Università di Bari, stop all’accordo Erasmus con Israele: fondi destinati a Marocco e Algeria

Stop all’accordo Erasmus con Israele all’Università degli Studi di Bari. A renderlo noto è l’associazione studentesca Udu, che ha annunciato il ritiro del punto all’ordine del giorno durante il Senato Accademico relativo al programma Erasmus con Paesi extra Ue, tra cui figurava anche Israele.

Secondo quanto riferito dall’associazione, la proposta è stata bloccata dopo la ferma opposizione dei rappresentanti degli studenti. Le risorse inizialmente destinate agli scambi con Israele saranno ora redistribuite verso altre destinazioni dell’area del Mediterraneo meridionale, in particolare Marocco e Algeria.

L’Udu ha ribadito la propria contrarietà a qualsiasi accordo con Israele, sostenendo di non voler consentire che le università diventino “uno spazio di legittimazione del sionismo e di normalizzazione delle politiche dello Stato di Israele”.

L’associazione ha inoltre annunciato che continuerà la mobilitazione, sia negli organi accademici sia attraverso iniziative pubbliche, chiedendo che gli atenei sostengano i popoli oppressi e non le politiche di occupazione.

Bari, mancano 8 esami svolti durante l’Erasmus: dopo 12 anni annullata laurea in Medicina. Ma lei è specializzanda

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’Università di Bari e ha annullato una laurea in Medicina e Chirurgia 12 anni dopo. Protagonista una barese che è diventata nel corso degli anni anche specializzanda in Anestesia e Rianimazione.

Dovrà rifare gli 8 esami (Anatomia umana, specialità medico-chirurgiche 1 e 2, diagnostica per immagini e radioterapia, malattie dell’apparato locomotore e riabilitazione, medicina legale, specialità medico-chirurgiche 4, psichiatria e psicologia clinica) che sarebbero stati sostenuti durante l’Erasmus in Spagna a Valladolid.

Secondo quanto sostenuto dalla donna i documenti sarebbero stati regolarmente trasmessi, ma smarriti dall’Uniba. Il Tar aveva dato ragione alla studentessa, ma il Consiglio di Stato ha annullato la laurea perché non c’è alcuna documentazione.

“La dichiarazione di nullità della laurea è legittima perché diversamente da quanto statuito dalla sentenza di primo grado è stato provato che quest’ultima (l’ex studentessa, ndr) non ha mai sostenuto e superato gli otto esami invece registrati sul proprio libretto informatico – si legge nella sentenza -. Né nella documentazione formata dall’Università di Valladolid e inviata all’Università di Bari, né tanto meno nei verbali del consiglio di facoltà di Medicina e chirurgia di quest’ultimo si ricava la prova che la ricorrente abbia mai sostenuto e superato gli otto esami invece presenti nell’applicazione informatica dell’ateneo”.

Le è stato concesso di “integrare rapidamente il corso di studi nella misura necessaria per ottenere un nuovo titolo e dunque di recuperare gli esami mancanti, considerata anche la situazione venutasi a creare a causa del lungo tempo trascorso”.