Valenzano, il 22enne Abiuso ucciso nella faida tra Di Cosola e Strisciuglio: chiesto il processo per 3 persone – NOMI

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per tre persone considerate gli autori dell’omicidio di Danilo Abiuso, il 22enne ucciso a Valenzano (Bari) la sera del 14 novembre 2003 e ritenuto vicino al clan mafioso Strisciuglio.

L’omicidio rimase irrisolto per oltre 22 anni, ma nel febbraio scorso i carabinieri, al termine delle nuove indagini coordinate dal pm Domenico Minardi, individuarono in Luigi Guglielmi, Giovanni Partipilo e Francesco Luigi Frasca gli esecutori materiali del delitto. Guglielmi e Partipilo furono arrestati e sono tuttora detenuti, per Frasca il gip non dispose la misura non riconoscendo sussistenti le esigenze cautelari.

L’udienza preliminare nei confronti dei tre è stata fissata per il prossimo 5 maggio davanti al gup Giuseppe De Salvatore. Tutti sono considerati esecutori materiali dell’omicidio, Gugliemi è anche ritenuto il mandante: quella sera, Abiuso fu avvicinato da un commando mentre si trovava in macchina ed era al telefono con una ragazza: fu colpito da almeno otto proiettili di pistola. Agli imputati è contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal metodo mafioso e dalla minorata difesa della vittima. L’omicidio, per gli inquirenti, sarebbe maturato nell’ambito di una faida tra i clan rivali Di Cosola e Strisciuglio.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, tre anni prima dell’omicidio, il 21 settembre 2000, Abiuso avrebbe fatto parte del commando ritenuto autore del ferimento all’addome di Luigi Guglielmi. Alla base del gesto ci sarebbe stato l’interesse di uno dei componenti del commando per la moglie di Guglielmi, all’epoca membro del clan Strisciuglio. Qualche anno più tardi, il 2 ottobre 2003, nel quartiere Carbonara di Bari fu ucciso Gaetano Marchitelli, colpito per errore da un proiettile vagante (tra gli assassini c’erano Partipilo e Frasca).

Il giorno dopo la sorella 16enne di Guglielmi fu brutalmente picchiata da un esponente del clan Strisciuglio per alcune rivelazioni fatte in ambienti criminali sul delitto Marchitelli. A seguito di questo episodio, Guglielmi decise di passare con i Di Cosola, con cui aveva legami familiari, e di vendicare anche l’agguato subito tre anni prima. Fondamentali, per la ricostruzione della dinamica, le testimonianze dei collaboratori di giustizia. Le indagini furono riaperte su istanza dei genitori, del fratello e della sorella di Abiuso, estranei alle dinamiche criminali, assistiti dall’avvocato Roberto Loizzo.

Venerdì di passione: strike con feriti a Valenzano. Multa diventa caso social ad Adelfia

Durante la processione dei misteri a Valenzano e Adelfia si sono consumati due episodi di cronaca. Il primo di mattina a Valenzano. Un’auto si è fermata all’incrocio e il conducente è sceso dalla vettura in attesa del transito della processione, la donna che era seduta sul lato passeggero ha acceso la vettura nel tentativo di abbassare il finestrino, ma l’auto è schizzata come un proiettile ferendo un uomo e una donna.

La strage è stata evitata grazie all’intervento tempestivo di un altro uomo che è riuscito a frenare la corsa tirando il freno a mano. Ad Adelfia invece un’auto parcheggiata venerdì sera ha impedito il transito ad uno dei misteri. La proprietaria è scesa dopo 30 minuti e ha spostato la macchina, salvo poi pubblicare un post su un gruppo Facebook per puntare il dito contro chi l’ha attaccata in quegli attimi concitati.

Venerdì santo, a Valenzano due donne portatrici di una statua dei misteri. Il maestro Muti in processione a Molfetta

“Fin da bambina ho sempre ammirato la cura con cui mio padre ha conservato la statua, gesti che aveva imparato dallo zio. Attenzioni che ora sono anche mie e portarla in processione è stato naturale, è stato come realizzare il sogno che avevo fin da piccola”.

