Faida Capriati-Strisciuglio: “Solo un miracolo ha evitato altre vittime”. Filippo Scavo era già “condannato a morte”

La guerra di mafia tra i clan Strisciuglio e Capriati torna a insanguinare Bari. Secondo quanto emerge dalle indagini sugli omicidi di Lello Capriati e Filippo Scavo, la faida tra i due gruppi criminali avrebbe potuto provocare molte più vittime negli ultimi due anni.

Gli investigatori ritengono che Filippo Scavo fosse stato condannato a morte già dopo l’assassinio di Lello Capriati, ucciso da Luca Marinelli. A volerlo eliminare sarebbero stati Sabino e Christian Capriati. In un episodio avvenuto a Bari, Christian Capriati avrebbe anche sparato contro Scavo dopo averlo incrociato in auto, senza però riuscire a colpirlo.

La rivalità tra i clan, iniziata negli anni Novanta, si sarebbe riaccesa per la rottura di equilibri interni da parte delle giovani leve criminali. Il gip Vittorio Rinaldi parla di gruppi incapaci di contenere “l’ostentazione della propria potenza criminale”, esibita apertamente nei luoghi della movida barese.

Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti figura una lite armata al pub Demetra, nata da uno sguardo rivolto alla ragazza che accompagnava Scavo. “Che ti guardi”, le parole di Scavo. “Non posso guardare?”, la risposta di Capriati. Un altro collaboratore di giustizia, Michele Miccoli, ha descritto come impossibile una vera pace tra Strisciuglio e Capriati: “Come vedere i pipistrelli di giorno”.

La violenza si è consumata spesso in mezzo alla gente. Nell’estate scorsa Mimmetto Strisciuglio e Christian Capriati si sarebbero puntati le pistole dentro la discoteca Clorofilla di Castellaneta, mentre un altro scontro armato sarebbe stato evitato davanti al Doa di Bari. Già dopo l’omicidio di Antonella Lopez, uccisa per errore durante una sparatoria al Divine Club il 22 settembre 2024, commercianti e gestori dei locali dell’Umbertino avevano denunciato paura e tensione crescente tra giovani affiliati armati.

Per l’omicidio di Filippo Scavo sono stati fermati Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli, che saranno interrogati dal gip Giuseppe Ronzino. Nell’ambito dell’inchiesta sull’assassinio di Capriati saranno ascoltati anche Sabino Capriati, Onofrio Lorusso e Angelo Vincenzo Caruso, vicino agli Strisciuglio.

Nei prossimi giorni verranno interrogati anche Luca Marinelli e Nunzio Losacco, accusati dell’omicidio di Lello Capriati, delitto che secondo gli investigatori sarebbe stato ordinato dai vertici degli Strisciuglio dopo alcuni attacchi armati compiuti dai figli di Capriati nel quartiere Carbonara.

Intanto la Procura di Bari ha disposto l’autopsia sul corpo di Scavo, affidata al professor Francesco Introna e prevista per il 12 maggio. Restano aperte anche le indagini sull’uccisione del cameriere Angelo Pizzi, assassinato in un ristorante di Bisceglie: gli investigatori cercano di capire se sia stato colpito per errore nell’ambito della stessa guerra mafiosa.

Finta banca, investimenti trappola e schema Ponzi: 500 vittime in tutta Italia. Truffati anche a Bari

La Guardia di Finanza di Ancona ha scoperto un presunto sistema bancario abusivo basato su uno schema Ponzi, capace di movimentare oltre 4 milioni di euro e coinvolgere più di 500 persone in tutta Italia.

L’organizzazione era attiva anche in Puglia, in particolare nella provincia di Bari, dove venivano proposti falsi investimenti ad alto rendimento mascherati da “Cashback”, attraverso il passaparola e i social network.

Le indagini hanno portato a misure cautelari, sequestri di conti correnti e all’oscuramento della piattaforma online utilizzata per la presunta frode.

“Ti faccio sparare da mio padre”, calci e pugni dalla baby gang: bulletti riconosciuti sui social

“Chiamo mio padre e ti faccio sparare”. Torniamo ad occuparci del problema delle baby gang di Bari. Questa sarebbe una delle frasi rivolte ad una vittima da parte di un giovanissimo gangster. Quello che colpisce è la loro spavalderia, tanto da pubblicare foto sui social forti di un sentimento di “onnipotenza”. Poi c’è il problema dell’omertà. Diverse vittime, pur avendo tutte le informazioni necessarie, non denunciano. Così come i loro genitori.

