Delicato intervento di scoliosi, 15enne fragile da Napoli a Bari: operato al Policlinico. È già in fase di recupero

Un delicato intervento di chirurgia vertebrale su un ragazzo di 15 anni affetto da grave scoliosi e da una complessa patologia neurologica è stato eseguito con successo al Policlinico di Bari. Il giovane, proveniente da Napoli, era stato rifiutato da altre strutture a causa dell’elevata complessità clinica del caso.

L’operazione è stata condotta dall’équipe diretta dal dottor Andrea Piazzolla, responsabile dell’unità di chirurgia vertebrale e Centro scoliosi, con il supporto degli specialisti di anestesia e rianimazione. Fondamentale l’approccio multidisciplinare adottato dall’ospedale barese, che ha garantito anche la presenza costante della madre durante il ricovero.

Il quindicenne, sottoposto ad anestesia generale con morfina intratecale per ridurre il dolore post-operatorio, è ora in fase di recupero e sarà dimesso nei prossimi giorni. Secondo i medici, la gestione anestesiologica e post-operatoria ha consentito una ripresa più rapida e una mobilizzazione precoce.

«La complessità era soprattutto nella gestione complessiva del paziente», ha spiegato Piazzolla, sottolineando il ruolo decisivo della collaborazione tra specialisti. Nell’ultimo anno il centro ha effettuato oltre 300 interventi di chirurgia vertebrale maggiore, confermandosi punto di riferimento anche per pazienti provenienti da fuori regione.

Bari, doppio intervento al Di Venere su 86enne ‘inoperabile’: riparata valvola mitrale e azzerato rischio ictus

Intervento innovativo all’Ospedale Di Venere, dove un’équipe di cardiologi ed emodinamisti ha eseguito con successo una procedura mini-invasiva ad alta complessità su un paziente di 86 anni affetto da grave insufficienza mitralica, fibrillazione atriale e numerose patologie concomitanti.

In un’unica seduta percutanea, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, i medici hanno prima corretto la valvola mitrale con l’impianto di una clip e successivamente chiuso l’auricola sinistra con un dispositivo di occlusione, riducendo così il rischio di ictus legato alla formazione di trombi.

L’uomo, considerato troppo fragile per un intervento cardiochirurgico e non idoneo alla terapia anticoagulante, ha potuto beneficiare di una soluzione terapeutica innovativa che consente minori rischi operatori, tempi di degenza ridotti e un recupero più rapido.

La procedura è stata eseguita nella sala di Emodinamica dal dottor Francesco Cassano, coordinato dal responsabile della UOS di Emodinamica Maurizio Turturo, con il supporto di un’équipe multidisciplinare della UOC di Cardiologia diretta dal dottor Massimo Vincenzo Bonfantino.

Secondo i medici, il trattamento rappresenta un’importante opportunità per i pazienti anziani e fragili ad alto rischio emorragico, impossibilitati ad assumere anticoagulanti o ad affrontare interventi chirurgici tradizionali.

Muore dopo intervento di routine, sparito documento dalla cartella clinica: disposte nuove indagini

Torniamo a parlare di malasanità e della storia di Silvano, scomparso all’età di 83 anni. Il figlio avvocato vuole giustizia e pretende che la verità venga a galla. Su padre si era recato all’ospedale Di Venere per un intervento di routine nel reparto di Chirurgia.

Dopo un primo rinvio, si è sottoposto all’operazione, ma da subito le condizioni sono apparse gravi e sono precipitate in pochi giorni, fino al ritorno in sala operatoria. Da quel momento Silvano non si è più ripreso, non ha più parlato con i familiari, era sofferente e aveva bisogno cessante di ossigeno. Si scopre la reale causa, la setticemia, contratta in sala operatoria. Ecco gli aggiornamenti sulla vicenda.

 

Bari, mano salvata a 18enne dopo grave incidente: intervento di chirurgia ricostruttiva al Policlinico

Un delicato e complesso intervento di chirurgia ricostruttiva ha permesso di salvare la mano a un ragazzo di 18 anni, rimasto gravemente ferito in un incidente stradale.

L’operazione è stata eseguita presso il Policlinico di Bari dall’équipe di Chirurgia plastica ricostruttiva guidata dal professor Giuseppe Giudice, con la collaborazione del professor Michele Maruccia e della professoressa Rossella Elia, insieme ad anestesisti e personale sanitario.

