La Flotilla bloccata da Israele, tra gli attivisti il barese Lapiccirella. Dalla Puglia: “Chiudere consolato di Israele a Bari”

“Chiediamo al Sindaco di Bari, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione Puglia di dichiarare il consolato israeliano a Bari una presenza di guerra e procedere alla sua immediata chiusura, dato i suoi legami con il complesso economico e militar-industriale in Puglia”.

Questo è quanto si legge in un comunicato diffuso da Global Sumud Flotilla Puglia che precisa di essere “componente integrante dell’Assemblea unitaria per il Primo Maggio a Bari”.

Global Sumud Flotilla Puglia rilancia “con urgenza la mobilitazione contro l’aggressione subita stanotte ad opera della marina israeliana in acque internazionali vicino a Creta”.

“La nostra solidarietà va a tutte le persone sequestrate e ora – da quel che sappiamo – in viaggio forzato verso il porto di Ashdod, tra cui Tony la Piccirella, componente dello Steering Committee della Global Sumud Flotilla, cittadino italiano e barese”.

“Lanciamo la mobilitazione permanente We Rise – sottolineano – per monitorare la navigazione, esigere l’embargo immediato a Israele e sostenere la nostra missione umanitaria. Come equipaggio di terra, ci vediamo oggi per il presidio d’urgenza in piazza Umberto dalle ore 18”.

In questo contesto, aggiungono, “il Primo Maggio a Bari, e in tutta Italia, diventa una giornata di lotta contro chi trasforma il pianeta in scenario di guerra, con corteo alle 10 da Piazza della Libertà fino al consolato onorario israeliano in via Calefati. Siamo pronti a scendere in piazza con lo slogan ‘Insorgiamo, Resistiamo, Blocchiamo tutto – Per la Palestina e contro ogni guerra’”.

“Denunciamo – si legge infine nella nota – le complici posizioni del governo Meloni che dopo aver seguito in silenzio le avventure di Trump e Netanyahu, sembra essersi svegliata solo di fronte a una crisi internazionale che ormai l’ha travolta. Non ci fermeremo di fronte all’illegalità e alla violenza. Insisteremo, resisteremo, bloccheremo tutto fino alla liberazione di Gaza e di tutti i popoli oppressi”.

Lavoratori Leonardo in Puglia lanciano petizione online: “Stop vendita armi a Israele”. Raccolte 15mila firme

S’intitola “Non in mio nome, non con il mio lavoro” la petizione pubblicata su Change.org dai dipendenti dello stabilimento Leonardo di Grottaglie che chiede “lo stop alle forniture belliche da parte del colosso della difesa italiano a Israele e che nel giro di poche ore ha raggiunto le 15mila firme”.

Nel testo dell’appello i firmatari spiegano che “Leonardo, con il benestare del Governo Italiano, mantiene solidi rapporti commerciali e di cooperazione militare con Israele, contribuendo di fatto alla prosecuzione delle operazioni belliche che colpiscono sistematicamente la popolazione civile palestinese, priva di ogni capacità di difesa, in evidente violazione del diritto internazionale umanitario”.

Da qui la richiesta dei lavoratori affinché Leonardo interrompa ogni rapporto di collaborazione con Israele anche al fine di evitare possibili sanzioni. La petizione – che si rivolge ai vertici di Leonardo, all’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento del Ministero degli Affari Esteri e al Consiglio UE – si chiude quindi con un messaggio da parte dei lavoratori di Leonardo che sottolineano il proprio rifiuto a “essere complici nelle violazioni dei diritti umani e nei crimini internazionali, rifiutiamo che i nostri atti e che il nostro ingegno possa contribuire a un’intera economia che guida, fornisce e abilita il genocidio del popolo palestinese.”

Gaza, accordo di pace Israele-Hamas. Sisto interroga i Baresi: “Speriamo duri sì ai due Stati”

Pace a Gaza dopo 735 giorni di guerra. Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre, Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo sulla prima fase del piano di pace proposto dagli Usa. Nella notte è arrivata la ratifica dell’accordo da parte del governo israeliano ed è entrato in vigore il cessate il fuoco nella Striscia.

Durante la notte e questa mattina le Forze di difesa israeliane hanno iniziato il ritiro delle truppe nella Striscia di Gaza. Cosa ne pensano i baresi di questa tregua? Ci ha pensato Silvio Sisto a rispondere a questa domanda.

