La nostra incursione al Comando della Polizia Locale di Gioia del Colle ha generato panico e imbarazzo. Ci siamo recati sul posto per indagare sulla ripartizione delle indennità di funzione e nessuno ha saputo e voluto fornici spiegazioni e risposte. Siamo stati accolti e accompagnati alla porta con rispetto dal Comandante, quello che forse manca nei confronti della cittadinanza.
Rifiuti a Bari, lotta all’inciviltà: 679 infrazioni dal primo giugno. Multe e sospensioni per le attività
Sono 679 le infrazioni contestate a Bari dal primo giugno per il mancato rispetto delle regole sul conferimento dei rifiuti. Nel mirino della Polizia locale sono finiti cittadini, automobilisti provenienti da altri Comuni e attività commerciali.
Tra i casi più frequenti ci sono il mancato rispetto della raccolta differenziata, l’abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti e il conferimento fuori orario. Sono 98 le violazioni commesse da attività commerciali, mentre 25 multe hanno raggiunto i mille euro. Cinque, invece, le attività sospese per recidiva.
I controlli hanno portato alla scoperta anche di situazioni più gravi, come l’abbandono di rifiuti edili e pericolosi in alcune aree della città. In un caso, nel quartiere Libertà, è stata sequestrata un’area di oltre 100 metri quadrati trasformata in discarica abusiva.
La Polizia locale continua i controlli attraverso i nuclei antidegrado. In una sola giornata sono stati elevati 18 verbali in appena due ore. L’obiettivo è contrastare una cattiva abitudine che, secondo l’amministrazione, continua a pesare sul decoro e sulla pulizia della città.
Bari, multe per la raccolta differenziata. Carta mischiata a plastica: sanzionati due locali della zona Umbertina
Due locali della zona Umbertina sono stati multati per il conferimento non corretto dei rifiuti. I verbali sono stati notificati venerdì sera al termine dei controlli effettuati dalla polizia annonaria sui carrellati destinati alle utenze non domestiche.
In entrambi i casi è stata contestata la presenza di rifiuti non correttamente differenziati, con materiali di carta finiti nei sacchi destinati alla plastica. Per i gestori è scattata una sanzione di 150 euro. In caso di ulteriori due violazioni dello stesso tipo, è prevista anche la sospensione dell’attività per tre giorni.
La vicenda riaccende il dibattito sulla gestione della raccolta differenziata per bar, ristoranti e altre attività commerciali. Comune e Amiu hanno intensificato i controlli dopo l’ordinanza che prevede multe fino a mille euro per il mancato rispetto delle regole sul conferimento dei rifiuti.
I gestori, però, segnalano anche il rischio che i carrellati vengano utilizzati impropriamente dai passanti, rendendo difficile attribuire con certezza le responsabilità. Tra le proposte avanzate c’è quella di dotare i contenitori di sistemi di chiusura con chiave, così da limitarne l’accesso e garantire maggiore controllo sui conferimenti.
La raccolta porta a porta per le utenze non domestiche nella zona Umbertina, introdotta inizialmente in via sperimentale, è diventata definitiva nell’agosto dello scorso anno.
Spaccio a Bari, droga smistata tra stazione e locali della movida: arrestato 20enne. Emesso un Daspo urbano
Prosegue la stretta delle forze dell’ordine contro lo spaccio di sostanze stupefacenti a Bari, con due distinti interventi che confermano l’attenzione rivolta ai luoghi di maggiore aggregazione, dai parchi cittadini ai locali della movida.
Nel primo caso, un ventenne è stato arrestato dalla Polizia Locale al termine di un servizio di controllo nella zona della stazione centrale, tra via Capruzzi, largo Sorrentino e Parco Rossani. Gli agenti, dopo un’attività di osservazione, lo hanno sorpreso mentre cedeva droga a due acquirenti.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 140 grammi tra hashish e cocaina, già suddivisi in dosi e pronti per la vendita, un coltello di cui è vietato il porto, 340 bustine in cellophane utilizzate per il confezionamento dello stupefacente e un veicolo, ritenuto dagli investigatori un deposito temporaneo della droga, sottoposto a sequestro giudiziario.
L’arresto è stato convalidato dall’autorità giudiziaria, che ha condannato il giovane a due anni e quattro mesi di reclusione. I due acquirenti sono stati invece segnalati alla Prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti.
Parallelamente, nell’ambito del rafforzamento delle attività di prevenzione contro lo spaccio nei luoghi della movida, il questore di Bari Annino Gargano ha disposto un Divieto di Accesso alle Aree Urbane (DACUR) della durata di due anni nei confronti di un altro giovane, arrestato in flagranza dopo essere stato sorpreso mentre cedeva droga tra i tavolini di un bar.