Sorriso in faccia alle vittime, Aesthetic Franco beccato in Romania: spavaldo senza scrupoli

Rieccolo qui, Aesthetic Franco, più sorridente che mai. Una sfrontatezza senza precedenti e senza mostrare alcun tipo di rimorso o pentimento per aver rovinato la vita di tante persone. La troupe di Mi Manda Rai Tre lo ha beccato in Romania, dove si è rifugiato e soprattutto dove continua a fare quello che ha fatto in Italia.

Tra gli ospiti della puntata di sabato c’era anche il nostro Antonio. Il programma Mi Manda Rai Tre e il conduttore Federico Ruffo hanno dato ampio spazio all’enorme lavoro di inchiesta fatto da Quinto Potere in questi anni.

Restano sorprendenti il silenzio e lo stand-by delle quattro Procure e di come Aesthetic Franco sia ancora libero di operare, oltre ad essere iscritto all’Ordine dei medici. Intanto è tornato anche attivo sui social e in particolare su YouTube.

Vittime di mafia a Bari, dal Comune targhe ai familiari. Il sindaco Leccese: “Non dimentichiamo”

“È molto importante far sentire che le istituzioni non dimenticano, anzi ricordano affinché ciò che è successo possa non ripetersi mai più. Questo è il senso di questa iniziativa che va molto oltre il valore di una di una targa, è il senso di una comunità che ricorda i propri figli scomparsi per mano della mafia”.

Lo ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese, a margine della consegna delle targhe in segno di omaggio ai familiari delle vittime di mafia. L’iniziativa è un’idea della commissione comunale Antimafia, la stessa nata alcuni mesi fa dopo l’inchiesta Codice interno su presunti rapporti fra politica cittadina e criminalità organizzata.

La commissione, ha ricordato Leccese, “è legata alla necessità di indagare a fondo su quello che è successo in tutti questi anni a Bari. Non soltanto in termini di condizionamento dei clan rispetto all’attività di alcune società partecipate, come emerso dall’indagine Codice interno, ma anche su alcune zone grigie di cui ha parlato anche il presidente della Corte d’Appello nell’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario”.

L’obiettivo a lungo termine, ha precisato il sindaco, “è di sconfiggere la criminalità organizzata e soprattutto di far assurgere il valore della legalità come valore costituzionale di riferimento per tutti, non soltanto per le istituzioni, o per un sindaco che giura fedeltà sulla Costituzione, ma per tutti i cittadini”.

Ai giornalisti che gli chiedevano cosa desideri, come sindaco, per Natale, Leccese ha risposto che “il Natale possa essere trascorso da tutti i baresi con animo sereno e che ci si ricordi non soltanto dello shopping per i regali, ma dei valori che sono alla base del Natale cristiano: i valori della solidarietà, dell’amore, della pace, della condivisione. Spero che possano prevalere su tutto il resto”.

Tu lo conosci Andrea? Furti e denunce a raffica: il ladro meno furbo d’Italia coccolato dalla Legge

Torniamo ad occuparci della storia di Andrea Machisi, il giovane con problemi di tossicodipendenza che sta seminando in panico a Casamassima.

Dopo essere uscito dal carcere, nel giro di pochi mesi ha messo a segno decine di furti, molti dei quali svaligiando o cercando di farlo, colpendo le attività nel giro di poche centinaia di metri dalla sua abitazione.

Un ladro particolarmente spregiudicato, tanto da mettere a segno le sue scorribande senza neppure coprirsi il volto. Strafottente e suo generis al punto che non si comprende come l’autorità giudiziaria non sia ancora intervenuta, per assicurare al ladro la giusta collocazione, nonostante le numerose denunce a suo carico.

Antonio e Tino sono andati a casa di Andrea nel tentativo di parlare con lui, mentre continuiamo a incontrare le vittime e i titolari delle attività assalite con estrema disinvoltura dal ladro.

Tragedia sulla Potenza-Melfi, sale a 4 il numero delle vittime: Foggia piange anche il 15enne tifoso Samuele Bruno

C’è da registrare purtroppo la quarta vittima del tragico incidente stradale avvenuto il 13 ottobre scorso sulla strada Potenza-Melfi. A perdere la vita erano stati Michele Biccari (17anni), Gaetano Gentile (21 anni) e Samuel Del Grande (13 anni), tre giovanissimi tifosi del Foggia di rientro dalla trasferta per assistere alla partita valida per il campionato di Lega Pro. Dopo un mese di agonia è morto il giovane 15enne Samuele Bruno, le sue condizione erano apparse gravi sin dal primo momento. Il decesso arriva pochi giorni dopo il trigesimo della tragica scomparsa degli altri tre tifosi rossoneri. Restano gravi le condizioni dell’altro tifoso coinvolto nello schianto, ancora ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale di Potenza.