Massafra, rubano grondaie in rame: due uomini agli arresti domiciliari. Incastrati dalle telecamere

Due uomini di 29 e 39 anni sono stati posti agli arresti domiciliari a Massafra con l’accusa di furto aggravato, tentato e consumato, in concorso tra loro.

I due sarebbero entrati in azione durante lo scorso weekend, portando via alcune grondaie in rame. A far scattare l’intervento dei carabinieri è stata la segnalazione di un cittadino, svegliato nella notte da rumori sospetti.

Le indagini, supportate dalle immagini degli impianti di videosorveglianza della zona, hanno permesso ai militari di identificare i presunti responsabili. I due sono stati rintracciati poche ore dopo nelle rispettive abitazioni, ancora con gli abiti indossati durante il furto.

Le grondaie sono state invece recuperate a bordo di un’auto nella loro disponibilità e successivamente restituite ai proprietari. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, i due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

Assalti ai bancomat, 12 colpi e oltre 200mila euro di bottino: arrestati sette foggiani

I carabinieri di Vasto hanno eseguito in provincia di Foggia sette ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte in una serie di assalti ai bancomat.

Secondo le indagini, coordinate dalla Procura di Vasto, gli indagati sarebbero responsabili di 12 colpi messi a segno ai danni di sportelli ATM di istituti bancari, utilizzando la cosiddetta tecnica della “marmotta” esplosiva.

Il bottino complessivo degli assalti sarebbe superiore ai 200mila euro. Gli investigatori avrebbero raccolto gravi indizi a carico dei sette, ora destinatari della misura cautelare.

Le operazioni hanno interessato la provincia di Foggia e hanno visto impegnati anche i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, che hanno supportato i carabinieri nelle perquisizioni.

Zaini, soldi e smarthpone rubati in spiaggia. Furti ai bagnanti di Vieste: arrestati 3 foggiani dopo inseguimento

Tre giovani, di età compresa tra 21 e 29 anni e residenti a Foggia, sono stati arrestati in flagranza dai carabinieri con l’accusa di furto aggravato continuato ai danni di diversi bagnanti sul litorale di Vieste, nel Gargano.

Le indagini sono scattate dopo numerose segnalazioni relative al furto di zaini e oggetti personali, tra cui contanti, smartphone e smartwatch, avvenuti in alcuni lidi della zona.

Grazie alle testimonianze, i militari hanno individuato l’auto utilizzata per la fuga, un’Audi A3 scura, e hanno predisposto un servizio di osservazione lungo la strada provinciale 53.

Intorno alle 17.35 la vettura è stata intercettata e, dopo un breve inseguimento, bloccata. Durante la fuga, i tre avrebbero tentato di disfarsi di un borsello con parte della refurtiva, lanciandolo nella vegetazione.

A bordo dell’auto è stata trovata ulteriore merce rubata, poi restituita ai legittimi proprietari. I tre erano stati inizialmente posti agli arresti domiciliari, ma il gip non ha convalidato l’arresto richiesto dalla Procura e ha disposto la loro liberazione.

Escort di 18 anni violentata e rapinata a Bari, scatta la gogna su TikTok: insulti e minacce dopo gli arresti

La vicenda della 18enne sudamericana che, secondo l’accusa, sarebbe stata violentata e rapinata da un gruppo di giovani a Bari si sposta sui social. Dopo gli arresti, su TikTok sarebbero comparsi due profili utilizzati per una campagna denigratoria e intimidatoria nei confronti di due ragazzi coinvolti nella vicenda, uno dei quali si trova in carcere.

I fatti contestati risalgono alla notte tra il 16 e il 17 marzo scorso. La giovane, dopo aver pubblicato un annuncio su un sito di incontri, sarebbe stata contattata da uno dei ragazzi e accompagnata in un’abitazione del quartiere Japigia, dove avrebbe dovuto incontrare un giovane agli arresti domiciliari.

