L’omicidio, secondo il pm, sarebbe avvenuto per vendicare le estorsioni subite da Lepore, gestore di alcune autorimesse, dai fratelli Lopez.

Bari, rapinatori fermati prima del colpo a San Girolamo: convalidati i 4 arresti. Polemica sul video virale – I NOMI

Il gip ha convalidato gli arresti avvenuti il 10 giugno, nei pressi della rampa di un garage in via Leoncavallo a San Girolamo, nei confronti dei quattro componenti di una banda pronta a compiere una rapina.

Convalidato il carcere per Felice Campanale, 38enne figlio del capoclan Leonardo e nipote dell’omonimo boss, sorpreso anche con una Beretta calibro 84 risultata rubata a Gioia del Colle nel 2000. Domiciliari confermati per Enrico Lopez, Alessandro e Andrea Pisani.

Tutti hanno un curriculum criminale importante tra reati a vario titolo come furti in abitazioni, tentato omicidio, rapine e resistenza a pubblico ufficiale. La banda agiva con baffi, barbe finte e cappellini da baseball.

Sul sedile anteriore dell’auto sono stati trovati anche chiodi a sei punte e uno jammer per disturbare le frequenze e la comunicazione. Gli avvocati presenteranno ricorso al Riesame. Resta la polemica sul video dell’operazione diffuso e diventato virale sui social.

Bari, chiuso cantiere sulla spiaggia a San Girolamo: assenti presidi di sicurezza per lavoratori e bagnanti

Il settore Impianti comunali e Aree Demaniali, in accordo con l’amministrazione comunale, ha sospeso i lavori di manutenzione delle spiagge presenti sul lungomare di San Girolamo per gravi ed evidenti carenze di presidi di sicurezza a danno sia dei lavoratori sia dei fruitori dell’area pubblica. Nello specifico, è stata sospesa l’attività di ripascimento e movimentazione della sabbia da una parte di lungomare all’altro, dopo che già nelle scorse settimane la stessa ripartizione aveva disposto due interruzioni del cantiere per i medesimi motivi di mancata sicurezza.

“La sicurezza delle persone per noi viene prima di tutto, anche delle opere da completare – spiega l’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi -. Gli uffici tecnici hanno più volte richiamato l’attenzione del soggetto appaltatore sul tema e, viste le mancate risposte in tal senso, siamo stati costretti a sospendere i lavori in corso. Ai rischi per la sicurezza dei lavoratori negli ultimi giorni si sono aggiunti anche quelli per la sicurezza dei fruitori del lungomare e delle spiagge pubbliche, nei confronti dei quali non veniva osservata nessuna cautela. Visti anche i recenti fatti di cronaca, che a Ravenna hanno visto una bagnante coinvolta in un incidente a causa di una ruspa al lavoro sul litorale, abbiamo deciso di interrompere il cantiere. Contemporaneamente gli uffici sono al lavoro per valutare i danni subiti dall’amministrazione e le azioni da intraprendere nei confronti dell’azienda incaricata, che non completerà l’ultima residuale parte dell’opera. Per fortuna, partendo con grande anticipo quest’anno siamo riusciti a completare per intero il lavoro di ripascimento sulle porzioni di lungomare per le quali erano stati autorizzati i ciottoli e ad avviare la sistemazione delle aree attigue alle spiagge: cordoli, camminamenti e aree verdi. L’ultimo tassello mancante riguardava la movimentazione della restante parte di sabbia ma non possiamo barattare il completamento di un ultimo tratto di spiaggia con la sicurezza dei lavoratori né dei cittadini”.

Bari, banda di rapinatori fermata prima del colpo. Blitz nel garage a San Girolamo: 4 arresti – FOTO

Nella mattina di ieri 10 giugno, personale della Polizia di Stato di Bari ha proceduto all’arresto, in flagranza di reato, di quattro uomini di 34, 38, 37 e 60 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, in concorso tra loro, di ricettazione, porto abusivo d’arma e detenzione abusiva di apparecchiature atte ad impedire o interrompere le conversazioni. Accertamenti, compiuti nella fase delle indagini preliminari, necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I fatti, in relazione ai quali è stata effettuata la citata operazione di polizia giudiziaria, si inseriscono in una più ampia attività di prevenzione e repressione, in Bari e provincia, finalizzata a contrastare il fenomeno dei reati predatori.

Il gruppo criminale, monitorato da personale della sezione Contrasto a Crimine Diffuso della Squadra Mobile della Questura di Bari, è stato intercettato all’interno di un parcheggio condominiale nel quartiere “San Girolamo”.

Alla vista degli agenti, i componenti della banda, a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta con targhe contraffatte, hanno cercato di darsi alla fuga tra i box del condominio, salvo poi essere bloccati sull’imbocco della rampa di accesso dagli altri operatori che avevano bloccato ogni possibile via di fuga.

I quattro soggetti, perquisiti e controllati dagli uomini dei Falchi, erano tutti travisati con barbe e baffi finti, cappellini da baseball e occhiali da sole, nonché collegati da ricetrasmittenti occultate nei vestiti e dotate di auricolari. All’interno dell’abitacolo del veicolo, inoltre, è stato rinvenuto un jammer con 16 antenne ed una potenza “oscurante” fino a 20 metri ed anche un secchio colmo di chiodi tra loro saldati a formare 6 punte. Uno dei quattro soggetti aveva occultata, all’interno di un borsello a tracolla, una pistola beretta calibro 9 corto ed un altro una pistola giocattolo priva di tappo rosso. La successiva perquisizione di un box, a loro pertinente, ha permesso di trovare ulteriori chiodi saldati e gli abiti utilizzati dai quattro prima del travisamento.

Alla luce di quanto esposto, i quattro sono stati tratti in arresto, a vario titolo, per ricettazione, porto abusivo d’arma e detenzione abusiva di apparecchiature atte ad impedire o interrompere le conversazioni. L’uomo con l’arma è stato tradotto in carcere mentre gli altri tre sono stati sottoposti alla misura pre-cautelare degli arresti domiciliari così come disposto dall’A.G. procedente.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure pre-cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.