Nardò, protesta per il ticket da 1,50 euro in cattedrale e aggredisce guide e addetti: denunciato dipendente Asl

Ha protestato contro il ticket serale per visitare la Cattedrale di Nardò e, secondo la denuncia presentata dalla Curia, è passato dalle parole alla violenza. Un uomo del posto, dipendente dell’Asl, è stato denunciato dopo un episodio avvenuto nella serata di Ferragosto.

Secondo la ricostruzione, l’uomo avrebbe lanciato a terra un treppiedi e il tabellone informativo, rimosso il nastro che delimitava l’ingresso e aggredito verbalmente guide e addetti alla sicurezza. Avrebbe inoltre avuto un contatto fisico con una delle responsabili, continuando a insultare e minacciare i presenti.

All’origine della protesta ci sarebbe il contributo di 1,50 euro previsto per le aperture serali straordinarie della Cattedrale, dalle 20 alle 22. Il ticket, introdotto per sostenere i costi di custodia e sorveglianza e contribuire a prevenire furti e atti vandalici, non è invece previsto durante i normali orari di apertura, quando l’ingresso resta gratuito.

La Diocesi, guidata dal vescovo Fernando Filograna, ha espresso solidarietà alle persone coinvolte e ha presentato formale querela. Attraverso le indagini difensive condotte dai propri legali, la Curia sarebbe riuscita a identificare l’autore dell’aggressione.

La Diocesi ha ribadito che il contributo era stato comunicato con largo anticipo e ha sottolineato la volontà di tutelare la sicurezza di chi lavora nella Cattedrale, lasciando ora agli organi giudiziari il compito di accertare eventuali responsabilità.

L’Inps revoca l’assegno di inclusione a una 89enne per i reati del figlio, il Tribunale le dà ragione: avrà 7mila euro

L’Inps aveva revocato l’assegno di inclusione a una donna di 89 anni di Nardò, contestando presunte dichiarazioni mendaci legate alla presenza di una condanna penale a carico del figlio. La pensionata ha però impugnato il provvedimento e il Tribunale di Lecce le ha dato ragione.

La donna ha dimostrato di possedere tutti i requisiti anagrafici, sanitari e patrimoniali necessari per ottenere il beneficio. Il ricorso ha inoltre evidenziato che la normativa prevede il requisito relativo alle condanne penali per il richiedente e non per gli altri componenti del nucleo familiare.

Il giudice del lavoro Luca Notarangelo ha quindi accolto il ricorso, ordinando all’Inps di riattivare l’Assegno di inclusione, pagare le mensilità non corrisposte e rimborsare le spese legali sostenute dalla donna.

Tragedia nelle campagne di Nardò, sbranato da due rottweiler: muore il 72enne Giuseppe Pampo

Tragedia nelle campagne di Nardò, dove un uomo di 72 anni, Giuseppe Pampo, di Leverano, è morto dopo essere stato aggredito e azzannato da due rottweiler.

L’uomo si era recato nei suoi terreni per raccogliere della frutta, ma non era rientrato a casa per pranzo. Preoccupati, il figlio e il nipote sono andati a cercarlo, trovandolo ormai privo di vita e con i due cani ancora addosso. Nel tentativo di soccorrerlo, hanno rischiato a loro volta di essere aggrediti.

Secondo le prime informazioni, i due rottweiler sarebbero fuggiti da un’abitazione della zona. La salma è stata trasferita all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria. I carabinieri stanno cercando di identificare i proprietari degli animali e ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Ancora sangue sulle strade pugliesi, schianto auto-Ape: un morto a Matino. Grave un motociclista a Nardò

Ancora gravi incidenti sulle strade pugliesi. Il più drammatico si è verificato questa mattina lungo la strada provinciale 262, nel territorio di Matino, dove si sono scontrati un’auto e una moto Ape.

Nell’impatto il conducente del mezzo a tre ruote ha perso la vita, rimanendo incastrato tra le lamiere. All’arrivo dei sanitari del 118 non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e i carabinieri di Matino, che hanno avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. La vittima è l’89enne Carmelo Danese.

Un secondo sinistro si è verificato a Nardò, in via Bonfante, dove uno scooter è finito sotto un camion. Sul luogo dell’incidente sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco per soccorrere il motociclista, le cui condizioni sarebbero gravi.

Lecce, 62enne muore in ospedale tre giorni dopo un intervento alla spalla: indagato ortopedico del Fazzi

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sulla morte di Patrizia Beria, 62enne di Nardò, deceduta il 7 giugno, tre giorni dopo essere stata dimessa dal reparto di Ortopedia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove era stata sottoposta a un intervento per la ricomposizione di una frattura alla spalla.

La donna ha accusato un malore nella propria abitazione ed è stata trasportata dai familiari al pronto soccorso del Fazzi, dove è morta poco dopo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella di una possibile embolia polmonare.

A seguito della denuncia presentata dai familiari, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati il medico ortopedico che eseguì l’intervento. L’ipotesi di reato contestata è quella di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Gli accertamenti dovranno chiarire se, nel decorso post-operatorio, fosse necessario prescrivere una terapia anticoagulante a base di eparina.

Neonata di 4 mesi muore in ospedale dopo malore all’asilo nido: aperta inchiesta

Sarà l’autopsia affidata al medico legale Roberto Vaglio a chiarire le cause della morte di Lavinia, la bambina di quattro mesi deceduta ieri all’ospedale di Tricase dopo un improvviso malore accusato mentre si trovava in un asilo di Santa Maria di Leuca. La Procura di Lecce, con la pm Roberta De Filippo, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti.

I carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze delle educatrici presenti nella struttura al momento dei fatti per ricostruire l’accaduto. La piccola, che non avrebbe sofferto di patologie pregresse, avrebbe smesso improvvisamente di respirare. Tra le ipotesi al vaglio figurano la sindrome della morte in culla o un rigurgito.

Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno intubato la neonata e l’hanno trasferita d’urgenza all’ospedale di Tricase, dove i tentativi di rianimazione sono proseguiti per circa un’ora e mezza. In tarda mattinata, però, i medici hanno dovuto constatarne il decesso.

La tragedia ha colpito i genitori, entrambi trentenni: il padre, impegnato in una missione in Cisgiordania, è rientrato in Italia, mentre la madre è rimasta accanto alla figlia fino all’ultimo. Il Comune ha espresso cordoglio alla famiglia e ha annunciato che nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino.

Tragico incidente ad Ancona, Nardò piange il calciatore Davide Paglialunga: aveva 21 anni

Profondo cordoglio tra Ancona e Nardò per la morte di Davide Paglialunga, giovane calciatore di 21 anni deceduto in un drammatico incidente stradale avvenuto in contrada Baraccola, ad Ancona. Centrocampista classe 2005, era considerato una delle promesse del calcio marchigiano e militava nella Jesina dopo le esperienze con Ascoli, Pescara e Ancona.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane era alla guida della sua Opel Corsa quando è rimasto coinvolto in un violento tamponamento. L’auto ha preso fuoco e Paglialunga è rimasto intrappolato nell’abitacolo. Un finanziere di passaggio è riuscito a soccorrere e mettere in salvo un altro giovane che viaggiava sul sedile posteriore, ma per il calciatore non c’è stato nulla da fare.

La notizia ha sconvolto il mondo dello sport. In una nota, la Jesina ha ricordato il 21enne come un atleta di talento e un ragazzo stimato da tutti, sottolineandone la determinazione in campo e le qualità umane fuori dal terreno di gioco.

Paglialunga era figlio di Roberto, operaio metalmeccanico originario di Nardò, scomparso nel 2020 dopo aver visto il figlio firmare il suo primo contratto da professionista con l’Ascoli. Lascia la madre Irene Anglano, la nonna Cosima D’Aprile e gli altri familiari. I funerali saranno celebrati a Polverigi, in provincia di

Messaggi su TikTok e WhatsApp per adescare le amichette della figlia tra i 13 e 15 anni: indagato 55enne

Cinque ragazzine tra i 13 e i 15 anni, tutte amiche della figlia, sarebbero state adescate attraverso TikTok e WhatsApp da un 55enne di Nardò, finito sotto inchiesta della Procura di Lecce. Per l’uomo, meccanico, le indagini sono state chiuse nelle scorse settimane.

L’indagine è partita dalla denuncia presentata nel giugno 2025 da una 15enne che, accompagnata dalla madre, si è rivolta ai carabinieri consegnando le chat scambiate con l’uomo. Nei messaggi, secondo quanto emerso dagli accertamenti, comparivano complimenti insistenti, richieste di fotografie, inviti a incontrarsi e riferimenti sessuali.

Gli investigatori hanno poi esteso gli accertamenti ad altre quattro minorenni — due 15enni e due 13enni — tutte legate da rapporti di amicizia con la figlia dell’indagato. Dall’analisi di telefoni e dispositivi informatici sarebbero emerse ulteriori conversazioni ritenute rilevanti ai fini dell’inchiesta.

Tra i messaggi acquisiti figurerebbero anche richieste di non mostrare le chat ad altre persone e di cancellare le conversazioni. L’uomo avrebbe sostenuto di aver cercato di aiutare una delle ragazze, spiegando di averle voluto stare vicino per difficoltà personali. Una ricostruzione che non avrebbe trovato riscontro negli elementi raccolti dagli inquirenti. Ora la Procura si prepara alle prossime determinazioni.

Nardò, 55enne muore dopo un calvario e mesi di ricoveri. La figlia presenta esposto: aperta inchiesta

Una donna di 55 anni di Nardò è morta il 23 febbraio all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dopo mesi di ricoveri tra diversi ospedali. La figlia ha presentato un esposto alla Procura di Lecce per chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità mediche.

La vicenda è iniziata il 5 novembre, quando la donna si è recata al pronto soccorso di Copertino per forti dolori addominali. Dopo 15 giorni è stata dimessa con l’indicazione di fare ulteriori accertamenti al Fazzi, dove è stata poi operata d’urgenza alla colecisti.

Nonostante l’intervento, i dolori sono continuati e le sue condizioni sono peggiorate, costringendola a continui trasferimenti tra gli ospedali di Copertino, Lecce e Gallipoli, fino al ricovero finale al Fazzi, dove è deceduta. La Procura ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti.

Nardò, litiga con la ex moglie e spara davanti al figlio di 14 anni: ferito il vicino

Litiga con l’ex moglie e spara il vicino intervenuto per difendere la donna. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio a Nardò, in via Pompiliano. Protagonista un 41enne originario di Gallipoli.

L’uomo si è presentato sotto l’abitazione della donna, da cui si sta separando, con il figlio 14enne. In pochi istanti la situazione è degenerata.

Il 41enne ha iniziato ad aggredire verbalmente la donna, il vicino è sceso per difenderla e a quel punto l’uomo ha estratto la pistola minacciando tutti. Poi è partito un colpo e ha ferito al piede il 50enne, prima di fuggire in moto.