Malore nel locale, va in ospedale ma viene dimessa: 28enne muore il giorno dopo in casa. Aperta inchiesta

La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso della 28enne Francesca Centonze, residente a San Pietro Vernotico (Brindisi), morta il 3 agosto scorso nella sua abitazione, a distanza di un giorno da una visita al pronto soccorso dell’ospedale di Francavilla Fontana, iscrivendo nel registro degli indagati alcuni medici con l’accusa di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.

Secondo quanto ricostruito, la ragazza si era recata in ospedale il 2 agosto, accompagnata dai genitori, dopo aver accusato vomito e un forte stato di malessere insorti nelle ore successive a una cena al ristorante. Dopo una permanenza di circa un’ora, sarebbe stata dimessa senza ulteriori accertamenti diagnostici.

Il giorno seguente, la tragedia: Francesca Centonze è morta nella sua casa, lasciando familiari e amici sconvolti. I genitori, inizialmente sopraffatti dal dolore, non avevano sporto denuncia immediata, ma nei mesi successivi hanno richiesto chiarimenti all’ospedale, senza ricevere risposte ritenute soddisfacenti.

Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura, che ha avviato le indagini. Nei giorni scorsi, su disposizione degli inquirenti e su richiesta della famiglia, la salma è stata riesumata per consentire l’esecuzione dell’autopsia. I risultati degli esami medico-legali sono attesi entro i prossimi due mesi e saranno determinanti per fare luce sulle cause della morte e su eventuali responsabilità.

Emergenza abitativa, casa assegnata vuota da tre anni. Carmen: “Invivibile è invasa dalle blatte”

Torniamo a parlare di emergenza abitativa. La storia di Carmen è emblematica della situazione che denunciamo da anni. Al momento si trova con i suoi tre figli a casa della sua mamma nella città vecchia, ma tra poco suo marito uscirà dal carcere per scontare i domiciliari. A Carmen è stata assegnata una casa vuota da tre anni, ricevuta in condizioni disastrate e ora anche invivibile a causa di una mega invasione di blatte. Nonostante le segnalazioni e le sollecitazioni fatte agli enti preposti, Carmen è stata lasciata in un limbo burocratico.

Va a Tirana per curare i denti e compra casa, Zorro si gode la pensione in Albania: “Si sta bene”

In questi anni vi abbiamo spesso parlato del turismo dentale in Albania. Abbiamo incrociato diverse persone e ascoltato tante testimonianze, anche di vita. Questa volta vi raccontiamo la storia di Massimo, soprannominato Zorro, che si è recato a Tirana per curare i denti dopo aver visto i nostri servizi, salvo poi comprare lì una casa e godersi la pensione.

Bari, 58enne esce di casa per cercare il figlio e viene pestato da un gruppo di giovani: colpito con mazze di ferro

Un violento pestaggio, apparentemente senza motivo, si è verificato nella notte tra venerdì e sabato nel quartiere Libertà di Bari, in via Mario Pagano. Intorno alle 4 del mattino, un uomo di 58 anni è uscito di casa preoccupato per il mancato rientro del figlio.

Avvicinatosi a un gruppo di giovani, tutti intorno ai vent’anni, per chiedere informazioni, sarebbe stato inizialmente insultato. Di fronte alla reazione ostile, l’uomo ha deciso di allontanarsi e dirigersi verso un garage per prendere l’auto e mettersi alla ricerca del figlio.

Secondo quanto ricostruito, i giovani lo avrebbero però raggiunto e aggredito brutalmente, colpendolo con una mazza in ferro, pezzi di segnaletica stradale, oltre che con calci e pugni al volto. Alla scena avrebbero assistito il guardiano del garage e un’altra persona, entrambi ascoltati dai carabinieri intervenuti tempestivamente insieme ai sanitari del 118.

Gli aggressori sono riusciti a fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. L’uomo, rientrato a casa in condizioni doloranti e con il volto tumefatto, è stato soccorso nuovamente dal personale sanitario e trasportato al Policlinico, dove è stato medicato e ricoverato. Non sarebbe in pericolo di vita.

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri, che stanno raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per risalire ai responsabili.

Bari, incendia il pianerottolo di casa. Dentro la figlia, il nipotino e l’ex marito: 53enne finisce in una struttura di cura

Ha incendiato il pianerottolo dell’abitazione della figlia dopo aver cosparso il pavimento di benzina, mettendo in pericolo la donna, l’ex marito e il nipotino minorenne presenti in casa. Per questo una 53enne della provincia di Bari è stata sottoposta a misura cautelare in una struttura di cura.

L’episodio più grave risale al primo pomeriggio del 9 marzo scorso. La donna si sarebbe presentata sotto casa della figlia intimando: “Aprite la porta o vi do fuoco”. Poco dopo avrebbe appiccato le fiamme, con il liquido infiammabile che è penetrato anche all’interno dell’appartamento. L’intervento tempestivo di carabinieri e vigili del fuoco ha evitato conseguenze più gravi, mettendo in salvo i presenti. La 53enne è stata rintracciata poco dopo in stato confusionale.

Secondo le indagini, l’incendio è l’ultimo episodio di una serie di atti persecutori avvenuti tra gennaio e marzo 2026: minacce di morte rivolte alla figlia, all’ex marito e al nipotino, oltre a molestie tramite social network. A far partire l’inchiesta è stata la denuncia della figlia, presentata due giorni dopo i fatti.

La gip di Bari Gabriella Pede, che ha disposto il ricovero, non ha ravvisato gravi indizi per il reato di tentato omicidio aggravato ipotizzato dalla Procura. Alla donna sono contestati invece incendio e stalking. Nell’ordinanza si evidenzia una «personalità violenta», alimentata dal risentimento verso la figlia, ritenuta responsabile della fine del matrimonio.

La 53enne, in cura dal 2017 presso il centro di salute mentale di Casamassima per depressione cronica, è assistita dall’avvocato Giuseppe De Luca e sarà interrogata nei prossimi giorni.

Lecce, i fidanzati Eleonora e Daniele uccisi da Antonio De Marco: la casa di via Montello diventa un b&b

La casa teatro del tragico duplice omicidio di via Montello cambia volto e destino. L’appartamento all’ultimo piano dello stabile al civico 2, segnato da una delle pagine più dolorose della cronaca recente, è stato venduto e sarà trasformato in una struttura ricettiva.

Fu proprio lì che, la sera del 21 settembre 2020, persero la vita Daniele De Santis ed Eleonora Manta, uccisi da Antonio De Marco, all’epoca studente 21enne di infermieristica ed ex coinquilino della coppia. Un delitto che scosse profondamente l’opinione pubblica per la sua brutalità e apparente assenza di movente.

L’immobile, di proprietà della famiglia De Santis, è stato acquistato da un nuovo proprietario con l’intento di convertirlo in un bed & breakfast. Un progetto che punta a restituire vita e significato a un luogo a lungo associato al dolore, trasformandolo in uno spazio dedicato all’accoglienza e all’ospitalità.

Una scelta simbolica che segna un tentativo di voltare pagina, pur nel rispetto della memoria delle vittime, restituendo alla casa una nuova identità.