Conversano come Bari, ordinanza chi porta a spasso il cane: obbligo di raccogliere le deiezioni e lavare la pipì

Nuove disposizioni a Conversano per garantire maggiore decoro urbano, igiene pubblica e rispetto degli spazi comuni. Il sindaco Giuseppe Lovascio ha emanato il 26 agosto l’ordinanza sindacale n. 290/2026, introducendo una serie di obblighi per proprietari e conduttori di cani.

Il provvedimento nasce dal ripetersi di comportamenti incivili, con deiezioni solide lasciate sui marciapiedi e deiezioni liquide non rimosse da muri, vetrine, panchine e altri elementi dell’arredo urbano.

L’ordinanza, con decorrenza immediata, impone innanzitutto di raccogliere le deiezioni solide e smaltirle correttamente in sacchetti impermeabili chiusi, utilizzando i cestini portarifiuti. Chi conduce il cane dovrà inoltre avere con sé l’attrezzatura necessaria per la raccolta, da esibire in caso di controllo.

Novità anche per quanto riguarda le deiezioni liquide: quando il cane urina su muri, portici, vetrine, marciapiedi, panchine, pali della luce, segnaletica o altre superfici pubbliche, sarà obbligatorio provvedere al lavaggio con acqua. Per questo motivo, i proprietari dovranno portare con sé una bottiglietta o uno spruzzatore contenente acqua, senza aggiunta di sostanze chimiche. È inoltre vietato far urinare i cani a ridosso di portoni, ingressi di abitazioni, uffici, negozi, vetrine, veicoli in sosta o altri oggetti collocati regolarmente sulla strada pubblica.

Sono esclusi dalle disposizioni i cani guida per persone non vedenti e gli animali appartenenti alle Forze Armate, alla Polizia, alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco quando impegnati nelle rispettive attività istituzionali. Per chi non rispetterà le nuove regole è prevista una sanzione amministrativa da 25 a 300 euro. I controlli saranno effettuati dalla Polizia Locale e dalle altre Forze dell’Ordine competenti.

«Questa ordinanza nasce dalla necessità di tutelare il decoro della nostra città e garantire la piena fruibilità degli spazi pubblici», ha spiegato il sindaco Giuseppe Lovascio, invitando i proprietari di cani a collaborare e a prestare maggiore attenzione al rispetto degli spazi comuni. «Piccoli gesti quotidiani possono fare una grande differenza per la qualità della vita di tutti», ha sottolineato.

Sbranato da due rottweiler in campagna, muore il 72enne Giuseppe Pampo: individuati cani e proprietario

Sono stati individuati i due rottweiler che hanno aggredito e ucciso Giuseppe Pampo, agricoltore 72enne di Leverano. I carabinieri hanno rintracciato gli animali e il loro proprietario in una tenuta situata a poca distanza dal luogo in cui è stato trovato il corpo della vittima.

Sono ora in corso gli accertamenti sui cani, anche attraverso il prelievo di campioni ematici che saranno sottoposti a comparazione forense per verificare il loro eventuale coinvolgimento nell’aggressione.

La salma di Pampo è stata trasferita all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli ulteriori accertamenti, compreso l’eventuale esame autoptico.

Cani al guinzaglio sulla battigia, il chiarimento arriva dal Comune di Bari: “Il transito non va vietato”

A seguito delle numerose segnalazioni pervenute nei giorni scorsi in merito all’accesso alle spiagge e, in particolare, alla possibilità di transitare sulla battigia con cani al guinzaglio in corrispondenza degli stabilimenti balneari, la consigliera comunale delegata alla Tutela e al Benessere degli Animali, Silvia Russo Frattasi, ha avviato un’interlocuzione con la Capitaneria di Porto di Bari, guidata dal Contrammiraglio Donato De Carolis.

Dal confronto con le Sezioni Demanio e Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Bari è emersa la volontà comune di assicurare una corretta applicazione delle disposizioni vigenti e, soprattutto, una chiara distinzione tra le aree oggetto di concessione balneare e la battigia, rispetto alla quale deve essere garantito il libero transito.

