Mattarella telefona a una bambina di Andria affetta da Sma dopo una sua lettera: “Grande umanità”

Una telefonata inaspettata ha regalato un momento di grande emozione a Giulia, una bambina di Andria affetta da Sma, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A renderlo noto è stata la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, con un post pubblicato sui social in occasione del compleanno del Capo dello Stato.

La piccola non aveva potuto partecipare, lo scorso 12 luglio, alla cerimonia per il decennale del disastro ferroviario alla presenza del presidente. Per questo aveva deciso di affidargli una lettera, consegnata tramite la sindaca.

Bruno ha raccontato che Mattarella ha poi telefonato personalmente a Giulia, sorprendendo la madre Giusy. “Lo spessore di un uomo non è il suo ruolo, ma il suo stile. La sua umanità”, ha scritto la prima cittadina, ringraziando il presidente per il gesto.

Infine, un pensiero rivolto alla bambina, attualmente ricoverata a Roma per le cure. “Un grandissimo abbraccio, più forte della tua infinita forza, disarmante come il sorriso e la positività dei tuoi fantastici genitori”, ha concluso la sindaca.

Muore a tre anni per un mal di gola dopo 17 giorni in ospedale: indagati 14 medici per il caso della piccola Vittoria

La Procura di Taranto ha iscritto nel registro degli indagati 14 medici nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Vittoria, la bambina di tre anni di Ginosa Marina deceduta il 12 febbraio 2025 dopo 17 giorni di ricovero all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.

Contestualmente è stata disposta una nuova perizia per chiarire le cause del decesso, dopo due consulenze di parte con esiti contrastanti. La piccola era stata ricoverata il 27 gennaio, dopo un primo accesso all’ospedale di Castellaneta per un forte mal di gola, e trasferita successivamente a Taranto, dove le era stato diagnosticato un ascesso faringeo.

Durante la degenza era stata sottoposta a diversi accertamenti diagnostici e trattata con antibiotici e cortisone. Dopo un iniziale miglioramento, le sue condizioni si erano aggravate fino al decesso per arresto cardiaco.

I genitori, sostenendo che la figlia non soffrisse di patologie pregresse né di problemi cardiaci, avevano presentato denuncia. L’incidente probatorio è stato fissato per il 28 luglio davanti al gip di Taranto, che dovrà acquisire i nuovi accertamenti tecnici nell’ambito dell’indagine per omicidio colposo.

Tragedia sfiorata a Bari, bimba di 2 anni rischia di annegare in piscina a Palese: ricoverata in ospedale

Momenti di paura nella tarda mattinata di oggi in un lido di Palese, a nord di Bari, dove una bambina di due anni ha rischiato di annegare nella piscina dello stabilimento balneare.

Secondo una prima ricostruzione, la piccola si trovava in acqua insieme al padre quando, per cause ancora da chiarire, è finita sott’acqua rimanendo sommersa per alcuni istanti. Immediato l’allarme lanciato dai presenti, che ha consentito il rapido intervento dei soccorritori del 118.

Dopo le prime cure sul posto, la bambina è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Fortunatamente è arrivata vigile e cosciente e, secondo le prime informazioni, le sue condizioni non destano particolare preoccupazione. Resta comunque ricoverata in osservazione per gli accertamenti del caso.

Bimba di 8 anni violentata dal padre e picchiata con la madre complice, orrore a Lecce: coppia condannata

Condanna in primo grado per una coppia di genitori di Lecce accusati di gravi maltrattamenti nei confronti della figlia, all’epoca dei fatti di otto anni. Il collegio del Tribunale, presieduto da Annalisa De Benedictis, ha inflitto 17 anni di reclusione al padre e 11 anni e 6 mesi alla madre.

I due erano imputati, a vario titolo, di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Al padre veniva inoltre contestata la detenzione di materiale pedopornografico. La sentenza dispone anche l’interdizione legale per tutta la durata della pena, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da ogni incarico o attività che comporti contatti con minori, oltre al divieto di frequentare luoghi abitualmente frequentati da bambini e all’obbligo di comunicare alle forze dell’ordine la propria residenza e gli eventuali spostamenti.

Il Tribunale ha inoltre condannato gli imputati al risarcimento dei danni nei confronti della figlia, costituita parte civile, riconoscendo una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro. Le difese potranno presentare ricorso in Appello dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Secondo l’accusa, supportata dalle indagini della Squadra Mobile coordinate dalla pm Stefania Mininni, i fatti risalgono al gennaio 2017. Alla coppia vengono contestati ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti della bambina. Al padre sono attribuite anche condotte di natura sessuale nei confronti della figlia, oltre al possesso di materiale pedopornografico, mentre la madre è accusata di aver assistito alle violenze senza intervenire.

Rischia di annegare in mare nel Leccese, grave bimba di 2 anni: è ricoverata in Rianimazione

Una bambina di due anni è ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dopo aver rischiato di annegare in mare a Casalabate. Secondo una prima ricostruzione, la piccola sarebbe sfuggita al controllo dei genitori entrando in acqua.

A notarla è stato un bagnante che, insieme al bagnino di uno stabilimento balneare, è intervenuto tempestivamente praticando le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi.

Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti della Capitaneria di Porto e della Guardia Costiera per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Pitbull azzanna bimba di due anni, salvata dal papà: “Cane restituito al padrone. Inconcepibile”

Torniamo ad occuparci di quanto accaduto qualche mese fa a Acquaviva delle Fonti. Protagonista una bambina di appena due anni, aggredita dal pitbull di proprietà di un vicino, un poliziotto. La piccola, rimasta ferita durante l’attacco, fu trasportata d’urgenza in ospedale e ha rimediato ferite significative.

