Ruba per drogarsi, risolti altri due casi. Malato psichiatrico mantiene la promessa: picchiata la ex

Torniamo a parlare del malato psichiatrico che a Bitonto si è reso protagonista di diversi furti negli ultimi mesi. Siamo riusciti a risalire alla sua storia, scoprendo anche la sua dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

Ora si trova ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Paolo di Bari dopo aver mantenuto la promessa e aver picchiato la sua ex. Siamo in grado di raccontarvi altri due casi che lo riguardano, uno in particolare lo avevamo proprio raccontato qualche settimana fa su Quinto Potere.

Ruba per drogarsi, malato psichiatrico ai Carabinieri: “Uccido la mia ex”. L’appello: “È pericoloso”

L’ennesimo furto di mance in un bar barese, questa volta a Bitonto. Ma non si tratta di uno dei due ladri di cui parliamo ormai da settimane. Ad entrare in azione questa volta è stato un altro soggetto.

Abbiamo scoperto che è stato autore di diversi furti, non solo nei bar, e siamo riusciti a risalire alla sua storia, molto complessa. Si tratta di un malato psichiatrico che vive di espedienti e che abusa di sostanze stupefacenti.

Bari, padre respinto dall’ex con un sms: “Non puoi vedere tuo figlio perché sei invalido”. Scatta la denuncia

Doveva essere una semplice serata tra padre e figlio, una pizza insieme per recuperare il tempo perso. Si è invece trasformata nell’ennesimo episodio di una separazione difficile.

Protagonista un uomo barese, trasferitosi in Svizzera dopo la fine del matrimonio per lavorare nell’edilizia, che ha sempre mantenuto i rapporti con i figli secondo quanto stabilito dal tribunale di Bari: affidamento condiviso, con il minore collocato presso la madre e possibilità per il padre di incontrarlo a ogni rientro in Italia, previo accordo.

Negli ultimi mesi, però, la situazione si è complicata. All’uomo è stata diagnosticata una maculopatia congenita che lo ha reso inabile al lavoro, costringendolo a chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento tramite i suoi legali. Una richiesta che avrebbe incrinato ulteriormente i rapporti con l’ex compagna.

Lo scorso fine settimana, il padre aveva organizzato un incontro con il figlio, già concordato. Ma poco prima è arrivato un messaggio della madre: «Non puoi vedere tuo figlio perché sei invalido». Nonostante i tentativi di chiarimento, l’incontro è saltato.

L’uomo si è quindi rivolto ai carabinieri e ha sporto denuncia. La vicenda potrebbe ora avere sviluppi giudiziari, anche in relazione all’affidamento e alla tutela del diritto del minore a mantenere il rapporto con il padre.

Viola le restrizioni ma è libero, braccialetto inefficace: “Pentita di aver denunciato il mio ex”

Viola il divieto di avvicinamento diverse volte in pochi mesi, nonostante il braccialetto elettronico, viene arrestato e poi rimesso in libertà. Protagonista un 39enne barese. La storia che vi raccontiamo è emblematica e preoccupante. Abbiamo raggiunto e intervistato la vittima che ha voluto raccontare la sua angoscia, di come è cambiata la sua vita e la sua delusione per una giustizia che non l’ha tutelata.

Santeramo, tentano di bruciare vivo un uomo per i messaggi ad una ragazza: chieste due condanne – NOMI

La Procura di Bari ha chiesto due condanne a 4 anni e 8 mesi di reclusione per la violenta aggressione avvenuta a Santeramo in Colle il 14 maggio scorso, quando in tre avrebbero picchiato brutalmente un uomo, provando anche a dargli fuoco, per alcuni messaggi scritti su Instagram alla ex di uno di loro. Agli imputati, arrestati qualche settimana dopo la vicenda e tuttora detenuti, sono contestati i reati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate.

Le richieste di condanna, con esclusione dell’aggravante della premeditazione, sono state avanzate nel processo con rito abbreviato nei confronti di Francesco Sgaramella (47 anni) e Leonardo Fraccalvieri (38 anni). La sentenza è attesa per il 20 gennaio 2026. Il terzo imputato, Francesco Molinari (35 anni) è a processo con rito ordinario.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, quel giorno Molinari e la vittima – che si conoscevano da circa sei mesi – si sarebbero dati appuntamento per un caffè.

Molinari si sarebbe presentato a casa dell’uomo insieme agli altri due aggredendolo con calci e pugni, fino al tentativo di bruciarlo vivo. Lo avrebbero bloccato a terra, cospargendone il corpo di benzina e usando anche un accendino. Il tentativo non riuscì perché l’uomo riuscì a liberarsi e a scappare.

L’ex di Tatiana rompe il silenzio: “Io estraneo su di me clima di sospetto. Sento il bisogno di tulelarmi”

“La scomparsa della ragazza a me legata sentimentalmente in passato, mi ha profondamente turbato. Ho vissuto momenti di grande angoscia e preoccupazione, in quanto non avevo avuto notizia sul suo stato. In questi giorni, purtroppo, ho visto circolare sui social e media commenti che mi hanno coinvolto ingiustamente, attribuendomi responsabilità o ruoli che non ho mai avuto. Vorrei ribadire con fermezza di essere completamente estraneo a qualsiasi comportamento scorretto o rilevante rispetto alla vicenda”.

