Bari, ragazzino pestato sulla Muraglia: preso a pugni da un gruppo di coetanei per uno “sguardo sbagliato”

Ancora un episodio di violenza giovanile a Bari, dove un adolescente di Palo del Colle è stato brutalmente aggredito sulla Muraglia nella serata di venerdì 29 maggio.

Il ragazzo sarebbe stato colpito senza un apparente motivo da un gruppo di coetanei, riportando ferite al volto, punti di sutura a un sopracciglio, un occhio nero e contusioni in diverse parti del corpo. Tutto avrebbe avuto origine da uno sguardo di troppo. Determinante l’intervento di una coppia, marito e moglie, che avrebbe evitato conseguenze ancora più gravi.

Sull’accaduto è intervenuto il sindaco di Palo del Colle, Tommaso Amendolara, che ha espresso solidarietà alla famiglia della vittima e acceso i riflettori sul fenomeno delle baby gang: «Sono episodi sempre più frequenti che riflettono un problema educativo di fondo su cui è urgente intervenire».

Lite tra giovani a Molfetta, terrore in centro: pistola puntata contro un gruppo. Fuga e urla di paura

Momenti di paura nel centro di Molfetta, dove nella serata di sabato scorso una lite tra giovani è degenerata con l’esibizione di una pistola, forse una scacciacani. La scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza installate in piazzetta Giovene, a pochi passi dalla chiesa del Purgatorio, riaccendendo l’allarme sicurezza in città.

Nel filmato si vedono alcuni ragazzi, probabilmente minorenni, camminare nella piazzetta adiacente alla Cattedrale quando uno di loro, all’improvviso, estrae l’arma e la punta contro il gruppo. I giovani presenti si danno immediatamente alla fuga, mentre si sentono urla di paura.

Secondo le prime ricostruzioni, i protagonisti dell’episodio potrebbero appartenere a una baby gang che da tempo sarebbe protagonista di tensioni e intimidazioni tra corso Dante e piazza Garibaldi, alimentando la preoccupazione dei residenti del centro cittadino.

Omicidio Bakari Sako a Taranto, caccia al sesto membro della baby gang. Attesi interrogatori e autopsia

Proseguono le indagini sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante originario del Mali ucciso all’alba di sabato scorso. Gli investigatori sono ora sulle tracce di un possibile sesto componente del branco che avrebbe partecipato all’aggressione insieme ai cinque giovani già fermati.

Determinanti per la svolta nelle indagini sarebbero stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza, nei quali compaiono chiaramente i quattro minorenni e il maggiorenne coinvolti. Gli inquirenti avrebbero identificato i ragazzi attraverso abiti, voci e persino i nomi pronunciati durante l’aggressione.

Secondo la ricostruzione della Procura, uno dei due 17enni avrebbe avuto un ruolo centrale, guidando il gruppo durante il pestaggio e impartendo indicazioni agli altri. La violenza sarebbe maturata al termine di una notte trascorsa tra vicoli e una sala slot, dove il branco si sarebbe trattenuto fino alle 2.30.

Gli investigatori hanno ricostruito anche le fasi precedenti all’omicidio: il gruppo avrebbe inizialmente intimidito una prima persona in via Garibaldi, per poi spostarsi in piazza Fontana, dove i giovani avrebbero circondato Bakari Sako mentre, con lo zaino in spalla, si stava recando al lavoro.

Nelle prossime ore saranno fissati l’autopsia sul corpo della vittima e gli interrogatori. I minorenni si trovano attualmente nei centri di prima accoglienza di Lecce e Bari, mentre il maggiorenne è detenuto nel carcere di Taranto.

Paura in centro a Lecce, ragazzini aggrediti da baby gang: 14enne con frattura al naso e timpano perforato

Allarme baby gang nel centro di Lecce, dove da mesi un gruppo di giovanissimi, ribattezzato “gang del teatro Apollo”, sarebbe protagonista di aggressioni e intimidazioni tra piazza Sant’Oronzo e le vie della movida. Dopo il caso della “gang del bosco” di Galatina, cresce la preoccupazione per episodi di violenza che coinvolgono sempre più spesso minorenni.

