Lampade e sedie di lusso ma contraffatte, sequestri anche tra Bari e Lecce: 14 indagati. Bloccati oltre 6500 prodotti

C’è anche la Puglia tra i territori coinvolti nell’operazione “Gamba corta”, l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino che ha portato alla luce un vasto sistema illecito di commercializzazione di complementi d’arredo contraffatti.

Nel mirino degli investigatori sono finite diverse aziende, tra cui alcune con sedi nelle province di Bari e Lecce, ritenute parte integrante della rete di distribuzione.

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Torino, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 14 persone e al sequestro di oltre 6.500 prodotti, tra lampade e sedie, riproduzioni non autorizzate di celebri icone del design italiano.

In Puglia, così come in altre regioni coinvolte, sono state eseguite perquisizioni presso sedi societarie, negozi e centri logistici. Le indagini hanno consentito di ricostruire una filiera ben strutturata, che partiva dall’importazione dei prodotti – prevalentemente dall’estero – fino alla loro distribuzione sul mercato nazionale, anche attraverso canali online.

Particolare attenzione è stata riservata agli aspetti legati alla sicurezza dei consumatori: molti degli articoli sequestrati, in particolare le lampade, risultavano privi delle certificazioni europee, configurando potenziali rischi per gli acquirenti.

L’operazione conferma l’esistenza di un sistema organizzato e diffuso su scala nazionale, capace di inserirsi nel mercato sfruttando il richiamo del design italiano e mettendo a rischio sia i consumatori sia le aziende regolari del settore.

Lecce, i fidanzati Eleonora e Daniele uccisi da Antonio De Marco: la casa di via Montello diventa un b&b

La casa teatro del tragico duplice omicidio di via Montello cambia volto e destino. L’appartamento all’ultimo piano dello stabile al civico 2, segnato da una delle pagine più dolorose della cronaca recente, è stato venduto e sarà trasformato in una struttura ricettiva.

Fu proprio lì che, la sera del 21 settembre 2020, persero la vita Daniele De Santis ed Eleonora Manta, uccisi da Antonio De Marco, all’epoca studente 21enne di infermieristica ed ex coinquilino della coppia. Un delitto che scosse profondamente l’opinione pubblica per la sua brutalità e apparente assenza di movente.

L’immobile, di proprietà della famiglia De Santis, è stato acquistato da un nuovo proprietario con l’intento di convertirlo in un bed & breakfast. Un progetto che punta a restituire vita e significato a un luogo a lungo associato al dolore, trasformandolo in uno spazio dedicato all’accoglienza e all’ospitalità.

Una scelta simbolica che segna un tentativo di voltare pagina, pur nel rispetto della memoria delle vittime, restituendo alla casa una nuova identità.

Lecce, la denuncia del deputato Stefanazzi (Pd): “Hanno tentato di incendiare l’auto di mia moglie”

“Nella scorsa notte sconosciuti hanno cercato di incendiare la macchina di mia moglie, parcheggiata dinnanzi al portone di casa” a Lecce. “La macchina è stata cosparsa di benzina e accanto alla stessa è stato rinvenuto un innesco bruciato. È l’ennesimo atto intimidatorio compiuto ai miei danni. Credo sia il momento di fare seriamente qualcosa”.

Lo comunica in una nota il deputato salentino del Pd, Claudio Stefanazzi. A quanto di apprende, l’auto del parlamentare era parcheggiata vicino a quella della moglie. E sulla vicenda sta indagando la Digos.

“Sono 2 anni che denuncio, settimanalmente ormai, la recrudescenza del fenomeno criminale nella provincia di Lecce – sottolinea Stefanazzi -. Tutte le numerosissime interrogazioni parlamentari presentate per chiedere spiegazioni in merito ad incendi di auto, assalti ai bancomat, spaccio di droga, sono state ignorate dal Ministro Piantedosi. Nonostante lo sforzo immane di procura e forze dell’ordine il fenomeno criminale ha ripreso vigore e crea paura. Io continuerò a denunciare”.

