Violenze negli ospedali, nuovo caso a Lecce: madre e figlia aggrediscono infermiera e oss al Pronto Soccorso

Nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario al pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove nella notte tra venerdì e sabato un’infermiera e un operatore di SanitaService sono stati aggrediti da due donne, madre e figlia, in attesa di ricevere assistenza medica.

Secondo una prima ricostruzione, alla base dell’aggressione ci sarebbero stati i lunghi tempi di attesa. Le due avrebbero colpito l’infermiera con uno schiaffo al volto, mentre l’operatore intervenuto in sua difesa sarebbe stato raggiunto da un pugno.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del posto fisso di polizia, che hanno riportato la situazione alla calma e avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e identificare le responsabilità.

Fidanzati uccisi a Lecce, il killer De Marco si laurea in carcere. La mamma di Eleonora: “Perdono mai deve pagare”

A oltre cinque anni dall’omicidio della figlia Eleonora Manta e del fidanzato Daniele De Santis, Rossana Carpentieri torna a parlare dopo la notizia della laurea conseguita in carcere da Antonio De Marco, l’ex coinquilino condannato per il delitto. La docente racconta di aver provato “rabbia e delusione”, temendo che il percorso universitario possa tradursi in benefici penitenziari o sconti di pena.

“Capisco la rieducazione, ma chi commette delitti del genere deve pagare”, afferma la professoressa, che continua a nutrire fiducia nella magistratura ma teme un clima di “buonismo” che possa portare un giorno alla scarcerazione dell’assassino. “Per noi sarebbe la seconda morte dei nostri figli”, dice.

Carpentieri ricorda inoltre quanto emerso durante il processo, sottolineando l’ossessione e l’odio che, secondo l’accusa, De Marco nutriva nei confronti della coppia. “Non potrà mai esserci perdono”, aggiunge.

Nel frattempo la famiglia ha fondato un’associazione dedicata alla memoria di Eleonora e Daniele, con l’obiettivo di promuovere tra i giovani i valori del rispetto, della non violenza e dell’educazione sentimentale. Un progetto che coinvolge docenti, magistrati, funzionari pubblici e arbitri, nato per trasformare il dolore in impegno civile.

Fidanzati uccisi a Lecce, il killer De Marco si laurea in Filosofia. E la casa dell’orrore diventa un b&b

A quasi sei anni dal duplice omicidio che sconvolse il Salento, Antonio De Marco, condannato all’ergastolo per l’assassinio dell’arbitro Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta, si è laureato in Filosofia nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Il 25enne di Casarano ha discusso una tesi su Arthur Schopenhauer, completando il percorso universitario grazie alla convenzione tra l’Università del Salento e l’istituto penitenziario.

De Marco sta scontando la pena per il delitto del 21 settembre 2020, quando i due fidanzati vennero uccisi con 79 coltellate nella loro abitazione di via Montello, proprio nel primo giorno di convivenza. Dopo l’arresto, l’ex studente di Scienze infermieristiche ha intrapreso un percorso di studi filosofici, trovando nella lettura una nuova routine durante la detenzione.

Nel frattempo, la casa in cui si consumò la tragedia è stata venduta dalla famiglia De Santis e sarà trasformata in un bed and breakfast dal nuovo proprietario, con l’obiettivo di restituire una nuova identità a un luogo rimasto a lungo simbolo di dolore collettivo.

Paura in centro a Lecce, ragazzini aggrediti da baby gang: 14enne con frattura al naso e timpano perforato

Allarme baby gang nel centro di Lecce, dove da mesi un gruppo di giovanissimi, ribattezzato “gang del teatro Apollo”, sarebbe protagonista di aggressioni e intimidazioni tra piazza Sant’Oronzo e le vie della movida. Dopo il caso della “gang del bosco” di Galatina, cresce la preoccupazione per episodi di violenza che coinvolgono sempre più spesso minorenni.