Secondo quanto ricostruito, l’episodio si è verificato mentre la bambina si trovava nei pressi dell’abitazione. Il cane, improvvisamente, si sarebbe avventato su di lei, azzannandola e trattenendola con forza.

Decisivo l’intervento del padre, che riuscì a liberarla dalla presa dell’animale, evitando conseguenze ancora più gravi. Il pitbull è stato restituito al padrone ed è tornato a casa, a pochi passi dalla piccola e dalla sua famiglia. Una decisione che lascia molto interdetti.

Tragedia sulla provinciale Capurso-Noicattaro, muore la piccola Monica Formica di 4 anni: la madre resta grave

È Monica Formica la bimba di 4 anni deceduta nel tragico incidente stradale avvenuto nelle prime ore del mattino sulla strada provinciale 240 che collega Capurso a Noicattaro. Poco dopo le 7, l’Opel Corsa condotta dalla mamma, una 38enne di Triggiano, si è scontrata frontalmente, in curva, con una Volkswagen T-Roc che procedeva nel senso opposto di marcia, guidata da un carabiniere fuori servizio.

Nel violento impatto ha perso la vita la piccola che viaggiava sul sedile posteriore dell’auto della madre. All’arrivo dei soccorritori, per la bambina non c’era ormai più nulla da fare.

La madre, titolare di una stazione di servizio situata lungo la stessa arteria e diretta al lavoro al momento dell’incidente, è stata trasportata al Policlinico di Bari, dove è ricoverata nel reparto di Rianimazione. La 38enne ha riportato un grave trauma cranico e lesioni multiple e le sue condizioni sono giudicate molto gravi.

La violenza dello scontro è testimoniata dai vetri in frantumi, dalle lamiere accartocciate e dai detriti del motore sparsi sull’asfalto. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Tragedia sulla Noicattaro-Capurso, frontale tra due auto: muore bimba di 4 anni. Grave la madre 33enne

Grave incidente stradale questa mattina sulla strada provinciale 240, tra Noicattaro e Capurso, alle porte di Bari. A perdere la vita è stata una bambina di quattro anni che viaggiava in auto con la madre di 33 anni, rimasta gravemente ferita e trasportata in ospedale in codice rosso.

Ferito anche un 37enne, trasportato in codice rosso all’ospedale Di Venere di Bari per trauma alla gamba sinistra e cranico. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, lo schianto sarebbe stato causato da un sorpasso e avrebbe coinvolto due vetture in uno scontro frontale. La dinamica dell’accaduto è tuttora in fase di accertamento.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, impegnate nei rilievi per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti. La circolazione nella zona ha subito pesanti rallentamenti e risulta ancora fortemente compromessa.

Tragedia nel Tarantino, colpita da un’auto guidata da un parente: bimba di due anni cade e muore

Tragedia a San Marzano di San Giuseppe, nel Tarantino, dove una bambina di quasi 2 anni ha perso la vita in seguito a un incidente avvenuto nelle scorse ore.

Secondo una prima ricostruzione, la piccola, di origini marocchine, sarebbe caduta dopo essere stata urtata da un’auto guidata da un parente impegnato in una manovra. Nell’impatto avrebbe battuto violentemente la testa.

La bambina è stata trasportata d’urgenza all’ospedale SS Annunziata di Taranto, ma è morta poco prima dell’arrivo al pronto soccorso. I sanitari hanno riscontrato un grave trauma cranico, ancora in fase di accertamento.

Sulla vicenda indagano i carabinieri di Manduria, coordinati dal pm Mariano Buccoliero, per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Profondo il cordoglio della comunità di San Marzano di San Giuseppe, stretta attorno al dolore della famiglia.

Malformazione non diagnosticata in gravidanza, bimba nasce senza braccio: Asl Bari condannata a risarcire

Una “svista abbastanza evidente” durante un’ecografia morfologica nel secondo trimestre di gravidanza è al centro della sentenza del Tribunale di Bari, che ha condannato l’Asl a risarcire una famiglia per oltre 130mila euro complessivi. La ginecologa non rilevò una grave malformazione del feto — l’assenza dell’avambraccio, della mano e del polso sinistro — scoperta dai genitori solo alla nascita della bambina, avvenuta nel 2014.

Il giudice Monica Zema ha stabilito un risarcimento di 51mila euro ciascuno per madre e padre, e di 30mila euro per la figlia. La decisione si basa sulla mancata corretta informazione ai genitori, che sono stati così privati della possibilità di ulteriori accertamenti diagnostici. Non è stata invece riconosciuta la tesi secondo cui, se informati, avrebbero potuto scegliere l’interruzione della gravidanza.

Nel procedimento erano stati citati anche altri professionisti sanitari: un ginecologo dell’ospedale di Matera e tre operatori di un consultorio del Barese. Tuttavia, sulla base di una consulenza tecnica, il Tribunale ha ritenuto il loro operato conforme agli standard, escludendone la responsabilità.

Di conseguenza, i genitori sono stati condannati a sostenere le spese legali delle controparti e dell’Asm di Matera, per un totale di 24mila euro ciascuna. Ammessi al patrocinio a spese dello Stato, è probabile che il risarcimento riconosciuto venga destinato in parte alla copertura di tali costi. La famiglia starebbe valutando la possibilità di presentare appello.