Rifiuti speciali dalla Campania abbandonati nelle campagne pugliesi, 19 indagati: 6 persone ai domiciliari – I NOMI

Maxi operazione dei carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, contro un’organizzazione accusata di traffico illecito di rifiuti speciali tra Campania e Puglia. Secondo gli investigatori, tonnellate di rifiuti provenienti da diverse province campane sarebbero state smaltite illegalmente in aree agricole delle province di Foggia e Bat.

Nell’operazione sono stati impegnati circa 90 militari dell’Arma provenienti dai comandi provinciali di Napoli, Benevento, Bari, Roma, Caserta, Latina e Foggia. In totale sono state eseguite 19 misure cautelari.

Il gip di Bari, Ilaria Casu, con un’ordinanza di 467 pagine, ha disposto gli arresti domiciliari per sei persone: Ilario Vernieri, Giacomo Campese, Mauro Campese, Francesco Pio Losurdo, Cosimo Roma e Daniele Mastrullo. Per altri sette indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre sei imprenditori sono stati colpiti dal divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per un anno.

Il giudice ha inoltre disposto il sequestro dei mezzi utilizzati per il trasporto e lo scarico dei rifiuti e un sequestro preventivo da circa 3 milioni di euro nei confronti di dieci società. Respinta invece la richiesta di sequestrare le aziende coinvolte nell’inchiesta.

Rifiuti speciali dalla Campania abbandonati nelle campagne pugliesi, blitz all’alba: 19 arresti

È in corso, dalle prime ore di stamattina, una vasta operazione dei Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di una organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali provenienti da varie province della Campania e abbandonati in aree agricole delle province di Foggia e nella provincia di Barletta-Andria-Trani.

Circa 90 i carabinieri del Reparto Speciale dell’Arma e dei Comandi Provinciali di Napoli, Benevento, Bari, Roma, Caserta e Latina e Foggia impegnati nell’esecuzione di 19 provvedimenti cautelari.

Ulteriori informazioni saranno fornite nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne presso la Sala Conferenze della Procura della Repubblica di Bari.

Bari, nuova ordinanza contro i luridi dei rifiuti. Multe 1000 euro, fermo per chi è in auto e stop per i locali: le novità

È stata firmata la nuova ordinanza sindacale sul conferimento dei rifiuti urbani, che entrerà in vigore il prossimo 1° giugno, con l’obiettivo di uniformare e aggiornare le disposizioni comunali in materia di raccolta differenziata e corretto utilizzo dei servizi pubblici per contrastare l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti e garantire una maggiore vivibilità dell’ambiente urbano e una migliore gestione del servizio da parte di Amiu Puglia.

Diverse sono le novità introdotte dal provvedimento che, nel rispetto delle previsioni di legge, affronta le differenti fattispecie legate all’espletamento del servizio sul territorio comunale, dove sono attivi diversi sistemi di raccolta dei rifiuti urbani: raccolta stradale tramite cassonetti, raccolta porta a porta tramite attrezzature consegnate in comodato d’uso alle utenze, servizio di ritiro su chiamata, conferimento presso i centri comunali di raccolta.

“Se troviamo sacchi abbandonati accanto ai cassonetti, rifiuti lasciati fuori orario o intere aree trasformate in discariche improvvisate – commenta il sindaco di Bari Vito Leccese – non siamo davanti a un problema di decoro ma a comportamenti incivili che danneggiano tutta la comunità. Per questo abbiamo scelto una linea dura: mille euro di sanzione per chi abbandona i rifiuti e sospensione dell’attività per le utenze non domestiche recidive. La città non può più tollerare atteggiamenti che mortificano il lavoro di chi rispetta le regole. Allo stesso tempo, però, il Comune farà la propria parte fino in fondo e controllerà con la stessa severità anche il gestore del servizio. Abbiamo deciso di potenziare il porta a porta per le grandi utenze e per le utenze non domestiche, di rafforzare le postazioni Igenio e, parallelamente, avvieremo un monitoraggio straordinario e capillare dei servizi AMIU, partendo da Madonnella e progressivamente estendendolo a tutta la città. Verificheremo puntualmente il rispetto degli standard previsti, la qualità delle prestazioni e la corretta esecuzione dei servizi. Ai cittadini chiediamo responsabilità e rispetto delle regole, ma pretendiamo la stessa puntualità e lo stesso rigore da chi gestisce un servizio essenziale per la città”.

