Petruzzelli, l’erede al Sindaco: “Basta bugie. Occupate il nostro teatro senza titolo e agibilità”

Torniamo ad occuparci della contesa giudiziaria del Teatro Petruzzelli. Nei giorni scorsi il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha replicato indirettamente al legale dei proprietari del teatro, la famiglia Messeni-Nemagna, che nei giorni scorsi aveva accusato il Comune e la Fondazione che gestisce il teatro di occupare “abusivamente” una proprietà privata. Abbiamo incontrato Francesco Garibaldi, uno degli eredi della famiglia Messeni Nemagna, per ascoltare la sua versione dei fatti.

La polemica di Leccese: “La Fiera del Levante avrebbe meritato la premier Meloni. Pochi giorni fa era qui a Bari”

“Pochi giorni fa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta a Bari per celebrare la longevità del suo governo. Le abbiamo dato il benvenuto e lo avremmo fatto anche oggi, perché la principale fiera economica del Mezzogiorno lo avrebbe meritato. La longevità, naturalmente, è un valore, ma lo diventa ancora di più quando è accompagnata dalla qualità. Come ci ricordava Rita Levi-Montalcini: ‘meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita’. È una distinzione che vale anche per la crescita di un Paese”.

Lo ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese, nel suo intervento durante la cerimonia d’apertura dell’89esima edizione de ‘La Fiera del Levante’ che viene tradizionalmente inaugurata dal presidente del Consiglio e che invece anche quest’anno, per il quarto anno consecutivo, la premier ha disertato.

“Una buona semina – ha spiegato – non si misura dalla quantità dei semi, ma dalla qualità di quelli capaci di germogliare e dare frutto. Così è per le politiche pubbliche: si misurano dalla capacità di trasformare le risorse in risultati e le opere in crescita. Qualità è garantire che un’opera strategica come l’Alta Velocità Napoli-Bari venga completata nei tempi stabiliti, facendo del Mezzogiorno un vero baricentro connettivo dell’Europa”.

“È offrire tempi certi e rapidi alle imprese che scelgono di investire nel Sud, è finanziare con continuità la sanità pubblica e il trasporto pubblico locale. La crescita si misura dalla qualità della vita delle persone. Noi – ha aggiunto Leccese- non chiediamo al governo aiuti o corsie preferenziali. Il Mezzogiorno chiede che l’energia, il lavoro e i risultati che si stanno producendo qui vengano riconosciuti per quello che sono, una componente essenziale del motore del rilancio dell’intero Paese”.

Fiera del Levante, il discorso di Leccese: “Bari guarda al futuro ha avuto il coraggio di scommettere su sé stessa”

Si è aperta la 89esima edizione della Fiera del Levante. A rappresentare il Governo il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Ecco il discorso integrale del sindaco di Bari, Vito Leccese.