Flotilla, il Consiglio della Regione Puglia denuncia il governo israeliano: “Atti di violenza e reati gravissimi”

La Regione Puglia denuncia il Governo israeliano per il sequestro e l’arresto di cittadini italiani e pugliesi impegnati nella missione di pace denominata “Global Sumud Flotilla” in seguito all’illegale sequestro e arresto da parte della forze armate israeliane di cittadini italiani, fra i quali almeno tre pugliesi, impegnati a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza su piccole barche battenti bandiera italiana in acque internazionali.

“La consumazione di atti di violenza a bordo di imbarcazioni italiane e in danno di concittadini inermi, arbitrariamente sequestrati e condotti nelle carceri israeliane, assieme al sequestro e successivo affondamento delle stesse imbarcazioni, configurano reati gravissimi che ledono i valori e i principi fondamentali dello Statuto della Regione Puglia che è persona offesa e danneggiata dalle azioni criminali del governo di Israele”, le parole di Emiliano. 

Università Bari, gli studenti dopo incontro con il Rettore Bellotti: “Bloccare subito accordi con Israele”

“Dare piena attuazione alla mozione approvata dal Senato accademico il 22 luglio 2025, che prevede l’istituzione di un sistema di verifica sui progetti scientifici e didattici in essere con istituzioni accademiche, enti e aziende israeliane coinvolte, anche indirettamente, nelle violazioni del diritto internazionale”.

E’ ciò che anche ieri, nel corso di un’assemblea pubblica, gli studenti universitari di Udu Bari hanno chiesto nel corso di un’assemblea pubblica alla quale ha partecipato anche il rettore, Roberto Bellotti. Pochi giorni fa proprio il rettore aveva annunciato l’imminente creazione di un’osservatorio sulla pace, nel quale ci sarà spazio anche per gli studenti.

“Accogliamo con favore la disponibilità – spiega Sahar Locaputo, coordinatrice di Udu Bari – ma non possiamo più accontentarci di promesse: vogliamo azioni concrete. La delibera del Senato esiste, è stata votata, ora va applicata. Non possiamo permettere che l’inerzia burocratica continui a essere un alibi mentre fuori dai nostri confini si consuma un genocidio”.

I ragazzi denunciano anche “l’inconsistenza della discussione svoltasi all’interno della commissione Accordi, che avrebbe dovuto porre le basi per la creazione dell’Osservatorio permanente. La commissione si è invece limitata ad affrontare, in modo generico, il tema delle tecnologie dual-use, ignorando completamente quanto stabilito dalla delibera del Senato”.

“Non possiamo più tollerare ambiguità o lentezze – conclude Gabriele Tedesco, senatore accademico dell’università di Bari per Udu – il Senato accademico deve assumersi la responsabilità di dare seguito agli impegni presi”. Udu Bari annuncia anche una mobilitazione a favore della Global Sumud Flotilla per domani.

Sciopero generale, corteo a Bari per Gaza e la Flotilla. Tensione davanti al consolato di Israele: “Assassini e criminali”

Il corteo in corso a Bari, per la manifestazione organizzata dalla Cgil nella giornata dello sciopero generale per Gaza e gli equipaggi della Global Sumud Flotilla, è arrivato in via Calefati dove si trova la sede del consolato di Israele.

La strada è bloccata da alcuni mezzi blindati della polizia e dagli agenti in assetto anti sommossa. I manifestanti, issando le bandiere palestinesi, si sono fermati cantando davanti al consolato “Bella ciao” e urlando “Palestina immortale, Israele criminale”.

In tanti hanno urlato “assassini” rivolgendosi al Consolato e “fuori i sionisti dalla città”. Fischi assordanti anche contro l’edificio.

Corteo pro Gaza a Bari, tensione davanti al consolato di Israele: “Assassini vergogna. Stato terrorista”

“Assassini”, “vergogna”, “Israele fascista, Stato terrorista”. Con questi slogan il corteo organizzato a Bari dai sindacati di base – circa duemila persone secondo gli organizzatori – è giunto davanti al consolato di Israele dove è schierata la polizia in assetto anti sommossa.