· Le principali novità

L’ordinanza sostituisce le numerose precedenti ordinanze comunali in materia (14!) emanate dal 1999 al 2025, fatta salva la validità delle disposizioni relative ai calendari di conferimento dei servizi porta a porta già attivi sul territorio comunale.

Inoltre, per la prima volta, prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro (minimo edittale – art 255 comma 1.2 del D.Lgs 152/06) in caso di abbandono o deposito di rifiuti urbani accanto ai contenitori (cassonetti, carrellati) per la raccolta stradale, introducendo altresì, nei casi in cui la violazione sia commessa facendo uso di veicoli a motore, la sanzione amministrativa accessoria del fermo del veicolo per un mese (art.214 del Codice della strada).

Con riferimento alle utenze non domestiche (UND), l’ordinanza introduce / prescrive la sospensione dell’attività per un tempo non inferiore a 5 giorni lavorativi in caso di recidiva* nell’abbandono o nel deposito di rifiuti urbani accanto ai contenitori (cassonetti, carrellati) per la raccolta stradale

Quanto alle UND presenti nei territori serviti dal sistema di raccolta porta a porta, in caso di recidiva delle specifiche violazioni previste, il provvedimento ordina la sospensione dell’attività per 3 giorni lavorativi.

Accanto all’obbligo di dotarsi di cassonetti, bidoncini e/o idonei contenitori/buste per la raccolta differenziata nell’ambito delle rispettive attività, l’ordinanza introduce per la prima volta l’obbligo per gli esercenti di attività commerciali, attività ricettive, B&B, titolari di locazioni turistiche nonché titolari di altre attività con accesso sula pubblica via (p.e. tabaccherie, cc.dd. “centri e/o punti scommesse”, cinema e teatri, alle banche ed Uffici postali periferici) di collocare nelle immediate adiacenze dell’ingresso, appositi contenitori-portacenere.

*L’ordinanza in questione costituisce dettaglio del Documento Strategico del Commercio (DSC) del Comune di Bari, pertanto vi trovano applicazione le sanzioni accessorie previste ai sensi del capitolo 12 del DSC, che per recidiva intende una stessa violazione commessa per due volte in un anno (anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione prevista).

· La struttura del provvedimento

Il provvedimento disciplina in maniera organica obblighi e divieti per utenze domestiche, utenze non domestiche, attività commerciali e operatori mercatali, distinguendo le modalità di conferimento nei territori serviti da raccolta stradale e in quelli interessati dal sistema porta a porta.

La prima parte definisce le disposizioni generali valide su tutto il territorio comunale.

È previsto l’obbligo di conferire al servizio pubblico esclusivamente rifiuti urbani prodotti nel territorio del Comune di Bari e di effettuare correttamente la raccolta differenziata secondo le modalità attive nelle diverse zone della città e le indicazioni fornite dal Comune e da AMIU Puglia.

L’ordinanza disciplina inoltre il corretto conferimento delle diverse frazioni merceologiche, compresi i rifiuti di piccolissime dimensioni e i prodotti da fumo, e vieta il conferimento di rifiuti speciali, l’utilizzo di sacchi non trasparenti, l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico e il deposito accanto ai contenitori.

Specifiche disposizioni riguardano le utenze non domestiche che hanno optato per l’uscita dal servizio pubblico, il divieto di conferimento di rifiuti provenienti da altri Comuni e gli obblighi a carico di attività commerciali, strutture ricettive, pubblici esercizi e locazioni turistiche in materia di dotazione di contenitori per la raccolta differenziata e installazione di portacenere esterni.

La seconda parte regola le modalità di conferimento dei rifiuti nelle aree servite dal sistema di raccolta stradale.

