Assalti ai bancomat, sgominata banda nel Foggiano: 7 arresti

Nuovo colpo alla criminalità nel Foggiano, dove i carabinieri hanno sgominato una banda specializzata negli assalti ai bancomat. Sette persone sono state arrestate su disposizione del gip del tribunale di Foggia al termine di un’indagine che punta a fare luce sulla scia di colpi messi a segno negli ultimi mesi sul territorio.

Già in precedenza i militari avevano eseguito altri arresti nei confronti di giovani ritenuti coinvolti in analoghe azioni ai danni di istituti bancari e uffici postali. Dall’inizio dell’anno sono circa quindici gli assalti registrati in Capitanata, fenomeno che continua a destare forte preoccupazione tra cittadini e forze dell’ordine.

Furti in casa tra Bari e BAT, in azione con fiamma ossidrica e parrucche: 5 condannati arrestati a Bari

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno tratto in arresto 5 persone, in ottemperanza agli ordini di esecuzione per la carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari e conseguenti alle sentenze definitive di condanna per associazione per delinquere 416 c.p. finalizzata ai reati di cui agli artt. 624, 624 bis e 625 c.p., commessi nelle provincie di Bari e BAT tra il 2020 e il 2021.

Le condanne sono giunte a seguito delle risultanze investigative raccolte, con attività tecniche, perquisizioni e pedinamenti, dai militari della Compagnia Carabinieri di Monopoli che hanno ricostruito l’esistenza di un’organizzazione criminale ben strutturata, con il proposito di appropriarsi di ingenti quantitativi di denaro e oggetti di valore dalle casseforti installate nelle abitazioni delle vittime, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica.

Gli arrestati, secondo quanto emerso, utilizzavano per commettere i crimini, radio ricetrasmittenti, disturbatori di frequenza (cd. jammer), flessibili, e auto di grossa cilindrata di provenienza furtiva o con applicate targhe falsificate, scegliendo le vittime da colpire dopo aver studiato le loro abitudini di vita e le disponibilità economiche, anche tramite pedinamenti e appostamenti mirati.

Per introdursi nelle abitazioni delle vittime, gli associati, che erano soliti indossare parrucche da donna, passamontagna e mascherine, utilizzavano, sia chiavi sottratte ai proprietari che quelle riprodotte a partire da una foto. Infine, è stata localizzata e documentata l’esistenza di una base logistica a Bari usata per occultare i mezzi rubati, gli attrezzi da scasso e, talvolta, la refurtiva trafugata in attesa di essere avviata nei canali del riciclaggio.

Riciclaggio di auto rubate, targhe clonate e documenti falsi: 4 arresti e 19 indagati nel Brindisino – NOMI

Un’organizzazione specializzata nel riciclaggio di auto rubate e nella rivendita di veicoli con targhe clonate e documenti falsi è stata smantellata nell’ambito dell’inchiesta “Taurus” della Procura di Brindisi. Sei le misure cautelari eseguite: due persone sono finite in carcere, due ai domiciliari e altre due sottoposte all’obbligo di firma.

Secondo gli investigatori della Polizia Stradale, il gruppo avrebbe rigenerato auto incidentate utilizzando pezzi provenienti da veicoli rubati tra Taranto, Brindisi e Lecce, rimettendole poi sul mercato tramite piattaforme online a prezzi vantaggiosi.

Al centro dell’indagine c’è Dario Nardelli, 44enne di Latiano, ritenuto promotore dell’associazione e incaricato di coordinare furti, clonazione di targhe e passaggi di proprietà tramite agenzie compiacenti o inconsapevoli. Oltre a lui è finito in carcere anche Santo Ingrosso, 54enne di Latiano, ai domiciliari il 30enne brindisino Cristian Ciciriello e il 35enne di Nardò Pierluigi Calignano. Obbligo di firma per Antonio Pennisi, 35 anni di Torino, e Michele Monteleone 32enne anch’egli torinese.