Rossella Laricchia, ha 30 anni, è di Valenzano (Bari), e nella vita fa il funzionario addetto all’ufficio per il processo della Corte d’appello di Bari. Questa mattina però, ha messo da parte fascicoli e Codici, per indossare il tailleur nero del portatore di una delle 50 statue dei misteri che hanno sfilato in paese questa mattina. Non era la sola donna nella squadra di uomini: con lei c’era la sua amica Anna, ingegnere di 28 anni.

“Mentre chiacchieravamo settimane fa, le raccontavo della processione, del nostro attaccamento alle statue e le ho chiesto se volesse far parte anche lei dei portatori e ha detto sì. Così, oggi insieme abbiamo partecipato alla processione”, dice. In paese i Misteri hanno una particolarità: sono conservati a casa. “La statua della mia famiglia è quella del rinnegamento di Pietro, risale all’800, è una delle più antiche – continua Rossella – e fa parte della mia vita da sempre. L’anno scorso la mia processione è stata simbolica: ho percorso un breve tratto. Oggi, invece, sono riuscita a completare il percorso”.

Che si snoda per il paese partendo da corso Aldo Moro alle 11 del mattino. “Alle 8 la banda preleva a casa le statue che piano piano si mettono assieme e solo dopo l’arrivo dell’ultima, si parte”, continua Rossella che ammette di aver provato una forte emozione. “È una fatica, lo confesso, ma è una fatica che si trasforma in sentimento, in commozione”, aggiunge. Si avverte la stanchezza? “Forse avrei dovuto prepararmi a livello fisico, ma posso dire che non è stata traumatico. Anna invece è un’atleta ed è stata aiutata nel cammino”, sorride Rossella. “L’anno prossimo ci sarò, ormai sarà tradizione anche per me come lo è per tutta la mia famiglia”, promette.

A Molfetta invece confratello d’eccezione il maestro Riccardo Muti che ha indossato il camice marrone con il cappuccio posato sulla testa, il cingolo rosso e i guanti neri a coprire le mani che reggono un cero. Muti è tra i componenti dell’arciconfraternita di ‘Santo Stefano dal sacco rosso’ che ha partecipato alla processione dei cinque Misteri a Molfetta, città in cui il celebre direttore d’orchestra è cresciuto.

Entrato a far parte della Arciconfraternita ad honorem nell’aprile dell’anno scorso, Muti sta partecipando alla processione che solitamente sfila per le strade della città nella notte tra il giovedì e il venerdì santo. La pioggia ne ha però posticipato l’inizio e il corteo religioso si sta svolgendo oggi pomeriggio. Tanto lo stupore di chi assiste alla processione nel vedere un partecipante così famoso che “per la prima volta da confratello è in processione”, dice chi assiste ogni anno alla processione.

Valenzano, sventato furto nella notte in una gioielleria: ladri in fuga a mani vuote

Sventato furto nella notte in una gioielleria situata in via Capurso a Valenzano da parte di una guardia giurata dell’istituto “Blu Vigilanza”, intervenuta sul posto dopo l’allarme.

Non c’è stata nessuna colluttazione, la guardia è arrivata sul posto e i banditi sono scappati a bordo di un’auto.  La banda non è riuscita ad entrare in gioielleria dopo aver aperto la serranda.

Omicidio Abiuso a Valenzano, arrestati Luigi Guglielmi e Giovanni Partipilo: i retroscena. Decisivi i collaboratori

L’omicidio di Danilo Abiuso, il 22enne ucciso nel Barese il 14 novembre 2003, sarebbe maturato nell’ambito di una lotta tra clan rivali, ma incrocerebbe anche vendette personali per questioni passionali e le fibrillazioni interne ai gruppi criminali dopo l’omicidio del 15enne Gaetano Marchitelli, vittima innocente di mafia.

Lo hanno ricostruito le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Dda di Bari che, 23 anni dopo, hanno arrestato due persone, il 43enne Luigi Guglielmi e il 40enne Giovanni Partipilo, ritenuti gli autori dell’omicidio.

La sera del delitto la vittima, dopo aver lasciato la fidanzata in una palestra di Triggiano, andò a bordo della sua Golf a Valenzano. Parcheggiò, iniziò una telefonata e pochi minuti dopo fu ferito da una raffica di colpi, almeno otto, risultati poi fatali. La Dda ha identificato i tre presunti esecutori materiali: Guglielmi, anche nel ruolo di mandante, Partipilo e il 40enne Francesco Luigi Frasca. Ai primi due l’ordinanza cautelare è stata notificata in carcere.