Per le utenze domestiche vengono individuate le modalità di utilizzo dei cassonetti e dei contenitori dedicati alle diverse frazioni di rifiuto — vetro, plastica e metalli, organico, carta e cartone, indifferenziato e altre raccolte specifiche — nonché le procedure per il conferimento presso i centri di raccolta e per il ritiro su prenotazione di ingombranti, RAEE, sfalci e potature.

Per le utenze non domestiche vengono disciplinati il conferimento delle frazioni urbane ammesse al servizio pubblico, le modalità di esposizione e custodia delle attrezzature ricevute in comodato d’uso e gli obblighi connessi alle eventuali opzioni di uscita parziale dal servizio pubblico.

La sezione definisce inoltre gli orari di conferimento dell’indifferenziato, le eventuali deroghe autorizzabili e i principali divieti relativi all’uso improprio dei cassonetti, all’abbandono di rifiuti e all’intralcio delle operazioni di raccolta.

La terza parte disciplina il sistema di raccolta porta a porta per utenze domestiche e non domestiche.

L’ordinanza stabilisce l’obbligo di utilizzare esclusivamente i contenitori e i sacchi forniti da Amiu Puglia, nel rispetto dei calendari e degli orari di esposizione previsti dai successivi provvedimenti attuativi.

Per le utenze domestiche sono disciplinati l’utilizzo dei kit individuali e dei carrellati condominiali, le modalità di esposizione e ritiro dei contenitori e il conferimento delle diverse frazioni di rifiuto, compresi i tessili sanitari per le utenze autorizzate.

Per le utenze non domestiche vengono regolati l’utilizzo dei carrellati dedicati, l’esposizione del cartone commerciale, la gestione delle attrezzature ricevute e il conferimento delle ulteriori frazioni presso centri di raccolta o servizi dedicati.

Sono indicate, inoltre, le disposizioni relative ai controlli di conformità dei conferimenti da parte di Amiu Puglia, alle segnalazioni delle irregolarità e ai divieti di utilizzo improprio dei contenitori o di abbandono delle attrezzature sul suolo pubblico.

La quarta parte riguarda gli operatori commerciali dei mercati coperti, del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso e dei mercati settimanali su area pubblica.

L’ordinanza definisce le modalità di conferimento dei rifiuti urbani prodotti dalle attività mercatali, l’utilizzo delle attrezzature per la raccolta differenziata e gli obblighi di mantenimento del decoro e della pulizia delle aree di vendita e delle relative adiacenze.

Disciplina inoltre i divieti relativi all’abbandono incontrollato dei rifiuti, all’utilizzo improprio dei contenitori, al deposito fuori dalle aree consentite e al conferimento di materiali non ammessi.

Il dispositivo finale definisce il quadro sanzionatorio applicabile alle diverse fattispecie di violazioni, prevedendo sanzioni amministrative graduate in relazione alla tipologia dell’illecito.

Tra le violazioni specificamente disciplinate figurano il mancato rispetto degli orari di conferimento, l’abbandono di rifiuti accanto ai cassonetti, il trascinamento dei sacchi su suolo pubblico, il conferimento improprio di rifiuti, il mancato utilizzo dei portacenere esterni e la rimozione o manomissione dei cassonetti.

Restano inoltre ferme le ulteriori responsabilità e sanzioni previste dalla normativa nazionale e regionale in materia ambientale, comprese quelle relative all’abbandono illecito dei rifiuti, ai mozziconi di sigaretta, ai rifiuti di piccolissime dimensioni e alle deiezioni canine.

L’ordinanza prevede anche sanzioni accessorie, comprese sospensioni temporanee dell’attività in caso di recidiva per alcune violazioni commesse da utenze non domestiche e operatori commerciali.

