Rsa Casa Caterina, smaltita la discarica pignorate le rette. Pepe su Melaccio: “Un prestanome”

La discarica a cielo aperto all’esterno della rsa Casa Caterina non c’è più. Dopo le denunce e i blitz, sul posto è intervenuta la Sieco, l’azienda per la nettezza urbana di Adelfia, che ha provveduto allo smaltimento con un contratto privato siglato con la struttura. La speranza è che ora la situazione possa essere tenuta sotto controllo, mentre il proprietario della struttura torna all’attacco puntando il dito contro Melaccio.

 

 

Rsa Casa Caterina, imbarazzo e tensioni per la mega discarica. Pepe: “Pignoro le rette non il conto”

La situazione nella Rsa Casa Caterina di Adelfia resta complessa. All’esterno c’è una discarica a cielo aperto e il nostro blitz ha creato imbarazzo e tensioni sul posto. C’è chi si è infastidito, chi invece ha cercato di arrampicarsi sugli specchi. Il tutto mentre la discarica continua ad espandersi a macchia d’olio. Con noi sul posto anche il proprietario della struttura che ha annunciato la volontà di pignorare solo le rette e non il conto, per permettere il pagamento dei dipendenti.

Intelligenti ma non troppo, Madonnella in rivolta per i cassonetti: “Una discarica. Troppi disagi”

Qual è il paradosso per un cassonetto intelligente di rifiuti? Essere gestito da qualcuno di poco intelligente. Ci siamo recati in corso Sonnino, nel quartiere Madonnella di Bari, per documentari i disagi dei residenti ma anche di chi come Pasquale, commerciante, è costretto a fare i conti con l’inciviltà e un’organizzazione che lascia perplessi.

A partire da fine aprile/inizio maggio 2026, nel quartiere Madonnella è iniziata l’installazione di 51 nuovi cassonetti intelligenti (smart) nell’ambito del progetto “Giusto un gesto”. Questi contenitori si aprono tramite tessera personale o app, monitorano il livello di riempimento e mirano a migliorare la differenziata. Saranno attivi e operativi da agosto ma intanto c’è chi già li utilizza. Chi arriva e li trova pieni, getta i rifiuti all’esterno.

Discarica Martucci a Conversano, via libera del Consiglio di Stato: nessuno stop all’impianto

Nessuno stop alla discarica Martucci di Conversano. Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2319 del 18 marzo 2026, ha confermato la piena legittimità del Piano regionale di gestione dei rifiuti, così come modificato nel 2025 dalla Regione Puglia.

Al centro della decisione, l’utilizzo delle vasche A e B del lotto II dell’impianto, la cui riattivazione controllata è stata ritenuta conforme alla normativa. I giudici amministrativi hanno infatti dichiarato improcedibile l’appello presentato dal Gruppo di Intervento ODV, accogliendo le eccezioni sollevate sia dal gestore, la società Progetto Bacino Bari 5, sia dalla Regione Puglia.

Determinante, secondo il Consiglio di Stato, la mancata impugnazione della delibera di Giunta regionale del 2025, atto che ha confermato la ripresa delle attività nella discarica.

La legittimità dell’operato regionale era già stata riconosciuta in precedenza anche dal Tar Bari, che con due distinte sentenze aveva respinto e dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dal Gruppo di Intervento ODV e dal Comune di Conversano.

Con questa pronuncia, i provvedimenti regionali sulla discarica Martucci diventano definitivi, sancendo il via libera alla prosecuzione delle attività previste.

Incendi e una valanga di materassi, la “discarica dell’ospedale” s’allarga: “In Bulgaria non è così”

Siamo tornati, dopo poche settimane, nella gigantesca discarica all’esterno dell’ospedale San Paolo di Bari. Lo scenario davanti a noi è inquietante, diversi rifiuti sono stati incendiati e per questo l’altezza media si è abbassata. Ma la discarica si è allargata con un cumulo maggiore di rifiuti. Uno scempio ambientale senza fine. Ecco il nostro reportage.

Getta per sbaglio venti lingotti d’oro nella spazzatura, la busta recuperata nella discarica: valgono 120mila euro

Aveva messo in una scatola di latta 20 lingottini d’oro del valore complessivo di 120mila euro e, per errore, ha gettato tutto nel cestino della spazzatura. Il giorno dopo, quando si è accorto di cosa aveva fatto, è corso dai carabinieri a denunciare il fatto e i militari, dopo una serie di verifiche, hanno recuperato la preziosa scatola che era già finita in discarica.

È accaduto ad un uomo di 57 anni, che aveva gettato inconsapevolmente il suo piccolo tesoro, regolarmente acquistato nel corso degli anni, in un cestino della spazzatura di Torre Lapillo, frazione di Porto Cesareo.

Quando il giorno dopo si è reso conto dell’accaduto è andato dai carabinieri che, dopo qualche perplessità iniziale, hanno poi verificato dalla visione dei filmati delle telecamere che quanto raccontato corrispondeva al vero.

La ricerca così si è spostata ad Ugento, nella discarica, dove i rifiuti erano stati conferiti dagli autocompattatori e alla fine il contenitore di latta è stato ritrovato con tutto il suo carico prezioso che è stato restituito al suo legittimo proprietario.

Cani nella discarica, trasferiti Billy e Willy. Iniziata la pulizia: “Avete esagerato vi querelo”

Detto fatto, questa mattina è iniziata la maxi pulizia nella casa discarica in via Speri ad Adelfia dopo l’incontro avvenuto nei giorni scorsi. Il Comune si è fatto carico per ora dei costi delle operazioni, i cani Billy e Willy sono stati trasferiti in una masseria e sono al sicuro. Alessandro però è deciso a non chiudere qui la vicenda.

Bari, maxi discarica abusiva a Ceglie con rifiuti pericolosi e poi bruciati: arrestato 53enne

Nel quartiere di Ceglie del Campo, a Bari, un 53enne avrebbe realizzato e gestito una discarica abusiva di circa 12.500 metri quadri, in cui erano accumulati rifiuti di ogni tipo, da materiale edile e ferroso a batterie esauste, pneumatici e parti elettriche e meccaniche di auto.

Per questo, l’uomo è finito agli arresti domiciliari per reati in materia ambientale. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, nella discarica (che si estendeva su terreni dell’indagato, di altri proprietari e del Comune di Bari) sarebbero stati abbandonati rifiuti speciali pericolosi e, spesso, i rifiuti abbandonati, anche pericolosi, sarebbero stati bruciati.

I carabinieri avevano sottoposto l’area a sequestro preventivo già a settembre 2025, in seguito a un controllo.