Torniamo ad occuparci della discarica a cielo aperto all’esterno della struttura dopo il nostro blitz che ha creato imbarazzo e tensioni.
Continue readingRsa Casa Caterina, Pepe: “Troppi debiti discorso chiuso”. Condizione degli ospiti: c’è la relazione
Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono.
La struttura, lo ricordiamo, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi. Abbiamo incontrato sul posto il nuovo amministratore, Gianni Melaccio, e parlato con l’assistente sociale impegnata in struttura, mentre alcuni ospiti negli ultimi giorni hanno lasciato la struttura, come confermato dai parenti.
Vi parliamo delle ultime novità con il proprietario della struttura che, dopo aver invocato il commissariamento della rsa, manda un messaggio chiaro e diretto all’amministratore Melaccio e alla cordata sul futuro della Rsa. Ecco tutti gli aggiornamenti anche sulle condizioni dei pazienti.
Accusato di violenza, diffamazione e abuso del giornalismo: archiviato il rottweiler del finanziere
Torniamo ad occuparci della storia del rottweiler che nel gennaio 2025 aggredì ad Adelfia, nell’area sgambamento per cani, il papà del suo proprietario, un finanziere che ci querelò per diffamazione insieme a sua moglie. Eravamo intervenuti sul posto per documentare quanto accaduto e gli animi subito si riscaldarono. Non solo diffamazione, siamo stati accusati anche di violenza e abuso del giornalismo. Vi raccontiamo gli sviluppi del processo giudiziario con alcune precisazioni dovere.
Adelfia, location segreta e alcol portato da minorenni: rave party “da sballo” interrotto a mezzanotte
Serata finita prima del previsto per una festa privata organizzata nella periferia di Adelfia, interrotta allo scoccare della mezzanotte dall’intervento delle forze di polizia. Gli organizzatori sono stati costretti a chiudere tutto e a far rientrare i partecipanti.
L’evento era stato promosso attraverso un fitto passaparola su chat e social network, principalmente tra studenti liceali. La location era rimasta segreta fino a poche ore prima dell’apertura, una strategia che richiama da vicino quella dei rave party. L’unico elemento certo per i partecipanti era la presenza di un open bar e il pagamento di un biglietto d’ingresso.
Proprio queste modalità organizzative hanno attirato l’attenzione delle autorità, che sono intervenute per verificare la regolarità della festa. Durante i controlli è emerso che alcuni dei presenti, tra cui anche minorenni, avevano portato con sé negli zaini bevande alcoliche acquistate autonomamente.
L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno delle feste private organizzate via social e sulla difficoltà di monitorare situazioni in cui spesso partecipano giovanissimi, con il rischio di consumo incontrollato di alcol.
Rsa Casa Caterina, creato gruppo Whatsapp. L’assistente sociale: “Parenti confusi serve chiarezza”
Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono. Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato, Nas e Finanza hanno fatto accertamenti, perquisizioni e sequestri, anche presso le abitazioni di alcuni indagati.
La struttura funziona, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi grazie alla straordinaria dedizione dei dipendenti.
Dopo aver incontrato sul posto il nuovo amministratore Gianni Melaccio che, per conto di una cordata, ha preso in mano la situazione anche da un punto di vista finanziario, siamo tornati in struttura per parlare con l’assistente sociale che, in assenza del coordinatore sanitario, oggi rappresenta una figura fondamentale per la struttura.
Casa Caterina, l’ombra di Schettino sulla rsa: la compagna indagata incontra i dipendenti
Torniamo ad occuparci di Casa Caterina, la rsa di Adelfia finita al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura di Bari a indagare sette persone, tra l’altro anche per maltrattamento e abbandono. Nei giorni scorsi, come vi abbiamo raccontato, Nas e Finanza hanno fatto accertamenti, perquisizioni e sequestri, anche presso le abitazioni di alcuni indagati.
La struttura funziona, è ancora aperta regolarmente, gli ospiti anziani all’interno sono sereni e sono accuditi grazie alla straordinaria dedizione dei dipendenti (che presto saranno pagati).
Dopo aver incontrato sul posto il nuovo amministratore Gianni Melaccio che, per conto di una cordata, ha preso in mano la situazione anche da un punto di vista finanziario, vi parliamo del blitz in struttura della moglie dell’imprenditore brindisino Michele Schettino, agli arresti domiciliari e indagato dalla Procura di Lecce per bancarotta fraudolenta nell’ambito della gestione di altre rsa. Lo stesso Schettino, con la sua compagna, sono indagati anche nell’inchiesta della Procura di Bari aperta su Casa Caterina.
“Anziani abbandonati”, la Regione chiude Casa Caterina. Blitz nella rsa: “Mancano solo le autorità”
Quando abbiamo letto il provvedimento della Regione Puglia, quello con cui si dispone la chiusura della residenza sanitaria assistenziale Casa Caterina di Adelfia, ci siamo subito fiondati nella struttura.
A leggere la misura ci aspettavamo di trovare una situazione di assoluto disagio, con l’assenza delle condizioni minime di assistenza agli anziani. Li abbiamo immaginati immersi nelle loro urine, profondamente deperiti, disidratati, insomma a un passo dalla morte. La nostra fervida immaginazione ci ha portato a credere che in presenza di una siffatta situazione la struttura fosse presidiata dalle autorità competenti: amministrazione comunale, asl, ispettorati vari, assistenti sociali e magari medici inviati d’urgenza dalla stessa Regione per fronteggiare l’emergenza prospettata.