Negli ultimi giorni due adolescenti, accompagnati dai genitori, hanno denunciato in Questura di essere stati aggrediti. Il primo episodio è avvenuto nei pressi del teatro Apollo: un ragazzo tra i 14 e i 15 anni è stato trovato dalla polizia sotto shock e con il volto insanguinato. Ventiquattro ore dopo, un altro 14enne è stato circondato e picchiato in via Cesare Battisti, riportando la frattura del naso, la perforazione di un timpano e un grave trauma facciale.

Le indagini della polizia, supportate dalle testimonianze e dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno già portato all’identificazione di due minorenni segnalati alla Procura dei minori di Lecce. Gli investigatori sono al lavoro per individuare eventuali complici.

A preoccupare le istituzioni è il crescente fenomeno della devianza giovanile. I dati del progetto “Scuole Sicure 2025-2026”, presentati dal Comune e dalla Polizia locale, evidenziano un aumento di droga, coltelli e violenza tra i giovanissimi: in un mese di controlli sequestrati stupefacenti e armi bianche, con undici studenti fermati o denunciati.

Omicidio a Taranto, Bakari Sako ucciso mentre andava al lavoro: aspettava un figlio. L’ipotesi della baby gang

Taranto è ancora sotto shock per il brutale omicidio di Bakari Sako, 35enne originario del Mali, ucciso all’alba di sabato in piazza Fontana, nel centro storico della città. L’uomo, residente da anni in Italia, stava raggiungendo il posto di lavoro nei campi di Massafra quando è stato aggredito da un gruppo di persone e colpito più volte con un oggetto acuminato. Inutili i soccorsi: il suo corpo è stato ritrovato riverso sul basolato della piazza, a pochi passi dal mare.

Bakari viveva a Taranto da circa dieci anni e aveva lavorato prima come cameriere in un ristorante giapponese e poi come bracciante agricolo. Era ben inserito nella comunità cittadina e sognava di tornare a lavorare nella ristorazione. In Mali ha lasciato la madre, la moglie incinta e un figlio che non nascerà mai conoscendo il padre.

Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e ascoltando i residenti della zona. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un’aggressione compiuta da un gruppo di giovani, alcuni forse minorenni. Nessun fermo è stato ancora eseguito.

La vicenda ha suscitato forte commozione e indignazione. Enzo Pilò dell’associazione Babele ha denunciato il clima di ostilità verso gli stranieri, parlando di una crescente “caccia allo straniero”. Da Bari è arrivato anche il fratello della vittima, Soulemayne, che ha lanciato un appello agli aggressori: “Avete ucciso un padre, un marito, un figlio”.

Dalla politica locale è arrivata una dura condanna. Il presidente del consiglio comunale, Gianni Liviano, ha ribadito che “nessun disagio può giustificare la violenza”. Intanto in città qualcuno propone di intitolare proprio a Bakari Sako la piazza dove è stato assassinato.

Baby gang a Molfetta, 4 giovani aggrediti senza motivo in pieno centro: “Degrado civile e sociale”

Ancora un episodio di violenza scuote la città di Molfetta. Tra Corso Dante e Piazza Garibaldi una banda composta da almeno sette giovanissimi ha aggredito senza apparente motivo quattro ragazzi, presumibilmente ventenni, sotto gli occhi di numerosi testimoni.

L’attacco, avvenuto in pieno centro cittadino, ha lasciato i presenti impotenti davanti alla furia del gruppo. I responsabili si sono dileguati rapidamente prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, rendendo impossibile un’immediata identificazione. I quattro giovani feriti sono stati soccorsi e trasportati al pronto soccorso dell’ospedale locale, dove sono stati riscontrati traumi da colluttazione.

A commentare l’accaduto è stato Gabriele Vilardi, segretario cittadino di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha parlato di “ennesimo episodio di violenza tra giovanissimi”, sottolineando come il fenomeno si stia verificando sempre più spesso nel cuore della città e non più solo nelle periferie. Un segnale, secondo Vilardi, di un progressivo degrado sociale e civile.

Il fenomeno delle baby gang, dopo una fase di apparente calma, sembra infatti essere tornato con forza. Alla base, secondo il rappresentante politico, ci sarebbero la mancanza di punti di riferimento positivi, la carenza di spazi educativi e una crescente distanza tra giovani e adulti. “La risposta non può essere solo repressiva – ha dichiarato – ma deve includere prevenzione, ascolto e presenza sul territorio”.

