Torniamo ad occuparci della discarica a cielo aperto all’esterno della struttura dopo il nostro blitz che ha creato imbarazzo e tensioni.
Continue readingSanità, Decaro nomina i nuovi direttori generali delle Asl pugliesi – I NOMI
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha nominato i nuovi direttori generali delle Asl, degli Irccs e delle Aziende Ospedaliero-Universitarie pugliesi.
Michelangelo Armenise nominato all’Irccs di Castellana Grotte, Tommaso Stallone all’Irccs di Bari, Yanko Tedeschi al Policlinico di Foggia, Vito Bavaro all’Asl di Taranto, Gianluca Capochiani Asl Lecce, Tiziana Di Matteo all’Asl di Foggia, Alessandro Di Bello all’Asl Bat.
Il nuovo direttore generale dell’Asl di Brindisi sarà nominato nelle prossime settimane, in quanto non è ancora scaduto il mandato dell’attuale dg Maurizio De Nuccio.
“Non li ho ancora incontrati – spiega Decaro – ma mi auguro che accettino. Abbiamo dato un mandato chiaro, con obiettivi precisi e misurabili a pena di decadenza. Abbiamo lavorato ad un contratto ad hoc per i direttori dove sono elencati gli obiettivi sui quali c’è in ballo anche una percentuale alta dello stipendio. Queste nomine sono un pezzo di lavoro di questi quattro mesi, per il quale devo ringraziare gli attuali direttori generali per il lavoro svolto e per essere riusciti a chiamare 170 mila cittadini per anticipare le prestazioni. Ai nuovi dg – aggiunge Decaro – gli chiederò di stare vicino alle persone, e quindi ai pazienti e ai loro familiari”.
Bari, trattamento inadeguato di cisti ovariche: Asl condannata a risarcire paziente 17 anni dopo con 60mila euro
Dopo 17 anni arriva la condanna in primo grado per la Asl di Bari, che dovrà risarcire con 60mila euro una paziente per un trattamento ritenuto inadeguato di alcune cisti ovariche.
La vicenda risale al 2008. La donna, su consiglio della ginecologa, si sottopose in un ospedale barese a un intervento con la tecnica dell’ago aspirato, venendo dimessa nello stesso giorno senza terapia antibiotica o antinfiammatoria. Nei giorni successivi comparvero febbre e forti dolori, con complicazioni protrattesi per mesi fino alla formazione di un ematoma retroperitoneale.
Successivamente la paziente fu costretta a un nuovo intervento chirurgico, che comportò l’asportazione delle tube e di un ovaio. La causa civile, avviata nel 2017 dall’avvocato Nicolò Nono D’Achille dopo un tentativo di mediazione e un accertamento tecnico preventivo, si è conclusa con la condanna della Asl.
Secondo il giudice, le cisti endometriosiche sarebbero state trattate con una metodologia “desueta” e non conforme alle buone pratiche cliniche, mentre sarebbe stato necessario un intervento laparoscopico fin dall’inizio.
Malformazione non diagnosticata in gravidanza, bimba nasce senza braccio: Asl Bari condannata a risarcire
Una “svista abbastanza evidente” durante un’ecografia morfologica nel secondo trimestre di gravidanza è al centro della sentenza del Tribunale di Bari, che ha condannato l’Asl a risarcire una famiglia per oltre 130mila euro complessivi. La ginecologa non rilevò una grave malformazione del feto — l’assenza dell’avambraccio, della mano e del polso sinistro — scoperta dai genitori solo alla nascita della bambina, avvenuta nel 2014.
Il giudice Monica Zema ha stabilito un risarcimento di 51mila euro ciascuno per madre e padre, e di 30mila euro per la figlia. La decisione si basa sulla mancata corretta informazione ai genitori, che sono stati così privati della possibilità di ulteriori accertamenti diagnostici. Non è stata invece riconosciuta la tesi secondo cui, se informati, avrebbero potuto scegliere l’interruzione della gravidanza.
