Intelligenti ma non troppo, Madonnella in rivolta per i cassonetti: “Una discarica. Troppi disagi”

Qual è il paradosso per un cassonetto intelligente di rifiuti? Essere gestito da qualcuno di poco intelligente. Ci siamo recati in corso Sonnino, nel quartiere Madonnella di Bari, per documentari i disagi dei residenti ma anche di chi come Pasquale, commerciante, è costretto a fare i conti con l’inciviltà e un’organizzazione che lascia perplessi.

A partire da fine aprile/inizio maggio 2026, nel quartiere Madonnella è iniziata l’installazione di 51 nuovi cassonetti intelligenti (smart) nell’ambito del progetto “Giusto un gesto”. Questi contenitori si aprono tramite tessera personale o app, monitorano il livello di riempimento e mirano a migliorare la differenziata. Saranno attivi e operativi da agosto ma intanto c’è chi già li utilizza. Chi arriva e li trova pieni, getta i rifiuti all’esterno.

Brindisi, accusato di torturare gatti: il medico torna al lavoro e in reparto scoppia la rivolta. Messo a riposo

Cristian Luca Ghezzani, anestesista 50enne dell’ospedale Perrino di Brindisi, indagato per aver ucciso tre gatti e tentato di eliminarne altri cinque, è tornato brevemente in servizio prima di essere nuovamente messo in riposo dalla Asl.

Secondo le indagini, i gatti sarebbero stati catturati dalle colonie feline e uccisi con diversi strumenti, tra cui bastoni e chiavi, in alcuni casi con violenze particolarmente cruente. Gli animalisti hanno chiesto ulteriori approfondimenti, sospettando che Ghezzani possa essere coinvolto in altri episodi non ancora contestati.

Il ritorno temporaneo del medico ha creato malumore tra colleghi e personale dell’ospedale, portando la direzione della Asl a confermare il riposo forzato in attesa degli sviluppi processuali. Ghezzani rimane indagato a piede libero, mentre l’inchiesta prosegue in fase preliminare.

Bari, rivolta nel carcere minorile. Agenti picchiati con calci e pugni: un assolto e pene ridotte in Appello

La Corte d’Appello minorile di Bari ha assolto uno degli imputati e ridotto le pene per altri cinque coinvolti nei disordini avvenuti il 9 marzo 2025 nell’istituto penale minorile Fornelli di Bari. In primo grado i sei giovani, giudicati con rito abbreviato, erano stati condannati a pene comprese tra cinque anni e otto mesi e sei anni e sette mesi di reclusione per sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato.

Nel processo di secondo grado, uno degli imputati è stato assolto da tutte le accuse «per non aver commesso il fatto». Un altro è stato assolto dai reati di rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, ma condannato a un anno di reclusione per tentata evasione e un ulteriore episodio di resistenza.

Per tre imputati la pena è stata ridotta a quattro anni e quattro mesi, mentre per un altro a tre anni e quattro mesi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Secondo la ricostruzione della procura, quella sera sette detenuti avrebbero tentato di evadere incendiando alcune lenzuola e danneggiando telefoni, telecamere, tablet, televisori e una ricetrasmittente. Durante la rivolta avrebbero aggredito due agenti della polizia penitenziaria con calci, pugni e morsi, sottraendo anche le chiavi dei cancelli.

Uno dei minorenni avrebbe inoltre cosparso di alcol il corpo di guardia e i pantaloni di un agente, minacciando di appiccare il fuoco. I due poliziotti sarebbero stati poi rinchiusi nel corpo di guardia e, nell’aggressione, rimasero feriti. Un altro imputato ha scelto di essere giudicato con rito ordinario.

Disperati in rivolta: “Fanno bene gli abusivi”. La gioia del migrante: “Auguri a me per la casa”

Torniamo ad occuparci di emergenza abitativa, Giuliana è disperata perché è scesa in graduatoria nonostante la grave situazione familiare con due disabili a carico. Non ha mai occupato abusivamente un’abitazione e questo è il cortocircuito di un sistema davvero insostenibile. Come lei tante altre persone sono disperate e in rivolta nella nuova sede dell’ufficio patrimonio del Comune di Bari. Ma c’è chi è riuscito ad ottenere una casa.

Occupazioni abusive, donne di San Pio in rivolta: “Non andiamo via. Sgomberi disumani dopo 30 anni”

La rivolta delle donne di San Pio. Siamo tornati nel quartiere dopo i primi sgomberi effettuati e dopo avervi raccontato la storia di Lorenzo e della sua famiglia. Sono previsti altri 33 sgomberi e la situazione è a dir poco incandescente. Abbiamo racconto l’appello disperato delle donne di San Pio, dietro ogni famiglia si nasconde una storia.

Bangladini in rivolta, tensione a Bari: stanchi dei criminali nordafricani. Il Sindaco: “Ora basta”

È in corso a Bari una vera e propria guerriglia. Negli ultimi giorni nelle piazze principali della città si sono verificate aggressioni e risse tra gruppi di stranieri nonostante il dispiego sul campo delle Forze dell’Ordine.

Nella giornata di oggi è stato convocato il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. L’Amministrazione è pronta a intervenire con fermezza per riportare l’ordine in città, come confermato ai nostri microfoni dal sindaco Vito Leccese che ha condannato con durezza gli ultimi episodi.

Nel video allegato le parole del primo cittadino, le testimonianze di alcuni residenti e le immagini di quanto è accaduto in città.

Inizio lockdown e emergenza Covid, rivolta nel carcere di Bari: 74 detenuti a processo

Avrebbero rotto vetri e oggetti in legno e acciaio delle celle, danneggiato le serrature dei blindi delle stanze e le videocamere di sorveglianza, di fatto dando vita a una rivolta nel carcere di Bari durata circa tre ore.