“Il Comune di Bari non ha introdotto ulteriori limitazioni al transito dei cani al guinzaglio sulla battigia – dichiara Silvia Russo Frattasi –. È importante distinguere il diritto del concessionario di disciplinare l’accesso degli animali all’interno dell’area affidata in concessione dal diritto dei cittadini di transitare lungo la battigia secondo quanto previsto dalla normativa. Le numerose segnalazioni ricevute in questi giorni hanno reso necessario un confronto con la Capitaneria di Porto proprio per fornire indicazioni chiare ed evitare interpretazioni differenti. L’obiettivo non è creare contrapposizioni tra cittadini e gestori degli stabilimenti, ma fare chiarezza e garantire che le regole siano conosciute e rispettate da tutti. Ringrazio il Contrammiraglio De Carolis e la Capitaneria di Porto per la disponibilità e per la collaborazione immediatamente assicurata”.

“In Puglia, la presenza di un cane condotto al guinzaglio sulla battigia non determina, di per sé, un divieto di transito – chiarisce il Contrammiraglio Donato De Carolis –. La normativa regionale tutela il libero e gratuito accesso alla battigia e il relativo transito, anche in corrispondenza degli stabilimenti balneari. Eventuali limitazioni alla presenza degli animali devono trovare fondamento in specifiche disposizioni normative o in provvedimenti legittimamente adottati e adeguatamente resi conoscibili. Il concessionario, pertanto, non può impedire il semplice transito sulla battigia sulla base di un divieto autonomamente imposto. La Capitaneria di Porto, nell’ambito delle proprie competenze, continuerà a vigilare sul corretto utilizzo del demanio marittimo, verificando il rispetto delle regole da parte di utenti, concessionari e gestori. L’obiettivo è garantire una fruizione ordinata e rispettosa del litorale, assicurando al contempo il diritto di accesso e transito e il rispetto delle specifiche disposizioni previste per le aree in concessione”.

Cani anti droga, “abbandonati” dopo la pensione. Antonio si coccola Tamara: “Meritano più rispetto”

Per anni ha svolto un ruolo fondamentale nelle attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, mettendo il proprio fiuto al servizio della collettività. Oggi, però, per la leggenda Tamara è iniziata una nuova vita, lontana dall’operatività ma non dal bisogno di affetto e attenzioni.

A prendersi cura di lei ora è Antonio, che accudisce l’ex cane antidroga, garantendole serenità e una meritata pensione dopo una carriera al servizio dello Stato. La vicenda riporta al centro dell’attenzione il destino di molti cani operativi che, una volta terminato il servizio, rischiano di essere dimenticati o di non ricevere il riconoscimento che meritano.

Animali che hanno lavorato per anni al fianco delle forze dell’ordine, contribuendo con il loro addestramento e le loro capacità a numerose operazioni. “Meritano più rispetto”, è il messaggio lanciato da Antonio, convinto che questi fedeli compagni debbano poter vivere la pensione circondati da cure, affetto e dignità, come riconoscimento per il prezioso servizio svolto.

 

Bari, un cimitero per gli animali nella necropoli di Loseto: c’è il via libera del Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Bari ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che avvia l’iter per la realizzazione del primo cimitero cittadino dedicato agli animali d’affezione, in particolare cani e gatti. L’area individuata è all’interno della necropoli di Loseto, ma sarà separata dagli spazi destinati alle sepolture umane.

La proposta, presentata dalla consigliera Nicoletta Milone e condivisa da numerosi consiglieri, impegna la giunta a predisporre uno studio di fattibilità tecnico-economica, coinvolgendo la Asl e possibili partner privati.

L’obiettivo è offrire un servizio pubblico sempre più richiesto dalle famiglie che considerano gli animali parte integrante del nucleo familiare, superando la necessità di ricorrere a strutture private spesso costose e lontane dalla città.

Secondo i promotori, il nuovo cimitero consentirà anche di contrastare pratiche irregolari nello smaltimento delle carcasse degli animali, garantendo il rispetto delle norme igienico-sanitarie e urbanistiche. Per Bari si tratterebbe di un ulteriore passo avanti verso un servizio già presente da anni in molte altre città italiane.

Stop alle pipì dei cani su auto, vetrine e portoni: nuova ordinanza a Bari. Obbligo per i padroni di lavare con l’acqua

È stata pubblicata questa mattina sull’Albo pretorio comunale l’ordinanza a firma del sindaco che obbliga tutti i possessori di cani di munirsi di apposite bottigliette, spruzzatori o altri contenitori d’acqua da utilizzare, durante la passeggiata degli animali, in corrispondenza delle deiezioni liquide, in modo da ripulire le superfici interessate. Il provvedimento, che riguarda anche coloro che sono incaricati temporaneamente della custodia o della conduzione dei cani, è esteso a tutte le aree urbane pubbliche o ad uso pubblico e relativi manufatti e alle aree private che si affacciano su aree pubbliche o ad uso pubblico.