Nonostante i primi sequestri e l’avvio delle indagini, il sistema si sarebbe evoluto, sfruttando anche una società di vendita online intestata alla compagna dell’uomo. In totale gli indagati sono 16. Il gip ha evidenziato la natura “professionale” dell’attività criminale, ritenuta proseguita anche dopo la scoperta dell’inchiesta.

Spaccio di droga nel Barese, arresti tra Modugno e Bitonto: 8 persone in manette. Tra loro tre donne

Negli ultimi giorni, il Comando Provinciale Carabinieri di Bari ha proseguito senza sosta l’azione di contrasto alla criminalità diffusa e allo spaccio di stupefacenti. In particolare, i militari hanno inferto un colpo ai canali di rifornimento della droga tra Modugno e Bitonto. Le operazioni speculari condotte nelle ultime due settimane hanno portato all’arresto (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di 8 persone, al sequestro di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e alla segnalazione di numerosi acquirenti.

L’azione repressiva dei militari è stata rivolta sia allo spaccio “di strada” nelle zone storiche e periferiche, sia centrali di stoccaggio più strutturate, dimostrando una vigilanza costante e l’efficace impiego di reparti speciali e unità cinofile.

Il fulcro di una delle attività più rilevanti ha riguardato la città di Modugno. Nel pomeriggio dello scorso 20 maggio, al termine di un mirato servizio di osservazione, i militari della Sezione Operativa del N.O.R. (Nucleo Operativo Radiomobile), supportati dal cane “King” del locale Nucleo Cinofili, si sono introdotti in un’abitazione trasformata in una vera e propria centrale dello spaccio.

L’operazione ha portato all’arresto in flagranza (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di tre conviventi: un 71enne e due 33enni. La successiva perquisizione domiciliare, estesa anche a un fondo agricolo in uso ai tre, ha permesso di scoprire un importante quantitativo di sostanze pronte per la vendita: 389 grammi di marijuana, oltre 90 grammi di hashish e quasi 21 grammi di cocaina. Insieme alla droga sono stati sequestrati bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Le indagini hanno inoltre accertato che, nella stessa mattinata, due acquirenti avevano acquistato cocaina e hashish venendo prontamente intercettati e segnalati alla Prefettura. Al termine delle formalità, i due uomini sono stati tradotti presso la casa circondariale di Bari, mentre la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari.

Parallelamente, a Bitonto, i Carabinieri della locale Stazione hanno intensificato i controlli sia nel centro storico sia nelle periferie con il supporto di reparti specializzati. L’operazione più rilevante è scattata nel cuore del centro storico, nella nota piazza di spaccio di “San Luca”, dove i militari, unitamente alla Sezione Operativa, al Nucleo Cinofili di Modugno con il cane “Eros” e allo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, hanno arrestato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) una donna di 43 anni, incensurata, poiché all’interno della sua abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati 233 grammi di marijuana, 5 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento; nel corso dello stesso servizio, due giovani sono stati inoltre segnalati alla Prefettura come assuntori di droga.

L’attenzione è rimasta altissima anche nei quartieri periferici dello stesso centro cittadino, dove i militari hanno fermato e arrestato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) un 20enne – a bordo di una bicicletta elettrica – trovato in possesso di un panetto di hashish da oltre 63 grammi, dosi pronte per lo spaccio e diverse dosi di cocaina, quest’ultima rinvenuta anche durante la successiva perquisizione nella sua abitazione. Inoltre poco prima, nella zona delle case popolari, un servizio di appostamento ha permesso di arrestare (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) un altro giovane sorpreso mentre vendeva marijuana e hashish a due clienti, a loro volta bloccati e segnalati alla Prefettura di Bari.