Il giovane presentava lesioni gravissime: i tessuti molli erano compromessi e tutti i tendini estensori della mano risultavano completamente distrutti. La situazione metteva a rischio non solo la funzionalità dell’arto, ma anche la sua stessa sopravvivenza.

L’intervento, durato diverse ore, ha richiesto l’impiego di tecniche avanzate di microchirurgia. I chirurghi hanno effettuato il trasferimento di un lembo di tessuto prelevato dalla coscia per coprire le aree danneggiate della mano.

Inoltre, grazie all’utilizzo di innesti di fascia lata, è stato possibile ricostruire l’intero sistema dei tendini estensori, consentendo così una concreta prospettiva di recupero funzionale.

Fondamentale sarà ora il percorso riabilitativo. La paziente ha già iniziato la fisioterapia durante il ricovero e, come sottolineato dagli specialisti, il recupero dipenderà dalla continuità e dalla costanza della riabilitazione anche dopo la dimissione.

 

Bari, al Policlinico un trapianto meniscale da donatore: è la prima volta al Sud. L’intervento su un judoka

Al Policlinico di Bari, per la prima volta al sud, è stato eseguito un trapianto meniscale da donatore. L’intervento, spiega il presidio universitario sanitario in una nota, è stato realizzato nell’unità operativa di Ortopedia, dai chirurghi ortopedici Lorenzo Moretti e Danilo Cassano, su una paziente, judoka professionista, sottoposta in passato alla ricostruzione del legamento crociato anteriore e del legamento collaterale laterale, oltre a una meniscectomia totale.

Una condizione che, nel tempo, aveva determinato dolore persistente e un progressivo sovraccarico articolare del ginocchio. “Il trapianto meniscale – spiega Moretti – rappresenta una procedura altamente specialistica che consente di ripristinare la funzione biomeccanica del ginocchio. La tecnica da noi utilizzata ha previsto l’impianto di un menisco proveniente da donatore senza l’utilizzo di plug ossei”.

“La clinica ortopedica del Policlinico – prosegue il direttore dell’unità operativa, Giuseppe Solarino – si conferma uno dei centri italiani di riferimento nell’applicazione delle più avanzate tecnologie biomediche”.

In Italia si eseguono ogni anno circa centomila interventi chirurgici per lesioni meniscali, per lo più meniscectomie o riparazioni. Il trapianto meniscale rappresenta invece una procedura altamente specialistica, eseguita solo in alcuni centri ortopedici, riservati a casi clinici selezionati, in particolare pazienti giovani o sportivi che hanno subito l’asportazione completa del menisco e che rischiano nel tempo un deterioramento precoce dell’articolazione del ginocchio.

Pediatrico Bari, dopo tre anni riapre la cardiochirurgia pediatrica? Intervento fissato il 31 marzo ma restano dubbi

Sarebbe prevista per il 31 marzo 2026 la riapertura della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Giovanni XXIII, sospesa dal novembre 2022 per criticità organizzative. Il primo intervento riguarderebbe un bambino affetto da “cor triatriatum”, rara malformazione congenita del cuore, come riportato da L’Edicola del Sud.

La notizia è accolta con sollievo da famiglie e operatori, ma non mancano le preoccupazioni. Dopo oltre tre anni di inattività della sala operatoria pediatrica, restano infatti interrogativi sulle misure adottate per garantire sicurezza e piena funzionalità del servizio.

Non è ancora chiaro chi eseguirà l’intervento: il primario Gabriele Scalzo o il collega Massimo Padalino, attualmente al Policlinico. La posizione di Scalzo appare complessa, tra incarichi scaduti e mancata collaborazione dichiarata da parte di anestesisti e cardiologi.

Dopo la sospensione, molte risorse erano state trasferite al Policlinico, lasciando il reparto inattivo. Ora la riapertura rappresenta un passaggio cruciale, ma l’assenza di chiarezza su personale e organizzazione alimenta dubbi sulla gestione e sulla sicurezza dei pazienti.

Un nuovo sorriso, la visita dal professor Di Cosola. Angela: “Ho paura ma voglio rifare i denti”

Dopo diversi consulti medici e tutti gli accertamenti del caso, questo mese Angela sarà sottoposta all’intervento per riavere un sorriso. Ad operarla sarà il professore Michele Di Cosola a Villa Pompea. Come per Lello in Albania, vi racconteremo le varie tappe di un percorso destinato a cambiare la vita di Angela. La situazione è più complessa rispetto a quella di Lello, per questo non abbiamo potuto portarla a Tirana.