Autorità civili, militari e religiose, signore e signori, ottantanove edizioni sono un traguardo che impone rispetto. Un tempo lungo abbastanza per vedere cambiare un Paese, per attraversare generazioni e governi, per assistere alla nascita e alla fine di interi mondi: la Fiera del Levante li ha attraversati tutti. Ha visto arrivare merci che oggi ci sembrano antiche, tecnologie che un tempo sembravano fantascienza; ha visto cambiare il modo di produrre, di commerciare e di viaggiare; ha visto cambiare Bari. Ma la cosa più interessante è che la Fiera non è arrivata fino a oggi perché è rimasta uguale a sé stessa, ma perché ha scelto, decennio dopo decennio, con la sfida intrapresa negli ultimi 8 anni, di giocarsi la partita del presente. In un’Italia che per troppo tempo ha guardato solo a Nord e all’Europa continentale, Bari ha avuto il coraggio di una scelta eretica: ha guardato a Levante intuendo che la propria posizione geografica fosse una straordinaria risorsa strategica. In questi anni difficili, quella scelta, però, ci chiede un passo in più. Dal Mediterraneo devono arrivare merci, investimenti, opportunità, ma anche una nuova cultura dell’incontro e del dialogo. Perché in un mare attraversato da conflitti e divisioni, il dialogo è una responsabilità, e la condizione necessaria per immaginare ogni idea di futuro è una sola, e si chiama pace. La pace che da anni invochiamo per il popolo palestinese. Oggi che il Mediterraneo è tornato a essere il baricentro geopolitico ed economico del mondo, quella scelta si rivela una profezia esatta. Ecco perché il nome di questa edizione, “Il dialogo parte da Levante”, dice qualcosa che riguarda la Fiera, ma anche la città che la ospita. Trasformare una visione in realtà richiede un impegno quotidiano fatto di pianificazione e investimenti. È il lavoro complesso che stiamo portando avanti insieme, ed è per questo che desidero ringraziare il presidente Frulli, la cui guida riesce a misurare la nostra storia con le sfide del presente. In questo, Gaetano ha raccolto l’eredità di un visionario, di un barese che ha interpretato l’intraprendenza levatina nella accezione più aulica, cioè la capacità di guardare lontano, di gettare il cuore oltre l’ostacolo quando è in ballo il destino della nostra città e dei suoi luoghi identitari. Questa, è l’eredità che ci ha lasciato Sandro Ambrosi. Un saluto affettuoso va ad Antonio Decaro, alla sua prima Fiera del Levante da presidente della Regione Puglia. Per anni lo abbiamo visto su questo palco con la fascia tricolore da sindaco. Oggi il suo ruolo è cambiato, ma la nostra consapevolezza resta identica: nessuna trasformazione di Bari potrà compiersi senza trascinare l’intera Puglia e nessuna visione regionale potrà avere successo senza il ruolo di Bari come capitale naturale del Mezzogiorno nel Mediterraneo. I risultati di questi anni raccontano la storia di una regione e di una città vive, e sono il risultato di una combinazione solida: abbiamo programmato e impiegato fino all’ultimo euro i fondi europei e i fondi PNRR e siamo stati sorretti da uno straordinario impegno della società civile, delle università e delle imprese. I grandi risultati non arrivano mai per fortuna, arrivano quando ci si allena duramente, quando si ha una strategia chiara e ci si fa trovare pronti sulla linea di partenza. Quando l’ultimo report “Città in crescita 2026” di LinkedIn, la più importante rete professionale al mondo, colloca Bari al secondo posto in Italia per attrattività lavorativa e crescita dell’innovazione, non possiamo che essere soddisfatti. Perché questo dato ci dice che il diritto al lavoro qualificato, alla realizzazione personale e all’innovazione non è più una prerogativa geografica del Nord, ma una realtà che sta prendendo corpo qui al Sud, a Bari. E questo cambiamento trova conferma nella fotografia scattata dalle recenti indagini sulla mobilità della cosiddetta Generazione Z. L’analisi dei flussi ferroviari effettuata da Trainline mette Bari al primo posto tra le mete dei ragazzi, con un incremento del 94% dei passeggeri nei fine settimana successivi agli esami di Stato. I giovani che scendono a Bari vengono a misurare la vivibilità dei nostri spazi, la forza delle nostre università, l’inclusività della nostra comunità e vengono a valutare se questa città può essere il luogo in cui progettare un’esistenza dignitosa. Non a Milano, a Torino, nelle regioni in cui i loro nonni sono andati a cercare lavoro, ma a Bari. È un ribaltamento insieme simbolico e materiale: per generazioni il treno verso Nord è stato il simbolo dello sradicamento, della partenza forzata, del talento strappato alla propria terra. Oggi quello stesso binario diventa la direttrice di una scelta consapevole. Dobbiamo chiederci che cosa serve affinché questo sviluppo si traduca in casa, servizi, lavoro qualificato e in una reale prospettiva di futuro per ogni singola persona della nostra comunità. Ed è qui che la trasformazione di Bari mostra la sua anima più bella. Guardiamo alla rigenerazione dei nostri quartieri, ai grandi progetti che ne stanno ridisegnando il volto. Penso al Parco della Rinascita, sulla ex Fibronit, o al Parco di Costa Sud: completare il Parco sarà restituirci l’abbraccio con il mare, trasformando un’area per lungo tempo marginale e soggetta al degrado in un nuovo centro di vita, di verde e di bellezza. Guardiamo all’estate che ci lasciamo alle spalle con gli appuntamenti della “Festa del mare” e de “Le Due Bari”: migliaia di