Promozione Puglia, shock ad Apricena: aggredito il preparatore dei portieri del Noicattaro

Immaginate di essere ad una partita di vostro figlio, nipote o di un amico. All’improvviso schiamazzi vari si disperdono nell’ambiente: “Sarà opera di qualche tifoso verace”. Pensi tra te. Inizi a focalizzare l’attenzione e vedi che nulla di ciò che hai pensato corrisponde alla realtà. C’è una rissa in campo.

Questo è quello che è avvenuto lo scorso fine settimana ad Apricena in Molise. Nel bel mezzo della partita del Girone A del Campionato di Promozione Pugliese tra Apricena e Noicattaro è accaduta una scena che fa vergognare l’interno panorama sportivo, oltre che calcistico.

Secondo quanto riportato da testate presenti sul posto l’aggressione avvenuta intorno al 41’ della ripresa sarebbe stata innescata dal capitano dauno e da alcuni tifosi che, calatisi dagli spalti, hanno colpito a suon di percosse il preparatore dei portieri del Noicattaro, Raffaele Longo.

La tensione era sorta qualche minuto prima in seguito a delle decisioni arbitrali contestate. Di qui la decisione del preparatore nojano di avvicinarsi al campo per tentare di sedare gli animi bollenti. L’arbitro, a dire di Longo, non avrebbe colto le intenzioni pacifiche e lo avrebbe espulso.
Di qui la bufera con l’inizio dell’aggressione protrattasi sia nel tunnel che nello spogliatoio.

E’ il Noicattaro calcio a fornire la propria versione dell’accaduto diramando un comunicato sulla pagina Instagram ufficiale della società: “L’ASD Noicattaro esprime tutta la propria vicinanza e solidarietà al nostro preparatore dei portieri Raffaele Longo vittima di una vergognosa aggressione avvenuta intorno all’ottantesimo minuto di gara. Dopo essere stato ingiustamente espulso, il nostro tesserato, mentre si allontanava dalla panchina è stato colpito con calci e pugni dal capitano avversario (anch’egli espulso) e da altri tre individui scesi dalla tribuna, subendo anche la rottura degli occhiali e del giubbotto. Quando tutto sembrava terminato il nostro Raffaele è stato nuovamente raggiunto e aggredito negli spogliatoi dal capitano e da uno degli stessi individui subendo ulteriori percosse”.

Una triste pagina sportiva oltre che uno spettacolo indegno. Nel 2025 ci si trova ancora a dover fare i conti con pseudo sportivi o tifosi che macchiano l’onore e la bellezza di una disciplina che tanti, grandi e piccini, seguono. Si spera che l’episodio accaduto porti con sé, oltre che insegnamenti, anche delle squalifiche. Violenza e sport sono due concetti che non andrebbero mai associati.

Estorsione ai commercianti per il clan e droga spacciata nel Barese: 8 arresti a Noicattaro e Rutigliano – I NOMI

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto dei militari di Lecce e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 8 indagati ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di acquisto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGAM +++

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), l’organizzazione criminale, composta da otto persone, gestiva le estorsioni a carico dei commercianti di Noicattaro e la distribuzione della droga che dallo stesso centro veniva rifornita a diversi spacciatori attivi nella città metropolitana di Bari.

In carcere sono finiti Nicola Annoscia, di 36 anni detto “Pomodoro”; Michele Cioce, di 43 anni detto “Cavallo”; Pasquale Colasuonno, di 37 anni detto “Pisello” (tutti di Noicattaro); Vincenzo Di Vittorio di 46 anni e Francesco Vavalle di 50 anni (entrambi di Rutigliano). Agli arresti domiciliari Vito Borracci, di 54 anni; Diego Grassi, di 21 anni detto “Giacchetta”; e Giovanni Morcavallo di 31 anni (tutti di Noicattaro).