L’azione dei Carabinieri non si ferma alla flagranza di reato, ma garantisce il rispetto della legalità attraverso l’esecuzione rigorosa dei provvedimenti giudiziari e il controllo dei soggetti sottoposti a misure restrittive. Infatti nelle ultime settimane a Bitonto, i Carabinieri hanno:

– rintracciato e arrestato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) due coniugi di 57 e 56 anni. Nei loro confronti è stato eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari – Ufficio Esecuzioni Penali. I due devono scontare una pena di 4 anni e 10 mesi di reclusione per reati in materia di stupefacenti commessi a Bitonto nel 2019. L’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Turi e la donna presso quella di Trani;

– eseguito un ordine di esecuzione per l’espiazione della pena detentiva presso il domicilio nei confronti di un 51enne, condannato a scontare una pena residua di 7 mesi e 15 giorni per spaccio di sostanze stupefacenti (reato commesso nel 2019);

– arrestato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) un 40enne che, già sottoposto ai domiciliari, si era allontanato dalla propria abitazione in violazione al provvedimento restrittivo. L’uomo è stato rintracciato dalle pattuglie all’interno di un suo terreno agricolo, a circa 3 chilometri di distanza.

Le attività di controllo del Comando Provinciale di Bari, sotto l’egida dell’Autorità Giudiziaria, proseguiranno regolarmente con l’obiettivo di frenare drasticamente i canali di rifornimento e di spaccio della droga nei comuni dell’hinterland barese.

È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Truffa agli anziani, 89enne raggirata a Foggia: consegna 2mila euro e carta di credito. Arrestati due napoletani

Due ventenni originari di Napoli, con precedenti penali, sono stati arrestati dai Carabinieri per una truffa (per oltre tremila euro) ai danni di un’anziana di 89 anni di Foggia.

L’anziana è stata contattata telefonicamente da un uomo fintosi il nipote, che le aveva preannunciato l’arrivo a casa di un amico per recuperare denaro e monili in oro, proprio per scongiurare conseguenze legate a problemi economici.

Uno degli indagati si sarebbe presentato alla porta della donna, rimasta sola, e dopo averla raggirata con il pretesto di dover risolvere gravi problemi bancari, sarebbe riuscito a farsi consegnare 2.000 euro in contanti e una carta di debito, allontanandosi poi a bordo di un’auto insieme ad un complice.

I due si sarebbero poi recati presso un locale istituto di credito, prelevando dallo sportello Atm ulteriori 1.500 euro, grazie al codice pin della carta che la donna aveva fornito telefonicamente all’uomo che si era finto suo nipote.

I Carabinieri sono riusciti a rintracciare l’autovettura in transito nei pressi dello svincolo autostradale di Candela (Foggia), recuperando, nel corso di una perquisizione all’interno del veicolo, l’intera refurtiva sottratta poco prima all’anziana donna.

Gli arresti sono stati convalidati dal fip che ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni a Napoli. I Carabinieri stano verificando se i due possano essere gli autori di altre truffe messe a segno nel Foggiano.

Bari, 30 chili di cocaina nascosti nell’auto: la droga valeva 9 milioni di euro. Due arresti al Porto

In un vano segreto di un’auto avevano nascosto 30 kg di cocaina, che, immessi sul mercato, avrebbero fruttato oltre nove milioni di euro: a Bari due persone, una di origine turca e l’altra francese, sono state arrestate dalla Guardia di Finanza.

I militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto la droga mentre le due persone stavano per imbarcarsi per la Grecia. In una nota diffusa dal Comando provinciale di Bari della Guardia di Finanza è spiegato che “particolarmente rilevante è risultato il sistema di occultamento: un meccanismo di apertura meccanico-idraulico, progettato su misura per il veicolo e dotato di attivazione da remoto, indice di un elevato livello di organizzazione e competenze tecniche”.

Rifiuti speciali dalla Campania abbandonati nelle campagne pugliesi, 19 indagati: 6 persone ai domiciliari – I NOMI

Maxi operazione dei carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, contro un’organizzazione accusata di traffico illecito di rifiuti speciali tra Campania e Puglia. Secondo gli investigatori, tonnellate di rifiuti provenienti da diverse province campane sarebbero state smaltite illegalmente in aree agricole delle province di Foggia e Bat.