Nel procedimento erano stati citati anche altri professionisti sanitari: un ginecologo dell’ospedale di Matera e tre operatori di un consultorio del Barese. Tuttavia, sulla base di una consulenza tecnica, il Tribunale ha ritenuto il loro operato conforme agli standard, escludendone la responsabilità.
Di conseguenza, i genitori sono stati condannati a sostenere le spese legali delle controparti e dell’Asm di Matera, per un totale di 24mila euro ciascuna. Ammessi al patrocinio a spese dello Stato, è probabile che il risarcimento riconosciuto venga destinato in parte alla copertura di tali costi. La famiglia starebbe valutando la possibilità di presentare appello.
Due cani nella casa discarica, la Asl: “Stanno bene”. Emergenza agli sgoccioli: “Rizzi pensaci tu”
Torniamo ad occuparci della storia dei due cani che si trovano nella casa discarica a cielo aperto situata in via Speri ad Adelfia. A luglio 2025 sono intervenute le autorità, i cani sono stati sottoposti ad accertamenti medici. Entrambi stanno bene e hanno un rifugio anche in caso di pioggia, seppure le condizioni non sono delle migliori. Abbiamo incontrato anche l’assessore al Welfare del Comune di Adelfia per capire la situazione legata alla discarica. C’è un’ordinanza di sgombero.
Liste d’attesa in Puglia, il piano della Regione: 15 milioni alle Asl e 124mila prestazioni recuperate entro giugno
Varato dalla giunta regionale pugliese il piano di abbattimento delle liste di attesa. Costo calcolato: 15 milioni di euro per 124.320 prestazioni.
Saranno effettuate attività di recall del cittadino per confermare l’esigenza, anticipare o disdire l’appuntamento. Gli ambulatori saranno aperti per 12 ore al giorno, anche nei festivi.
Saranno altresì verificate le appropriatezze delle prescrizioni e monitorate quelle prenotate. Il piano sperimentale offrirà le basi per la costruzione dell’aggiornamento del Piano Regionale Gestione Liste di Attesa, contestualmente migliorando la risposta del sistema ai bisogni assistenziali dei cittadini in termini di efficienza, tempestività e appropriatezza.
“I piani sono sperimentali e allo stesso tempo molto ambiziosi – dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro -. Ringrazio tutte le aziende per il lavoro fatto consapevole: da questo momento siamo tutti impegnati a mantenere l’impegno preso con i cittadini. Chiederemo uno sforzo agli operatori sanitari ma l’obiettivo è importante e ha a che fare tanto con la tutela della salute quanto con la fiducia dei cittadini”.
“L’obiettivo non è abbattere in cinque mesi le liste d’attesa, ma imprimere un’accelerazione al miglioramento del Sistema sanitario regionale – commenta l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia -. Sappiamo che ad oggi ci sono molte difficoltà, a cominciare dalla carenza di personale, ma siamo allo stesso tempo convinti che ci siano ampi margini di miglioramento, con la collaborazione delle aziende, degli operatori sanitari e dei cittadini”.
Basta ritardi, il Tribunale di Trani accoglie ricorso dei genitori: ordinanza impone all’Asl terapie a bimbo autistico
Con un’ordinanza d’urgenza il giudice del Lavoro presso il Tribunale di Trani, Angela Arbore, ha accolto il ricorso presentato dai genitori di un bambino con disturbo dello spettro autistico, imponendo alla Asl Bat, Barletta-Andria-Trani, di attivare, in via diretta o tramite strutture convenzionate, il percorso riabilitativo.
Nell’ordinanza si evidenzia che il tempo è un elemento strutturale della cura, soprattutto in età evolutiva, e che il ritardo può determinare un pregiudizio grave e non pienamente riparabile ex post. Lo rende noto l’associazione Autismo Abruzzo Aps, per voce del presidente, Dario Verzulli.
