Lite degenera a Canosa, 77enne grave: è ricoverato in Rianimazione. Caccia all’aggressore

È ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria il 77enne rimasto gravemente ferito durante un’aggressione avvenuta sabato scorso a Canosa di Puglia, nel nord Barese.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato coinvolto in una violenta lite in strada con un’altra persona che, dopo l’episodio, si è allontanata facendo perdere le proprie tracce. Ad avere la peggio è stato il 77enne, soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza in ospedale per un trauma cranico.

Sull’accaduto indagano gli agenti del commissariato, impegnati nell’identificazione dell’aggressore. Fondamentali per le indagini potrebbero rivelarsi le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Lite tra giovani a Molfetta, terrore in centro: pistola puntata contro un gruppo. Fuga e urla di paura

Momenti di paura nel centro di Molfetta, dove nella serata di sabato scorso una lite tra giovani è degenerata con l’esibizione di una pistola, forse una scacciacani. La scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza installate in piazzetta Giovene, a pochi passi dalla chiesa del Purgatorio, riaccendendo l’allarme sicurezza in città.

Nel filmato si vedono alcuni ragazzi, probabilmente minorenni, camminare nella piazzetta adiacente alla Cattedrale quando uno di loro, all’improvviso, estrae l’arma e la punta contro il gruppo. I giovani presenti si danno immediatamente alla fuga, mentre si sentono urla di paura.

Secondo le prime ricostruzioni, i protagonisti dell’episodio potrebbero appartenere a una baby gang che da tempo sarebbe protagonista di tensioni e intimidazioni tra corso Dante e piazza Garibaldi, alimentando la preoccupazione dei residenti del centro cittadino.

Castellaneta Marina, 8 giovani travolti con l’auto dopo una lite a Pasquetta: 19enne resta in silenzio

Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere il 19enne di Palagiano indagato per lesioni plurime dopo l’investimento di otto ragazzi avvenuto nel pomeriggio di Pasquetta a Castellaneta Marina. Il giovane, assistito dall’avvocato Egidio Albanese, è stato interrogato dal pubblico ministero Francesco Sansobrino nell’ambito dell’inchiesta sull’episodio.

I fatti risalgono al Lunedì dell’Angelo, tra le 17.30 e le 18, in via Collins, nei pressi del centro della località balneare. Secondo la ricostruzione degli investigatori, poco prima dell’investimento ci sarebbe stata una lite tra il conducente dell’auto e alcuni ragazzi presenti in strada. La situazione sarebbe poi degenerata fino a quando la vettura avrebbe travolto il gruppo.

Il bilancio fu di otto giovani coinvolti e sei feriti, uno dei quali ricoverato inizialmente in gravi condizioni. Dopo l’impatto, il conducente avrebbe abbandonato l’auto sul posto, allontanandosi a piedi prima di presentarsi successivamente al Pronto Soccorso. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti.

Minorenne vuole sedare lite e viene aggredito con tirapugni: Dacur a quattro adolescenti nel Leccese

Avrebbero aggredito due adolescenti, anche con tirapugni, durante un violento litigio avvenuto a dicembre 2025 nel centro di Maglie (Lecce). I carabinieri della Stazione di Scorrano hanno notificato quattro provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (Dacur), emessi dal Questore di Lecce nei confronti di altrettanti minori di 15 e 16 anni, tutti di Scorrano.

Il provvedimento avrà validità di 18 mesi e impedirà ai destinatari, nella fascia oraria compresa tra le 20 e le 7, di accedere e stazionare presso gli esercizi pubblici del centro di Maglie.

La misura di prevenzione scaturisce dall’attività investigativa avviata dai carabinieri, coordinati dalla Procura per i Minorenni di Lecce, dopo la violenta aggressione avvenuta a Maglie, anche con l’utilizzo di tirapugni, nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 2025, ai danni di un minore del posto intervenuto per sedare un diverbio tra coetanei.

Il ragazzo venne portato al pronto soccorso dell’ospedale Veris Delli Ponti di Scorrano e dimesso con prognosi di 15 giorni. Nel corso degli accertamenti è emersa l’esistenza di una seconda vittima minorenne aggredita con violenza durante la rissa, poi ricoverata in ospedale con una prognosi di 30 giorni.

Bari, lite tra due uomini degenera nel quartiere San Pasquale: 40enne ferito alla testa

Attimi di tensione nel quartiere San Pasquale, a Bari, nei pressi di Villa Roth, in via Canonico Annibale di Francia, dove due uomini nigeriani di circa 40 anni sono rimasti coinvolti in una violenta lite per cause ancora da chiarire. Durante il diverbio uno dei due è stato colpito alla testa, riportando una ferita che ha richiesto l’intervento del 118.

L’uomo è stato soccorso sul posto e trasportato in codice giallo al Policlinico di Bari: le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, impegnati nella ricostruzione della dinamica e nell’accertamento delle responsabilità. Alcuni residenti, allarmati dalle urla provenienti dalla strada, hanno assistito alle fasi concitate della lite.

“Mi stai mettendo le mani addosso”, il ritorno prepotente del “cameriere” Perrone: lite col “socio”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone dopo diverso tempo. Abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di un ristoratore di Alberobello. Perrone si è recato nella sua attività in prova da cameriere per conto di un’agenzia interinale, cercando poi di piazzare vini a tre euro a bottiglia.

Qualcuno lo ha riconosciuto e la situazione è naufragata. Arrivano intanto altre novità importanti. Abbiamo intervistato infatti Gianni Iacobellis, collaboratore ormai ai ferri corti con Perrone che potrebbe presto firmare anche le carte per rilasciare il locale occupato dal centro.