“Credo sia venuto il momento di prendere atto che, soprattutto sotto il profilo degli organici e conseguentemente sotto il profilo del controllo del territorio – conclude – occorre fare qualcosa di più”.

Lecce, trovato con un chilo e mezzo di cocaina: arrestato 65enne influencer noto sui social per scherzi virali

Un uomo di 65 anni, originario di Carmiano e residente a Lecce, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dai militari del GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria nell’ambito dei controlli sul territorio.

L’uomo è stato fermato nella serata di giovedì 28 marzo perché ritenuto sospetto. Durante la perquisizione, i finanzieri hanno rinvenuto una busta contenente circa 1,5 chilogrammi di cocaina, destinata al mercato locale e dal valore stimato di circa 200 mila euro.

Il 65enne era noto in città anche per la sua attività sui social network, dove pubblicava video di scherzi diventati virali, conquistando una discreta popolarità. Negli ultimi tempi aveva inoltre avviato un percorso di crescita come influencer, affidandosi a un’agenzia di comunicazione.

Al termine delle operazioni, l’uomo è stato arrestato per violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/90 e trasferito nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’indagine è ancora nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo con una sentenza definitiva. L’operazione rientra nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti e nella tutela della salute pubblica.

Orrore a Lecce, abusi su una bimba di 8 anni: arrestata la madre e un 71enne. Lei partecipava e registrava

Un uomo di 71 anni ed una donna di 53 sono stati arrestati dai carabinieri e portati in carcere con le accuse di violenza sessuale aggravata, produzione e detenzione di materiale pedopornografico.

I due, residenti in Salento, non sono conviventi. I fatti contestati nel provvedimento restrittivo, emesso dal gip di Lecce su richiesta della Procura, fanno riferimento al periodo compreso tra l’agosto 2024 e l’agosto 2025 durante il quale i due indagati avrebbero sistematicamente costretto una bambina di otto anni, figlia della donna arrestata, a subire abusi sessuali da parte dell’uomo, ai quali la madre avrebbe partecipato.

Quest’ultima avrebbe inoltre documentato gli abusi con foto e video, trasmessi all’uomo assieme ad altro materiale pedopornografico riguardante la bambina.

Al momento dell’arresto i carabinieri hanno sequestrato apparati informatici nella disponibilità di entrambi gli indagati. La bambina è stata affidata a una comunità protetta, al fine di garantirne l’incolumità e di avviare il necessario percorso di supporto e recupero.

Dal grande spavento in Napoli-Lecce alla gioia: il giocatore Banda festeggia la nascita della prima figlia

Dalla paura alla felicità nel giro di poche ore per Lameck Banda e per il Lecce. L’esterno giallorosso, rientrato in città dopo il ricovero all’ospedale Cardarelli di Napoli, ha potuto celebrare la nascita della sua primogenita, Rumi Ezlyn. La bambina, che pesa poco più di due chili e mezzo, sta bene.

Il calciatore aveva vissuto momenti di grande apprensione durante la partita in trasferta contro il Napoli allo stadio Maradona. All’86° minuto Banda si era accasciato a terra portandosi le mani al petto, dopo un duro contrasto di gioco avvenuto pochi minuti prima. Le immagini avevano immediatamente allarmato compagni, avversari e tifosi.

Lo staff medico di Napoli e Lecce è intervenuto subito in campo, mentre i giocatori delle due squadre si stringevano attorno al compagno, visibilmente preoccupati. Banda è stato quindi trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli per accertamenti cardiologici e polmonari, che fortunatamente hanno escluso complicazioni.

Il 25enne esterno originario dello Zambia ha trascorso la notte in osservazione ed è stato dimesso la mattina seguente. Insieme al medico sociale del Lecce, Giuseppe Congedo, è rientrato in città nel pomeriggio.

Poche ore dopo, però, un nuovo passaggio in ospedale, questa volta per un motivo ben più felice: la nascita della piccola Rumi Ezlyn. Dal grande spavento alla gioia più grande, con il Lecce che ha subito fatto arrivare il proprio abbraccio al calciatore e alla sua famiglia, in attesa di rivederlo presto in campo.