Secondo la denuncia, la situazione sarebbe però degenerata: la 18enne sarebbe stata aggredita, minacciata con una pistola, costretta a salire in auto e violentata da due dei giovani presenti. Le sarebbero stati inoltre sottratti 50 euro e il cellulare, dopo averla costretta a fornire il codice di sblocco. La ragazza sarebbe stata poi abbandonata all’alba, sotto la pioggia, nelle campagne di Monopoli, riuscendo successivamente a raggiungere un panificio e a chiedere aiuto.

Dopo gli interrogatori di garanzia, durante i quali sarebbe emerso anche un possibile scambio di persona per uno degli arrestati, la vicenda è approdata su TikTok. Sui due profili comparirebbero i volti di uno degli indagati e di un quinto giovane, che secondo la versione della vittima avrebbe invece tentato di aiutarla.

Nei video ricorrerebbero riferimenti a presunti “pentiti”, inviti a “volare a Roma”, immagini associate alle forze dell’ordine e canzoni neomelodiche con allusioni a chi avrebbe parlato con gli investigatori. Un episodio che riaccende i riflettori sull’uso dei social come strumento di intimidazione e pressione, fenomeno già emerso in diverse indagini condotte dalla Procura di Bari.

Assalto al bancomat di Cassano, arrestati 4 giovani: trovati con 35mila euro e materiale esplosivo

Quattro giovani, di età compresa tra i 20 e i 26 anni e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dalla polizia perché ritenuti responsabili dell’assalto al bancomat della filiale BdM Banca di Cassano delle Murge, avvenuto il 22 luglio.

I quattro, due residenti a Canosa di Puglia e due a Trinitapoli, sono stati fermati dagli agenti della Squadra Mobile di Andria e del commissariato di Canosa mentre viaggiavano a bordo di un’auto amaranto, il cui modello era stato segnalato dopo il colpo. Durante la perquisizione del veicolo, risultato rubato, sono stati trovati circa 35mila euro in contanti, oltre a bilancini, candelotti svuotati e materiale ritenuto utile alla fabbricazione artigianale di ordigni per assalti ai bancomat.

Secondo gli investigatori, i quattro avrebbero tentato di opporsi all’arresto. Sono accusati, a vario titolo, di rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ricettazione, fabbricazione, detenzione e porto di armi ed esplosivi. Per tutti è stato disposto il carcere.

Bari, svolta per le sparatorie di Carrassi e Libertà: due arresti grazie anche a TikTok – I NOMI

Svolta nelle indagini sulle due sparatorie che ad aprile avevano scosso i quartieri Carrassi e Libertà di Bari. La Polizia di Stato, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonello Strambelli, 33 anni, detto “Pappagallo”, ed Ezio Raggi, 21 anni, entrambi baresi. I due sono accusati, a vario titolo, di lesioni personali gravi e porto abusivo di arma, reati aggravati dal metodo mafioso.

Secondo gli investigatori, Raggi sarebbe l’autore della gambizzazione di Alessandro Sinibaldi, 19 anni, ferito alle gambe il 9 aprile all’esterno della sala giochi “Play Games” in viale della Repubblica, nel quartiere Carrassi.

Strambelli invece, è ritenuto responsabile del ferimento di Gabriele Muserra, 22 anni, raggiunto da un colpo di pistola al polpaccio il 14 aprile in via Dante, nel quartiere Libertà. Quest’ultimo, secondo la Procura, avrebbe inoltre fornito false informazioni agli investigatori durante le indagini.

Gli accertamenti, coordinati dal pubblico ministero Marco D’Agostino e culminati nell’ordinanza firmata dal gip Valeria Isabella Valenzi, si sono basati sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e di alcuni contenuti pubblicati su TikTok.

Per la Dda, i due agguati sarebbero riconducibili alle tensioni interne al clan Strisciuglio tra le articolazioni di Carbonara e San Paolo per il controllo delle piazze di spaccio, in particolare quella di Carrassi.