persone nelle piazze, eventi diffusi, cultura che attraversa ogni quartiere. Bari ha dimostrato di non aver nulla da invidiare alle grandi città europee, arrivando ad accogliere, in una sola giornata di eventi di grande richiamo, più di 40 mila persone e dimostrando di avere modelli organizzativi e protocolli che funzionano. A questo proposito, voglio esprimere la mia profonda gratitudine alla Prefetta Rossana Riflesso, al Questore Annino Gargano e a tutte le Forze dell’ordine per la straordinaria collaborazione e per il lavoro condiviso che hanno reso possibile tutto questo. È anche attraverso questa capacità di lavorare insieme, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo, che una città dimostra di essere pronta a misurarsi con le grandi sfide. Parlando di sicurezza, di persone e di diritti, arriviamo al punto nodale di ogni crescita autentica: il lavoro e la dignità delle donne. Il PIL del Sud cresce da quattro anni oltre la media nazionale e l’occupazione femminile a Bari ha raggiunto il 50%, il dato più alto mai registrato. È un risultato importante, ma ci dice anche che c’è un altro 50% di donne ancora fuori dal mercato del lavoro. L’indipendenza economica è il prerequisito fondamentale della libertà personale, avere un reddito significa poter scegliere il proprio destino, anche interrompere una relazione tossica e mettersi al sicuro. Ma non basta, perché la violenza può colpire anche laddove ci sono forza e autonomia. Lo abbiamo toccato con mano e con dolore, oggi vorrei ricordare Lorena Isceri, originaria del Salento che proprio a Bari si era formata, costruendo il suo percorso di studi e la sua crescita professionale. La sua vita spezzata ci ricorda che la violenza sulle donne è una ferita aperta che ci riguarda tutti, è una emergenza di primaria importanza come ha detto il Presidente Mattarella, e il suo femminicidio impone di chiamare le cose con il loro nome, spazzando via le ipocrisie di chi ancora tenta di derubricare questi orrori a semplici fatti di cronaca passionale. La violenza di genere si estirpa con l’educazione sessuo-affettiva e con la cultura del rispetto in ogni sua declinazione. Tutto questo lavoro, però, richiede una visione complessiva e di sistema con politiche pubbliche strutturali. Per crescere dobbiamo stare insieme, perché è dalla forza delle nostre connessioni che può nascere una nuova energia per il paese. Pochi giorni fa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta a Bari per celebrare la longevità del suo Governo. Le abbiamo dato il benvenuto e lo avremmo fatto anche oggi, perché la principale fiera economica del Mezzogiorno lo avrebbe meritato. La longevità, naturalmente, è un valore, ma lo diventa ancora di più quando è accompagnata dalla qualità. Come ci ricordava Rita Levi-Montalcini: «meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita». È una distinzione che vale anche per la crescita di un Paese. Una buona semina non si misura dalla quantità dei semi, ma dalla qualità di quelli capaci di germogliare e dare frutto. Così è per le politiche pubbliche: si misurano dalla capacità di trasformare le risorse in risultati e le opere in crescita. Qualità è garantire che un’opera strategica come l’Alta Velocità Napoli-Bari venga completata nei tempi stabiliti, facendo del Mezzogiorno un vero baricentro connettivo dell’Europa. È offrire tempi certi e rapidi alle imprese che scelgono di investire nel Sud, è finanziare con continuità la sanità pubblica e il trasporto pubblico locale. La crescita si misura dalla qualità della vita delle persone. Noi non chiediamo al Governo aiuti o corsie preferenziali. Il Mezzogiorno chiede che l’energia, il lavoro e i risultati che si stanno producendo qui vengano riconosciuti per quello che sono, una componente essenziale del motore del rilancio dell’intero paese. Le nostre candidature a Capitale Italiana del Mare e a Capitale Europea del Commercio 2027 nascono da questa consapevolezza. Sono la presa d’atto di un nuovo peso specifico di Bari, della sua capacità di stare dentro le grandi trasformazioni che attraversano il Mediterraneo e l’Europa. Siamo una città europea e mediterranea, che siede ai tavoli internazionali a testa alta, con la consapevolezza che il futuro del Mezzogiorno si costruisce, seme dopo seme, con la qualità delle scelte che facciamo oggi. E questo lo dobbiamo alla nostra comunità, lo dobbiamo ai baresi. La vera infrastruttura che regge una città è il suo tessuto umano, la forza di sapersi riconoscere nello stesso destino. C’è un passaggio in Siddhartha che descrive la bellezza di una comunità in cammino: “Tutte le voci, tutti i desideri, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita”. Questa città è un’unica grande musica fatta dalle voci e dalle storie di tutti coloro i quali l’hanno attraversata e la attraversano. È la voce dei nostri giovani che chiedono spazio, il coraggio delle nostre imprenditrici, la fatica di chi lavora ogni giorno, la saggezza dei nostri anziani. Per noi che abbiamo la responsabilità e il privilegio di guidare Bari, il nostro impegno è fare in modo che nessuna voce rimanga inascoltata e che nessuno resti escluso da questo coro. Bari ha avuto il coraggio di scommettere su sé stessa. Oggi noi raccogliamo quella storia, con valori, prospettive e sensibilità diverse, e siamo in campo uniti per realizzare tutto il nostro potenziale, con la certezza che il futuro di Bari è il futuro del Paese intero. Buona Fiera del Levante, buona semina a tutti noi!