Pap test errati, risultato negativo ma donna muore per un tumore. Regione Puglia avvia verifiche su laboratorio

La Regione Puglia ha avviato accertamenti sul caso dei tre pap test risultati negativi e rilasciati da un laboratorio privato di Lecce, accreditato con il Servizio sanitario regionale, a una donna poi morta per un carcinoma diagnosticato in ritardo.

Dopo la segnalazione del quotidiano La Repubblica, il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha incaricato il Servizio ispettivo della Segreteria regionale di svolgere verifiche e ha chiesto una relazione al commissario straordinario dell’Asl di Lecce, Stefano Rossi.

La donna, che dal 2016 accusava perdite di sangue, si era sottoposta a tre pap test, l’ultimo nel febbraio 2019, tutti con esito negativo. Solo successivamente è stato diagnosticato un carcinoma squamocellulare. Nonostante diversi cicli di chemioterapia, è morta nel novembre 2023 a 47 anni. La vicenda si è chiusa con una transazione extragiudiziale di circa 300mila euro tra il laboratorio e i familiari, assistiti dall’avvocato Pasquale Tarantino.

Intanto cresce la preoccupazione tra molte donne che si erano rivolte alla stessa struttura. “È un fatto gravissimo – afferma Rosa Orlando, coordinatrice del Centro diritto alla salute dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce –. Consigliamo a chi ha effettuato lì l’esame di ripeterlo in un altro centro. L’Asl deve rafforzare i controlli su queste strutture”.

Tragedia a Lecce, il piccolo Ibrahim muore a 11 anni. L’autopsia: “Fatale una polmonite emorragica”

Una polmonite emorragica di origine virale sarebbe all’origine della morte improvvisa di Ibrahim, il ragazzo di 11 anni scomparso lunedì mattina a Lecce dopo essere stato portato al Pronto Soccorso con sintomi inizialmente simili a quelli di una comune influenza.

È quanto emerso dall’autopsia eseguita oggi dal medico legale Ermenegildo Colosimo, disposta dalla Asl per fare piena luce sulle cause del decesso.
Il giovane si trovava a scuola quando ha iniziato ad avvertire una tosse persistente e un generale stato di malessere.

Avvisata dalla dirigente scolastica, la famiglia lo ha riportato a casa, ma nel giro di poco tempo la situazione è peggiorata, rendendo necessario il trasferimento in ospedale, dove il ragazzo è morto poco dopo l’arrivo.

Ulteriori analisi istologiche serviranno ora a verificare se l’undicenne soffrisse anche di una patologia cardiaca preesistente, mai individuata prima, che potrebbe aver contribuito a peggiorare il quadro clinico.

Tragedia a Lecce, bimbo di 11 anni torna a casa e muore. Scuola sotto choc: “Nessun malore improvviso”

“Non c’è stato un malore improvviso, il ragazzo è arrivato a scuola già con una tosse persistente e gli occhi lucidi ma nonostante ciò aveva svolto regolarmente l’attività didattica prima che venisse allertata la famiglia per suggerire loro che lo portassero a casa”.

Lo riferisce Francisca Camero dirigente dell’istituto scolastico Galateo di Lecce, la scuola frequentata dall’undicenne senegalese che ieri è morto in ospedale dopo essersi sentito male a casa di rientro da scuola. Oggi in classe sul suo banco sono stati deposti dei fiori insieme a messaggi, lettere e pupazzi.

“L’intera comunità scolastica del nostro istituto è sotto choc – afferma la dirigente. Ibrahm è arrivato a scuola già con la tosse che è andata via via aumentando. Le insegnanti hanno così deciso di avvisare la famiglia e il padre è venuto a prenderlo poco dopo. Nessuno poteva immaginare un epilogo di questo tipo”.

Sulla vicenda sono in corso accertamenti e la squadra mobile di Lecce ha ascoltato il padre dell’11enne, Khadim, cantante senegalese cofondatore dei Ghetto Eden. L’ Asl ha chiesto l’autopsia per chiarire le cause della morte.