L’ordinanza, inoltre, vieta in modo assoluto ai proprietari e ai conduttori dei cani di urinare a ridosso dei portoni di ingresso e degli accessi ad abitazioni, uffici, negozi e vetrine, nonché sui mezzi di locomozione parcheggiati sulla pubblica via.

La decisione, considerato anche il crescente numero di animali di affezione negli ultimi anni, è scaturita a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini in merito ai disagi provocati dai cattivi odori, e dai conseguenti timori legati a problemi di natura igienico-sanitaria, avvertiti nei pressi dei marciapiedi, delle superfici pavimentate e degli spazi pubblici destinati alla socializzazione.

Pertanto, l’ordinanza, in vigore da oggi e resterà valida fino all’approvazione del nuovo Regolamento comunale di igiene e sanità pubblica, intende l’igiene e il decoro degli spazi pubblici, o di proprietà privata aperta al pubblico, soprattutto in presenza di temperature elevate e scarse precipitazioni atmosferiche, al fine di non pregiudicare le condizioni igieniche dell’ambiente urbano e migliorarne la fruibilità dei cittadini in assoluta sicurezza.

“Riteniamo che questa ordinanza nasca dal buon senso, dalla necessità di porre rimedio a un’abitudine spiacevole e dalla volontà di preservare nel migliore dei modi gli spazi pubblici, anche a tutela della salute di bambini e adulti – commenta la consigliera delegata alla Tutela e benessere degli animali Silvia Russo Frattasi -. Soprattutto d’estate, i cattivi odori, avvertiti spesso anche a ridosso dei portoni delle nostre abitazioni, sono davvero insopportabili, pregiudicando la stessa fruibilità di alcune aree pubbliche da parte di molti cittadini. Per questo abbiamo voluto istituire una regola facile da seguire e, allo stesso tempo, molto chiara, in grado di aiutare tutti a migliorare il nostro contesto urbano ed elevare il senso civico di tutti. In fondo basta una semplice bottiglietta per compiere un gesto rispettoso nei confronti delle persone e dell’ambiente circostante”.

L’ordinanza dispone anche che i proprietari e i conduttori dei cani debbano accertarsi che l’acqua utilizzata non provochi pregiudizio agli utenti della strada, ad esempio rendendo scivoloso la pavimentazione. Gli obblighi previsti ovviamente non si applicano alle persone non vedenti accompagnate da cani guida e a persone con disabilità impossibilitate a ripulire la superficie. I trasgressori dell’ordinanza sono passibili di una sanzione amministrativa, ai sensi dell’art.7-bis del D.Lgs. n.267/2000 e ss.mm.ii, che va da un minimo di 100 a un massimo di 300 euro: resta a loro carico il ripristino dello stato dei luoghi.

Foggia, la 21enne Elena Burcioiu scomparsa da 8 giorni. Ritrovato il giubbotto: ricerche con droni e cani

Nel luogo dove Elena Rebeca Burcioiu, la 21enne rumena di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio di lunedì 2 marzo, è stata vista l’ultima volta, lungo la statale 16, tra Foggia e San Severo, è stato ritrovato il giubbotto bianco di pelliccia che indossava il giorno della scomparsa.

Il ritrovamento risale ad una settimana fa ma lo si è appreso solo oggi. Proprio dalle tracce sul giubbotto, annusato da un cane molecolare, un pastore belga di cinque anni, sono riprese le ricerche della ragazza.

Questa mattina l’unità cinofila della protezione civile dell’associazione nazionale della guardia di finanza sta perlustrando le campagne nel raggio di qualche chilometro. Anche un drone della polizia locale si è alzato per perlustrare dall’alto terreni e strade attorno al luogo della scomparsa insieme agli uomini della polizia di stato.

A circa tre chilometri dal luogo dove era stata vista l’ultima volta dalla amica connazionale che ne ha poi denunciato la scomparsa, e dove la polizia ha trovato il giubbotto, era stato ritrovato il telefono cellulare della 21enne sul ciglio della strada, all’altezza di borgo la Rocca.

Le indagini si starebbero concentrando su un uomo di nazionalità straniera. L’uomo, stando alla denuncia dell’amica connazionale della 21enne che ne ha denunciato la scomparsa, qualche giorno prima le aveva minacciate. Poi non lo avevano più visto. La mattina del 2 marzo le due, come ogni giorno da una settimana circa, avevano raggiunto la statale 16 tra Foggia e San Severo da Canosa di Puglia, nella provincia Bat, dove risiedono insieme in un appartamento. L’ultimo contatto con la 21enne è un telefonata ricevuta alle 12.47 di quel giorno.