Attirata con un appuntamento a Bari, poi violentata e abbandonata nelle campagne di Monopoli: 4 arresti

Una serata che si è trasformata in un incubo. Una ragazza di 18 anni, arrivata in Italia da appena un giorno, sarebbe stata attirata con il pretesto di un incontro e poi vittima di una brutale violenza sessuale. Per questa vicenda la Squadra Mobile della Questura di Bari ha arrestato quattro giovani, di età compresa tra i 18 e i 23 anni, su disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Matteo Soave, riguarda fatti che sarebbero avvenuti nella notte tra il 16 e il 17 marzo. Secondo quanto emerso dalle indagini, tutto sarebbe iniziato quando alcuni ragazzi si sarebbero recati a trovare un loro amico agli arresti domiciliari nel quartiere Japigia. Durante l’incontro sarebbe nata l’idea di contattare una giovane attraverso un sito di annunci online, organizzando un appuntamento.

La 18enne sarebbe stata prelevata in un bed & breakfast del centro di Bari e accompagnata nell’abitazione del giovane ai domiciliari. Qui, secondo l’accusa, avrebbe respinto un primo tentativo di aggressione. Successivamente i quattro avrebbero deciso di riaccompagnarla, ma durante il viaggio la situazione sarebbe precipitata.

Gli investigatori contestano che uno degli indagati, dopo averla minacciata con un coltello, l’abbia costretta a subire un rapporto sessuale all’interno dell’auto. Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, poco dopo la giovane sarebbe stata obbligata a compiere atti sessuali anche nei confronti del conducente del veicolo, durante una sosta nella zona dello stadio San Nicola.

La violenza si sarebbe conclusa con l’abbandono della ragazza nelle campagne di Monopoli. La giovane sarebbe stata lasciata senza telefono cellulare e senza il giubbotto, sotto la pioggia, rendendo ancora più difficile la richiesta di aiuto.

Le indagini sono scattate dopo la denuncia della vittima e di una sua amica e hanno permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti degli indagati. Due arresti sono stati eseguiti nei giorni scorsi, un terzo all’aeroporto al rientro da un viaggio, mentre il quarto era già stato rintracciato dagli agenti.

Nel corso degli interrogatori di garanzia sono emerse le prime versioni difensive. Uno degli arrestati sostiene di essere stato scambiato per un’altra persona con una forte somiglianza fisica, mentre un altro ha dichiarato di non aver preso parte alle violenze. Il conducente dell’auto, invece, avrebbe riferito di aver agito perché minacciato.

L’inchiesta prosegue per chiarire nel dettaglio il ruolo di ciascun indagato. Come previsto dalla legge, tutti gli arrestati sono da ritenersi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Maxi operazione contro la criminalità giovanile: 539 arresti e 954 denunce in tutta Italia. Misure anche a Bari

C’è anche Bari tra le 44 province coinvolte nella maxi operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile. A livello nazionale il bilancio è di 539 arresti, 954 denunce e oltre 703 chilogrammi di droga sequestrati, oltre a controlli in immobili, esercizi commerciali e aree della movida.

Nel Barese i controlli si sono concentrati soprattutto nel centro cittadino e a Bari Vecchia, dove sono stati identificati 53 minori: un 15enne è stato arrestato per spaccio dopo essere stato sorpreso a cedere hashish, con il successivo sequestro di oltre 400 grammi tra hashish e marijuana. Altri tre minorenni sono stati denunciati per detenzione di droga, tentata truffa ai danni di un anziano e spaccio a Corato, dove sono stati sequestrati ulteriori quantitativi di stupefacenti e banconote false.

L’operazione, che ha impegnato oltre mille agenti, ha inoltre portato al sequestro di armi, denaro contante e all’individuazione di centinaia di profili social che inneggiavano alla violenza e all’illegalità.