Per questo, in 74 sono stati rinviati a giudizio per danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio, in relazione ai disordini avvenuti nella casa circondariale barese il 9 marzo 2020, data di inizio del lockdown per l’epidemia da Covid-19 deciso dal governo di Giuseppe Conte.

Il processo nei loro confronti inizierà a Bari il prossimo 16 dicembre. I detenuti – molti dei quali poi trasferiti in altre carceri – inscenarono una rivolta nella prima e nella seconda sezione che costrinse gli agenti della penitenziaria a contenerla cercando, per quanto possibile, di limitare i danni.

Quel giorno i parenti di alcuni detenuti manifestarono all’esterno del carcere con striscioni, cori e tamburi chiedendo la liberazione dei propri parenti a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Rivolta al carcere minorile di Bari, agenti picchiati con calci e pugni: 7 ragazzi a processo

Inizierà il prossimo 24 giugno, davanti al Tribunale dei minori di Bari, il processo a carico di sette giovani detenuti accusati in concorso di sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato.

I fatti per cui è stato chiesto e ottenuto il giudizio immediato si riferiscono ai disordini avvenuti all’interno dell’Istituto penitenziario minorile Fornelli di Bari lo scorso 9 marzo: secondo quanto ricostruito dalle indagini, i sette – che avrebbero agito anche con due maggiorenni – per evadere dal carcere, avrebbero incendiato le lenzuola, strappato fili dei telefoni, spaccato telecamere, tablet, tv e una ricetrasmittente.

Poi avrebbero insultato, minacciato e picchiato due agenti della penitenziaria con calci, pugni e morsi, e a loro avrebbero anche rubato le chiavi dei cancelli. «Prendiamoli a chiave questi due, spacchiamoli di mazzate e tagliamoli la testa. Non devono uscire vivi. Adesso vedrete cosa faremo, non avete ancora visto nulla», avrebbero urlato rivolgendosi agli agenti, da quanto si legge nel capo d’imputazione.

Uno dei minorenni avrebbe quindi sparso dell’alcol nel corpo di guardia e sui pantaloni di uno degli agenti, minacciando di dar loro fuoco: «Se tra 5 minuti non ci aprite l’ingresso vi incendiamo vivi». Gli agenti, poi, sarebbero stati rinchiusi nello stesso corpo di guardia. A causa dell’aggressione, due poliziotti sono rimasti feriti. Tra le persone offese c’è lo stesso istituto, nella persona del direttore, e i due agenti feriti. Sei dei sette detenuti sono stati trasferiti in altri istituti.

I ladri tornano a scuola, 4 furti in 2 settimane. Studenti in rivolta: “Sicurezza e manutenzione”

Uno sciopero per dire basta ai furti che da gennaio sono stati 5, con un picco dal 28 aprile scorso a oggi quando ce ne sono stati quattro. Una scuola da cui chissà chi, ha fatto sparire una trentina di Pc e scassinato i distributori automatici di bevande e snack per prendere le monete.

Così, studenti e studentesse della sede di via Celso Ulpiani, strada del quartiere San Pasquale della città, dell’istituto a indirizzo socio- sanitario Santarella De Lilla, hanno lasciato banchi e libri per manifestare davanti al Comune la loro preoccupazione. Una delegazione di studenti ha poi incontrato il sindaco dell’area metropolitana di Bari, Vito Leccese,.

Il primo colpo risale alla fine dello scorso mese di gennaio quando dopo un open day sono stati portati via 15 computer. Poi ne sono spariti altri 12 che si trovavano in altre classi, e quello della dirigente nell’ufficio di presidenza. La gran parte dei computer è stata acquistata con i fondi del Pnrr.

I ladri non sono riusciti a rubare i Pc dei laboratori perché lì ci sono le porte blindate. Nei giorni hanno fatto razzia delle monete nei distributori automatici, danneggiandoli. Nel video allegato la denuncia e l’appello degli studenti.

Bari, rivolta al carcere minorile Fornelli. Agenti picchiati con calci e pugni: arrestati 7 minorenni tra 16 e 17 anni

La gip del tribunale per i minorenni di Bari, Antonia Salamida, ha disposto la custodia cautelare in un istituto penale per minori nei confronti di sette giovani, tra i 16 e i 17 anni, accusati, in concorso tra loro, di sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato.

Secondo l’accusa, lo scorso 9 marzo avrebbero partecipato ai disordini avvenuti all’interno dell’istituto penale per minori Fornelli di Bari. L’arresto era stato chiesto dalla Procura dei minori l’8 aprile. Tutti e sette sono già detenuti, per altri reati, in sette differenti istituti penali per minori.

Secondo le indagini, lo scorso 9 marzo a Bari avrebbero agito con loro anche due maggiorenni. In base a quanto ricostruito dai pm, quella sera – per evadere dal carcere – avrebbero incendiato le lenzuola, strappato fili dei telefoni, spaccato telecamere, tablet, tv e una ricetrasmittente.

Poi avrebbero insultato, minacciato e picchiato due agenti della penitenziaria con calci, pugni e morsi, e a loro avrebbero anche rubato le chiavi dei cancelli. Uno dei minorenni avrebbe quindi sparso dell’alcol nel corpo di guardia e sui pantaloni di uno degli agenti, minacciando di dar loro fuoco.

Gli agenti, poi, sarebbero stati rinchiusi nello stesso corpo di guardia. A causa dell’aggressione, due poliziotti sono rimasti feriti.