Nei confronti di Frasca il gip non ha riconosciuto la sussistenza delle esigenze cautelari. L’accusa, per tutti, è di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso, dalla premeditazione e dalla minorata difesa della vittima.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tre anni prima dell’omicidio, il 21 settembre 2000, Abiuso avrebbe fatto parte del commando ritenuto autore del ferimento all’addome di Luigi Guglielmi, all’epoca esponente del clan Strisciuglio. Alla base del gesto ci sarebbe stato l’interesse di uno dei componenti del commando per la moglie di Guglielmi. Qualche anno più tardi, il 2 ottobre 2003, fu ucciso a Carbonara Gaetano Marchitelli, colpito per errore da un proiettile vagante (tra gli assassini c’erano Partipilo e Frasca).

Il giorno dopo la sorella 16enne di Guglielmi fu brutalmente picchiata da un esponente del clan Strisciuglio per alcune rivelazioni fatte in ambienti criminali sul delitto Marchitelli. A seguito di questo episodio, Guglielmi decise di passare con i Di Cosola, con cui aveva legami familiari, e di vendicare anche l’agguato subito tre anni prima. Fondamentali, per la risoluzione del caso, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

Omicidio Abiuso a Valenzano nella faida tra i clan Strisciuglio e Di Cosola: due arresti dopo 23 anni – VIDEO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di due persone, accusate a vario titolo dei delitti di omicidio premeditato ( in concorso aggravato dal metodo mafioso e dalle condizioni di minorata difesa) di Danilo Abiuso, 22enne ucciso la notte tra 14 e 15 novembre 2003 a Valenzano, a pochi chilometri da Bari.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica – DDA – di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tra cui uno ritenuto reggente del clan Di Cosola, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso, consumato in pieno centro a Valenzano la sera del 14 novembre 2003 nel mentre la vittima, 22enne originario di Bari, all’interno del proprio veicolo, era a telefono con un’altra persona.

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Nella circostanza, approfittando della distrazione del predetto, dunque delle condizioni di minorata difesa, gli indagati hanno esploso nei suoi confronti almeno 8 colpi di pistola cal. 22, provocandone poi il decesso.

L’evento delittuoso, inquadrato all’interno di un più ampio contesto criminale, ha visto la partecipazione diretta un appartenente al clan Di Cosola e di alcuni suoi parenti, all’epoca dei fatti giovani leve del sodalizio, coinvolti nella guerra di mafia avviata contro i membri del clan Strisciuglio.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Omicidio Abiuso a Valenzano, svolta nelle indagini: arrestati i presunti autori dopo 23 anni

I carabinieri di Bari hanno arrestato i presunti autori dell’omicidio di Danilo Abiuso, 22enne ucciso la notte tra 14 e 15 novembre 2003 a Valenzano, a pochi chilometri da Bari. L’indagine è coordinata dalla Dda.

Le accuse nei confronti degli indagati sono di omicidio aggravato dalle modalità mafiose e dalla premeditazione. Maggiori dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 in Procura a Bari.

Pallavolo, al via la stagione della Just British: Asem, Adria e Rainbow unite per un unico obiettivo

Quinto Potere ha preso parte alla presentazione ufficiale del Just British Volley Project che si è tenuto al PalaMajorana di Bari. Al centro l’unione di tre società sportive di pallavolo (B2 Femminile, C Femminile e D Maschile) e delle loro categorie giovanili. Hanno preso parte all’evento anche il sindaco di Valenzano, Giampaolo Romanazzi, e l’assessore Pietro Petruzzelli del Comune di Bari. Le voce dei protagonisti e tutti i dettagli del progetto nel video allegato.

Tragedia sfiorata a Valenzano, auto rischia di precipitare dalla scarpata: anziana salvata dalla Locale

Attimi di paura questo pomeriggio a Valenzano dove gli agenti della Polizia Locale hanno salvato una donna ed evitato che l’auto precipitasse giù da una scarpata nella via vecchia Canneto.

L’anziana è stata estratta dall’auto e la vettura messa in sicurezza. La pattuglia della Locale era di passaggio e fortunatamente è intervenuta subito. Sul posto anche il 118.