L’episodio si inserisce in una serie di atti vandalici e violenti registrati nelle ultime settimane, tra cui il danneggiamento di un’auto e la distruzione di una vetrina commerciale. Gli investigatori stanno analizzando le immagini di videosorveglianza per chiarire eventuali collegamenti tra i vari eventi e verificare l’ipotesi di regolamenti di conti tra gruppi rivali.

Nel frattempo cresce la preoccupazione tra i residenti del centro, che chiedono interventi decisi. “La situazione va affrontata con fermezza prima che degeneri ulteriormente – affermano – perché con l’arrivo della bella stagione il rischio è che il fenomeno si intensifichi”. Per molti cittadini, è necessario affiancare alle politiche di prevenzione anche misure repressive più incisive, per evitare che la città scivoli verso un clima di insicurezza diffusa.

Bari, sparatoria ma non solo. Baby gang in viale della Repubblica: cresce la paura tra i residenti

Da mesi urla, schiamazzi notturni, consumo di droga e minacce ai residenti stanno trasformando viale della Repubblica a Bari in una zona sempre più insicura. I cittadini denunciano una situazione ormai fuori controllo, ben oltre il fenomeno della “malamovida”, con una banda di giovanissimi che semina paura fino a tarda notte.

Secondo quanto riferito dai residenti, il punto di svolta sarebbe coinciso con l’apertura della sala giochi “Play Game Plus Caffè”, attorno alla quale si sarebbe progressivamente concentrata la presenza dei ragazzi.

L’escalation di tensione è culminata giovedì sera in un grave episodio: intorno alle 21.30 sono stati esplosi almeno tre colpi di pistola in strada, proprio davanti al locale affollato.

A rimanere ferito è stato un 19enne del quartiere Carrassi, Alessandro Sinibaldi, colpito alla gamba destra. I proiettili hanno anche danneggiato la vetrina della sala giochi.

Solo per un caso il bilancio non è stato più grave. I residenti, alcuni sono stati minacciati anche da ragazzini nei loro portoni di casa, chiedono ora interventi urgenti per riportare sicurezza e tranquillità in una zona un tempo considerata tra le più vivibili della città.

Follia a Bari, 35enne picchiato in piazza Mercantile per una sigaretta negata: caccia alla baby gang

Sabato 28 febbraio, intorno a mezzanotte, in piazza Mercantile a Bari, un 35enne di Foggia è stato aggredito da un gruppo di sei ragazzi dopo aver negato loro una sigaretta.

Dal rifiuto sarebbe nata una discussione degenerata rapidamente in spintoni e poi in un pestaggio, avvenuto sotto gli occhi dei passanti che sono intervenuti per fermarlo.

L’uomo, soccorso e trasportato al Policlinico di Bari, ha riportato contusioni multiple ma non è in gravi condizioni. I carabinieri stanno indagando ascoltando i testimoni e analizzando le telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili.

“Ti faccio sparare da mio padre”, calci e pugni dalla baby gang: bulletti riconosciuti sui social

“Chiamo mio padre e ti faccio sparare”. Torniamo ad occuparci del problema delle baby gang di Bari. Questa sarebbe una delle frasi rivolte ad una vittima da parte di un giovanissimo gangster. Quello che colpisce è la loro spavalderia, tanto da pubblicare foto sui social forti di un sentimento di “onnipotenza”. Poi c’è il problema dell’omertà. Diverse vittime, pur avendo tutte le informazioni necessarie, non denunciano. Così come i loro genitori.

Baby gang a Bari, un sabato di ordinaria follia: tre adolescenti accerchiati in via Sparano da 15 coetanei

Baby gang in azione nel pieno centro di Bari. È accaduto sabato sera in via Sparano alle 20. Vittime tre adolescenti che sono stati accerchiati e spintonati da un gruppetto di 15 ragazzini tra i 10 e i 13 anni.

Le vittime sono state costrette a rifugiarsi in un bar situato in via Dante, i “bulletti” hanno tentato anche di entrare nell’attività oltre ad aspettarli all’esterno.

Non contenti hanno importunato altri coetanei che passavano in quella zona, oltre a spintonare qualche adulto, a battere i pugni su alcuni tavolini situati per strada e a creare scompiglio in altri bar. A salvare i tre adolescenti è stato il papà di uno di loro, intervenuto sul posto.