Bari, nuovo sistema di videosorveglianza per l’abbandono dei rifiuti: nei primi 8 mesi beccati 3mila luridi

La ripartizione Tutela Igiene e Ambiente e la Polizia locale rendono noto il report dei primi otto mesi di attività del nuovo sistema di videosorveglianza di ultima generazione, caratterizzato da specifici algoritmi di rilevazione per l’abbandono dei rifiuti su aree pubbliche e dedicato al contrasto agli errati conferimenti in ambito comunale. Si tratta di una tecnologia capace di fornire immagini ad alta risoluzione, 24 ore al giorno e con visione notturna, trattate nel rispetto del GDPR, che costituiscono un valido strumento per l’avvio della fase di accertamento da parte degli organi di polizia, propedeutico alla contestazione della violazione amministrativa o penale.

Il nuovo sistema del tipo “Multivideo Trappola”, costituito da 11 postazioni di videosorveglianza mobile ricollocabile, è attivo dallo scorso agosto. Dopo il primo mese di sperimentazione, dal 1° settembre 2025 al 30 aprile 2026 sono state installate le postazioni a presidio di 16 siti, su cui sono state distribuite circa 60 telecamere. Nel complesso, sono stati rilevati più di 2.800 conferimenti illeciti di rifiuti: nel dettaglio, 1.803 sono stati gli abbandoni a mano e 838 gli episodi in cui sono state individuate le targhe dei mezzi usati per lo smaltimento non corretto.

In media, ogni mese sono stati registrati dal sistema circa 350 abbandoni (12 al giorno). Statisticamente la fascia oraria con il picco massimo di abbandoni è quella compresa tra le ore 18 e le 19, con dati significativi nelle ore 17, 20 e 21. Per quanto riguarda i giorni della settimana con maggiori infrazioni, i numeri più alti si registrano la domenica.

“L’abbandono selvaggio dei rifiuti in alcune zone del territorio cittadino è una piaga che vogliamo eliminare – commenta il sindaco Vito Leccese -. Se talvolta esistono criticità che riguardano il servizio, e per le quali cerchiamo quotidianamente di trovare soluzioni, molto più spesso i problemi sono causati da comportamenti scellerati di persone completamente noncuranti dei danni che producono all’ambiente e alla collettività. Questo, però, il cittadino che vede cumuli di rifiuti abbandonati nelle campagne non lo sa. E chiede risposte in termini di contrasto a certe condotte deprecabili. Per questo il nostro impegno è massimo e stiamo mettendo in campo una strategia articolata di contrasto al fenomeno, che sta iniziando a produrre i primi risultati. I numeri registrati nei primi otto mesi di attività confermano quanto l’abbandono illecito dei rifiuti sia ancora diffuso e quanto sia necessario continuare a investire in strumenti innovativi di controllo e prevenzione. Il nuovo apparato tecnologico adottato per individuare e sanzionare gli incivili rientra nella più ampia strategia portata avanti dall’amministrazione comunale per la tutela dell’ambiente e del decoro urbano, temi centrali per la qualità della vita dei cittadini e per il futuro della nostra comunità”.

IL NUOVO SISTEMA “MULTIVIDEO TRAPPOLA”

Il sistema di videosorveglianza mobile ricollocabile “Multivideo Trappola” è dotato di 3 o 4 telecamere per postazione, complete di accessori, da posizionare su siti individuati dalla ripartizione Ambiente, in sinergia con la Polizia locale e l’Amiu, in base alle maggiori criticità riscontrate e segnalate.

Le postazioni, capaci di fornire immagini ad alta risoluzione e con visione notturna, presidieranno in modo itinerante l’intera città fino al prossimo mese di agosto, in modo da avere un angolo visuale incrociato (attraverso l’uso di più pali per il sostegno delle telecamere) e un sistema di registrazione in loco.

Le telecamere hanno caratteristiche tali da poter riprendere gli eventi illeciti di giorno e di notte, con elevata qualità grafica, illuminatore infrarosso o tecnologia di visione notturna a colori, messa a fuoco automatica, ottica varifocale (con zoom motorizzato) e resistenza all’acqua. Il sistema prevede l’aggiornamento automatico dell’orario, in modo che data e ora siano sempre corrette, e la registrazione in continuo, 24 ore al giorno, utile in caso di richiesta urgente di filmati di qualsiasi durata, anche a favore della sicurezza dei cittadini. L’algoritmo di rilevamento del movimento, basato sulle capacità di analisi della telecamera, ovvero esteso all’intero fotogramma, è superiore ai normali sensori di movimento delle vecchie fototrappole. Gli apparati sono progettati per garantire resistenza alle alte e basse temperature (-40/+75°C) e supporto alle reti private virtuali.

