Furti seriali in casa e nei box, arrestato a Bari ladro georgiano. Caccia ai complici della banda

La Polizia ha arrestato a Bari un cittadino georgiano ritenuto componente di una banda specializzata in furti seriali tra Policoro, Scanzano Jonico e Nova Siri, nel Materano. Sono ancora ricercati gli altri presunti complici del gruppo.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dal Commissariato di Policoro, ha ricostruito una lunga serie di colpi messi a segno tra la fine di gennaio e la metà di aprile: decine i furti contestati, ai quali si aggiungono almeno altri 15 tentativi non denunciati dalle vittime perché rimasti incompiuti.

Nel mirino della banda abitazioni, seminterrati e box auto di complessi condominiali, violati con tecniche di effrazione ritenute particolarmente sofisticate. Determinanti per le indagini sono stati gli elementi raccolti dagli investigatori, tra cui immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza.

Tenta il furto nella casa che ha venduto, inquilino lo chiude nella stanza: preso agente immobiliare

Vi raccontiamo un fatto di cronaca avvenuto a Bari nei giorni scorsi. Protagonista un agente immobiliare che ha ideato un piano ben architettato per intrufolarsi in una delle case vendute dalla sua agenzia alla fine del 2025 e rubare i soldi messi da parte nell’abitazione dall’inquilino. Nonostante lo stratagemma, è stato colto di sorpresa dallo stesso inquilino che lo ha chiuso in una stanza prima di richiedere l’intervento sul posto della Polizia. Nel video allegato vi raccontiamo come è andata a finire.

Lavori a casa di Lello e Angela, Vittorio Menditto (RCM) rilancia: “A breve consegniamo le chiavi”

La sfida è stata lanciata. Vittorio Menditto l’ha detta proprio grossa e ha annunciato ai nostri microfoni di essere pronto a breve a consegnare le chiavi della casa di Lello e Angela ultimata dopo i lavori. Nessun ritardo dunque e la promessa che sta per essere mantenuta. Ci siamo recati sul cantiere per gli ultimi aggiornamenti.

Fidanzati uccisi a Lecce, il killer De Marco si laurea in Filosofia. E la casa dell’orrore diventa un b&b

A quasi sei anni dal duplice omicidio che sconvolse il Salento, Antonio De Marco, condannato all’ergastolo per l’assassinio dell’arbitro Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta, si è laureato in Filosofia nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Il 25enne di Casarano ha discusso una tesi su Arthur Schopenhauer, completando il percorso universitario grazie alla convenzione tra l’Università del Salento e l’istituto penitenziario.

De Marco sta scontando la pena per il delitto del 21 settembre 2020, quando i due fidanzati vennero uccisi con 79 coltellate nella loro abitazione di via Montello, proprio nel primo giorno di convivenza. Dopo l’arresto, l’ex studente di Scienze infermieristiche ha intrapreso un percorso di studi filosofici, trovando nella lettura una nuova routine durante la detenzione.

Nel frattempo, la casa in cui si consumò la tragedia è stata venduta dalla famiglia De Santis e sarà trasformata in un bed and breakfast dal nuovo proprietario, con l’obiettivo di restituire una nuova identità a un luogo rimasto a lungo simbolo di dolore collettivo.

Segrega la compagna in una casa isolata in campagna e la violenta davanti alla figlia: arrestato 27enne di Bari

Un 27enne originario di Bari è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della compagna. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura ed eseguita dai carabinieri della stazione di Trinitapoli.

Le indagini, avviate dopo la denuncia della donna, avrebbero fatto emergere un grave quadro di vessazioni, controllo ossessivo e isolamento. Secondo gli investigatori, l’uomo, spinto da una gelosia morbosa, avrebbe installato un dispositivo gps sull’auto della compagna per monitorarne gli spostamenti, sottoponendola a continui controlli telefonici. La vittima sarebbe stata inoltre costretta a vivere in una casa isolata in campagna, priva di mezzi di trasporto.

Gli accertamenti avrebbero documentato anche episodi di violenza sessuale consumati in luoghi isolati, persino in presenza della figlia minore della coppia. Contestualmente, il 27enne avrebbe dissipato ingenti somme di denaro nel gioco d’azzardo, utilizzando anche beni appartenenti al patrimonio familiare.

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche presunti rituali superstiziosi ai quali l’indagato si sarebbe affidato per tentare di superare la dipendenza dal gioco. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe seguito le indicazioni di un “santone”, compiendo riti con fotografie di famiglia infilzate da spilli e indumenti cosparsi di cera accompagnati da frasi dal contenuto macabro.