Falsi referti e visite a pagamento negli orari di servizio, medico indagato nel Brindisino: danno da 68mila euro

Si sono concluse le indagini preliminari nei confronti di un dirigente medico in servizio presso un Presidio Territoriale di Assistenza della provincia di Brindisi, accusato di falso ideologico in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri del N.A.S. di Taranto, il medico avrebbe svolto visite specialistiche private a pagamento, con compensi fino a 100 euro per prestazione, durante l’orario di servizio. In almeno un caso avrebbe incassato il denaro in contanti senza rilasciare ricevuta fiscale.

Le indagini avrebbero inoltre evidenziato la redazione di referti medici falsi per giustificare la propria posizione dopo l’avvio delle ispezioni e l’utilizzo irregolare del personale sanitario della struttura.

Per simulare il rispetto dell’orario di lavoro contrattuale, il professionista avrebbe omesso le timbrature di uscita dalla sede di servizio, effettuandole ore dopo in un altro presidio ospedaliero dove non era autorizzato a lavorare. Il danno economico contestato all’Azienda sanitaria locale è stato quantificato in circa 68 mila euro. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del N.A.S. di Taranto.

Casarano, scopre di dover pagare il ticket in ospedale: paziente aggredisce medico e infermiera

Aggressione nel pomeriggio di ieri all’interno del reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale “Ferrari” di Casarano, dove un medico e un’infermiera sono stati minacciati e aggrediti da un paziente in attesa di una visita specialistica.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe perso il controllo dopo essere stato informato dal medico che, in assenza dell’esenzione indicata sull’impegnativa, avrebbe dovuto pagare il ticket.

Accompagnato dalla moglie, anch’essa particolarmente agitata, il paziente avrebbe strappato il cellulare all’infermiera mentre tentava di chiamare i carabinieri, gettando a terra anche il telefono fisso e portando via i documenti utili alla propria identificazione prima di allontanarsi.

Il medico e l’infermiera hanno ricevuto le cure del pronto soccorso e hanno annunciato l’intenzione di sporgere denuncia. Sull’episodio sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Antonio Pio legato a letto in Neuropsichiatria, il medico: “Ricovero improprio serve una struttura”

Torniamo a parlare della storia di Antonio Pio, il ragazzo autistico con grave epilessia. Abbiamo iniziato a raccontare la sua storia con i disperati appelli di papà Paolo. Dal 21 maggio è ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Pediatrico di Bari.

Quando non è sedato e legato a letto, la situazione è ingestibile. La famiglia continua a chiedere un trasferimento urgente in una struttura adeguata, così come le dottoresse del reparto dove è ricoverato. Anche loro parlano di un ricovero “improprio” e invocano un intervento urgente.

Rosa, medico fiducioso: “Potrà camminare”. Già si pensa al secondo ciclo: dal bomber 250 euro

Rosa e la sua famiglia stanno tornando in Italia. La prima missione in Messico è stata ultimata con successo. I miglioramenti, come vi abbiamo raccontato in queste settimane, sono stati incredibili e c’è speranza che Rosa possa tornare a camminare, come annunciato dallo stesso medico. Anche il Bomber Silvio Sisto è pronto a contribuire alla causa.

Abusa di una paziente durante le radiografie: medico 64enne condannato a 2 anni ma resta al lavoro

Un tecnico radiologo di 64 anni, residente a Spongano, è stato condannato a due anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Lecce con l’accusa di aver abusato di una paziente all’interno della sala radiografie dell’ospedale di Scorrano.

La sentenza conferma quella emessa in primo grado nel 2023 dal Tribunale di Lecce. Revocata invece la condanna al risarcimento nei confronti della parte civile, una 34enne leccese, poiché l’imputato ha già versato un indennizzo di 10mila euro.

L’episodio risale al 4 gennaio 2020. La donna, giunta in ospedale dopo un incidente domestico, sarebbe stata vittima dell’abuso durante gli esami radiologici. Dopo essersi allontanata dalla sala, la 34enne avrebbe chiesto aiuto e successivamente denunciato quanto accaduto ai carabinieri.

Le indagini hanno permesso di identificare il tecnico grazie alla testimonianza della donna e alle immagini acquisite dall’ospedale. In attesa delle motivazioni della sentenza, previste entro 90 giorni, la difesa potrà ricorrere in Cassazione. Fino a una decisione definitiva, il 64enne continuerà a svolgere regolarmente la propria attività lavorativa.