Il provvedimento gli vieta di frequentare, sostare o transitare nelle immediate vicinanze del locale in cui è avvenuto lo spaccio e degli esercizi pubblici limitrofi durante le ore serali e notturne. L’eventuale violazione del DACUR costituisce reato ed è punita con sanzioni penali.
L’assessora alla Vivibilità urbana del Comune di Bari, Carla Palone, ha sottolineato come il controllo del territorio e la tutela di parchi e luoghi di aggregazione rappresentino un impegno costante della Polizia Locale per garantire sicurezza e piena fruibilità degli spazi pubblici. Nelle prossime settimane sono previsti ulteriori servizi mirati nelle aree verdi cittadine, in coordinamento con le altre forze di polizia, mentre la Questura conferma il massimo impegno nel contrasto allo spaccio e nella tutela della sicurezza urbana.
Bari, Leccese boccia il ddl sulla Polizia Locale: “Basta spot servono risorse e strumenti. Meloni dia mezzi reali”
Il sindaco di Bari e delegato Anci per la sicurezza urbana, Vito Leccese, boccia il disegno di legge del Governo che amplia i poteri della polizia locale, prevedendo anche il fermo preventivo. In un’intervista rilasciata a La Repubblica di Bari, il primo cittadino chiede una riforma accompagnata da strumenti e risorse adeguate. “Basta con spot elettorali e decreti muscolari, Meloni dia mezzi reali”, le sue parole.
“La mia è una critica al metodo e al merito”, afferma Leccese. “Non si possono attribuire responsabilità sempre più delicate senza garantire gli strumenti necessari per esercitarle”. Il sindaco sottolinea come agli agenti della polizia locale manchino ancora l’accesso effettivo alle banche dati interforze, organici sufficienti, formazione specialistica e adeguate dotazioni tecnologiche.
Leccese giudica inoltre insufficienti i 20 milioni di euro stanziati dal Governo per il nuovo ordinamento della polizia locale. “Come Anci lo diciamo da tempo: venti milioni di euro rappresentano una cifra del tutto insufficiente rispetto alle esigenze reali dei Comuni. Solo per ricostituire gli organici servirebbero circa 400 milioni”, evidenzia, ricordando che negli ultimi anni i Comuni hanno perso oltre 10mila agenti.
Infine, il sindaco ribadisce le richieste dell’Anci: “Chiediamo una riforma organica e completa, non una somma di interventi fatti in base alle necessità mediatiche”. E conclude con un auspicio: “Mi auguro che il percorso parlamentare sia l’occasione per migliorare profondamente il testo, ascoltando le proposte dei Comuni e degli operatori”.
Rotazione dirigenti comunali, Polizia Locale e Affari Generali nel mirino: Carrieri scrive all’Anac
Un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per fare chiarezza sulla gestione degli incarichi dirigenziali del Comune. A renderlo noto è Giuseppe Carrieri, presidente della Commissione comunale Anticorruzione, che denuncia la mancata rotazione di alcuni dirigenti nonostante la scadenza degli incarichi.
Secondo Carrieri, gli incarichi di numerosi dirigenti di Ripartizione sono scaduti lo scorso 31 maggio e, a oltre 40 giorni di distanza, continuano a essere svolti in regime di proroga. Una situazione che, a suo dire, richiederebbe interventi immediati, soprattutto nei casi in cui la permanenza nello stesso ruolo si protrae da molti anni.
Nel mirino finiscono in particolare il dirigente della Ripartizione Polizia Locale, che ricopre l’incarico da otto anni consecutivi, e la dirigente della Ripartizione Affari Generali, in servizio nella stessa funzione da nove anni. Per Carrieri entrambi potrebbero essere sostituiti da altri dirigenti comunali in possesso dei requisiti necessari, nel rispetto del principio di rotazione previsto dalla normativa.
Video dell’incidente mortale diffuso su WhatsApp: condannato agente della Polizia locale di Bari
Il Tribunale di Bari ha condannato a tre mesi di reclusione, con pena sospesa, l’agente della Polizia locale Tommaso Stella, 57 anni, riconosciuto colpevole di agevolazione colposa nella rivelazione di segreto d’ufficio per la diffusione del video di un incidente mortale avvenuto il 4 giugno 2018 in via Napoli, nel quale perse la vita il 76enne Rocco Bellanova, travolto da un tir mentre percorreva la strada in bicicletta. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.
Secondo quanto ricostruito nel processo, la registrazione delle telecamere di videosorveglianza di un distributore Agip, fondamentale per le indagini, mostrava le drammatiche immagini dell’investimento dell’anziano. Il filmato sarebbe stato ripreso con un telefono cellulare il 24 luglio 2018 mentre veniva visualizzato sul monitor di un computer all’interno della sala del Comando della Polizia locale di Bari utilizzata per la redazione dei verbali degli incidenti stradali.
