Fabio non c’è più ed è arrivato il momento di raccontare tutta la verità. Non solo il tumore, Fabio è stato ucciso dalle sue dipendenze che ha portato avanti fino all’ultimo, anche nel periodo in cui è stato ospite a casa di Quinto Potere. Sono tante le cose che vi abbiamo tenuto nascoste, è arrivato il momento di raccontarle. Anche perché questa è stata una delle ultime volontà di Fabio.
Sedato nel letto di un Hospice, così se n’è andato Fabio. L’ultima volontà: “Evitate i miei errori”
Fabio è morto, nel letto dell’Hospice della clinica barese Santa Rita. Per la famiglia di Quinto Potere si tratta di una dolorosa perdita e di un lutto difficile da superare. Gli siamo stati accanto nei suoi ultimi giorni di vita, denunciando le lacune di un sistema sanitario che lo ha abbandonato. Purtroppo le sue condizioni da subito sono apparse gravissime e la situazione è precipitata nelle ultime ore.
Fabio è stato uno degli ultimi ospiti della casa di Quinto Potere ed era riuscito a concedersi a suo modo una seconda possibilità, trovando un nuovo lavoro e una nuova sistemazione. La vita però a volte è crudele e per questo ha voluto lanciare un ultimo messaggio alla nostra community. Ringraziamo tutti coloro che sono stati vicini a Fabio in queste ore. Ai familiari, ai conoscenti e a chi gli voleva bene le più sentite condoglianze. Riposa in pace Fabio.
“È troppo grave, la broncoscopia può ucciderlo”. Fabio destinato all’Hospice: “Silvia sei un angelo”
Un giorno, una settimana? Nessuno può dire quanta vita sia rimasta a Fabio. Dopo alcuni sommari accertamenti, i valori sono precipitati e ormai non c’è più niente fa fare. In appena venti giorni si è passati dalla speranza alla condanna.
Fabio lo sa, ne abbiamo parlato, ma ormai i dolori sono così forti da non avere la lucidità necessaria per dire altro. Ci sono alcune cose che avrebbe voluto spiegare e precisare. Intanto è stato trasferito all’Hospice della clinica barese Santa Rita. Gli ultimi giorni di vita di Fabio lasciano due spunti di riflessione fondamentali.
Non fosse stato lui, probabilmente si sarebbe potuto fare qualcosa in più, senza essere costretti a chiamare questo o quello per segnalare la faccenda, in una sanità in cui gli interessi di pochi stanno prendendo il sopravvento su tutto il resto. La sanità pubblica diventa sempre più incapace di curare chi non ha soldi, amicizie e in ogni caso altre possibilità.
L’altra riflessione forte è la circostanza del dover essere fortunati nel capitare nelle mani di un sanitario anziché un altro. Da un lato l’infermiere innervosito dalla mole di lavoro, che alza la voce perché non riesce a fare subito un esame diagnostico, manco fosse colpa del paziente, ormai privo di forze e incapace di collaborare anche solo alzando un braccio; dall’altro Silvia, collega con gli occhi ancora carichi di passione e voglia di mettersi al servizio, nonostante la maleducazione di qualcuno.
Avrebbe potuto disinteressarsi di Fabio, ma vale per chiunque, invece lo ha visto cianotico, ha capito che avrebbe potuto avere un infarto e lo ha sottoposto immediatamente all’emogas. Risultato? Come ha fatto a sopravvivere senza ossigeno finora? E come non è morto nel trasporto autonomo in ospedale? Insomma, con una carezza e persino una battuta, ha strappato a Fabio gli ultimi sorrisi in mezzo a tanto dolore. Grazie Silvia, perché ci hai mostrato il volto – grazie a Dio non se l’unica – di ciò che resta di buono della sanità pubblica. E per quei tuoi modi gentili non abbiamo dovuto pagare 200 euro (150 euro senza fattura).
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Ex sindaco di Valenzano chiede 520mila euro di risarcimento a Fabio e Mingo: “Distrutta la mia immagine”
L’ex sindaco di Valenzano Antonio Lomoro ha avviato un’azione legale per chiedere un risarcimento di 520mila euro a Fabio De Nunzio e Domenico De Pasquale, noti come Fabio e Mingo, per alcuni servizi televisivi trasmessi nel maggio 2016 su TeleNorba.
Al centro della vicenda c’erano le accuse secondo cui Lomoro avrebbe tentato di ottenere parte dell’indennità della sua vice Francesca Ferri, che al suo rifiuto sarebbe stata poi sollevata dall’incarico. La vicenda aveva avuto anche un seguito giudiziario: Lomoro era stato assolto nel 2017 per non aver commesso il fatto, con la sentenza successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Bari nel 2018.
Ora l’ex primo cittadino contesta la ricostruzione proposta nei servizi e sostiene di aver subito una grave lesione della propria reputazione personale, politica e sociale, con conseguenze anche sulla vita privata e familiare.
L’avvocato Vito Giovannelli contesta in particolare il fatto che i servizi fossero registrati e montati prima della messa in onda, ritenendo quindi possibile una verifica preventiva delle informazioni. Contestata anche la definizione di una registrazione privata come “intercettazione telefonica”, oltre alla selezione di alcuni passaggi che, secondo la difesa, avrebbe contribuito a creare una rappresentazione distorta della vicenda.
La richiesta economica ammonta a 520mila euro, ma l’obiettivo principale, secondo il legale, sarebbe quello di riabilitare l’immagine dell’ex sindaco, ritenendo che alla sua assoluzione non sia stata riservata la stessa attenzione mediatica delle accuse. Nell’azione viene chiesta anche la rimozione dei contenuti ancora presenti su YouTube.
Antidolorifici e confusione, Fabio stritolato dai pensieri: “Se muoio di tumore vai fino in fondo”
Fabio sta male, attesa per la visita dal medico: “Non è una fiction”. Trasloco nel b&b
La situazione di Fabio è crollata da un momento all’altro. In attesa di conoscere le reali condizioni di salute, è finito nuovamente per strada con il rischio di perdere anche il lavoro. Lo abbiamo incontrato prima della visita dal medico che potrebbe dare aggiornamenti importanti sul percorso da fare. Fabio è giù d’animo e ha voluto rispondere a qualche commento.
Il peso del tumore, lavoro a rischio. Salta la casa in affitto. Fabio è stravolto: “Non so che fare”
La situazione di Fabio è crollata da un momento all’altro. In attesa di conoscere le reali condizioni di salute, è finito nuovamente per strada con il rischio di perdere anche il lavoro. Non ha un tetto dove stare, abbiamo provveduto a garantirgli una stanza in questi giorni, mentre da oggi temporaneamente sarà ospite in un b&b di un suo amico.