Omicidio Bruno a Foggia, esclusa la pista della criminalità: tragedia nata da una lite. Attesa per l’analisi sulla pistola

Potrebbe essere stato un litigio a scatenare la violenta sparatoria avvenuta ieri intorno a mezzogiorno nel quartiere periferico di Quadrone delle Vigne, lungo via Cerignola. Il bilancio è di un morto e tre feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

A perdere la vita è stato Antonio Stefano Bruno, 32 anni, deceduto poco dopo il ricovero agli Ospedali Riuniti a causa di una ferita al petto. Gravemente ferito anche il fratello Saverio, 30 anni, colpito al torace e attualmente ricoverato nello stesso ospedale. Il padre, Pasquale Bruno, meccanico, è stato invece raggiunto da un colpo alla spalla ed è stato trasferito all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Coinvolto anche un quarto uomo, Giuseppe Robustella, 43 anni di Manfredonia, ferito al braccio e rintracciato poco dopo a bordo della sua auto a breve distanza dal luogo dell’agguato.

L’allarme ha fatto convergere sul posto pattuglie della polizia e numerosi mezzi di soccorso. L’area è stata isolata per ore per consentire agli investigatori della Scientifica di effettuare i rilievi. Nei pressi del luogo della sparatoria è stata rinvenuta una pistola calibro 9, che sarà sottoposta ad analisi balistiche per verificare un eventuale collegamento con il delitto.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia e condotte dalla Squadra Mobile, puntano a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti attraverso le testimonianze dei feriti e dei presenti, oltre alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, una sola persona avrebbe fatto irruzione nel complesso abitativo dove risiede la famiglia Bruno.

In un primo momento si era ipotizzato un possibile collegamento con la criminalità organizzata, anche alla luce dei precedenti familiari: le vittime sono infatti imparentate con un esponente di rilievo del clan Moretti-Pellegrino-Lanza. Tuttavia, con il passare delle ore, questa pista ha perso consistenza, lasciando spazio all’ipotesi di un episodio maturato in un contesto personale.

Quello di ieri è il quinto omicidio registrato in Capitanata dall’inizio dell’anno, il quarto nel capoluogo dauno e il terzo nelle ultime settimane, a conferma di un clima di crescente tensione sul territorio. Gli investigatori proseguono il lavoro per individuare il responsabile e chiarire movente e dinamica dell’accaduto.

Porto Cesareo, 12enne azzannata da rottweiler: indagate due sorelle minorenni per tentato omicidio

Emergono nuovi dettagli su quanto accaduto a Porto Cesareo dove una 12enne è stata azzannata da un rottweiler al termine di una lite tra adolescenti. La Procura per i Minorenni di Lecce ha infatti aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di tentato omicidio nei confronti di due sorelle di 15 e 17 anni.

Secondo la ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, domenica sera la vittima si trovava con amici quando è scoppiato un diverbio con le due giovani per motivi non chiariti. La discussione sarebbe rapidamente degenerata.

Stando alla denuncia presentata dall’avvocato della famiglia della vittima, le due sorelle avrebbero aizzato contro la 12enne un rottweiler, che l’ha aggredita mordendola alla gamba e provocandole una profonda ferita tra tibia e polpaccio.

L’episodio, ripreso con uno smartphone e diffuso sui social, mostra momenti di forte violenza accompagnati da insulti. La gravità delle lesioni e la presunta volontarietà del gesto hanno portato il legale a chiedere la contestazione del tentato omicidio.

Porto Cesareo, 12enne azzannata da un rottweiler durante una lite con una coetanea: ferita al polpaccio

Paura a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, dove una bambina di 12 anni è stata aggredita da un rottweiler mentre si trovava in strada. L’episodio è avvenuto nella serata di ieri, al culmine di una presunta lite tra la giovane vittima e un’altra ragazza di 15 anni, proprietaria del cane.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri, l’animale – condotto al guinzaglio – avrebbe improvvisamente attaccato la 12enne, ferendola al polpaccio. Non è ancora chiaro se il cane abbia agito d’istinto o se sia stato incitato dopo la discussione tra le due ragazze.

La bambina è stata soccorsa e trasportata all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico. Le sue condizioni non sono gravi, ma la prognosi è di almeno venti giorni e resta sotto osservazione anche per il forte shock subito.

Nel frattempo, i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Il cane è stato affidato ai proprietari e posto in quarantena, come previsto dai protocolli veterinari. Non si esclude che i genitori della bambina possano presentare denuncia nelle prossime ore.

Bitetto, lite tra due anziani degenera. Esplosi colpi da fucile a canne mozze: un arresto

I Carabinieri della Stazione di Bitetto (BA) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Bari e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari un uomo ritenuto responsabile di minacce aggravate e porto illegale di un fucile a canne mozze (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

I fatti si sono verificati a Bitetto (BA) nella tarda serata del 6 aprile, quando è stata segnalata l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in Piazza Aldo Moro.

All’esito di accertamenti dei militari della locale Stazione e coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, è stato possibile identificare e raccogliere riscontri nei confronti dell’indagato in ordine ai fatti contestati ed il movente passionale all’origine del gesto.

Sono stati acquisiti video da telecamere del sistema di videosorveglianza della cittadina che hanno permesso di ricostruire le fasi del delitto, compresa l’esplosione di almeno un colpo d’arma da fuoco che non ha colpito la vittima grazie alla sua reazione.

L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto dei reati che avvengono sul territorio della Provincia di Bari.