Fidanzati uccisi a Lecce, il killer De Marco si laurea in Filosofia. E la casa dell’orrore diventa un b&b

A quasi sei anni dal duplice omicidio che sconvolse il Salento, Antonio De Marco, condannato all’ergastolo per l’assassinio dell’arbitro Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta, si è laureato in Filosofia nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce. Il 25enne di Casarano ha discusso una tesi su Arthur Schopenhauer, completando il percorso universitario grazie alla convenzione tra l’Università del Salento e l’istituto penitenziario.

De Marco sta scontando la pena per il delitto del 21 settembre 2020, quando i due fidanzati vennero uccisi con 79 coltellate nella loro abitazione di via Montello, proprio nel primo giorno di convivenza. Dopo l’arresto, l’ex studente di Scienze infermieristiche ha intrapreso un percorso di studi filosofici, trovando nella lettura una nuova routine durante la detenzione.

Nel frattempo, la casa in cui si consumò la tragedia è stata venduta dalla famiglia De Santis e sarà trasformata in un bed and breakfast dal nuovo proprietario, con l’obiettivo di restituire una nuova identità a un luogo rimasto a lungo simbolo di dolore collettivo.

Fidanzati 19enni morti sulla statale 673, l’ultimo saluto di Foggia a Ilaria e Nicola: “Dolore che non passerà mai”

Si sono celebrati oggi i funerali di Nicola Pio Di Lorenzo e Ilaria Mirasole, i due fidanzati 18enni che hanno perso la vita sabato mattina nello schianto avvenuto sulla statale 673 di Foggia tra due auto. Stavano raggiungendo alcuni amici a Marina Di Lesina per festeggiare la maturità.

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Fidanzati uccisi a Lecce, condannato l’assassino: ergastolo per Antonio De Marco

Ergastolo per Antonio De Marco. Era atteso per oggi il verdetto contro l’assassino reo confesso di Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta, uccisi la notte del 21 settembre 2020 nella casa in cui un tempo conviveva anche l’omicida.

La sentenza è stata pronunciata dalla Corte di Assise di Lecce. Grande entusiasmo nelle famiglie delle due vittime. In aula non era presente De Marco, mai presente alle udienze, e neanche i suoi genitori.

Il giudice non ha disposto l’isolamento diurno per un anno, come invece chiesto dalla Procura, a cui invece è stata accolta la richiesta dell’ergastolo col riconoscimento dell’aggravante della crudeltà e della premeditazione.