Teatro Petruzzelli, il sindaco Leccese risponde alla famiglia Messeni-Nemagna: “Noi abusivi? Abbassiamo i toni”

“È opportuno abbassare i toni, perchè con i toni così elevati non si va da nessuna parte”. È l’invito del sindaco di Bari, Vito Leccese, che rispondendo ai giornalisti sulla intricata contesa giudiziaria della proprietà del teatro Petruzzelli, (ricostruito con fondi pubblici dopo l’incendio del 1991), ha così replicato indirettamente al legale dei proprietari del teatro, la famiglia Messeni-Nemagna, che nei giorni scorsi aveva accusato il Comune e la Fondazione che gestisce il teatro di occupare “abusivamente” una proprietà privata.

“Noi non siamo abusivi – ha detto il sindaco, che è anche presidente della Fondazione Petruzzelli – rispettiamo le norme e le regole fissate dalle leggi dello Stato. Il ministero in questo momento esercita il diritto di ritenzione, perché ha investito 43 milioni nella ricostruzione che non sono solo fondi statali, ma ci sono anche i fondi messi a disposizione dalla Regione, dalla città metropolitana e dal Comune. E quindi, nel perimetro dell’esercizio del diritto di ritenzione ha affidato al Comune di Bari la custodia e il Comune a sua volta l’ha affidata così come prevede la legge alla Fondazione lirico-sinfonica. Quindi non vedo cosa ci sia di abusivo”.

Sulla vicenda nel novembre 2021 la Corte d’Appello di Bari ha riconosciuto la proprietà ai Messeni-Nemagna, obbligandoli al pagamento delle spese sostenute dallo Stato per la ricostruzione. Si attende ora che sulla questione si pronunci la Corte di Cassazione. Nelle scorse settimane il sindaco di Bari ha inviato una nota formale al ministro della Cultura Alessandro Giuli, chiedendo “l’apertura di un tavolo di confronto con l’obiettivo di blindare e garantire la continuità operativa della Fondazione Lirico-Sinfonica prima ancora che sopraggiunga la pronuncia della Cassazione”.

Teatro Petruzzelli, il nodo della proprietà. Il sindaco Leccese chiama in causa lo Stato: chiesto tavolo nazionale

Resta aperta la controversia sulla proprietà del Teatro Petruzzelli di Bari, al centro di una disputa giudiziaria tra la famiglia Messeni-Nemagna e il Comune. Il sindaco Vito Leccese, intervenuto in Regione, ha sottolineato la necessità di tutelare la continuità delle attività della Fondazione Petruzzelli in attesa della decisione della Corte di Cassazione.

La Corte d’Appello di Bari, nel 2021, ha riconosciuto la proprietà del teatro alla famiglia Messeni-Nemagna, stabilendo anche il pagamento di circa 41 milioni di euro per le spese sostenute dallo Stato per la ricostruzione dopo l’incendio doloso del 1991. Una recente perizia ha inoltre quantificato in 1,9 milioni di euro il canone annuo del teatro.