In realtà, perché solitamente la realtà supera la fantasia, in struttura c’era il solito personale – altre unità saranno assunte a cominciare da lunedì -, ma abbiamo trovato anziani in buone condizioni e alcuni di loro in compagnia dei loro parenti. Abbiamo ascoltato tutti – ci scusiamo se ci siamo dimenticati di informarli che la telecamera fosse rimasta accesa – e la situazione prospettata nell’atto è sembrata tutt’altra.
Nella struttura, la cui gestione è precipitata da dicembre scorso, seppure anche prima ha vissuto di molti bassi e pochi alti, con debiti e una gestione discutibile degli ospiti, c’era il nuovo “amministratore” della società Nicolas.
“Impugneremo immediatamente il provvedimento – ha spiegato -. Ho la sensazione che il vero interesse in questa vicenda, almeno in questo momento, non sia la reale tutela degli anziani, ai quali non manca niente. Stiamo provvedendo a sistemare tutto ciò che è rimasto indietro e lo faremo anche con i debiti se i creditori volessero trovare un accordo con noi. Nessuno resterà indietro”.
Gianni Melaccio continua a ripetere la filastrocca, invitando anche il proprietario della struttura a sedersi attorno a un tavolo per capire come far rientrare il debito, se non altro per giudicare la serietà della proposta. “A prescindere non si possono prendere decisioni di questo tipo – continua Melaccio -, mi auguro che davvero ognuno faccia la sua parte per il bene degli anziani”. Nel video potrete vedere senza filtri l’attuale situazione nella Rsa Casa Caterina. Ci siamo presentati senza avvisare, del resto i cancello è ancora aperto in seguito ai molteplici sabotaggi.
Adelfia, anziani “abbandonati”: chiude la rsa Casa Caterina. La Regione Puglia dispone le dimissioni degli ospiti
La Regione Puglia ha disposto la chiusura immediata della residenza per anziani “Casa Caterina” di Adelfia, già al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge l’imprenditore brindisino Michele Schettino e altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.
Il provvedimento, adottato dal dipartimento Salute, è motivato da una «assoluta precarietà gestionale» e da un «inaccettabile vuoto di responsabilità legale e amministrativa», elementi che avrebbero determinato la perdita totale di controllo e affidabilità della struttura.
Già nell’ottobre 2025 la Regione aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione, avviando a gennaio il trasferimento degli ospiti. Tuttavia, la sospensione del Tar aveva temporaneamente bloccato la chiusura. La nuova decisione supera ora quel provvedimento.
Le verifiche condotte dalla Asl Bari hanno fatto emergere gravi criticità: irregolarità amministrative, problemi legati allo sfratto dell’immobile e pesanti carenze assistenziali per i circa 50 anziani ospiti. Tra le violazioni segnalate figurano disservizi nella mensa con pasti inadeguati per pazienti fragili, chiusura della lavanderia, condizioni igieniche precarie e personale insufficiente, con rischi concreti per la salute degli assistiti, tra cui malnutrizione e piaghe da decubito.
La situazione è precipitata dopo l’arresto ai domiciliari di Schettino, quando la struttura sarebbe stata abbandonata dal personale, rendendo necessario l’intervento urgente del Comune e della Prefettura. Secondo la Regione, si è verificato un vero e proprio collasso organizzativo, incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.
Respinta anche la richiesta della società di ottenere tempo per sanare le irregolarità. Le autorità hanno inoltre evidenziato l’assenza di qualsiasi atto formale relativo al presunto subentro di un nuovo amministratore, ritenuto quindi privo di legittimazione giuridica.
Nel frattempo, la Procura di Bari ha eseguito perquisizioni nei confronti degli indagati, tra cui familiari e presunti prestanome di Schettino. Tra le accuse anche quella di corruzione: secondo gli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato avvisato in anticipo dei controlli sanitari. Ora spetterà alla Asl e ai servizi sociali comunali completare il trasferimento degli anziani in altre strutture adeguate.
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“Anziani abbandonati senza cibo”, blitz della Finanza a Casa Caterina. Gli ospiti della rsa: “Va meglio”
C’è anche l’ex direttore della Rsa Casa Caterina di Adelfia, Antonio Novielli, tra i sette indagati dalla Procura di Bari nell’inchiesta sulla gestione della struttura. Lo avevamo intervistato due giorni fa. Una lunga chiacchierata per chiarire la sua posizione e i rapporti con Michele Schettino, l’imprenditore brindisino 51enne, e Giovanni Vurro, il 50enne braccio destro di Schettino.
Questi ultimi due, oltre a essere indagati nell’ambito di quest’inchiesta, sono ai domiciliari su richiesta della Procura di Lecce. Bancarotta fraudolenta è il reato contestato. Tra gli indagati anche Paolo Schettino, fratello di Michele e per un periodo amministratore della società Nicolas.
L’inchiesta di Adelfia, invece, avrebbe evidenziato un presunto sistema illecito fatto di corruzione, maltrattamenti e gestione fraudolenta di società nell’ambito della gestione di Casa Caterina. Questa mattina la Guardia di Finanza, a cui sono state affidate le indagini, ha effettuato perquisizioni e sequestri presso la sede della Rsa e nelle abitazioni dei sette indagati.
In attesa di conoscere quale sarà il futuro della Residenza assistenziale – tanti ne auspicano il commissariamento – il nuovo amministratore della società Nicolas, Giammaria Melaccio, continua a restare al timone per assicurare la gestione ordinaria. Alle sue spalle ci sarebbero alcuni imprenditori non pugliesi, che già operano nel settore. Abbiamo deciso di irrompere anche noi a Casa Caterina per comprendere le condizioni della struttura e quelle delle anziani, che abbiamo anche sentito. Nel video vi mostriamo ciò che è emerso dalla visita a sorpresa.