Il sistema utilizza algoritmi di rilevazione dell’abbandono, che vengono impostati e costantemente verificati da personale specializzato, al fine di garantire efficienza e correttezza dei dati. Il servizio MultiVideo Trappola rileva l’abbandono dei rifiuti e produce vari filmati, oltre alla foto della targa, che includono l’arrivo del veicolo (o della persona a piedi o in bicicletta) utilizzato per il trasporto del rifiuto, l’abbandono dello stesso e la ripartenza del mezzo. Questo “pacchetto” viene poi inviato, in formato criptato, alla Polizia locale, che può anche estrarre in autonomia singoli fotogrammi stampabili. I video ad alta risoluzione permettono di individuare, in modo inequivocabile, l’abbandono irregolare da molteplici punti di vista, superando così i limiti ordinari delle normali fototrappole (con un unico punto di vista).

I luoghi che rientrano nel campo visivo delle telecamere sono perimetrati con la prevista segnaletica (informativa minima), come previsto dalla normativa sulla privacy. Il sistema di videosorveglianza, infatti, rispetta pienamente il decreto legislativo 196/2003 e il Regolamento Europeo UE 2016/679 (GDPR) durante la rilevazione e la ripresa video, la registrazione, la conservazione temporanea a bordo telecamera, su altri supporti informatici o in cloud, nonché durante tutte le fasi della consegna (criptata) di tali dati alla Polizia locale.

Choc a Triggiano, vuole sanzionare una donna per l’errato conferimento dei rifiuti: vigilessa colpita con un casco

Un’agente della polizia locale è stata aggredita ieri mattina nel centro di Triggiano mentre svolgeva attività di controllo sul territorio. L’episodio si è verificato tra largo Polidicecca e via Garibaldi.

Secondo quanto riferito dal sindaco Pino Toscano, la vigilessa stava contestando a una residente alcune violazioni legate al conferimento dei rifiuti e invitandola a spostare uno scooter parcheggiato in un’area non consentita. La situazione è però degenerata rapidamente: la donna avrebbe colpito l’agente con un casco, per poi allontanarsi e tornare poco dopo, schiaffeggiandola.

A seguito dell’aggressione, la vigilessa è caduta a terra riportando un trauma alla nuca ed è stata trasportata al pronto soccorso per le cure necessarie. Nei confronti dell’aggressore è scattata una denuncia. L’Amministrazione comunale ha espresso piena solidarietà all’agente ferita, sottolineando la vicinanza a tutto il corpo della polizia locale.

Vergogna a Bari, bustoni di rifiuti abbandonati sul lungomare. All’interno scontrini fiscali: multati 8 ristoratori

Nel pomeriggio di ieri, in seguito a una segnalazione da parte degli operatori dell’Amiu, gli agenti della Polizia locale e del nucleo anti-degrado sono intervenuti a Bari vecchia per verifiche sulla provenienza di una serie di bustoni di rifiuti indifferenziati, abbandonati all’esterno dei cassonetti sul lungomare Cristoforo Colombo, in prossimità dei campetti da calcio intitolati a Michele Fazio.

L’attività ispettiva ha permesso di individuare i responsabili del conferimento illecito, anche attraverso gli scontrini fiscali presenti all’interno delle buste, riconducibili alle attività dei locali. Per questo sono stati sanzionati otto ristoratori di Bari vecchia. Ognuno dei titolari dovrà pagare una multa di mille euro.