Droga nascosta in campagna e linguaggio in codice per clienti, 5 arresti a Putignano: tra loro due donne – NOMI

La droga veniva nascosta in barattoli di vetro occultati nei muretti a secco e recuperata solo al momento della consegna ai clienti. È quanto hanno scoperto i carabinieri di Putignano, che al termine di un’indagine durata due anni hanno eseguito sei misure cautelari nei confronti di un gruppo ritenuto responsabile di un fiorente traffico di cocaina, hashish e marijuana.

Secondo gli investigatori, a dirigere l’organizzazione sarebbe stato Emanuele Carrassi, che avrebbe continuato a impartire ordini anche dal carcere utilizzando uno smartphone. A gestire l’attività sul territorio sarebbero state la moglie Maria Mastrangelo e Luana Romanazzi, entrambe finite agli arresti domiciliari insieme a Giuseppe Rotolo e Alessio Schettini. A riportarlo è la Repubblica.

Per un 24enne è stato invece disposto l’obbligo di firma. Il giudice delle indagini preliminari Alfredo Ferraro non ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere formulata dal pm nei confronti del 25enne di Putignano, Matteo Carrassi, coinvolto nell’inchiesta. Il gip ha rigettato l’ordine di cattura a carico del Matteo Carrassi , assistito dall’avvocato Aurelio Gironta, al quale non è stato notificato alcun provvedimento cautelare. Il giovane è in stato di libertà.

Le indagini hanno ricostruito numerosi episodi di spaccio: gli acquirenti contattavano gli spacciatori tramite numeri dedicati utilizzando un linguaggio in codice, mentre le dosi, già confezionate, venivano recuperate nelle campagne e consegnate rapidamente. I clienti arrivavano da tutta la provincia di Bari e, in alcuni casi, anche dalla Basilicata.

Carrassi, già arrestato nel 2023 nell’ambito dell’inchiesta “Partenone” della Direzione distrettuale antimafia, è ritenuto dagli investigatori uno dei referenti dei clan baresi nell’area di Putignano e avrebbe continuato a gestire il traffico di stupefacenti nonostante la detenzione.

Bari, uno straniero arrestato per spaccio: altri tre denunciati per furti e molestie. Altri tre saranno espulsi

Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio interforze ad “Alto Impatto” nelle aree di Piazza Umberto e Piazza Moro, con l’impiego congiunto di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

L’attività rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione e controllo disposto dal Questore di Bari, Annino Gargano, a seguito delle decisioni adottate in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al fine di contrastare i fenomeni di illegalità diffusa, spaccio di sostanze stupefacenti e degrado urbano nelle aree maggiormente frequentate del centro cittadino.

In particolare le operazioni, coordinate da un Funzionario della Polizia di Stato, hanno visto la partecipazione di pattuglie della Questura, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia”, di una squadra del IX Reparto Mobile, di un’unità cinofila antidroga della Polizia di Stato nonché di una pattuglia della Police Nationale francese, qui aggregata nel capoluogo pugliese nell’ambito dei servizi di cooperazione internazionale di Polizia.

Nel corso dei controlli sono state identificate 137 persone, di cui 45 con precedenti di polizia e 96 stranieri. Uno straniero è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish con il contestuale sequestro di numerose dosi; altri 2 stranieri sono stati deferiti in stato di libertà per furto aggravato in concorso, mentre un altro è stato sanzionato per ubriachezza molesta e munito di ordine di allontanamento.

Una persona è stata segnalata all’Autorità Amministrativa per detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale ai sensi dell’art. 75 D.P.R. 309/90. Infine, sul fronte del contrasto all’immigrazione clandestina, sono stati emessi 3 ordini di espulsione nei confronti di cittadini stranieri risultati irregolari sul territorio, mentre altri 2 soggetti sono stati accompagnati presso il CPR.

I servizi ad “Alto Impatto” proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle aree più sensibili della città, al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e contrastare ogni forma di illegalità.