Noicattaro, commercianti costretti a pagare il pizzo a Natale per il clan e droga spacciata nel Barese: 8 arresti

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto dei militari di Lecce e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno eseguito una misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 8 indagati ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di acquisto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGAM +++

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), l’organizzazione criminale, composta da otto persone, gestiva le estorsioni a carico dei commercianti di Noicattaro e la distribuzione della droga che dallo stesso centro veniva rifornita a diversi spacciatori attivi nella città metropolitana di Bari.

In particolare, l’indagine, condotta tra il 2023 e il 2024 dalla Compagnia di Modugno – convenzionalmente denominata “Tomato e Pea” – per i soprannomi di due degli indagati – trae origine dal servizio di prossimità, fiducia e collaborazione dei Carabinieri con le aziende del territorio, che ha permesso di ricostruire con precisione il coinvolgimento di un dipendente di una nota azienda, che si occupava di cedere le dosi di stupefacenti ai suoi colleghi durante i turni di lavoro. Conseguentemente, è stata ricostruita la modalità di approvvigionamento, distribuzione e vendita della droga, che da Noicattaro veniva rifornita a diversi spacciatori, tra cui il dipendente della citata azienda.

+++ I NOMI DEGLI ARRESTATI +++

Inoltre, l’indagine ha permesso di documentare come due degli indagati, oltre a rifornire la droga ai pusher, avrebbero imposto con metodo mafioso a commercianti di Noicattaro il pagamento di una “tassa” di 500 euro in occasione delle festività natalizie, a titolo di contribuito per il mantenimento di un noto clan operante in quel centro. Ed ancora, accertare che i proventi delle attività delittuose, gestite in prima persona da un appartenente allo stesso clan detenuto per altra causa, servivano per il proprio sostentamento e per quello di altri sodali sotto il suo comando.

L’attività investigativa, nelle varie fasi, aveva già consentito di trarre in arresto in flagranza di reato due persone per spaccio di sostanze stupefacenti e sequestrare circa 1 kg fra cocaina, hashish e marijuana. Inoltre, nel corso delle operazioni odierne, uno degli indagati è stato anche arrestato in flagranza di reato poiché trovato in possesso di circa 50 gr. di cocaina, 35 gr. di hashish, 0.94 gr. di presunta wax (concentrato di cannabis), 9.500 euro in contanti, una macchina conta banconote professionale, nonché un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGAM +++

Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri a carico degli indagati è stato condiviso dalla Procura della Repubblica di Bari che ha avanzato la richiesta di emissione di misura cautelare. Il Gip del Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta, ha disposto la cattura degli indagati, per cinque dei quali (di cui uno già detenuto per altra causa) è stata applicata la custodia cautelare in carcere, per gli altri tre sono stati disposti gli arresti domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Estorsione mafiosa e droga, blitz all’alba: 8 arresti tra Modugno, Noicattaro, Rutigliano e Lecce

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione dei Carabinieri a Modugno, Noicattaro, Rutigliano e Lecce, a conclusione di attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 8 persone, ritenute responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, per alcuni di loro, anche di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso delle prossime ore.

Mafia nel Barese, inchiesta sul clan Misceo: a processo 69 affiliati. Spunta un nuovo collaboratore di giustizia

Giuseppe Patruno, 33enne arrestato lo scorso aprile dalla Guardia di Finanza di Bari, ha deciso di collaborare con gli inquirenti, tanto da aver tenuto già lunghi interrogatori con il pm antimafia di Bari, Fabio Buquicchio.  Le sue dichiarazioni saranno depositate nell’udienza fissata il prossimo 20 ottobre con imputate 69 persone appartenenti ai clan Misceo e Annoscia di Bari e Noicattaro.

L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone. Le indagini sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021. Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.

Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.

Il clan Misceo, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari. Il capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare. Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Mafia nel Barese, inchiesta sul clan Misceo. Spaccio, armi e tentati omicidi: chiesto il processo per 69 indagati

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 69 indagati coinvolti in un’inchiesta sul clan Misceo, attivo principalmente nel comune barese di Noicattaro e il cui capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 ottobre davanti alla gip Ilaria Casu. L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone Il clan, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari.

Le indagini – l’operazione fu denominata ‘Noja’ – sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021.

Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.

Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.

Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Noicattaro, rubati 14 quintali di uva in campagna: 35enne fermato al mercato di Bari e denunciato

Ieri, presso la stazione dei Carabinieri di Noicattaro, sono stati denunciati due furti di uva del tipo “ARRA 30” per un quantitativo complessivo di 14 quintali.
Questa mattina, alle prime luci dell’alba, in una operazione congiunta tra Polizia Locale e Polizia Metropolitana di Bari, nei pressi nel mercato Ortofrutticolo all’ingrosso, è stato fermato e ispezionato un autocarro, condotto da un 35enne della provincia di Bari che aveva stivato all’interno del mezzo 71 cassette in legno contenenti uva, del tipo “ARRA 30”. La sua intenzione era di vendere abusivamente quel prodotto ai grossisti del MOI.

Il soggetto, alla richiesta degli agenti di mostrare la documentazione attestante il possesso e la provenienza della merce, riferiva versioni contraddittorie.
Chiaramente l’assenza di titolo di possesso e le dichiarazioni discordanti hanno spinto gli agenti a non dare credito a quella versione e ad approfondire le verifiche.

E infatti, gli agenti, contattata la stazione dei Carabinieri di Noicattaro, sono riusciti ad avere copia delle due querele e i proprietari dei fondi agricoli sono stati invitati al Comando di via Aquilino per riconoscere la qualità dell’uva trasportata. Inoltre, quel tipo di prodotto per essere coltivato necessita di una sub licenza.

Avvisata dei fatti l’Autorità Giudiziaria, si è proceduto a denunciare a piede libero il fermato perché per l’ipotesi di reato di ricettazione, a sequestrare la merce, restituita ai due querelanti e a sottoporre a sequestro finalizzato alla confisca il veicolo utilizzato per compiere il reato.

Spaccio a Noicattaro, arrestati due pusher dalla Polizia: la base logistica in una villa in periferia

Lo scorso 8 luglio, a Noicattaro (BA), la Polizia di Stato ha tratto in arresto due baresi, di 45 e 35 anni, incensurati, ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Con la doverosa precisazione che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’operazione trae origine dall’azione di contrasto della Squadra Mobile della Questura di Bari al fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, in città e nell’hinterland barese.

Gli accertamenti espletati, avvalorati da attività di pedinamento ed appostamento, hanno consentito di appurare come gli arrestati avessero impiantato una fiorente attività di spaccio, utilizzando come base logistica e nascondiglio una villetta di un quartiere residenziale alla periferia di Noicattaro.

Durante un servizio di appostamento, personale dei “Falchi” – sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” – ha notato uno dei due arrestati recarsi presso l’abitazione, a bordo di un’autovettura, per poi uscire dalla stessa, dopo pochi minuti, con una busta in mano; i poliziotti sono immediatamente intervenuti ed hanno bloccato l’uomo, trovato in possesso di numerosi “panetti” di hashish, per un peso complessivo di 5 Kg.

La successiva perquisizione estesa all’abitazione monitorata, ha consentito di rinvenire, all’interno di un borsone di cui l’occupante della casa aveva cercato di disfarsi all’atto del controllo, ulteriori 113 “panetti” di hashish, del peso di 11 Kg, oltre a 290 grammi di cocaina e materiale utile al confezionamento delle dosi.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa delle indagate, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Noicattaro, cade nella vasca per raccogliere l’acqua: cane salvato da agricoltore e Vigili del Fuoco – FOTO

I Vigili del Fuoco di Bari sono intervenuti ieri mattina a Noicattaro per recuperare un cane caduto in una vasca di raccolta acqua. L’animale si lamentava e ha attirato l’attenzione del proprietario del terreno agricolo nelle vicinanze.

L’uomo ha lanciato dei rami nell’acqua per aiutarlo a galleggiare in attesa dei soccorsi. I Vigili del Fuoco intervenuti hanno tratto in salvo il cane ormai sfinito e lo hanno affidato alle cure di un associazione di volontari in buone condizioni di salute.