“Ieri pomeriggio i nostri agenti sono stati contattati dagli operatori dell’Amiu che, per l’ennesima volta, si sono trovati di fronte alle immagini vergognose di moltissimi bustoni di rifiuti indifferenziati, abbandonati all’esterno dei cassonetti in uno degli scorci più amati dai baresi e dai turisti che visitano il centro storico, all’ombra della Muraglia e a pochi passi dal Fortino Sant’Antonio e dal porto”, dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone.

“Sono scene che raccontano un livello di inciviltà insopportabile – aggiunge – che provoca rabbia e, soprattutto, molto dispiacere. Quei sacchi erano abbandonati all’esterno dei cassonetti e, fatto grave, contenevano rifiuti non differenziati, arrecando danno non solo al decoro, ma anche all’ambiente urbano. Ogni giorno i cittadini ci sollecitano, perché tutti vogliamo vivere in una città più pulita e ordinata. Raggiungere questo obiettivo è possibile solo con la collaborazione di tutti”.

Irregolarità e rischi, sequestrata discarica a Torremaggiore: gestisce i rifiuti di 10 comuni del Foggiano

Diverse violazioni e rischi per i lavoratori sono emersi, secondo i carabinieri del Noe, durante i controlli in un impianto per la gestione di rifiuti speciali non pericolosi nella zona artigianale di Torremaggiore, in provincia di Foggia, che è stato sottoposto a sequestro il 24 febbraio. La notizia è stata diffusa oggi dai militari i quali evidenziano che il provvedimento è stato disposto dal gip nell’ambito di un’attività coordinata dalla procura.

L’impianto, di fatto, è autorizzato alla gestione ed al trattamento di rifiuti provenienti da dieci comuni della provincia di Foggia ed è autorizzato anche alla produzione di materia prima seconda, ovvero materiale recuperato dal trattamento dei rifiuti e gestito attraverso vari consorzi. Nel corso dell’attività ispettiva sono state accertate più violazioni di natura penale, illecita gestione di rifiuti, nonché varie violazioni alle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo.

Dal sopralluogo sono emersi ingenti quantitativi di rifiuti (circa 7000 tonnellate), di varia natura, stoccati in totale difformità al layout aziendale sia all’interno dell’impianto, sia nelle pertinenze esterne in aree non destinate a tale scopo, spesso impedendo anche la viabilità interna. Irregolarità anche nelle altezze dei cumuli di rifiuti, costituendo potenziale pericolo per l’incolumità dei lavoratori. E’ stata constatata anche la mancanza di un corretto sistema antincendio e di idonee misure per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Carta, cartone e rifiuti raccolti in strada dalle spazzatrici venivano conferiti da dieci Comuni del Foggiano nell’impianto di rifiuti sequestrato dai carabinieri del Noe di Bari a Torremaggiore (Foggia). Questi Comuni sarebbero già all’opera, a quanto si apprende, per individuare altri impianti. E’ la prima volta che viene applicata in Puglia – spiegano fonti investigative – la normativa prevista dal decreto legge 116 del 2025 ‘Terra dei fuochi’ (convertito in legge) che inasprisce le pene per i reati ambientali. L’impianto sequestrato è privato e il rappresentante legale, a quanto si apprende, è indagato per gestione illecita di rifiuti e violazione delle prescrizioni sulle autorizzazioni ambientali.

Abbandono illecito di rifiuti e 11 lavoratori a nero, blitz della Finanza a Barletta: sospesa un’azienda tessile

Gestione e abbandono illecito di rifiuti, oltre a gravi violazioni in materia di lavoro: è quanto emerso dall’indagine avviata dopo la denuncia della Barsa di Barletta, la società che si occupa di igiene ambientale.

La Guardia di finanza ha individuato un’azienda ritenuta responsabile dell’abbandono in campagna di sacchi contenenti scarti di lavorazione di calzature e tessili, trovando nei locali materiali identici a quelli rinvenuti.

L’impresa non aveva il registro di carico e scarico dei rifiuti né l’iscrizione al registro elettronico per la tracciabilità. Inoltre sono stati scoperti 11 lavoratori in nero, impiegati senza adeguate misure di sicurezza. La Asl ha disposto la sospensione dell’attività in attesa della regolarizzazione.