Choc a Taranto. Aggredisce l’ex moglie, un vigilante e un medico: arrestato 55enne. Oggi l’interrogatorio

Sarà interrogato questa mattina dal gip Gabriele Antonaci il 55enne tarantino finito agli arresti domiciliari dopo la violenta aggressione avvenuta sabato mattina all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Assistito dall’avvocato Rosario Orlando, l’uomo comparirà per l’udienza di convalida e potrà decidere se rispondere alle domande del giudice o avvalersi della facoltà di non rispondere.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’episodio sarebbe nato da una discussione tra l’ex moglie dell’indagato e un medico che aveva visitato la madre della donna, decidendo di non disporne il ricovero. Dopo un acceso confronto, la donna sarebbe tornata in pronto soccorso accusando il sanitario di averla aggredita.

A quel punto sarebbe intervenuto il 55enne che, stando alle testimonianze raccolte, avrebbe prima avuto uno scontro con l’ex moglie, arrivando a metterle le mani al collo. Nel tentativo di riportare la calma, un vigilante sarebbe stato colpito con un pugno.

La situazione è poi degenerata ulteriormente quando l’uomo avrebbe raggiunto il reparto in cui lavorava il medico coinvolto nella vicenda e lo avrebbe colpito con una testata al volto. Il sanitario ha riportato la frattura del setto nasale, con una prognosi di 30 giorni. Nonostante le lesioni, il medico avrebbe comunque concluso il proprio turno di lavoro.

Policlinico Bari, medico nega il ricovero di una 24enne e viene picchiato dal fidanzato: arrestato Nicola Moschetti

Torniamo ad occuparci dell’ultimo episodio di violenza contro il personale sanitario al Policlinico di Bari. Nella serata del 23 maggio una 24enne si è presentata nel reparto di Neurologia accompagnata da familiari e fidanzato, chiedendo il ricovero per una presunta crisi epilettica. Dopo la visita, il medico di turno ha escluso condizioni gravi, consigliando alla giovane di recarsi al Pronto soccorso per ulteriori accertamenti.

A quel punto il fidanzato della ragazza, Nicola Moschetti, 35 anni, avrebbe aggredito il medico colpendolo con un pugno perché pretendeva il ricovero immediato. Il sanitario ha riportato lesioni ai denti e alla cornea, con una prognosi di sette giorni, e ha sporto denuncia.

Dopo l’aggressione, altri parenti della giovane si sono presentati in ospedale creando tensione all’interno della struttura, che è rimasta presidiata dalle forze dell’ordine fino al mattino. Moschetti è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura e comparirà davanti al gip per la convalida del fermo.

Sull’episodio sono intervenuti il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo, e il direttore generale Antonio Sanguedolce, che hanno condannato l’accaduto esprimendo solidarietà al personale coinvolto. Vicinanza ai medici aggrediti è stata espressa anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito “intollerabili” le violenze contro gli operatori sanitari, ricordando l’inasprimento delle pene per chi aggredisce il personale medico.

“L’ennesimo episodio di violenza avvenuto al Policlinico di Bari ai danni di due medici ripropone con urgenza la necessità di un’organizzazione che dia garanzia di poter operare con sicurezza e serenità a tutto il personale, responsabilità che ricade in capo alla Asl e alla direzione delle strutture ospedaliere”. È quanto affermano in una nota congiunta i segretari generale della Camera del Lavoro di Bari, Domenico Ficco, e della Funzione Pubblica Cgil metropolitana, Giuseppe Altamura, a seguito dell’aggressione verificatasi nel reparto di Neurologia.

“Non può esserci alcuna ragione che spinge a individuare nel personale medico e paramedico qualcuno su cui scaricare tensioni e ansie legate alla propria o altrui condizione di salute, specie se ci si arroga il diritto di saltare i percorsi assistenziali previsti dai protocolli”, afferma Altamura. “Ai medici aggrediti e minacciati va tutta la solidarietà e vicinanza della Fp Cgil provinciale. Non è il primo episodio che si registra e pertanto chiediamo alla dirigenza del Policlinico di predisporre protocolli e misure che diano concretamente a tutto il personale la garanzia di operare nel pieno della sicurezza e della serenità. Denunciamo da tempo come si proceda con gravi lacune nelle piante organiche che reclamano assunzioni per migliorare la risposta in termini di quantità dei servizi e alleggerire il carico di lavoro di un personale allo stremo. Per fare questo è evidente come servano più risorse a livello nazionale per la sanità pubblica”.