“Gli avvocati Francesca Zitoli e Salvatore Romanelli del Foro di Trani, con il prezioso supporto del nostro avvocato, Gianni Legnini, che da anni ci assiste per far valere diritti acquisiti, ma non applicati dalle Asl, hanno assistito i genitori di un bambino autistico ottenendo questo importante provvedimento che si inserisce nel solco di una giurisprudenza sempre più attenta all’effettività della tutela del diritto alla salute. L’ordinanza di Trani replica le motivazioni delle tante condanne nei tribunali abruzzesi. La nostra esperienza legale, dopo Molise, Campania e Lombardia, arriva anche in Puglia come supporto professionale”.
La Asl Bat aveva richiamato difficoltà organizzative e carenze di personale: l’ordinanza ribadisce che tali circostanze non possono essere opposte all’assistito per giustificare la mancata erogazione di prestazioni, se è in gioco il diritto alla salute. Il giudice “ha ritenuto sussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora, valorizzando un passaggio centrale: non è sufficiente una presa in carico se non segue l’effettiva erogazione delle terapie prescritte”.
La decisione, dice Verzulli, “assume rilievo anche perché chiarisce che la funzione di indirizzo spetta alla Regione, ma l’erogazione dei servizi avviene tramite rete territoriale e Asl: perciò è stata riconosciuta la legittimazione passiva della Asl Bat nel giudizio. La pronuncia di Trani si aggiunge a precedenti decisioni in altre regioni e rafforza un principio essenziale: contributi economici e sostegni sociali sono importanti, ma non sostituiscono il percorso riabilitativo prescritto dal sistema sanitario pubblico”.
Legionella oltre i limiti delle strutture del Barese: allarme in Rsa e hotel. E i b&b faticano a rispondere
Allarme legionella nelle strutture ricettive e di accoglienza del Barese. Gli accertamenti condotti dall’Asl hanno interessato rsa, hotel e b&b. Su 15 strutture ispezionate ben 12 sono risultate con valori superiori alla norma.
L’indagine è stata condotta tra luglio e dicembre dall’Asl Bari, all’interno del progetto di prevenzione e contrasto al batterio che prolifera nelle reti idriche. Coinvolto un bacino potenziale di quasi 1400 realtà ricettive e di accoglienza così suddivise: 44 Rsa, 174 Hotel e 1.181 B&B della provincia di Bari.
La risposta dei gestori non è stata soddisfacente, ma in parte condizionata da quella dei b&b. Su 1.399 strutture contattate, solo 333 (il 23,8%) hanno risposto attivamente trasmettendo i questionari.
Le Rsa hanno mostrato la sensibilità più alta, con un’adesione del 91,1%. Buona la partecipazione degli alberghi (70%), mentre i Bed & Breakfast si sono fermati a un modesto 15,1%. La legionella, lo ricordiamo, è un batterio che prolifica nelle reti idriche e può causare infezioni alle vie respiratorie.
Polignano, complimenti e minacce dopo il video sul ristorante: “Tommaso hai mai vista una pistola?”
Vi ricordate di Tommaso? Eravamo passati dal suo ristorante situato a Polignano a Mare in piazza Garibaldi per raccontare la sua storia. Il ristoratore, che ha rilevato un locale storico, è stato sottoposto a quattro controlli da quattro distretti Asl diversi in soli 9 mesi. È arrivato il momento di raccontarvi cosa è accaduto dopo la messa in onda del servizio precedente, incluso il quinto controllo da parte dell’Asl.
Muore a 10 anni in ambulanza, a Carovigno l’ultimo saluto alla piccola Sofia. L’Asl apre indagine interna
Proseguono le indagini sul decesso di Sofia, la bimba di 10 anni, morta nei giorni scorsi all’ospedale di Francavilla dopo essere stata trasportata in ambulanza dal Perrino di Brindisi a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni.
Secondo le prime ricostruzioni, è emersa la positività ad alcuni virus dopo i primi esami. L’autopsia chiarirà i reali motivi del decesso, la pista seguita è quella che porta ad alcuni problemi cardiaci.
Le indagini dell’Asl invece si concentreranno sul trasferimento dal Perrino all’ospedale Camberlingo di Francavilla, meno attrezzato. Ieri, infine, si sono celebrati i funerali della piccola a Carovigno, alla presenza di centinaia di persone.