La strada è sbarrata da alcuni mezzi delle forse di polizia, i manifestanti sono fermi e urlano “assassini”. Fra loro moltissimi giovani, alcuni indossano la kefiah, sono moltissime anche le bandiere della Palestina issate e i fumogeni. “Siamo tutti antifascisti”, gridano i manifestanti. Il corteo si sta muovendo, per proseguire il suo percorso autorizzato.

Fiera del Levante a Bari, presidio all’esterno con bandiere della pace e della Palestina: “Via consolato di Israele”

Bandiere della pace e della Palestina, e poi cartelloni in cui si invita il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, a “chiudere il consolato israeliano a Bari”, questa mattina nel presidio organizzato dal ‘Comitato per la pace’ a Bari all’esterno della Fiera del Levante, dove tra pochi minuti inizierà la cerimonia d’inaugurazione della 88esima edizione della Campionaria.

A Bari, in rappresentanza del governo, è atteso il ministro per la Protezione Civile e per le politiche del Mare, Nello Musumeci. Sono circa 100 i partecipanti al presidio a sostegno della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.

“La presenza del Consolato di Israele a Bari è indesiderata. Siamo qui – afferma Bobo Aprile tra i promotori dell’iniziativa – per confermare la decisione positiva di Regione Puglia, Comune di Bari e Fiera del Levante nel voler chiudere i rapporti con Israele”.

“Riteniamo necessarie ancora maggiori sanzioni nei confronti di Israele, che ha a Bari ed in Puglia, oltre al consolato anche un rapporto con un complesso militare e industriale da far paura. La bandiera d’Israele – conclude Aprile – è una bandiera grondante di sangue, di un governo ormai illegittimo che continua a perseverare, ed anzi aumenta la pressione nei confronti di Gaza e la Cisgiordania”.

Bari, la Fiera del Levante esclude Israele per l’edizione 2025: accolto l’appello del sindaco Leccese

Non ci sarà la partecipazione di Israele alla prossima Fiera del levante che si terrà a Bari dal 13 al 21 settembre prossimi a Bari.

È quanto fa sapere l’Ente fieristico che così ha accolto l’appello del sindaco di Bari, Vito Leccese che lo scorso primo luglio aveva invitato “a non far partecipare Israele alle attività fieristiche all’interno del quartiere fieristico barese, istituzionali ed economiche”.

“Per una comunanza di vedute etiche e politiche – informa l’ente – la Nuova Fiera del Levante ha espresso da subito una netta presa di distanza dalle atrocità del genocidio in corso contro il popolo palestinese e ha sostenuto, diventandone promotrice, l’iniziativa per proporre il premio Nobel per la pace 2025 ai bambini di Gaza” avanzata dalla fondazione ‘L’isola che non c’è’ di Latiano, si legge in una nota della Fiera, che considera la candidatura “un appello morale alla comunità internazionale affinché riconosca il diritto alla pace e alla vita per ogni bambino, ovunque nel mondo”.

Il Politecnico di Bari annuncia: “Stop a collaborazioni con governo israeliano ma studenti sempre benvenuti”

Il Politecnico di Bari “sospende le collaborazioni di ricerca nelle quali svolga un ruolo diretto il governo israeliano, come ente promotore o finanziatore, fino a quando non saranno garantite condizioni minime di rispetto del diritto internazionale e di protezione della popolazione civile”.

Questa scelta, precisa il PoliBa, “non pregiudica in alcun modo i rapporti con i ricercatori e gli studenti israeliani, che continuano a essere benvenuti e parte della nostra comunità accademica”, ma “la sospensione è da intendersi come atto di responsabilità civile e istituzionale, volto a stimolare un impegno effettivo verso il cessate il fuoco e la ricostruzione”.

La decisione è stata presa dal senato accademico in un documento nel quale, fra le altre cose, il PoliBa “condanna con fermezza tutte le guerre in corso, in ogni parte del mondo, e ogni forma di violenza che colpisca civili, minoranze e popolazioni vulnerabili” e “ribadisce il proprio impegno nella promozione di una cultura della pace, del dialogo, della cooperazione e del rispetto della dignità umana, che considera fondamenti irrinunciabili del progresso scientifico, civile e democratico”.

Il Politecnico ha inoltre deciso di mettere gratuitamente a disposizione le proprie competenze “per supportare la ricostruzione di Gaza. In particolare, lavorerà all’elaborazione di progetti preliminari nei settori dell’edilizia residenziale, dell’energia, dell’acqua e della logistica”.