Tema ripreso dal segretario della Camera del Lavoro, Ficco: “La Cgil è in campo con due proposte di legge di iniziativa popolare, per le quali stiamo raccogliendo le firme, e una delle due punta ad ancorare il finanziamento della sanità pubblica al Pil nella misura del 7,5%. Oggi siamo oltre un punto percentuale sotto, e questo significa regioni – non solo la Puglia – in difficoltà con i bilanci, impossibilità di adeguare gli organici, di potenziare le infrastrutture, di costruire quella rete di sanità territoriale e di prossimità che è l’unica via possibile per evitare gli affollamenti oggi spesso insostenibili delle strutture di emergenze urgenza degli ospedali. Invece questo Governo stanzia sempre meno risorse per il sistema sanitario nazionale, a tutto vantaggio del sistema privato che però non è accessibile dalla maggioranza delle persone che vive con redditi da lavoro e pensione”.

Bari, serata di follia al Policlinico. Pretende il ricovero immediato e colpisce il medico con un pugno: arrestato

Paura e tensione al Policlinico di Bari per l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Una ventenne si è presentata nella serata del 23 maggio nel reparto di Neurologia accompagnata da alcuni familiari, pretendendo il ricovero immediato. Alla richiesta del medico di turno di passare prima dal Pronto soccorso, uno dei parenti ha reagito aggredendo con un pugno un altro medico presente nel reparto.

Il sanitario ha riportato lesioni ai denti e alla cornea ed è stato costretto a ricorrere alle cure mediche, presentando poi denuncia. L’aggressore, un incensurato, è stato arrestato e posto ai domiciliari: domani comparirà davanti al gip per la convalida del fermo.

Dopo l’episodio, la situazione è degenerata ulteriormente. Altri parenti della giovane, ritenuti vicini a un clan di Bari Vecchia, hanno raggiunto l’ospedale occupando il cortile interno e creando momenti di forte tensione. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno presidiato il reparto fino al mattino per garantire la sicurezza del personale sanitario.

In ospedale è arrivato anche il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo, che ha espresso preoccupazione per il crescente numero di aggressioni contro medici e operatori sanitari. «Da qualche settimana assistiamo a una recrudescenza di episodi violenti – ha dichiarato – alimentati anche dal clima di forte polemica attorno al sistema sanitario regionale». Sivo ha invitato ad abbassare i toni del dibattito pubblico sulla sanità, sottolineando il rischio che siano proprio gli operatori a pagare il prezzo di questo clima di tensione.

Brindisi, accusato di torturare gatti: il medico torna al lavoro e in reparto scoppia la rivolta. Messo a riposo

Cristian Luca Ghezzani, anestesista 50enne dell’ospedale Perrino di Brindisi, indagato per aver ucciso tre gatti e tentato di eliminarne altri cinque, è tornato brevemente in servizio prima di essere nuovamente messo in riposo dalla Asl.

Secondo le indagini, i gatti sarebbero stati catturati dalle colonie feline e uccisi con diversi strumenti, tra cui bastoni e chiavi, in alcuni casi con violenze particolarmente cruente. Gli animalisti hanno chiesto ulteriori approfondimenti, sospettando che Ghezzani possa essere coinvolto in altri episodi non ancora contestati.

Il ritorno temporaneo del medico ha creato malumore tra colleghi e personale dell’ospedale, portando la direzione della Asl a confermare il riposo forzato in attesa degli sviluppi processuali. Ghezzani rimane indagato a piede libero, mentre l’inchiesta prosegue in fase preliminare.

Caos al Policlinico di Bari, la terapia prescritta alla madre è “inadeguata”. Aggredisce medico e infermiera: fermato

Un uomo barese avrebbe aggredito il personale del pronto soccorso del Policlinico di Bari perché non soddisfatto della terapia prescritta alla madre, accompagnata in ospedale nel primo pomeriggio.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe presentato al nosocomio insieme alla moglie dopo che la madre aveva accusato un malore. Dopo alcune ore di visita e accertamenti, i medici avrebbero deciso la terapia e disposto le dimissioni della donna, spiegando ai familiari le cure da seguire.

La decisione, però, non sarebbe stata ritenuta adeguata dal figlio della paziente che avrebbe reagito aggredendo un medico e un’infermiera, provocando loro ferite con prognosi rispettivamente di 20 e 15 giorni.

Subito dopo l’uomo avrebbe portato via la madre dall’ospedale, allontanandosi e lasciando al Policlinico la moglie e i sanitari aggrediti, che hanno presentato denuncia.

È quindi scattata una breve ricerca da parte dei carabinieri, conclusa poco dopo all’ospedale San Paolo, dove l’uomo si sarebbe recato con la madre per un nuovo consulto medico. Qui è stato fermato e accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso.