Brindisi, accusato di torturare gatti: il medico torna al lavoro e in reparto scoppia la rivolta. Messo a riposo

Cristian Luca Ghezzani, anestesista 50enne dell’ospedale Perrino di Brindisi, indagato per aver ucciso tre gatti e tentato di eliminarne altri cinque, è tornato brevemente in servizio prima di essere nuovamente messo in riposo dalla Asl.

Secondo le indagini, i gatti sarebbero stati catturati dalle colonie feline e uccisi con diversi strumenti, tra cui bastoni e chiavi, in alcuni casi con violenze particolarmente cruente. Gli animalisti hanno chiesto ulteriori approfondimenti, sospettando che Ghezzani possa essere coinvolto in altri episodi non ancora contestati.

Il ritorno temporaneo del medico ha creato malumore tra colleghi e personale dell’ospedale, portando la direzione della Asl a confermare il riposo forzato in attesa degli sviluppi processuali. Ghezzani rimane indagato a piede libero, mentre l’inchiesta prosegue in fase preliminare.

Caos al Policlinico di Bari, la terapia prescritta alla madre è “inadeguata”. Aggredisce medico e infermiera: fermato

Un uomo barese avrebbe aggredito il personale del pronto soccorso del Policlinico di Bari perché non soddisfatto della terapia prescritta alla madre, accompagnata in ospedale nel primo pomeriggio.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe presentato al nosocomio insieme alla moglie dopo che la madre aveva accusato un malore. Dopo alcune ore di visita e accertamenti, i medici avrebbero deciso la terapia e disposto le dimissioni della donna, spiegando ai familiari le cure da seguire.

La decisione, però, non sarebbe stata ritenuta adeguata dal figlio della paziente che avrebbe reagito aggredendo un medico e un’infermiera, provocando loro ferite con prognosi rispettivamente di 20 e 15 giorni.

Subito dopo l’uomo avrebbe portato via la madre dall’ospedale, allontanandosi e lasciando al Policlinico la moglie e i sanitari aggrediti, che hanno presentato denuncia.

È quindi scattata una breve ricerca da parte dei carabinieri, conclusa poco dopo all’ospedale San Paolo, dove l’uomo si sarebbe recato con la madre per un nuovo consulto medico. Qui è stato fermato e accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso.

Choc a Brindisi, indagato il medico Cristian Ghezzani. L’accusa: “Ha ucciso 3 gatti e tentato di sopprimere altri 5”

Avrebbe ucciso tre gatti e tentato di ammazzarne altri cinque con crudeltà un medico 51enne di Brindisi, Cristian Luca Ghezzani, a cui è stato notificato un avvio di conclusione delle indagini emesso dalla Procura di Brindisi.Le contestazioni, legate a diversi episodi di uccisione e tentativi di uccisione di animali, si riferiscono al periodo compreso dal 2023 al 2025.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile. Durante l’attività investigativa sono state acquisite le immagini di videosorveglianza di controllo delle colonie feline della città che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dell’indagato ed i singoli episodi.

In cinque casi – secondo quanto accertato dagli investigatori – l’uccisione degli animali non si è consumata per cause non dipendenti dalla volontà dell’indagato. Durante una perquisizione domiciliare i poliziotti hanno sequestrato una gabbia trappola, un bastone e un girabacchino utilizzati per catturare e tentare di colpire gli animali.

Dalle attività condotte da un consulente tecnico dalla Procura, inoltre, è stato accertato che all’interno della gabbia trappola, sul bastone e all’interno dell’autovettura utilizzata dall’uomo vi sono tracce di sangue e peli riconducibili a gatti.

Medico “reperibile” non vede i calcoli. Paziente operato d’urgenza rischia la vita: “Reagite”

Torniamo ad occuparci di malasanità in Puglia e lo facciamo con la testimonianza della moglie di un paziente che ha rischiato la vita nei giorni scorsi. L’uomo, dopo aver accusato alcuni sintomi, si è recato prima all’ospedale Di Venere, ma dopo diverse ore e alcuni accertamenti piuttosto sommari è stato dimesso. Il giorno dopo si è recato al Policlinico dove è stato sottoposto d’urgenza ad un intervento a  causa di una colecisti in necrosi.

Sedativo alla moglie per controllare il telefono, ma anche aggressioni e pedinamenti: medico condannato a Lecce

Un medico di 43 anni è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione con l’accusa di aver maltrattato l’ex moglie in diverse occasioni, anche alla presenza dei figli minori. L’uomo è stato accusato anche di averle somministrato un potente sedativo per via endovenosa con l’obiettivo di farle perdere conoscenza e controllarne il cellulare.

I fatti si sono verificati a Galatina e risalgono al periodo dal 2013 al 2020. Nel mezzo anche pedinamenti, aggressioni e umiliazioni quotidiane. La coppia si è poi separata nel 2020.

In un caso la donna sarebbe stata strattonata e sbattuta contro una porta, sarebbe stata anche pedinata e gli spostamenti avrebbero coinvolto anche i figli e i colleghi di lavoro.

È stato disposto anche il risarcimento del danno in separata sede e una provvisionale di 10mila euro a favore della donna, parte civile nel processo. L’accusa aveva invocato una condanna a 5 anni e 6 mesi, la Difesa può presentare ricorso in Appello dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza.

 

Malore nell’allenamento di calcio, un indagato per la morte di Riccardo Chetta: è il medico che ha dato l’idoneità

C’è un indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Riccardo Chetta, il 39enne deceduto durante l’allenamento con la squadra dilettantistica del Parabita City sul campo sportivo di Collepasso nella serata di giovedì 15 gennaio.

Nel registro degli indagati è finito il medico che ha rilasciato il certificato di idoneità all’attività sportiva. Chetta ha infatti accusato due malori in campo nel periodo successivo. L’inchiesta è nata dopo la denuncia presentata dal padre della vittima che ha lasciato la moglie e due figli di 3 e 6 anni.

L’accusa contestata è quella di omicidio colposo, l’autopsia dovrebbe essere eseguita mercoledì 21 gennaio. Ancora sotto choc le due comunità di Collepasso e Parabita, strette al dolore della famiglia dell’uomo.

Brindisi, 60enne muore in ospedale per un infarto. Medico 69enne va a processo: “Poteva salvarsi”

Un medico del Pronto Soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi andrà a processo per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Gianpiero Romano, 60enne di San Pietro Vernotico morto, a causa di un infarto, il primo ottobre del 2023.

L’uomo, quella mattina, fu accompagnato dalla moglie nel Pta di San Pietro Vernotico, lamentando dolori al braccio sinistro e al petto. Dopo essere stato sottoposto a diversi esami, tra cui elettrocardiogramma ed emocromo, fu trasportarlo all’ospedale di Brindisi con un’ambulanza dove morì per un infarto fulminante.

Secondo i consulenti tecnici del pm, non sarebbero state rispettate le linee guida sulla gestione del dolore toracico. Il paziente sarebbe stato dovuto essere ricoverato in terapia intensiva cardiologica, con coronarografia e monitoraggio intensivo. Le probabilità di sopravvivenza sarebbero state elevate.
Il processo si aprirà il 7 settembre 2026.

Colpito da infarto durante un funerale: il custode del cimitero viene salvato dall’ex sindaco-medico

Accusa un infarto durante un funerale e viene salvato dall’ex sindaco della città, un medico. L’episodio è avvenuto nel cimitero di Presicce-Acquarica, nel Salento. Protagonista il custode del cimitero di 45 anni.

Riccardo Monsellato, ex primo cittadino della città, è intervenuto prontamente praticando all’uomo un messaggio cardiaco per circa 8 minuti. Sul posto è poi intervenuta un’ambulanza senza medico a bordo.

Il 45enne si è ripreso, provvidenziale il pronto intervento dell’ex sindaco. Il funerale era di un ex assessore della città, morto due giorni prima sempre per infarto.

Il custode del cimitero di Presicce-Acquarica, in Salento, durante un funerale è stato colto da infarto. Fortunatamente alle esequie era presente l’ex sindaco della città, Riccardo Monsellato, che è un medico, prontamente intervenuto praticando al 45enne un massaggio cardiaco per circa 8 minuti, fin quando non è arrivata un’ambulanza che, sempre per fortuna, si trovava proprio a Presicce, ma senza medico a bordo. L’uomo si è ripreso, ma se non fosse stato tenuto appeso ad un filo da quel massaggio cardiaco oggi non sarebbe più fra noi. Per la cronaca, il funerale era di un ex assessore, Salvatore Zingarello, morto due giorni prima per infarto.

Moto contro palo, muore a 64 anni il medico 118 Vincenzo Incoronato: “Grande perdita umana e professionale”

Vincenzo Fernando Incoronato, medico del 118, è morto ieri in un incidente stradale a San Severo dopo aver perso il controllo della moto in una curva finendo contro un palo di recinzione. L’incidente è avvenuto intorno alle 13 sulla provinciale per San Paolo di Civitate, paese in cui viveva. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso poiché il 64enne è morto sul colpo. Sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di San Severo.

“Una tragedia. Un dolore immenso. È una grande perdita umana e professionale”. Questo il commento del direttore dell’Asl di Foggia Antonio Nigri. “Era un medico sempre disponibile. Una colonna portante del servizio di emergenza urgenza dell’area nord della provincia – ha sottolineato Nigri -. Dedito al lavoro, affabile. Subiamo davvero una grande perdita”.

“È tra i colleghi più anziani del servizio di emergenza urgenza del 118 della provincia di Foggia. Da oltre 30 anni in servizio presso il 118 di San Severo. È una scomparsa che ha sconvolto tutti”. Così il direttore della centrale operativa del 118 di Foggia e direttore del dipartimento di emergenza urgenza, Stefano Colelli.

“Lo conoscevo da anni – aggiunge Colelli -. L’ultima volta l’ho visto due giorni fa quando è venuto in centrale operativa per partecipare ad un corso per l’utilizzo di device a bordo delle ambulanze. Nonostante le diverse decine di anni di servizio, era sempre attento ad aggiornamenti. Mostrava sempre entusiasmo per il suo lavoro nonostante le enormi difficoltà del sistema dell’emergenza urgenza. Non gli mancava molto per la pensione. È una perdita davvero enorme”.

Fa esame e attende 12 giorni per l’intervento al cuore, medico 66enne muore d’infarto a Taranto: aperta inchiesta

Un medico di 66 anni, originario di Napoli ma residente da tempo a Taranto, è morto d’infarto 12 giorni a dopo aver scoperto di aver bisogno urgentemente di un intervento al cuore in seguito ad una coronarografia.

I familiari hanno presentato un esposto in Procura che ha dato via ad un’indagine. L’attesa potrebbe essere stata fatale. Sono cinque i medici di una clinica privata tarantina iscritti nel registro degli indagati. Contestato il reato di omicidio colposo

La cartella clinica del paziente è stata sequestrata, è stata disposta l’autopsia sulla vittima per cercare di definire le cause esatte del decesso e a verificare eventuali responsabilità.