Choc a Bari, finti poliziotti rapinano un tir: autista picchiato e abbandonato in campagna a Noicattaro

Un’azione criminale studiata nei dettagli. Un gruppo di malviventi ha utilizzato una finta auto della polizia, completa di lampeggianti e paletta segnaletica, per fermare e sequestrare un camion carico di generi alimentari.

Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo pesante è stato bloccato lungo la tratta tra Bari e Brindisi, approfittando della credibilità del veicolo contraffatto che ha indotto l’autista a fermarsi senza sospetti. Una volta fermato, l’uomo è stato aggredito e tramortito con un colpo, per poi essere abbandonato nelle campagne di Noicattaro dopo essere stato derubato anche del telefono cellulare.

Il camion, con parte del carico sottratto, è stato successivamente localizzato grazie al sistema GPS installato sul mezzo. Le forze dell’ordine lo hanno rintracciato presso una stazione di servizio nei pressi di Ostuni, consentendo così il recupero almeno parziale della refurtiva.

Sono in corso indagini serrate per identificare i responsabili, che hanno dimostrato un’organizzazione e una pianificazione tali da simulare un vero controllo delle forze dell’ordine. Gli investigatori non escludono il coinvolgimento di una banda specializzata in questo tipo di assalti.L’autista, sotto shock ma non in pericolo di vita, è stato soccorso e assistito dai sanitari.

Furti di salvadanai nei bar, il ladro seriale colpisce ancora: “Rubati i risparmi di mio figlio”

Continuano i furti di salvadanai in giro per la Puglia. Colpito anche il bar “Dolce Incontro” di Noicattaro dove lo scorso martedì 10 febbraio il ladro seriale è tornato alla carica.

Il modus operandi messo in atto è sempre il medesimo: nell’attimo di distrazione del proprietario della caffetteria e degli altri clienti presenti è avvenuto il furto.

Il tutto è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza che hanno evidenziato come ad agire sia stato il medesimo ladro del bar Mari in via Paolo Lembo.  Tommaso, titolare del bar, ha denunciato l’accaduto alle Forze dell’Ordine. Lo abbiamo raggiunto e intervistato.

Assalto ai bancomat, nuovo colpo a Noicattaro: salta in aria lo sportello della Banca Popolare Pugliese

Un altro assalto ai bancomat in Puglia e nel Barese, questa volta un forte boato è stato avvertito poco prima delle 5 in via Siciliano, a Noicattaro. In aria lo sportello Atm della Banca Popolare Pugliese.

Secondo le prime informazioni in azione tre o quattro persone con il volto coperto con la solita tecnica della marmotta. La violenta esplosione ha danneggiato la struttura e le vetrate della filiale.

I malviventi sono poi fuggiti via a bordo di un’auto di grossa cilindrata prima dell’arrivo sul posto delle forze dell’ordine. Non è ancora chiaro se il colpo sia andato a segno.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. A quanto pare però la banda ha utilizzato della polvere bianca con un estintore per coprirsi da eventuali riprese video.

Disturbi gastrointestinali per 30 studenti e alcuni docenti: il Comune di Noicattaro sospende la mensa scolastica

Il Comune di Noicattaro ha disposto la sospensione per due giorni del servizio di mensa scolastica, in via precauzionale, dopo gli episodi riconducibili a sintomi gastrointestinali che hanno interessato una trentina di studenti dei plessi dell’Istituto Comprensivo Gramsci-Pascoli a partire da lunedì 9 febbraio.

Colpiti anche alcuni docenti. I Carabinieri del Nas di Bari e il personale dell’Asl ha effettuato un sopralluogo nelle aree interessate della scuola, il provvedimento del Comune è stato adottato in attesa dell’esito degli esami.

La sospensione del servizio di refezione scolastica riguarda “tutti i plessi interessati dell’Istituto Comprensivo “Gramsci- Pascoli” (Primaria Gramsci; Infanzia Sabin; Infanzia Parchitello e Primaria Parchitello) e dell’Istituto Comprensivo “De Gasperi-Pende” (Plesso Caldarazzo), in via cautelativa”, da oggi, mercoledì 11 febbraio fino a domani. Fortunatamente nessuno è stato costretto a ricorrere a cure ospedaliere.

 

Piazze di spaccio, faida tra i clan Misceo e Annoscia a Noicattaro: chiesti 16 anni per Giuseppe Annoscia

I pm Fabio Buquicchio, Daniela Chimienti e Domenico Minardi hanno invocato una pena di 16 anni di reclusione nei confronti di Giuseppe Annoscia, soprannominato “Schpidd”, nell’ambito dell’inchiesta Noja sui clan Misceo e Annoscia.

Il 54enne di Noicattaro è ritenuto il mandante dell’agguato del 3 marzo 2021 nel quale Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata.

Il primo fu colpito alle spalle e riportò gravi lesioni, il secondo fu ferito invece al gomito e al fianco. A sparare, secondo la Proccura, fu Giuseppe Patruno. L’agguato secondo gli inquirenti rientra nell’ambito della guerra tra i clan per il controllo delle piazze di spaccio.

In totale sono 69 gli imputati, 52 hanno chiesto il rito abbreviato. Le richieste di condanna vanno dai 3 e ai 20 anni di carcere. Altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano. I reati contestati spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti, dal porto e detenzione di armi fino alla resistenza a pubblico ufficiale.

La Procura di Bari ha invocato nelle precedenti udienze una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan. Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli.

Droga spacciata da Noicattaro nel Barese, inchiesta sul clan Misceo e Annoscia: chieste pene fino a 20 anni – NOMI

La Procura di Bari ha invocato una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan, nell’ambito della chiesta sul controllo delle piazze di spaccio a Noicattaro e in altri comuni baresi.

Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

In totale sono 69 gli imputati, 52 di loro hanno scelto il rito abbreviato, altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano.

Nel processo sono contestati anche due tentati omicidi: il primo risale al 3 marzo 2021, quando Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Per quell’agguato, l’accusa individua in Giuseppe Annoscia il mandante e in Giuseppe Patruno l’esecutore materiale. Un secondo tentato omicidio riguarda Giuseppe Mazzei, esponente del clan Di Cosola. L’8 giugno 2012, a Noicattaro, Emanuele Grimaldi avrebbe esploso cinque colpi di pistola calibro 7,65 nel tentativo di ucciderlo, agendo secondo l’accusa su mandato di Mario Stefanelli. 

Droga spacciata da Noicattaro nel Barese, inchiesta sul clan Misceo: 67 indagati 52 affiliati vanno in abbreviato

Sono 52 i presunti affiliati al clan Misceo e Annoscia, in lotta per il controllo del mercato della droga a Noicattaro, finiti a processo con rito abbreviato. Secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza, le sostanze stupefacenti venivano acquistate dal clan Palermiti di Japigia, portate a Noicattaro e poi smistate nei comuni limitrofi come Adelfia, Gioia del Colle, Triggiano, Capurso fino a Fasano.

Gli ordini erano impartiti anche dal carcere tramite l’utilizzo di telefoni cellulari. In totale sono 67 le persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. In 52 hanno chiesto l’abbreviato, altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile.

Noicattaro, sorpreso in centro con cocaina e 900 euro: arrestato 19enne

I militari della Compagnia di Triggiano hanno intensificato i controlli del territorio in orario serale, con servizi mirati alla prevenzione dei reati contro il patrimonio e all’illeceità di ogni genere.

In particolare, il controllo serale di ieri ha interessato il centro cittadino di Noicattaro, in riferimento ai vicoli del centro storico e ai punti di maggior aggregazione giovanile.

Nell’occasione, i militari hanno controllato complessivamente 40 persone e 18 veicoli, effettuando 6 perquisizioni d’iniziativa. In seguito ad una di queste, un giovane, 19enne del posto, è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa).

Il ragazzo è stato sorpreso nei vicoli del centro storico con numerose dosi di cocaina, già confezionate e pronte per la vendita, nonché con la somma di denaro contante di 800 euro, ritenuta provento dell’attività illecita. Il materiale è stato sottoposto a sequestro e il giovane sottoposto agli arresti domiciliari.

L’attività rientra nel più ampio dispositivo di controllo del territorio predisposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, volto a garantire la sicurezza dei cittadini e a prevenire episodi di illegalità, specialmente durante le festività e i fine settimana.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Noicattaro, incendio in azienda dei rifiuti: 10 autocarri divorati dalle fiamme. Tra loro anche un mezzo elettrico

Una decina di mezzi della ditta che a Noicattaro (Bari) si occupa di raccolta dei rifiuti urbani sono stati distrutti da un incendio divampato ieri pomeriggio.

Le fiamme, sulla cui natura saranno effettuati accertamenti, hanno completamente bruciato piccoli autocarri usati per la raccolta dei rifiuti porta a porta alimentati a gas e un mezzo elettrico.

A domare il rogo sono state tre squadre dei vigili del fuoco che stanno completando le operazioni di messa in sicurezza della zona.

Mercato del falso, doppio blitz della Finanza nel Barese: sequestrati profumi, bracciali Pandora e AirPods

Doppio blitz della Finanza nel Barese contro il mercato del falso. Nel primo intervento i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smascherato, tramite annunci online, un’organizzazione che pubblicizzava e vendeva online profumi falsi a prezzi stracciati.

Sono stati così sequestrati 4500 flaconi di noti marchi come Gucci, Chanel, Dior e Cartier, oltre a 1500 articoli contraffatti, tra bracciali Pandora, borse Saint Barth e AirPods Apple. La merce era nascosta in un deposito a Noicattaro. Due persone sono state denunciate per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Il secondo intervento ha invece riguardato il settore della cosmesi. Sequestrati in diversi negozi quasi 2mila flaconi di smalti e gel per unghie contenenti TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide), una sostanza vietata dall’Unione Europea dal 1° settembre perché ritenuta potenzialmente cancerogena. Tre commercianti sono stati segnalati alla Procura per aver messo in vendita cosmetici pericolosi per la salute.