Luridi a Bari, smaltimento illecito dei rifiuti: da inizio anno oltre 300 sanzioni. Leccese: “È una priorità”

Continuano i controlli della polizia locale di Bari contro lo smaltimento illecito dei rifiuti. Nello specifico, il nucleo ‘anti-degrado’ dall’inizio dell’anno ha elevato 311 sanzioni.

La polizia giudiziaria ha, inoltre, trasmesso tre informative di reato all’autorità giudiziaria per discariche abusive, depositi incontrollati e gestione abusiva del ciclo dei rifiuti.

Con riferimento, invece, alle attività degli agenti del settore annona, nei primi due mesi del 2026 sono state contestate 50 sanzioni per errato conferimento di imballaggi e cartoni, due denunce penali per abbandono di rifiuti speciali, oltre a numerose sanzioni per mancata raccolta differenziata, conferimento di bustoni neri (vietati da ordinanza sindacale) e da parte di non residenti.

“Riceviamo quotidianamente sollecitazioni da parte dei cittadini che, legittimamente, chiedono di poter vivere in una città più pulita – dichiara il sindaco, Vito Leccese -. Mi arrivano segnalazioni continue di buste e cartoni abbandonati accanto ai cassonetti dei rifiuti. È giusto chiedersi se la responsabilità sia solo di Amiu. Sappiamo di dover rafforzare ulteriormente l’impegno sul fronte dell’igiene urbana, ma è altrettanto evidente che molte criticità derivano da comportamenti gravemente incivili, messi in atto da singoli cittadini e, in alcuni casi, dal personale di alcune attività commerciali. Per questo il Nucleo antidegrado della Polizia locale sta intensificando i controlli su tutto il territorio, con verifiche mirate e sanzioni, affinché l’inciviltà di pochi non si traduca nel disagio per l’intera comunità. Sradicare questo malcostume è una priorità. È un impegno concreto che prendo nei confronti dei cittadini e della città”.

Traffico internazionale di rifiuti tra Puglia, Bulgaria e Grecia: 6 arresti. Blitz a Bari, Lecce e Brindisi

Sei persone, tra autisti, organizzatori dei trasporti, intermediari e gestori formali e di fatto delle società responsabili, sono state arrestate dai carabinieri del Noe di Lecce per traffico illecito di rifiuti tra Italia Grecia e Bulgaria.

I sei arrestati (quattro in carcere e due ai domiciliari) sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti con l’aggravante della transnazionalità, spedizione e gestione illecita di rifiuti.

In totale sono 14 gli indagati. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e iniziate nel gennaio 2024, hanno portato anche al sequestro di due società, 44 mezzi e 300mila come presunto valore del profitto derivante dall’attività illecita, in cui è coinvolta la società Bri.Ecologica.

Secondo l’accusa, le attività illecite di smaltimento riguardavano rifiuti speciali non pericolosi – in prevalenza scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu – provenienti da un impianto della provincia di Brindisi.

L’azienda coinvolta, avvalendosi di società di intermediazione del settore, per risparmiare sui costi di smaltimento non avrebbe attivato le corrette procedure di gestione dei rifiuti, prescritte dalla legge, trasportando e smaltendo migliaia di tonnellate in aziende con sede in Bulgaria e Grecia.

Ai rifiuti sarebbe stato attribuito un falso codice Cer che certificava il trasporto di plastica e gomma “recuperabili”, anziché la reale natura dei rifiuti (calcinacci, legno, pannelli coibentati, guaine, indumenti ed altri materiali tessili), che sarebbero stati poi abbandonati, in parte anche sui terreni agricoli. I mezzi provenienti dalla società Bri Ecologica s.r.l., hanno accertato gli investigatori grazie a intercettazioni, video riprese e pedinamenti, venivano imbarcati dal porto di Brindisi, con la compiacenza di spedizionieri, con destinazione Grecia e Bulgaria. Giunti nei due Paesi, i rifiuti sarebbero stati stoccati e abbandonati all’interno di capannoni industriali dismessi.