Nell’operazione sono stati impegnati circa 90 militari dell’Arma provenienti dai comandi provinciali di Napoli, Benevento, Bari, Roma, Caserta, Latina e Foggia. In totale sono state eseguite 19 misure cautelari.

Il gip di Bari, Ilaria Casu, con un’ordinanza di 467 pagine, ha disposto gli arresti domiciliari per sei persone: Ilario Vernieri, Giacomo Campese, Mauro Campese, Francesco Pio Losurdo, Cosimo Roma e Daniele Mastrullo. Per altri sette indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre sei imprenditori sono stati colpiti dal divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per un anno.

Il giudice ha inoltre disposto il sequestro dei mezzi utilizzati per il trasporto e lo scarico dei rifiuti e un sequestro preventivo da circa 3 milioni di euro nei confronti di dieci società. Respinta invece la richiesta di sequestrare le aziende coinvolte nell’inchiesta.

Rifiuti speciali dalla Campania abbandonati nelle campagne pugliesi, blitz all’alba: 19 arresti

È in corso, dalle prime ore di stamattina, una vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di una organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali provenienti da varie province della Campania e abbandonati in aree agricole delle province di Foggia e nella provincia di Barletta-Andria-Trani.

Circa 90 i carabinieri del Reparto Speciale dell’Arma e dei Comandi Provinciali di Napoli, Benevento, Bari, Roma, Caserta e Latina e Foggia impegnati nell’esecuzione di 19 provvedimenti cautelari.

Ulteriori informazioni saranno fornite nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne presso la Sala Conferenze della Procura della Repubblica di Bari.

Corato, seguono anziana e la derubano per strada: arrestati due giovani. Il colpo ripreso dalle telecamere

Il Tribunale di Trani (Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari) ha accolto la richiesta della Procura di Trani di adottare ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, nei confronti di due soggetti (di 19 e 27 anni).

La Polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare associando alla casa circondariale i due indagati. Le indagini preliminari coordinate dalla Procura avvalendosi del personale del Commissariato di P.S. di Corato ha consentito di raccogliere gravi indizi dei reati di rapina aggravata in concorso e lesioni personali, ai danni di una donna anziana ultra ottantacinquenne.

In particolare, l’attività investigativa coordinata dalla Procura di Trani e svolta dalla Polizia di Stato ha avuto origine a seguito di una violenta rapina perpetrata in strada in data 15.01.2026 ai danni di un’anziana donna che riportava lesioni a causa della violenta aggressione. L’immediata e complessa analisi di tutti i sistemi di videosorveglianza espletata dai poliziotti del Commissariato di PS di Corato ha permesso di ricostruire l’intera dinamica della rapina: due soggetti “puntano” da lontano l’anziana donna che percorre appiedata la via; mentre uno dei due soggetti rimane fermo all’angolo della strada a fare “da palo”, l’altro – che indossa un cappuccio in testa per evitare il riconoscimento – raggiunge l’ignara vittima alle spalle e la scaraventa al suolo; l’anziana vittima riporta lesioni; mentre la donna è a terra, il rapinatore le strappa con forza la borsa, vincendo la resistenza della vittima che prova a tirare a sé la borsa; i due soggetti poi scappano per le vie limitrofe.

L’analisi massiva di tutte le telecamere ha consentito di ricostruire “a ritroso” l’intero percorso di fuga dei due complici dopo la rapina, fino ad acquisire una inquadratura in cui gli stessi venivano immortalati a volto scoperto, mentre trafugano il contenuto della borsa asportata alla signora. Le perquisizioni domiciliari eseguite nel corso delle indagini hanno permesso di trovare i vestiti che i due soggetti avevano il giorno della rapina.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che all’esecuzione della misura cautelare, seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.