Leccese ha quindi chiesto al ministro della Cultura Alessandro Giuli l’apertura di un tavolo di confronto per garantire la continuità operativa della Fondazione, ricordando gli oltre 40 milioni di euro investiti dallo Stato nella ricostruzione del teatro.

Durante la seduta è emersa anche la proposta di coinvolgere direttamente Ministero della Cultura e Presidenza del Consiglio per affrontare la questione a livello nazionale. L’obiettivo indicato dalla Regione è duplice: riaffermare la proprietà pubblica del Petruzzelli e assicurare il futuro della Fondazione, che conta 190 dipendenti tra orchestra, coro, maestranze tecniche e personale amministrativo.

Travolta da auto pirata a Napoli, la leccese Rebecca Pepe non ce l’ha fatta: muore a 24 anni dopo 4 giorni di agonia

Non ce l’ha fatta Rebecca Pepe, la studentessa di 24 anni, originaria di Lecce, che è stata investita da un’automobile in viale Dohrn nella tarda serata di venerdì scorso.

I medici dell’Ospedale del Mare, dove era ricoverata, ne hanno dichiarato la morte. La famiglia ha dato il consenso per avviare l’iter per la donazione degli organi. Si aggrava dunque la posizione del ragazzo, 19 anni, che era al volante dell’auto e che era fuggito senza prestare soccorso.

Il giovane si era costituito il giorno dopo. La vittima, a Napoli in vacanza con gli amici, stava attraversando viale Dohrn, dal lato mare verso la Villa comunale, quando giunta al centro della careggiata è stata investita da un autoveicolo che percorreva la stessa strada verso piazza della Repubblica. Subito dopo l’impatto, il conducente si era allontanato senza prestare soccorso.

Sul posto erano arrivati personale del 118, che aveva subito trasportato la giovane in ospedale, e gli agenti dell’Infortunistica stradale della polizia municipale di Napoli che avevano effettuato i rilievi tecnici, ascoltato i testimoni e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza per poter individuare l’autoveicolo pirata ed anche le immagini fornite da un testimone che, fermo in auto nella corsia opposta, aveva consegnato i fotogrammi della dashcam della propria auto.

Papa Leone XIV a Bari? Doppio invito dall’arcivescovo Satriano e dal sindaco Leccese: c’è la disponibilità

Papa Leone XIV potrebbe visitare Bari in futuro. La disponibilità è emersa durante l’udienza privata con l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, che ha consegnato al Pontefice una lettera personale e un invito firmato dal sindaco Vito Leccese.

Secondo l’arcidiocesi, Leone XIV ha accolto con attenzione la proposta, manifestando la volontà di verificare la possibilità di una visita. Satriano ha illustrato al Papa il ruolo di Bari come città ecumenica e ponte tra Oriente e Occidente, ricordando il percorso avviato dopo l’ultima visita pastorale di un Pontefice, quella di Giovanni Paolo II nel 1984.

Nel corso dell’incontro l’arcivescovo ha inoltre donato al Papa un’ampolla con l’effigie di San Nicola contenente la manna, affidandogli la preghiera per gli ammalati e per chi vive situazioni di sofferenza. Leone XIV ha assicurato la propria vicinanza, la preghiera e la benedizione.

Il giorno della Meloni a Bari, nessun invito a Leccese e Decaro. Il Sindaco: “Benvenuta nella città dell’accoglienza”

È il giorno della visita di Giorgia Meloni a Bari. La presidente del Consiglio arriva in città per la festa di Fratelli d’Italia, organizzata nell’area portuale, dove il partito celebrerà il governo “più longevo della storia”. Una giornata ad alta intensità politica, ma anche caratterizzata dalla concomitanza di numerosi eventi che porteranno nel capoluogo pugliese migliaia di persone.

La premier parlerà alle 19.20 dal palco allestito davanti al terminal 10, in una manifestazione che vedrà la presenza di diversi esponenti del governo. Sono attesi i ministri Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, Francesco Lollobrigida, Marina Calderone e Andrea Abodi, mentre è previsto anche l’intervento di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea. Non saranno invece presenti fisicamente i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, che interverranno attraverso collegamenti o videomessaggi.