Lo scrive in un messaggio il 29enne Alessandro Bonsegna, in passato legato a Tatiana Tramacere, la ragazza che vive a Nardò e che dal 24 novembre scorso per 11 giorni non ha dato più notizie di sé. La studentessa è stata ritrovata a casa di un altro amico, Dragos Ioan Gheormescu, a poche decine di metri dall’appartamento dei suoi genitori.

“Sono sollevato dal fatto che la ragazza sia stata ritrovata sana e salva, tuttavia il clima di sospetto che si è creato intorno al mio nome – ha sottolineato il giovane- mi ha causato un forte disagio personale e psicologico, aggravato dal fatto che io non sia mai stato contattato né informato direttamente da lei o dalla sua famiglia. Oggi sento il bisogno di tutelare la mia dignità e la mia persona”.

Il 29enne è assistito dall’avvocato Marco Scordari, del Foro di Lecce, che evidenzia come il ragazzo “abbia subito un grave pregiudizio. Alessandro è stato vittima di commenti ed illazioni rese pubbliche durante i giorni di scomparsa della ragazza. E per questo stiamo valutando di poter tutelare la reputazione del giovane anche nelle sedi opportune contro quello che ha subito nei giorni scorsi”.

Tatiana scomparsa da 10 giorni a Nardò: l’ultima sera col fidanzato e i biglietti per raggiungere l’ex a Brescia

Cresce la preoccupazione per le sorti di Tatiana Tramacere, la ragazza che vive a Nardò, in provincia di Lecce, e di cui non si hanno più notizie da lunedì 24 novembre. Nata in Ucraina e giunta in Italia quando aveva pochi anni, il giorno della scomparsa indossava jeans e cappotto grigio.

Le indagini vanno avanti senza sosta e si seguono diverse piste, cercando indizi nella vita privata e nella pagina di poesie seguita da migliaia di followers sui social. Il telefono della giovane risulta sempre spento. Si stanno ascoltando amici e parenti della 27enne e analizzando ogni dettaglio che sta emergendo da queste testimonianze.

Tatiana era legata a due ragazzi. Da un lato Alessandro, di Nardò. Dall’altro l’ex fidanzato, residente a Brescia. La mamma del primo, raggiunta dalla trasmissione La Vita in Diretta di Rai 1, ha raccontato di aver visto Tatiana la domenica precedente la sua scomparsa e di essere molto preoccupata.

“Abbiamo subito pensato che non si trattava di un allontanamento volontario perché Tatiana il giorno prima stava con noi – racconta -. Stava bene, era tranquilla, abbiamo mangiato insieme le patatine”. Il giorno seguente il figlio ha mandato un messaggio di buongiorno a Tatiana ma lei non ha nemmeno visualizzato.

Poi i genitori di Tatiana, al Tg1, hanno però rivelato che la figlia aveva comprato un biglietto per raggiungere Brescia perché voleva tornare dal suo ex.  “Le è capitato qualcosa, se no si sarebbe fatta sentire. Alle tre e mezza mi ha detto mamma, me ne vado a lavorare a Lecce, e non è più rientrata. Il telefono risulta spento, è proprio morto”, le parole della mamma.

“Tatiana – dice ancora sua madre – se ci vedi torna a casa, non ti preoccupare. Ti aspettiamo a braccia aperte. Aveva fatto i biglietti, voleva vedere se riallacciava con il suo ex”, aggiunge.

Litiga con la ex, carabiniere fuori servizio interviene e lo ferma: arrestato 26enne. Aveva un coltello in tasca

I carabinieri di Sava, in provincia di Taranto, hanno arrestato un 26enne accusato di atti persecutori nei confronti della ex compagna 35enne.

Il giovane, che già in passato avrebbe avuto comportamenti ritenuti molesti, è stato sorpreso da un carabiniere libero dal servizio mentre litigava per strada in maniera violenta con la donna.

Il militare è intervenuto e ha impedito che la situazione degenerasse. L’uomo è stato bloccato e da una successiva perquisizione è emerso che aveva in tasca un coltello. L’arma è stata quindi sequestrata e il 26enne è finito agli arresti domiciliari.

Un divorzio burrascoso, Francesca in crisi al suo ex: “Rispetta le sentenze per il bene dei bambini”

Torniamo ad occuparci di divorzi burrascosi, questa volta è stata Francesca a contattarci per raccontare la sua storia. La donna ha avuto l’affidamento diretto dei due bambini, la vicenda è piuttosto delicata e alle spalle ci sono diversi anni difficili.

Il giudice ha stabilito gli incontri protetti tra loro e il padre, al momento condizione non accettata dai figli dell’ex coppia. In più è stato stabilito che l’uomo deve provvedere al mantenimento economico, in ballo c’è anche la casa coniugale e il mutuo. Anche in questo caso Francesca lamenta ritardi e disagi, il rischio è anche quello di perdere l’abitazione. Nel video allegato l’appello della donna al suo ex.

Amori malati, da mostro a multato. Matteo vittima della ex: “Lasciami in pace”

Matteo, 55enne barese, ha vissuto per anni un incubo a causa di un’ex che non voleva lasciarlo andare via dopo la fine della loro relazione. Aggressioni fisiche, messaggi, minacce e rumors di ogni tipo messi in giro per screditarlo, con l’obiettivo di trasformarlo da vittima a carnefice.

Ci sono stati tre procedimenti, Matteo è stato etichettato come “mostro”, prima di essere assolto da ogni accusa. Un periodo drammatico in cui Matteo ha perso tutto prima, ora che la giustizia ha fatto il suo corso è pronto a voltare pagina una volta per tutte.