Per i giudici, Stella, che aveva il dovere di custodire il materiale riservato e di informare il pubblico ministero titolare dell’indagine, avrebbe esaminato il video in presenza di altri colleghi senza adottare le necessarie cautele per garantirne la riservatezza. Una condotta ritenuta negligente che avrebbe consentito a ignoti di registrare le immagini alle sue spalle e di diffonderle successivamente tramite WhatsApp.
Nelle motivazioni della sentenza il Tribunale precisa che non vi sono elementi per ritenere che l’agente abbia divulgato volontariamente il filmato. Dall’analisi del video, infatti, emerge che chi effettuò la ripresa si trovava dietro di lui. La responsabilità penale è stata quindi riconosciuta esclusivamente per aver agevolato, con comportamento colposo, la diffusione di un documento coperto dal segreto d’ufficio.
L’inchiesta aveva coinvolto anche altri due agenti della Polizia locale, Maurizio Ficele e Silvana Mancini, entrambi accusati di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Per loro il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione con la formula piena “il fatto non sussiste”.
Nel procedimento si sono costituite parte civile le tre figlie della vittima. Il giudice ha disposto che Tommaso Stella versi a ciascuna una provvisionale di 3.000 euro, in attesa della quantificazione definitiva del risarcimento dei danni. La vicenda richiama l’attenzione sull’importanza della tutela del segreto istruttorio e della privacy nella gestione di materiale investigativo, evidenziando come anche la mancata adozione di adeguate misure di riservatezza possa comportare responsabilità penali e civili per chi è chiamato a custodire dati sensibili.
Vigilesse licenziate a Bari, le motivazioni della Corte d’Appello: “Chiesero aiuto al braccio destro del clan Parisi”
La Corte d’Appello di Bari ha ribaltato nelle scorse settimane la decisione di primo grado, disponendo il licenziamento delle due agenti della Polizia Locale, Rosalinda Biallo, 57 anni, e Anna Losacco, 61 anni, coinvolte nell’inchiesta “Codice Interno”.
Secondo i giudici, le due avevano piena consapevolezza del ruolo criminale di Fabio Fiore, ritenuto braccio destro del boss Tommy Parisi, al quale si sarebbero rivolte in più occasioni per ottenere protezione.
Nelle motivazioni della sentenza, la Corte definisce i comportamenti delle due vigilesse «ampiamente contrari al minimo etico» richiesto ai dipendenti pubblici, ritenendo i fatti così gravi da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro, pur in assenza di condanne penali per tali condotte.
Secondo gli atti, le agenti avrebbero chiesto per tre volte l’intervento di Fiore, tra cui per punire un automobilista che le avrebbe minacciate dopo una multa. La loro difesa, basata sull’asserita ignoranza dei legami di Fiore con il clan Parisi, non è stata ritenuta credibile dalla Corte, che ha evidenziato come l’uomo fosse già noto per precedenti vicende giudiziarie e come i contatti non fossero riconducibili a una semplice amicizia.
La sentenza ribalta quella di primo grado, che aveva giudicato il licenziamento sproporzionato, accogliendo l’appello del Comune di Bari e sottolineando il grave danno arrecato all’immagine dell’amministrazione dai rapporti intrattenuti con un esponente della criminalità organizzata.
Furti e spaccio, Pisticci punta sulla sicurezza: addestramento avanzato per la Polizia Locale
L’Amministrazione Comunale di Pisticci, assieme al Comando della Polizia Locale, ha reclutato il capitano Giancarlo Candiano, ex ufficiale delle forze speciali attuale formatore master in tecniche e tattiche operative, per alcune sessioni di addestramento e formazione per i nuovi agenti della Polizia Locale. Ci siamo recati sul posto per saperne di più.
In giro senza casco, monopattini senza luci e targhe. Controlli a Bari: 20 multe tra San Girolamo e San Paolo
Venti conducenti di monopattini sono stati sanzionati nel corso di un servizio congiunto di controllo della Polizia Locale di Bari e dei Carabinieri nei quartieri San Paolo e San Girolamo. In un solo pomeriggio sono state elevate multe per un totale di 1.650 euro.
Nel dettaglio, sette verbali hanno riguardato la mancanza del targhino identificativo, undici l’assenza del casco di sicurezza obbligatorio e due la mancanza degli indicatori luminosi di direzione, anch’essi previsti dalla normativa vigente. La Polizia Locale ha annunciato che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni e interesseranno tutti i quartieri della città.