Negli ultimi giorni due adolescenti, accompagnati dai genitori, hanno denunciato in Questura di essere stati aggrediti. Il primo episodio è avvenuto nei pressi del teatro Apollo: un ragazzo tra i 14 e i 15 anni è stato trovato dalla polizia sotto shock e con il volto insanguinato. Ventiquattro ore dopo, un altro 14enne è stato circondato e picchiato in via Cesare Battisti, riportando la frattura del naso, la perforazione di un timpano e un grave trauma facciale.

Le indagini della polizia, supportate dalle testimonianze e dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno già portato all’identificazione di due minorenni segnalati alla Procura dei minori di Lecce. Gli investigatori sono al lavoro per individuare eventuali complici.

A preoccupare le istituzioni è il crescente fenomeno della devianza giovanile. I dati del progetto “Scuole Sicure 2025-2026”, presentati dal Comune e dalla Polizia locale, evidenziano un aumento di droga, coltelli e violenza tra i giovanissimi: in un mese di controlli sequestrati stupefacenti e armi bianche, con undici studenti fermati o denunciati.

L’ex assessore Delli Noci a processo per corruzione, il Comune di Lecce parte civile: “Danno d’immagine”

Il Comune di Lecce si costituirà parte civile nel processo che vede coinvolto l’ex assessore regionale allo Sviluppo economico della Puglia, Alessandro Delli Noci, accusato di presunti favori e sostegno elettorale in cambio di agevolazioni per investimenti imprenditoriali.

L’amministrazione comunale ha affidato all’avvocata Francesca Conte il compito di chiedere il risarcimento dei danni, compresi quelli d’immagine, nei confronti di Delli Noci, degli altri imputati e delle società coinvolte nell’inchiesta della Guardia di Finanza.

La decisione ha però provocato tensioni all’interno della maggioranza guidata dalla sindaca Adriana Poli Bortone. Alcuni assessori hanno lasciato l’aula prima del voto, contestando una presunta disparità di trattamento rispetto ad altri procedimenti nei quali il Comune non si era costituito parte civile.

Sull’ex vice sindaco di Lecce, considerato in passato vicino al governatore Michele Emiliano, pesa l’accusa di associazione a delinquere. I pm avevano chiesto per lui gli arresti domiciliari, poi respinti dal gip dopo l’interrogatorio preventivo e le dimissioni presentate dall’ex assessore.

L’inchiesta ruota attorno agli imprenditori Alfredo Barone e Marino Congedo, ritenuti dagli investigatori figure centrali del presunto sistema. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe favorito interessi economici e operazioni immobiliari nel settore turistico e ricettivo del Salento attraverso rapporti con ambienti politici e amministrativi. L’udienza preliminare è fissata per il 10 luglio.

Inneggiava alla lotta anarchica, arrestato 24enne a Lecce: in camera trovato manuale per costruire bombe

Con le accuse di minaccia aggravata, istigazione a delinquere, imbrattamento, danneggiamento, la Polizia, su disposizione dalla Procura di Lecce, ha arrestato un 24enne.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Digos, con il coordinamento del servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno, il 24enne avrebbe realizzato – informa la questura – diverse scritte sui muri contenenti messaggi di solidarietà nei confronti dell’anarchico Alfredo Cospito e frasi di incitamento a compiere azioni incendiarie ai danni dei Cpr, richiamando temi riconducibili alla campagna di lotta anarchica.

Nel corso della perquisizione domiciliare, è stato trovato e sequestrato materiale di propaganda anarchica, e un manuale con le istruzioni per fabbricare ordigni. Alla luce degli elementi acquisiti, è stato arrestato in flagranza di reato e portato in carcere.

Tentano di introdurre droga nel carcere con un drone telecomandato in auto dalla tangenziale: due arresti

Agenti della sezione volante della questura di Lacce hanno sventato ieri sera un tentativo di introduzione attraverso un drone di un ingente quantitativo di droga nel carcere di Lecce. Due uomini residenti a Brindisi, un 29enne e un 32enne, entrambi pluripregiudicati e già destinatari di un avviso orale del questore, sono stati arrestati in flagranza.