L’amica, preoccupata perché Elena si era allontanata a bordo di un’auto scura con un uomo – diverso da quello che qualche giorno prima le aveva importunate – dal luogo alla periferia di Foggia dove entrambe si trovavano, l’aveva chiamata e lei aveva risposto. Le avrebbe detto di tornare subito – ha raccontato nella denuncia – ma ad un certo punto la conversazione si sarebbe interrotta e da quel momento il telefono avrebbe continuato a squillare senza risposta. Il telefono è stato poi trovato a circa 3 chilometri dal luogo dove Elena era stata vista allontanarsi in auto. Da allora, dopo la denuncia dell’amica, sono cominciate le ricerche nel raggio di diversi chilometri nelle campagne del Foggiano, tuttora in corso.

Rifiuti abbandonati e pipì per strada, escrementi dei cani non raccolti: multati centinaia di luridi baresi

L’assessora alla Vivibilità urbana e alla Protezione civile Carla Palone rende noto il report delle attività di controllo condotte dagli agenti della Polizia locale sul territorio cittadino dal 1° gennaio al 28 febbraio scorso.

Con riferimento al corretto conferimento dei rifiuti, nei primi due mesi dell’anno sono 310 le sanzioni elevate per conferimento fuori orario; 37 quelle per mancata raccolta differenziata (tra privati, pubblici esercizi e attività commerciali); 8 per deposito irregolare di materiali vari su sede stradale; 39 per deposito incontrollato di cartoni; 37 per conferimento di rifiuti nei sacchi neri; 77 per abbandono di rifiuti sulla pubblica via nelle zone di start up (servite dal porta a porta); 5 per abbandono di piccoli rifiuti su strada o mancato posizionamento di posacenere davanti alle attività commerciali. A queste si aggiungono 60 multe per migrazione di rifiuti, comminate cioè a cittadini non residenti a Bari sorpresi a conferire rifiuti nei cassonetti della città.

Con riferimento specifico all’attività dei pubblici esercizi, sono invece 7 le sanzioni relative al mancato ritiro dei contenitori dopo la raccolta effettuata da Amiu e 257 quelle elevate a pubblici esercizi che hanno lasciato fuori dal locale (chiuso) i contenitori per la differenziata accantonati sulla sede stradale senza aver effettuato correttamente la raccolta; 4 esercenti, inoltre, sono stati multati per aver somministrato bevande in contenitori di vetro dopo le ore 22.

Infine sono 30 i proprietari di immobili o fabbricati multati per non aver provveduto alla prescritta rimozione degli accumuli di guano attraverso interventi pulizia e disinfestazione, 160 le persone sanzionate per aver commesso atti riconducibili a molestie o che comunque cagionano disgusto alle persone e 6 per aver orinato sulla pubblica via.

Nel solo mese di febbraio, invece, a fronte di 15 proprietari di cani controllati, 2 verbali sono stati elevati per omessa raccolta di deiezioni, 2 per omessa custodia dell’animale e 1 per mancata comunicazione del cambio di proprietà alla ASL entro i termini previsti dalla legge regionale.

“Il lavoro quotidiano degli agenti della Polizia locale impegnati a tutela dell’igiene urbana e della civile convivenza ci restituisce l’immagine di una città che, se da un lato continua a crescere, dall’altro non ha ancora maturato piena consapevolezza sull’importanza del rispetto delle regole nell’interesse comune – commenta l’assessora Carla Palone -. Continuiamo a registrare diverse criticità sul fronte del corretto conferimento dei rifiuti sia tra i privati cittadini, specie per quanto riguarda il rispetto degli orari, sia tra gli operatori commerciali, alcuni dei quali ancora restii ad adeguarsi al nuovo sistema di raccolta. E non accenna, purtroppo, a diminuire il fenomeno della migrazione dei rifiuti, visto che in meno di due mesi, 60 multe hanno riguardato persone non residenti colte in flagranza mentre depositavano rifiuti nei cassonetti stradali della nostra città. Per questo, pur confermando tutto l’impegno dell’amministrazione, non ci stanchiamo di ripetere che, senza la collaborazione attiva dei cittadini, ogni sforzo per un necessario cambio di passo rischia di essere inutile”.