L’appuntamento rappresenta per Fratelli d’Italia anche un’occasione per mostrare la propria forza organizzativa in Puglia. Sono circa sessanta i pullman attesi in città, con i partecipanti che raggiungeranno l’area portuale per assistere alla manifestazione. L’organizzazione è stata curata dai vertici regionali del partito, con il coordinatore Marcello Gemmato e il senatore Filippo Melchiorre in prima linea, mentre i referenti provinciali hanno lavorato per mobilitare iscritti e simpatizzanti.

La festa si svolgerà in una Bari particolarmente affollata. Alla manifestazione politica si aggiungono i concerti del fine settimana, la conclusione dei Giochi del Mediterraneo e il Felestin Festival, con iniziative dedicate al dialogo e alla cultura palestinese. Una concentrazione di appuntamenti che ha riempito alberghi e mezzi di trasporto e che comporterà inevitabili ripercussioni sulla viabilità cittadina. Diverse linee del trasporto pubblico saranno deviate e sono state predisposte navette per accompagnare i partecipanti verso il porto. Potenziato anche il servizio taxi.

A rendere ancora più delicata la giornata sono le proteste annunciate contro il governo. Diverse sigle, riunite sotto l’egida di Pugliantagonista, hanno organizzato un corteo per contestare la premier e le politiche dell’esecutivo. La manifestazione si terrà lontano dall’area portuale che ospiterà la festa di Fratelli d’Italia, ma gli organizzatori hanno già annunciato l’intenzione di avvicinarsi il più possibile alla zona dell’evento.

Il timore è quello di possibili tensioni, anche alla luce delle contestazioni che avevano accompagnato la visita della premier a Taranto. Per garantire lo svolgimento della giornata, Prefettura e forze dell’ordine hanno predisposto un dispositivo di sicurezza, mentre il Comune invita a considerare il complesso intreccio di appuntamenti come una prova della vivacità della città.

Proprio sul tema dell’accoglienza e del diritto al dissenso è intervenuto il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha scelto di rivolgere alla premier una lettera dal tono istituzionale ma anche fortemente politico. Anche se il primo cittadino, come Decaro, non è stato invitato.

«Cara Giorgia, benvenuta a Bari», è l’esordio del messaggio, nel quale Leccese sottolinea come la presenza della presidente del Consiglio rappresenti «un fatto positivo» e una conferma della «centralità e del ruolo» della comunità barese. Il sindaco riconosce dunque il valore istituzionale della visita, pur ricordando la distanza politica che lo separa dalla premier.

Nel messaggio, Leccese rivendica anche il ruolo di Bari come città di mare e di confine, proiettata verso il Mediterraneo e impegnata in nuove sfide, come le candidature a Capitale italiana del Mare e a Capitale Europea del Commercio. Un’identità che, secondo il sindaco, avrebbe reso orgoglioso Pinuccio Tatarella, storico esponente della destra pugliese e sostenitore dell’idea di Bari come grande capitale levantina.

Ma il cuore della lettera è il richiamo al rapporto tra politica, militanza e democrazia. Pur appartenendo a schieramenti profondamente diversi, Leccese ricorda una comune esperienza di militanza: «Entrambi siamo cresciuti nelle sezioni, nelle piazze, a contatto diretto con la gente; entrambi abbiamo “attaccato i manifesti” e cercato il consenso quando le nostre idee erano nettamente minoritarie».

Secondo il sindaco, quella stagione rappresentava una politica fondata sulla «passione organizzata», distinta dalla propaganda e dalla comunicazione digitale. Una radice comune che, pur all’interno di una distanza politica e culturale definita «radicale», viene indicata come elemento di rispetto reciproco.

Leccese affronta poi direttamente il tema delle contestazioni previste durante la giornata. Bari, scrive, mostrerà la propria «naturale vivacità», con persone che arriveranno per sostenere Meloni, altre che manifesteranno il proprio dissenso e migliaia di cittadini presenti per gli altri eventi in programma.

«Un’amministrazione debole o timorosa considererebbe questo incrocio di manifestazioni come un problema da gestire con preoccupazione, io lo considero l’essenza stessa della democrazia», afferma il sindaco. Per Leccese, infatti, l’accoglienza non può limitarsi a chi condivide le stesse idee: la maturità di una città si misura soprattutto nella capacità di garantire spazio e rispetto anche a chi contesta le scelte del governo.