E sono stati sequestrati circa due chili di hashish, cinque smartphone con relativi cavi di ricarica e un drone professionale con radiocomando e materiale per l’aggancio. L’allarme è scattato su segnalazione del personale della Polizia penitenziaria che ha notato i droni sorvolare il carcere.

Nel corso della perlustrazione dell’intera area, su una strada sterrata nei pressi della tangenziale è stata individuata un’auto ferma con due persone a bordo: il conducente, alla vista dei poliziotti, ha cercato di nascondere il radiocomando con il display per il pilotaggio dei droni.

L’ispezione dell’area circostante ha permesso di rinvenire due pochette contenenti droga, smartphone, cavi Usb e diverse bobine di filo da pesca utilizzate per il trasporto del carico. Al drone, recuperato a circa 300 metri dal penitenziario, era agganciata una terza pochette contenente ulteriori 712 grammi di hashish, un cavo Usb e un altro smartphone.

Omicidio a Tricase, accoltella e uccide il fratello di 28 anni al termine di una lite: fermato 32enne

Un uomo di 32 anni, originario del Bangladesh è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di avere accoltellato a morte suo fratello minore, di 28 anni, durante una lite a Tricase, nel Leccese.

La lite è avvenuta nell’appartamento dove i due vivevano in via Cadorna alla presenza di un altro cittadino bangladese che convive con loro e che ha chiamato i soccorsi.

L’omicidio è avvenuto attorno alle 17.30. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che sono riusciti a bloccare l’aggressore e stanno ora ricostruendo la dinamica e il movente dell’accaduto. L’uomo avrebbe confessato. Sul posto è intervenuto per i rilievi anche personale del Nucleo Investigativo di Lecce.

Catania, 57enne muore in ospedale 12 giorni dopo pestaggio: arrestato 23enne a Lecce per omicidio

I Carabinieri di Enna hanno arrestato un 23enne accusato di essere autore della violenta aggressione, il 3 dicembre del 2025 a Catenanuova, a un 57enne, Salvatore De Luca, morto 12 giorni dopo nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era ricoverato per le gravi ferite riportate.

Il giovane, indagato per omicidio dalla Procura di Enna, è stato arrestato a Lecce dove si era trasferito. Secondo l’accusa il pestaggio sarebbe da ricondurre a contrasti personali.

Il pomeriggio del 3 dicembre scorso, in piazza Riggio, la vittima era stata colpita violentemente con pugni e calci e avrebbe urtato più volte la testa contro un muro fino a perdere i sensi. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime tanto da essere trasportato nell’ospedale Catania dove poi è morto il 15 dicembre.

Lecce, 60enne chiama la Polizia prima di tentare il suicidio. Salvato da due agenti: “Gioia incommensurabile”

Sono rimasti feriti ma hanno salvato la vita a un uomo di 60 anni che stava per suicidarsi alla periferia di Lecce. Due agenti della Polizia sono intervenuti dopo che l’uomo ha contattato la sala operativa dichiarando di essere deciso a togliersi la vita per poi interrompere bruscamente la telefonata.

Le pattuglie della squadra volante della questura di Lecce si sono subito mosse e una volta arrivate al casolare dell’uomo, gli agenti lo hanno visto andare verso il retro armato di un coltello da cucina. Nonostante i ripetuti tentativi di instaurare un dialogo, il 60enne ha portato la lama alla gola procurandosi una ferita.

A quel punto i poliziotti sono intervenuti e mentre cercavano di disarmarlo sono rimasti feriti, uno all’avambraccio sinistro e l’altro alla mano, ma sono riusciti a bloccarlo a metterlo in sicurezza.

Il personale sanitario del 118 ha poi prestato le prime cure e disposto il ricovero del 60enne. Gli agenti, in un video diffuso dalla Polizia, spiegano di “avere avuto sicuramente paura”, ma “la paura – evidenzia uno dei due poliziotti – si è trasformata in determinazione: si agisce in pochi secondi e grazie all’addestramento e alla sinergia con i colleghi si riesce a portare il risultato migliore a casa: salvare la vita non ha prezzo”. “E’ una gioia incommensurabile – sottolinea il suo collega – perché questo mestiere lo facciamo per vocazione”.