Il sindaco richiama quindi tutti alla responsabilità, sottolineando che il dissenso deve essere espresso attraverso «idee e rispetto, mai di provocazioni». Con Prefettura e forze dell’ordine, spiega, il Comune ha lavorato affinché la giornata possa svolgersi «con equilibrio e rigore», ma la sicurezza non può essere affidata soltanto all’ordine pubblico: «La tenuta democratica non si delega solo all’ordine pubblico: appartiene al senso civico di una comunità».

Nella parte conclusiva della lettera, Leccese lega la visita di Meloni alla storia recente della città, ricordando l’arrivo della nave Vlora nell’agosto del 1991, quando Bari accolse migliaia di cittadini albanesi giunti sulle proprie coste. Un episodio che, secondo il sindaco, rappresenta ancora oggi l’idea di una città capace di guardare al Mediterraneo non come a una barriera, ma come a un ponte.

«Questa è la Bari che ti accoglierà, senza camuffarsi o mettere tra parentesi la propria storia e il proprio orientamento», scrive Leccese, rivendicando il pluralismo come «una prova di forza istituzionale». Il compito della politica, conclude, non è omologare i pensieri, ma garantire «a ogni cittadino la piena dignità della propria voce».

 

Dengue, un caso confermato e uno probabile nel Leccese: scatta la disinfestazione. Ipotesi puntura zanzara infetta

Due casi di Dengue autoctona sono stati segnalati dal Dipartimento di Prevenzione della ASL Lecce. Si tratta di un’infezione contratta in Italia, senza recenti viaggi in Paesi dove la malattia è endemica.

Il primo caso riguarda una persona attualmente ricoverata in Liguria, che nei giorni precedenti aveva soggiornato nel Comune di Ugento, frequentando anche alcune località di Ruffano e Alliste. Gli accertamenti epidemiologici fanno ipotizzare una trasmissione locale attraverso la puntura di una zanzara infetta.

Un secondo caso, al momento considerato probabile, riguarda un parente del primo paziente, residente a Milano e non ricoverato. La persona aveva soggiornato negli stessi Comuni salentini e presenterebbe sintomi compatibili con la Dengue.

Gli esami iniziali sono risultati positivi, ma sono ancora in corso le verifiche per la conferma definitiva. Sono inoltre in corso accertamenti su un altro familiare residente in uno dei Comuni interessati, che nei giorni scorsi avrebbe manifestato sintomi compatibili.

Dopo le verifiche, la ASL Lecce ha attivato le misure previste per contenere il rischio di diffusione, disponendo interventi urgenti di disinfestazione contro la zanzara tigre nelle aree interessate. I trattamenti, sia adulticidi sia larvicidi, riguarderanno spazi pubblici e proprietà private comprese nei perimetri individuati.

La ASL, insieme alle amministrazioni comunali, proseguirà il monitoraggio della situazione e invita i cittadini a collaborare alle operazioni di disinfestazione e ad adottare comportamenti utili a limitare la proliferazione della zanzara tigre. Il virus della Dengue, infatti, viene trasmesso principalmente dalla Aedes albopictus, la cosiddetta zanzara tigre, che può pungere anche durante le ore diurne.

Sgomento nel Leccese, gatta ferita con un pallino d’acciaio in fronte: “Denunciate se avete visto qualcosa”

Una gatta è stata trovata ferita alla periferia di Barbarano, frazione di Morciano di Leuca, con un pallino d’acciaio di 5 millimetri conficcato nella fronte. L’animale, accudito dai propri proprietari, è sopravvissuto e ha dovuto essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la rimozione del proiettile.

Sul caso sono intervenute le guardie zoofile del nucleo di polizia giudiziaria di Agriambiente Lecce, che hanno trasmesso una prima informativa contro ignoti alla Procura di Lecce. Gli investigatori ritengono che non si sia trattato di un incidente, ma di un gesto volontario, considerata la traiettoria e la distanza ravvicinata dello sparo.

Le guardie zoofile hanno definito l’episodio «crudele e barbaro» e invitano chiunque abbia assistito ai fatti o disponga di informazioni utili a farsi avanti, anche in forma anonima. S

e l’autore venisse individuato, potrebbe essere chiamato a rispondere delle nuove norme che hanno inasprito le pene per i reati di maltrattamento e uccisione non necessaria di animali.